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Spesal

Si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Sequestro nell’area del cantiere dove sono in corso i lavori per il progetto del dissalatore sul fiume Tara, a Taranto. La segnalazione arriva dagli ambientalisti Luciano Manna e Vincenzo Fornaro che hanno effettuato un sopralluogo. In pratica si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Il provvedimento sarebbe stato eseguito dallo Spesal. Il cantiere si trova tra la masseria Carmine e la pineta della gravina di Mazzaracchio. Questa mattina, comunicano i due ambientalisti, sarebbero stati notati alcuni operatori di una ditta privata impegnati in rilievi ambientali e nel campionamento dei terreni. Non sono ancora chiari i motivi del sequestro. I due ambientalisti hanno denunciato più volte l’impatto del progetto dell’Aqp sul territorio e sugli ecosistemi interessati dal tracciato. I lavori, già dalla fase progettuale, sarebbero apparsi, secondo Manna e Fornaro, notevolmente invasivi ed impattanti rispetto alla macchia mediterranea dell’area.

Inutili i soccorsi, la vittima lascia tre figli Ha avvertito un malore improvviso, ha cominciato a vomitare e poi si è accasciato al suolo privo di sensi. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo da parte dei suoi colleghi e di una equipe del 118. È morto così, alle 6.30 del mattino, Vincenzo Conversano, un agricoltore di 50 anni, che stava lavorando alla eliminazione delle sterpaglie su un terreno di contrada Poste di Grotte, nelle campagne di Andria. Sono in corso le operazioni di verifica e di controllo sulla documentazione sanitaria a cura dello Spesal e i tecnici della prevenzione. Intanto il magistrato di turno della procura di Trani non ha ritenuto di disporre l’autopsia, dai primi esito medico legale si è trattato di una morte per arresto cardiocircolatorio.

I controlli sono serviti anche a campionare i materiali volati durante l’incendio della tubiera. Per lo più carbon coke e ghisa È durato quasi 10 ore il sopralluogo, valso come accertamento tecnico irripetibile, all’altoforno 1, oggetto dell’incendio del 7 maggio scorso, dopo il quale è scattato il sequestro. Su disposizione della Procura, l’ispezione è stata realizzata da Arpa e Spesal. Hanno partecipato anche i consulenti dei tre dirigenti di Acciaierie, indagati per incendio colposo, getto pericoloso di cose e omessa comunicazione di incidente rilevante. Il sopralluogo all’altoforno è servito anche a campionare i materiali volati durante l’incendio della tubiera. Per lo più carbon coke e ghisa.

Un operaio di 60 anni, originario di Gravina in Puglia, è rimasto gravemente ferito mentre era a lavoro nel PalaCooper, il palazzetto dello sport di Santeramo in Colle, nel Barese. L’uomo, impiegato in una società edile di Gravina, stava spostando tubazioni per il gas quando, per cause da verificare, è stato sbalzato contro un pilastro in cemento. Soccorso e portato d’urgenza all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, le sue condizioni sono critiche. Le forze dell’ordine e lo Spesal stanno indagando sull’accaduto.

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