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Sgomberi dell’ex residence San Giovanni di Castellaneta. Estate tranquilla per i cittadini che potranno rimanere a casa fino al prossimo ottobre. Il tar ha sospeso l’ordinanza del Comune, in attesa di valutarne la legittimità. Gli occupanti dell’ex residence San Giovanni di Castellaneta, destinatari di ordinanza di sgombero da dicembre scorso, potranno restare nello stabile fino al prossimo 19 ottobre, data in cui il tar di Lecce si pronuncerà sulla questione. Prima però il tribunale, accogliendo le richieste dell’avvocato Paolo Clemente che tutela 2 cittadini che hanno fatto ricorso, sospende momentanemante l’ordine di sgombero, chiedendo al Comune ulteriore documentazione sulla destinazione d’uso della palazzina. Questo servirà a stabilire se l’ordinanza di sgombero è legittima o meno. Risale alla fine degli anni ’90 l’ultimo cambio di destinazione d’uso: da singoli alloggi popolari sono diventati, in blocco, struttura ricettiva alberghiera.

. Sì è concluso nel tardo pomeriggio di oggi lo sgombero della ex Rsa S.Anna di Polignano, dove si trovavano 22 ospiti fra anziani e persone affette da patologie. I NAS hanno avviato le procedure lunedì mattina, per dare esecuzione ad un provvedimento emesso dal giudice.La struttura, infatti, è sprovvista delle autorizzazioni sanitarie che sono state revocate dalla Regione nel 2024. Attualmente è pendente un sequestro preventivo ed una procedura di esecuzione immobiliare. L’attuale gestione, subentrata a marzo, è estranea alle vicende giudiziarie. In un primo momento, i familiari degli ospiti si erano opposti al trasferimento per motivi logistici.“Tutto gli ospiti sono stati trasferiti in altre strutture dove saranno loro prestate tutte le cure di cui ha bisogno- dichiara il sindaco Vito Carrieri – ringrazio gli assistenti sociali, i carabinieri del Nas e soprattutto i familiari degli ospiti che hanno compreso che era necessario ripristinare la legalità ma soprattutto tutelare la salute dei propri cari”.

. È in corso lo sgombero della Residenza Sant’Anna di Polignano a Mare, ex residenza sanitaria assistita riconducibile all’imprenditore brindisino Michele Schettino. Sulla struttura, che ospita una ventina di persone, pende una procedura esecutiva immobiliare ed un decreto di sequestro preventivo. L’intervento si inserisce nel filone investigativo che riguarda l’inchiesta per bancarotta fraudolenta della società di Schettino.  Il provvedimento era stato annunciato da tempo. Regione Puglia, Asl e Comune avevano cercato di individuare strutture alternative ma per alcune famiglie la soluzione prospettata è inattuabile.

Saverio, pensionato di 73 anni, e Pasquale, insegnante, ci hanno raccontato come hanno vissuto questo mese. Da dimenticare. Ad un mese esatto dallo sgombero e lavori di messa in sicurezza, sono pian piano rientrate tutte le 28 famiglie di via Capriati, traversa di viale Einaudi a Bari, al rione San Pasquale. Il giorno dopo il rientro, Anna de Feo ha incontrato due dei residenti: Saverio, pensionato di 73 anni, e Pasquale, insegnante. Ci hanno raccontato come hanno vissuto questo mese. Da dimenticare. Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Prevede sette giorni per la messa in sicurezza Servizio di Guglielmina Logroscino; interviste a Ing. Antonio Toritto Dirigente Settore Immobili Comunali Comune di Bari; Ing. Giandomenico Cantore responsabile POEQ Progettazione e manutenzione strutture;

La palazzina a Taranto presenta gravi problemi strutturali e sanitari, si cerca soluzione per gli sgomberati

Il palazzo ha gravi problemi strutturali. Sul posto la Polizia per monitorare la situazione Gravi momenti di tensione a Taranto, in serata, tra via Cesare Battisti e via Giovan Giovine. I residenti della palazzina, che qualche giorno fa ha subito il crollo del cornicione e di parte del solaio, si sono raccolti in strada per protestare contro la decisione di sgombero dello stabile. Appresa la notizia, hanno bloccato la circolazione veicolare, usando dei cassonetti per bloccare la carreggiata. Il palazzo però ha gravi problemi strutturali e la decisione, comunicata dalle istituzioni, è necessaria ai fini della sicurezza e della incolumità pubblica. Sul posto la Polizia di Stato e la municipale per monitorare la situazione.

Ci vivono decine di famiglie dell’est, è un vero e proprio ghetto Servizio di Pietro Loffredo;

Dopo tre anni di battaglie e un ultimo tentativo di mediazione. Andranno per ora in un b&b Servizio di Alessandra Martellotti

L’assessore Capoccia, ‘abbiamo ripristinato ordine e decoro’ Questa mattina, intorno alle 07.00, la Polizia Locale di Lecce, in collaborazione con la ditta Monteco, ha effettuato con successo lo sgombero di un campeggio abusivo situato tra Via Sannicola e la strada che collega Lecce a Brindisi. Bonificata l’area precedentemente occupata abusivamente. Al momento dell’intervento, non erano presenti persone nell’area, ad eccezione di un cittadino di nazionalità italiana. Quest’ultimo è stato prontamente assistito dai servizi sociali del Comune di Lecce, che si occuperanno di fornirgli il supporto necessario.

Sgomberate 30 famiglie con minori al quartiere Tamburi, l’edificio presidiato dalle forze dell’ordine INTERVISTA: COSIMO CIRACI ASS. AI LAVORI PUBBLICI Servizio Annamaria Rosato

A Matera, una vecchia palazzina costruita negli anni ’60, in via Lupo Protospata, è stata dichiarata inagibile dopo un sopralluogo tecnico congiunto eseguito dai Vigili del Fuoco, da tecnici del Comune e alla presenza della Polizia locale e dell’amministratore di condominio. Dall’immobile sono state definitivamente sgomberate anche ultime due famiglie che l’abitavano, dopo che altre quattro lo avevano fatto in passato. Sono state riscontrate ”evidenti e diffuse lesioni, e fenomeni di dissesto. In particolare – hanno spiegato i Vigili del fuoco – in alcuni alloggi si è verificato un quadro fessurativo preoccupante: gravi lesioni, fenomeni ‘spanciamento’ di pareti e difficoltà di apertura di alcuni infissi”. Sono state rilevate lesioni anche nei garage.

Il palazzo sarà posto sotto sequestro. Le famiglie sgomberate hanno già trovato ospitalità altrove Quattro nuclei familiari sono stati fatti sgomberare in via Cittadella a Brindisi perché l’immobile dove abitano, è da tempo a rischio crollo. Si tratta di un vecchio palazzo in via Cittadella. Preoccupa la condizione soprattutto del solaio dell’ultimo piano che se dovesse cedere provocherebbe come emerso dal sopralluogo dei vigili del fuoco, un effetto domino. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale che hanno provveduto a far sgomberare l’immobile. Il palazzo sarà posto sotto sequestro. Le famiglie sgomberate hanno già trovato ospitalità altrove.

Si mette fine a alla lunga, triste e travagliata vicenda, iniziata oltre 40 anni fa Intervista a: Gianmarco De Francisco, co-fondatore di grafite Servizio di Annamaria Rosato

Procedono i lavori di bonifica e cantierizzazione che dovranno concludersi entro il 2025 Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese di Orazio Corbacio Intervista a Giuseppe Galasso, assessore ai Lavori pubblici Comune di Bari

Le soluzioni abitative alternative proposte dal comune finora sono state bocciate Servizio di Anna De Feo Intervista a Claudio Laricchia, dirigente ripartizione Lavori pubblici Comune di Bari

Gli immobili si trovano nei pressi dello stadio e al quartiere Macchia Gialla Ancora sgomberi, a Foggia, di case popolari occupate abusivamente. Questa mattina, sono stati liberati tre alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Arca, l’Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare. In azione, carabinieri, polizia locale e agenti della questura, coordinati dalla prefettura.Gli immobili si trovano nei pressi dello stadio e al quartiere Macchia Gialla. Dallo scorso novembre, sono 26 gli alloggi popolari sgomberati a Foggia, molti dei quali occupati da persone legate alla criminalità organizzata. L’ARCA Capitanata ritiene siano circa 200 gli immobili ancora da liberare.

Disposta la chiusura di alcune attività, “fino a data da stabilirsi”, per il pericolo di cedimento del manto stradale. Un danno per i commercianti a pochi giorni dalle festività pasquali e in prossimità della stagione estiva Non bastava lo scarico del depuratore consortile di Sava-Manduria nel bacino di Torre Colimena, nel tarantino. Ora si aggiunge un’altra emergenza. E’ crollato il muro di contenimento del canale che collega lo stesso bacino al mare. Un primo allarme era stato lanciato a fine gennaio quando si era verificato il primo cedimento, poi la pioggia e le maree hanno fatto il resto. A distanza di un mese e mezzo, il Comune di Manduria, dopo un sopralluogo con i tecnici del consorzio di bonifica Arneo, ha disposto il divieto di transito, lo sgombero e la chiusura dei locali che si trovano su quel tratto di strada, perchè c’è il pericolo di cedimento del manto stradale. Si tratta di una pescheria, un ristorante ed un negozio di alimentari. Sui cartelli apposti davanti agli esercizi commerciali si legge fino a data da stabilirsi. Un danno per i commercianti a pochi giorni dalle festività pasquali e in prossimità della stagione estiva.

Fino a ieri nessuna comunicazione ufficiale sul trasferimento del personale Servizio di Francesco Iato Intervistati: Pino Giannini, coordinatore Cisl Fp Vito Volpicella, Uil Fpl

Sgomberate sei famiglie in via precauzionale Attimi di paura in via sant’Antuono, a ridosso di una abitazione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i tecnici della protezione civile che hanno compiuto verifiche. Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Piero Marrese, sindaco di Montalbano Jonico

Ex Ciapi verso lo sgombero

Fino a ieri nessuna comunicazione ufficiale sul trasferimento del personale Servizio di Francesco Iato Intervistati: Pino Giannini, coordinatore Cisl Fp Vito Volpicella, Uil Fpl

Voragine a Montalbano Jonico

Sgomberate sei famiglie in via precauzionale Attimi di paura in via sant’Antuono, a ridosso di una abitazione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco

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