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I due esemplari erano stati recuperati lo scorso agosto lungo la costa di Leuca dalla Guardia di Finanza Sono state liberate a Gallipoli, in località Riva Bella, due tartarughe marine. Erano state curate nel centro di recupero delle tartarughe marine del Museo di Storia Naturale del Salento. I due esemplari erano stati recuperati lo scorso agosto lungo la costa di Leuca dalla Guardia di Finanza. Entrambi gli animali presentavano problemi nel galleggiamento, che li esponevano a un elevato rischio di collisione con le imbarcazioni in transito. Dopo il soccorso, le tartarughe sono state sottoposte a esami diagnostici approfonditi presso il Centro.

Le tenere immagini delle tartarughe appena nate in corsa verso il mare Nuova schiusa di uova di Caretta caretta sulle spiagge salentine: sessanta tartarughine sono nate durante la notte nella riserva di Punta Prosciutto, a Porto Cesareo. Una volta uscite dai nidi, hanno subito preso il largo per dirigersi verso il mare. La nidificazione di questa specie protetta è un fenomeno che si sta stabilmente consolidando sugli arenili salentini. Anche questa deposizione era stata precedentemente segnalata alla Capitaneria di Porto per la dovuta messa in sicurezza del sito, dopo l’avvistamento di un esemplare adulto in covo il mese scorso dai bagnanti.

Nelle scorse ore la schiusa delle prime uova, creato un corridoio sulla battigia per consentire ai piccoli di raggiungere il mare La spiaggia “Riva di Ugento” si conferma la nursery delle tartarughe. Nelle scorse ore la schiusa delle prime uova. Uno spettacolo della natura, salutato da due ali festanti di curiosi che hanno creato un corridoio per consentire alle tartarughe di farsi largo sulla battigia e raggiungere il mare.

La scoperta sul litorale del Capitolo: la schiusa prevista a fine agosto Servizio di Roberta Campanella

Dal 1 giugno all’8 luglio sono stati censiti 38 nidi lungo le coste Pugliesi, ben 33 nel Leccese e 5 nel Tarantino La Puglia si conferma terra d’accoglienza per la tartaruga marina Caretta Caretta. Durante la tappa barese di Goletta Verde, Legambiente ha spiegato che dal 1 giugno all’8 luglio sono stati censiti 38 nidi lungo le coste Pugliesi, ben 33 nel Leccese e 5 nel Tarantino. Crescono anche i Comuni amici delle tartarughe: oggi sono 16, quelli impegnati nella tutela delle spiagge e nella riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico. Tra questi Gallipoli, Salve, Manduria, Trani e le Isole Ttremiti. Il fiore all’occhiello resta il Centro tartarughe marine di Manfredonia, che nel 2025 ha già curato 26 esemplari in difficoltà. Dal 2007 ad oggi sono oltre 2.200 le tartarughe salvate. Laura Brambilla, portavoce di Legambiente, lancia un appello alla Regione: rafforzare la rete natura 2000 e aggiornare i siti di tutela, dove la Caretta Caretta non è ancora riconosciuta come specie nidificante.

L’episodio nel laghetto del Parco 2 Giugno, a Bari. Lo sdegno della Lav Ancora episodi di maltrattamenti sugli animali. Un video diffuso dalla Lav mostra una ragazza che prima lancia una sigaretta addosso a una tartaruga, poi prende a calci gli altri esemplari per farli cadere in acqua nel laghetto del parco 2 Giugno, a Bari. Sia la giovane protagonista del gesto che l’amica che la riprendeva col telefonino sono state denunciate alle forze dell’ordine dalla Lega anti vivisezione. “Macabri commenti ironici” accompagnano il filmato, diventato subito virale sui social.

Erano impigliate in una rete abbandonata sui fondali Sono state trovate senza vita, impigliate in una rete abbandonata sui fondali di Campomarino, marina di Maruggio. Sono due tartarughe Caretta Caretta recuperate da un bagnante. Sul posto è intervenuto l’animalista Francesco Di Lauro che ha subito allertato i volontari del Wwf di Policoro. Sarà necessario rimuovere dai fondali il resto della rete che è rimasto sul fondale. Un pericolo per tutte le specie marine.

Un’operazione delicata svolta dal Wwf di Policoro e di Taranto, col supporto dei sommozzatori della Guardia di Finanza Di Alessandra Martellotti Interviste: Mario Cottone, Comandante Sezione operativa navale GdF Taranto; Giovanni De Vincentis, presidente WWF Taranto

All’alba la Guardia Costiera ha sequestrato e rimosso rete fantasma a 60 metri dalla battigia di San Vito All’alba di questa mattina e’ stata sequestrata e rimossa una rete da pesca fantasma, di oltre un chilometro, che  era posizionata pericolosamente a circa 60 metri dalla battigia lungo la spiaggia di San Vito, a Taranto. Una vera e propria trappola per pesci e tartarughe che, spesso muoiono o restano ferite gravemente , perche’ impigliate alla rete e anche un serio pericolo per la sicurezza della balneazione e della navigazione, per i sub, i nuotatori e le eliche delle imbarcazioni. L’attivita’, coordinata dalla Capitaneria di Porto, e’ stata effettuata da 10 sommozzatori della guardia costiera che dopo oltre 7 ore hanno restituito alla libera e sicura fruizione l’ampio specchio acqueo del litorale tarantino molto frequentato nel periodo estivo

Un incontro davvero eccezionale per la specie, che rischia l’estinzione Immagini che documentano il rituale di accoppiamento di due tartarughe Caretta caretta nelle acque del porticciolo di Brindisi, a ridosso della riserva di Torre Guaceto. Il filmato è stato girato da un gruppo di sub. Si tratta di un incontro davvero eccezionale per la specie, che rischia l’estinzione. Si vedono le danze di corteggiamento di due grandi esemplari. Ora la femmina raggiungerà l’arenile per deporre le uova sotto la sabbia. Ogni nido generalmente conta dalle 50 alle 120 uova, ma il successo della riproduzione non è assicurato. Ciò che mette più in pericolo la nascita dei piccoli è la gestione delle spiagge, ossia la pulizia meccanica dell’arenile e lo spostamento degli ombrelloni. Ora dunque è fondamentale individuare i nidi e proteggerli.

Uno dei nidi era troppo vicino al bagnasciuga. I volontari lo hanno spostato in un luogo più riparato Il Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento” si conferma elemento vocato all’accoglienza delle tartarughe marine che continuano a scegliere le spiagge del suo litorale per deporre le uova. La scorsa notte si sono registrate due nidificazioni, Una è stata rinvenuta a Torre San Giovanni nei pressi del Campeggio Riva Di Ugento e l’altra in località Pescoluse nel Comune di Salve. Nel primo caso è stato necessario traslocare il nido a causa della sua vicinanza al bagnasciuga. Questa operazione non è priva di rischi, ma garantisce l’incubazione alle uova in posizione sicura evitando l’allagamento della camera che risulterebbe fatale. Grazie agli operatori del campeggio e al Comune di Salve, i due nidi sono stati recintati e messi in sicurezza. Sul posto sono intervenuti gli operatori del Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera con i volontari SEATURTLE Watcher. Di grande supporto è stato l’utilizzo di un drone aereo che ha permesso di ottimizzare le attività di ricerca

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