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Per l’uomo una multa di 5 mila euro e risarcimento danni nei confronti di un’associazione a difesa degli animali  L’animale era spesso legato a una corda, lasciato solo anche sotto la pioggia È stato condannato dal Tribunale di Lecce a una multa di 5 mila euro per aver abbandonato il proprio cane sul balcone. L’animale era spesso legato a una corda, lasciato solo anche sotto la pioggia. Purtroppo questa vicenda si è conclusa con un tragico epilogo: il cane è morto dopo la caduta dal balcone. Adesso l’uomo, oltre alla multa, è stato condannato anche al risarcimento danni nei confronti della parte civile (un’associazione a difesa degli animali da qualsiasi forma di maltrattamento) e al pagamento delle spese processuali.

Francesco Sebastio, 59 anni, tarantino, morì al Vito Fazzi di Lecce a gennaio del 2023. Secondo l’accusa gli sono stati somministrati medicinali sbagliati Cinque medici rinviati a giudizio per la morte del sottufficiale della Marina militare, Francesco Sebastio, 59enne tarantino, deceduto al Vito Fazzi di Lecce il 20 gennaio 2023. Le accuse per il personale sanitario, dipendenti del reparto di Ematologia, sono a vario titolo di responsabilità colposa per morte in ambito medico, omicidio colposo e lesioni colpose. Il militare era finito in ospedale nel dicembre 2022 dove era sottoposto a chemioterapia. Stando all’accusa in due circostanze sarebbero stati somministrati medicinali sbagliati, che avrebbero compromesso ulteriormente lo stato di salute dell’uomo fino a provocare il decesso.

Il perito: Luigi Caracciolo era incapace di intendere e di volere, i fatti a Corigliano d’Otranto. Udienza a Lecce il 22 ottobre Luigi Caracciolo, il 56enne di Corigliano d’Otranto accusato di aver nascosto dal settembre2021 al 15 marzo 2023 il corpo del padre 83enne morto in casa per cause naturali per continuare a riscuotere la pensione, al momento dei fatti era affetto da un vizio totale di mente, quindi era incapace di intendere e di volere. È la conclusione della perizia psichiatrica disposta dal gup di Lecce Valeria Fedele. Il perito psichiatra, Elio Serra, ha comunque accertato la capacità del 56 enne di stare in giudizio e affrontare il processo. Caracciolo è accusato di occultamento di cadavere, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebito utilizzo di carte di credito. Dal dicembre scorso, si trova in regime di libertà vigilata in una Crap (comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica). Ancora oggi parla del padre come di una persona ancora in vita. Il corpo del padre Antonio, venne ritrovato nella casa di via San Leonardo, il 15 marzo del 2023, in avanzato stato di scheletrizzazione. L’udienza preliminare è fissata per il 22 ottobre.

Cominciato tre anni fa, il processo ha già cambiato cinque giudici Il giudice Maria Francesca Mariano non è più titolare del processo in corso di svolgimento a Lecce sui presunti illeciti commessi per la realizzazione del tratto terminale salentino del gasdotto Tap, per i quali sono imputati a Lecce la società Tap e 18 persone fisiche, tra cui il management dell’epoca. Il Csm ha accolto le osservazioni mosse dalla giudice salentina nei confronti del Consiglio giudiziario che aveva accolto il provvedimento del presidente uscente del Tribunale salentino, Roberto Tanisi, che aveva disposto l’applicazione della giudice al processo nonostante la stessa fosse stata trasferita all’ufficio gip di Lecce. Questa mattina in aula ha fatto la comparsa il nuovo titolare del processo, la giudice Maria Chiara Panìco. Il processo è cominciato tre anni fa e ad oggi ha cambiato cinque giudici.

Le accuse contestate a vario titolo sono tentata concussione, corruzione, turbativa d’asta, estorsione, tentata estorsione Sono 10 gli indagati che compaiono nell’avviso di conclusione delle indagini avviate dalla Procura di Potenza nel settembre 2021 su un presunto giro di incarichi pilotati alla sezione fallimentare del Tribunale di Lecce in cambio di favori, regali e varie utilità. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, a firma del procuratore capo di Potenza Francesco Curcio e dei sostituti procuratori Maurizio Cardea, Vincenzo Montemurro, e Anna Piccininni, ci sono due giudici leccesi: Pietro Errede 55 anni, all’epoca dei fatti giudice delle sezioni Fallimentare ed Esecuzioni immobiliari e dal maggio scorso arrestato ai domiciliari dalla Gdf, e Alessandro Silvestrini, 67 anni, indagato a piede libero. Tra gli indagati anche tre avvocati , tre consulenti, un geometra e un imprenditore. Le accuse contestate a vario titolo sono tentata concussione, corruzione, turbativa d’asta, estorsione, tentata estorsione.

La Procura di Lecce sta ricostruendo le dinamiche espansionistiche di una rete di imprenditori del settore turistico della zona che con soldi e regalie riuscivano ad ottenere l’approvazione di pratiche edilizie Servizio di Stefania CongedoRiprese e montaggio di Francesco Afrune

In queste ore i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce sono stati impegnati in una serie di perquisizioni negli studi, nelle abitazioni e negli uffici degli indagati Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Nel 2019 aveva subito un altro sequestro preventivo da 5 milioni di euro Il Tribunale antimafia di Lecce ha sequestrato beni mobili e immobili per 2 milioni di euro a un imprenditore tarantino di 53 anni, attivo nel commercio all’ingrosso di mitili. L’uomo è indagato per associazione mafiosa, estorsione e violazioni in materia di armi e munizioni. Il provvedimento fa riferimento a due società operanti in Grecia e Buglaria, riconducibli al 53enne che, già tre anni fa, aveva subito un ulteriore sequestro preventivo della Dia per un valore di 5 milioni di euro.

Nell’ottobre del 2021, un 19enne, affetto da una malformazione cerebrale congenita e con un lieve ritardo mentale, fu scaraventato contro i gradoni dell’anfiteatro di una chiesa, a Merine, frazione di Lizzanello La Procura dei Minori di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di cinque ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, indagati con le accuse di lesioni personali e violenza privata con l’aggravante dei futili motivi. Per aver preso un 19 enne loro amico affetto da una malformazione cerebrale congenita e un lieve ritardo mentale, e lanciarlo durante un gioco contro i gradoni dell’anfiteatro di una chiesa. I fatti risalgono al 21 ottobre 2021 avvenuti a Merine, frazione di Lizzanello. I cinque avrebbero poi filmato la scena con un telefonino, agendo per “mero divertimento personale, consapevoli dello stato di disabilità della vittima e con crudeltà” come contestato dal pm Maria Rosaria Micucci. A dare il via all’inchiesta la denuncia sporta dai genitori della vittima dopo che un amico di famiglia li aveva avvisati che sui social girava un video che riguardava proprio cosa era accaduto. Il ragazzo, oggi 21enne, aveva giustificato la rottura di due denti e del labbro con una caduta occasionale.

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