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Il presidente ha respinto la strumentalizzazione in difesa della propria famiglia. Il governatore Decaro ha annunciato una querela per un post sui social a firma di una donna dai contenuti diffamanti e offensivi contro la sua famiglia.

Scrive anche canzoni. Intanto si esibisce col piccolo Jasper. Ha milioni di follower e una semplicità disarmante, che è anche il punto di forza dei suoi contenuti. Un papà giovanissimo e due bambini. Cantano, ballano, ridono in maniera adorabile. È tarantino Ivanhoe Spalluto, 28 anni. Diventa padre a 20, con l’arrivo di Jasper, col quale realizza la maggior parte dei video, ma ogni tanto si intravede anche il piccolo Ethan. Un’avventura iniziata per caso, diventata un lavoro e anche una bella testimonianza di sana genitorialità al tempo dei social, difendendo privacy, relazioni e diritti dei minorenni. Intervista a Ivanhoe Spalluto, creator digitale

Dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes i rischi del web tra giovani e adolescenti. Il web non è solo uno spazio di libertà, ma sempre più spesso si trasforma in un luogo di rischio, soprattutto per i più giovani. Le minacce più gravi arrivano dal revenge porn e dal bullismo online, fenomeni che segnano profondamente la vita digitale degli adolescenti italiani. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’“Osservatorio Indifesa”, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community di Scomodo, con l’obiettivo di ascoltare la voce degli under 26 su violenza, sicurezza digitale e pericoli della rete. Il report, diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), raccoglie le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani. I dati raccontano una realtà complessa e allarmante: le ragazze dichiarano di aver subito violenza più dei ragazzi (57% contro 42%), mentre la percentuale più alta riguarda le persone non binarie, con il 67% (dato da interpretare con cautela per la numerosità ridotta del campione).Ma i pericoli non si fermano al digitale: per le ragazze i contesti più rischiosi sono anche i luoghi pubblici non controllati – come strade e mezzi pubblici – e le relazioni intime e familiari. Per i ragazzi, invece, emergono come più critici la scuola e il contesto amicale. Gli adolescenti mostrano una forte consapevolezza dei rischi del web, ma il pericolo più temuto è uno: il revenge porn.Per il 59% degli intervistati rappresenta la minaccia principale, soprattutto per le ragazze e per le fasce d’età più alte. I giovani sanno che condividere immagini intime è pericoloso: il 79% definisce questa pratica ad alto rischio e la quasi totalità è consapevole dei propri diritti, sapendo di poter denunciare e chiedere la rimozione dei contenuti diffusi senza consenso. Più fragile, invece, la consapevolezza sulla manipolazione delle immagini da parte di terzi: deepfake, modifiche digitali e contenuti alterati restano fenomeni difficili da riconoscere. Le risposte incerte e le mancate dichiarazioni, secondo l’Osservatorio, indicano una zona grigia di inconsapevolezza digitale. C’è poi un’esperienza che accomuna quasi tutti: essere contattati da sconosciuti online. È successo a circa l’80% dei ragazzi.Per le ragazze questo genera soprattutto paura, disagio e insicurezza, mentre tra i ragazzi emerge una percentuale maggiore di curiosità, segno di una diversa percezione del rischio. Per i maschi, in particolare i più giovani, il pericolo principale resta il cyberbullismo: lo dichiara il 45% dei ragazzi e il 42% del campione totale.Quando vivono episodi di bullismo o cyberbullismo, i giovani si confidano soprattutto con gli amici, soprattutto nelle fasce d’età più alte, mentre i più piccoli si rivolgono più facilmente ai genitori. Il quadro che emerge è chiaro: il mondo digitale è parte integrante della vita dei giovani, ma senza strumenti adeguati può diventare uno spazio di violenza, solitudine e vulnerabilità.La sfida oggi non è solo proteggere, ma educare alla sicurezza digitale, costruire consapevolezza, rafforzare le reti di ascolto e creare una cultura del web fondata su rispetto, responsabilità e tutela della persona. Perché la vera sicurezza online non nasce dalla tecnologia, ma dalla cultura, dalle relazioni sane e dalla capacità di riconoscere il pericolo prima che diventi violenza.

L’iniziativa si chiama “social pettola” ed è un modo per dire a tante persone, non più giovanissime, che non sono sole. “Social pettola” l’hanno ribattezzata ad Orsara di Puglia. Un modo per unire generazioni diverse utilizzando uno dei simboli della gastronomia natalizia. Nel paese dei Monti Dauni, i volontari le distribuiscono nel fine settimana a un centinaio di anziani, come augurio di buone feste. Una parola, un sorriso; la consegna della pettola è l’occasione per dire a tante persone non più giovanissime che non sono sole. “Lo facciamo per unire le generazioni e per dare loro un po’ di calore” dichiara Paolo Scoglietti, dell’associazione Culturale ‘Orsa Maggiore “le nostre associazioni sono sempre impegnate in queste attività”

“Il futuro che vorrei” è giunto alla sua terza edizione. Educare i più giovani all’utilizzo dei social, che non vanno demonizzati ma solo conosciuti a fondo e appreso il potere che essi hanno. Possono essere impiegati ad esempio anche per pubblicizzare la città di appartenenza. Il progetto a Trani. Interviste ad Alessandra Rondinone, assessore politiche giovanili comune di Trani; Francesco Donato, referente di InMovimento Servizio di Giuseppe Capacchione

Ll sindaco, Michele Di Pumpo, ha lanciato un’allerta social rivolgendo un messaggio alle vittime: “Non siete sole” . Foto di minorenni modificate e diffuse sulle chat: tanti gli episodi registrati negli ultimi tempi a Cagnano Varano, Carpino, Rodi e Vico. Si chiama deepfake porn ed è un fenomeno allarmante. Tanto che il sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, ha lanciato un’allerta social scrivendo un messaggio rivolto alle vittime: “Alle ragazze che hanno subito abusi sui social, soprattutto attraverso l’uso improprio delle vostre immagini: non siete definite da ciò che vi è stato fatto.  La violenza digitale è reale e ingiusta, ma la vostra forza, la vostra identità e il vostro valore vanno ben oltre uno schermo. Meritate rispetto, protezione e ascolto. Non siete sole.” Dietro gli ultimi casi ci sarebbe un 18enne di Cagnano Varano e ci sono indagini in corso. Il sindaco invita le ragazze a denunciare, nelle scuole di Cagnano Varano e nei comuni limitrofi l’attenzione è alta.  Anche con i deepfake porn potrebbe configurarsi il reato di “revenge porn” previsto dall’art 612 del codice penale che punisce chiunque invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate. La pena prevista per il reato di revenge porn è la reclusione da uno a sei anni e la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

Il furto è avvenuto in un’attività di Bari il 10 ottobre Se non torna entro domenica a saldare il conto, sarà denunciato per furto. È quanto hanno scritto sulla loro pagina Instagram i proprietari di un negozio di Bari, aperto una settimana fa in via Nicolai, dopo aver postato il video del ladro con le mani nel sacco. Lo store è specializzato nella vendita di oggetti da collezione, snack e bevande asiatiche. Il 10 ottobre scorso i titolari si sono resi conto che una delle persone entrate nel negozio ha portato via parecchi oggetti in pochi minuti senza passare dalla cassa. Da qui la pubblicazione delle immagini sui social e l’invito ironico: “Caro signore, hanno scritto, vediamo che si è dimenticato di pagarci”. Chissà se il ladro, riconoscendosi nelle immagini, restituirà o meno la refurtiva.

Tutto era partito da un post sui problemi idrici che continuano a interessare la città garganica Intervista: Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo Servizio Pietro Loffredo

Il gesto è stato immortalato in un video diventato virale sulle piattaforme social Deve rispondere di atti osceni in luogo pubblico un 76enne di Gallipoli, responsabile in pieno giorno di autoerotismo su un tratto di scogliera. Il gesto è stato immortalato in un video diventato virale sulle piattaforme social in cui si nota l’uomo masturbarsi mentre osserva le bagnanti. Il responsabile è stato identificato: dovrà pagare una multa da 10 mila euro.

Allo studio le misure per proteggerlo La sede del consolato israeliano di Bari è da tempo presidiata dall’esercito per prevenire atti intimidatori. Ma presto lo stesso potrebbe accadere alla casa di Michele Emiliano, governatore della regione Puglia, minacciato di morte sui social per le sue iniziative politiche contro il governo israeliano. Emiliano ha denunciato in questura i messaggi minatori ricevuti su Instagram e adesso il caso sarà sottoposto alle valutazioni del comitato sull’ordine pubblico che tocca al prefetto convocare. Nel frattempo, sui social, è esplosa la solidarietà bipartisan nei confronti del Governatore.

Si tratta di Daniela Zelletta a sostegno di Piero Bitetti La candidata al consiglio comunale della DC, Daniela Zelletta a sostegno di Piero Bitetti è andata a votare per poi pubblicare sui propri social la foto della scheda sulla quale aveva espresso la sua preferenza. Una scelta che ha fatto montare le polemiche, finché Zelletta non ha deciso di cancellare il post. Intanto si continua a votare anche nella mattinata di oggi sia al ballottaggio che al referendum e in serata si prevede di conoscere il nome del nuovo sindaco.

“Se non riconsegnate il bottino, pubblicherò video con volti non oscurati” “Se non tornate con quello che avete rubato pubblicherò il filmato integrale: siete la vergogna di Foggia”. Alessandro, titolare del locale “The fox”, si è rivolto così alle due persone, un uomo ed una donna, che alcuni giorni fa hanno rubato il tablet per le ordinazioni ed un salvadanaio che conteneva le mance destinate al personale. Avevano ordinato un panino e nell’attesa hanno commesso il furto. Per ora ho pubblicato il video con i volti oscurati, ha aggiunto Alessandro, ma se non riconsegnate il bottino pubblicherò in rete tutto. Non è la questione economica che voglio denunciare, quanto il gesto di aver sottratto le mance destinate a giovani ragazzi che lavorano onestamente”.

Momento allegro ma anche emozionante per le star dei social Giacca blu, camicia bianca e cravatta rossa. Sono tutte vestite come Tommy Cash le nonnine del Filo di Arianna di Ostuni. Dai 66 agli 85 anni, hanno coreografato l’esibizione del rapper estone, sulle note di “Espresso macchiato”, cantato sul palco del primo maggio di Taranto.  Intervista a Michele Conenna, Le Radici del Sud 

Hanno tra i 15 e i 17 anni, due di loro a casa avevano pistole giocattolo Sono stati quasi tutti identificati i membri della baby gang che, mercoledì sera a Galatina, hanno organizzato una spedizione punitiva contro un 17enne. Il ragazzo è stato accerchiato, picchiato anche con l’utilizzo di una cinghia e tutta la sequenza è stata filmata e postata sui social. Non solo: alla fine dell’aggressione qualcuno ha anche postato foto trionfanti in cui mostrava coltelli. La polizia ha ascoltato testimoni e sono stati effettuati perquisizioni e sequestri. A casa dei sei minori ritenuti responsabili materiali del pestaggio sono state sequestrate due pistole giocattolo prive del tappo rosso.  L’aggressione è stata denunciata dalla madre della vittima. Oscuro al momento il movente ma a scatenare l’inaudita violenza potrebbe essere stato un litigio avvenuto il giorno prima tra il 17enne e uno dei componenti della gang. 

Il messaggio veicolato è un mix di orgoglio per le proprie radici culturali e di incoraggiamento a lottare per lo sviluppo della propria terra Servizio Alessandro Boccia

Foto e video dei festeggiamenti sono stati pubblicati in rete e non sono sfuggiti agli investigatori Detenuto ai domiciliari in una casa in Calabria aveva avuto il permesso di tornare a San Giorgio Jonico, la sua città, per sottoporsi ad una visita medica specialistica. Ma lui ne ha approfittato per partecipare alla festa di compleanno di una ragazza della sua famiglia. È stato però tradito da foto e video finiti sui social e che non sono sfuggiti agli investigatori, che hanno dunque portato in carcere Marcello Lucchese, 51enne, conosciuto negli ambienti criminali tarantini come “Bruce Lee”. Proprio ieri l’uomo ha patteggiato in appello una condanna a 17 anni e 9 mesi per traffico di droga nell’ambito dell’operazione Taros due.

Frattura del setto nasale e una ferita suturata con tre punti per un giovane Un giovane è stato aggredito e picchiato in centro a Bitonto, senza alcun motivo. Uno sconosciuto gli ha sferrato un pugno sul volto, provocandogli la frattura del setto nasale ed una ferita suturata con tre punti. Ignote le cause dell’aggressione. Non si esclude possa essersi trattato di una sfida social, picchiare persone a caso in pubblico. Il padre del giovane ha denunciato l’accaduto in rete. Un episodio che ripropone il problema della sicurezza nelle nostre città.

La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona e l’autore del gesto sarebbe già stato individuato È caccia al pirata della strada che ha investito e ucciso un meticcio, cane di quartiere di Uggiano Montefusco, a pochi chilometri da Manduria, nel tarantino. Ettore, questo il suo nome, aveva 10 anni, viveva libero ed era amato da tutti, soprattutto dai bambini con i quali giocava in villa. La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona e l’uomo a bordo di questa auto sportiva bianca sarebbe già stato individuato. Il cane avrebbe tentato di scappare ma l’auto gli sarebbe passata sopra più volte. Si è accasciato guaendo e sarebbe morto dopo atroci sofferenze. La denuncia è partita da Enrico Rizzi, attivista per i diritti degli animali, che sul suo profilo Facebook ha lanciato una caccia all’autore del gesto. In pochi minuti ha raccolto migliaia di commenti. L’attivista romano ha annunciato la sua presenza venerdi pomeriggio a Uggiano Montefusco per manifestare e ricordare Ettore

Tanti messaggi a sostegno del sindaco Servizio di Redazione Norbaonline;

Ha 30 anni e da 12 riceve sistematicamente insulti, offese e minacce di morte da qualcuno che continua ad aprire profili falsi sui social, le denunce non sono servite a niente Servizio e montaggio: Anna De Feo Intervista: Floriana Pascazio Riprese: Orazio Corbacio

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