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Nessuna info sul modulo scelto da Longo . Ancora poche ore e il Bari e i suoi tifosi conosceranno il destino che li attende nella prossima stagione: cioè se un nuovo campionato di Serie B o l’inferno della C. A Bolzano si giocherà la partita decisiva in cui il Bari ha una sola opzione per salvarsi e cioè vincere con qualsiasi punteggio. Molti ricordano che due anni fa nell’identica situazione il Bari riuscì a vincere addirittura per 3 a 0 a Terni cancellando il pareggio della gara di andata del playout. Sono però diversi gli attori sia in campo che in panchina. Fabrizio Castori è uno degli allenatori più esperti non solo della serie B ma del calcio italiano e sa bene come gestire il doppio vantaggio per la sua squadra. Ma il Bari non ha alternative alla vittoria e quindi Moreno Longo deve studiare strategia e uomini giusti per risolvere in suo favore la partita dell’anno. In verita’ in comune con due anni fa c’e’ la designazione arbitrale: sara’ La Penna di Roma a dirigere. Gli allenamenti si svolgono a porte chiuse e non trapela nulla sulle intenzioni del tecnico barese. Molti pensano che insisterà nel modulo con la difesa a quattro, ma con Mantovani a destra, tre centrocampisti due trequartisti e un solo attaccante di ruolo. Tutti concordano sull’impiego del solo Moncini come punta naturale sostenuto sicuramente da Rao ed uno fra Esteves e Pagano. Questo farebbe a pugni con la logica perché il Bari dovendo solo vincere dovrebbe schierare due attaccanti di ruolo. Ma sia Gytkjaer che Cuni non sono stati mai tenuti in considerazione almeno all’inizio delle partite. L’unica cosa certa è che circa mille tifosi baresi, oltre 600 nel settore loro riservato e altre centinaia sparse al Druso sosterranno la squadra sino all’ultimo secondo

I biancorossi devono fare punti per salvarsi . A 270 minuti dal termine della stagione regolare nulla è deciso per promozioni, play off, play out e retrocessioni. A Bari c’è apprensione e paura e si teme seriamente che la squadra possa finire nell’inferno della C. Diciamolo francamente: dopo le ultime prestazioni c’è più pessimismo che ottimismo. Si spera che il mezzo ritiro di Matera sia servito a ricompattare la squadra dopo la pessima esibizione col Venezia. Al momento il Bari è quart’ultimo, ma sul fondo ad una sola lunghezza ci sono tre squadre che non mollano Reggiana, Spezia e Pescara. Il match ad Avellino e’ di quelli che fanno tremare i polsi perché la squadra irpina ha la concreta possibilità di qualificarsi per i play off e non a caso per la prima volta in questa stagione il Partenio sarà sold out. Soltanto 500 i sostenitori baresi ammessi. Si prevede un clima di alta tensione anche per i precedenti tra le due tifoserie. Non è importante chi stasera scenderà in campo quanto la testa con cui i pugliesi affronteranno la gara. L’elenco dei convocati diffuso soltanto poche ore prima della partita fa intuire l’importanza della pretattica e quindi della posta in gioco. Comunque Longo recupera Pucino e Dorval, ma perde quasi certamente Cistana ed Esteves. Probabile questa formazione: Cerofolini; Mantovani, Odenthal, Stabile o Nikolaou; Piscopo, Braunoder, Artioli e Dorval a centrocampo con De Pieri e Rao alle spalle di Moncini. In alternativa centrocampo a cinque con Maggiore al posto di De Pieri. Si gioca alle 21,00.

Vendita dei biglietti vietata ai residenti in Puglia . Il Bari domenica non avrà al suo fianco i tifosi nella sfida delicata contro il Pescara. La trasferta è stata vietata ai residenti in Puglia per via dell’accesa rivalità tra le curve. Sicuramente uno svantaggio per i biancorossi che, dopo le recenti prestazioni positive, stavano ritrovato il giusto feeling con la piazza. Nonostante sia ultimo, il Pescara ha mostrato chiari segnali di ripresa, battendo il Palermo e pareggiando sul campo del Frosinone. Il Bari, invece, ha metabolizzato i cambiamenti della campagna invernale, ritrovando la via del successo contro Sampdoria e Empoli.

Nessuna novità sul fronte arrivi . A quattro giorni dalla disfatta di Carrara e a tre dal match con la Juve Stabia non si registrano novità. Chiacchiere tante, ci riferiamo alla campagna trasferimenti, fatti zero. I rinforzi non arrivano, mentre sabato sera Vivarini dovrà fare a meno del calciatore col maggior tasso tecnico, Castrovilli, fermato da una lesione di primo grado al retto femorale. La previsione per la guarigione è attorno al mesetto. Intanto pare sia in atto una vera e propria fuga da Bari. Sembra che Moncini e lo stesso Gytkiaer abbiano chiesto di andare via. Con la Juve Stabia si prevede un nuovo record negativo di presenze perché la sconfitta in Toscana ha acuito la disaffezione della tifoseria. In questo clima si festeggerà il 118 compleanno del Bari, un anno che si spera possa portare davvero alla svolta definitiva e cioè alla cessione dell’intero pacchetto azionario del club. Ormai la famiglia De Laurentiis ha perso ogni credibilità. A partire dalle 16,30 e sino alle 21,00 nella e. tesoreria comunale in Via Roberto da Bari, di fronte al palazzo dove fu firmato l’atto costitutivo del Bari Calcio, CasaBari ha organizzato una serie di iniziative cui parteciperanno ex calciatori, giornalisti e il vice Direttore Sportivo Valerio Di Cesare.

Il calciatore verso il debutto contro la Carrarese . E’ arrivato il primo rinforzo: Andrea Cistana, 29 anni ad aprile, difensore centrale ingaggiato dallo Spezia con la formula del prestito gratuito secco. Nonostante abbia giocato soltanto sette partite con la squadra ligure, impegnata come il Bari in questo momento nella lotta per non retrocedere, sostiene di essere pronto per giocare e per esordire con la maglia del Bari già dalla gara in programma sabato prossimo a Carrara alle 15,00. A suo avviso il campo di allenamento sintetico di La Spezia ha inciso sulle sue condizioni fisiche avendo subito due interventi abbastanza importanti nel 2020 alla caviglia e al ginocchio proprio nel momento migliore, dopo aver fatto il debutto di Serie A ed essere entrato con una convocazione nel giro della nazionale. Al netto delle frasi più o meno di circostanza sulla città di Bari, sui nuovi compagni, sul tecnico e sui nuovi dirigenti, dichiarazioni ovviamente improntate al buonismo, alla riconoscenza e ai buoni propositi, Cistana ha chiarito che dei tre ruoli centrali nel pacchetto arretrato preferisce ricoprire quello di destra anche se è in grado di disimpegnarsi ovunque. A convincerlo al trasferimento a Bari, oltre alle referenze di suoi tre ex compagni di squadra col Brescia – Moncini, Gytkjaer e Dickmann -, sarebbe stato un colloquio avuto col tecnico Vincenzo Vivarini. Al momento Cistana è l’unico rinforzo perché pare che siano sorte difficoltà per l’ingaggio di Giuseppe Caso attualmente tesserato con il Modena. Non si capisce bene quali siano i reali motivi che impediscono il suo trasferimento al Bari. In verità in vista della ripresa della preparazione il direttore sportivo Giuseppe Magalini aveva garantito l’arrivo di almeno tre volti nuovi.

Ha indossato anche la maglia azzurra alle qualificazioni per Euro 2020 . Primo rinforzo per il Bari. La società ha comunicato di aver ingaggiato dallo Spezia, con la formula del prestito, il difensore Andrea Cistana, classe 1997. Indosserà la maglia numero “51” e da domani sarà a disposizione di Vivarini. Cresciuto nel settore giovanile del Brescia, Cistana ha debuttato tra i professionisti con il Prato. Con “Le Rondinelle”, è stato uno dei protagonisti della promozione in Serie A, nel 2018. Ha fatto parte anche della nazionale di Roberto Mancini, disputando due gare di qualificazione per gli Europei del 2020.

La squadra ha bisogno di rinforzi sin da subito . Quintultimo posto in classifica con un solo punto di vantaggio sulla retrocessione diretta, secondo peggior attacco e quarta peggior difesa del campionato. Numeri da brividi. Il Bari per salvarsi ha bisogno di ricorrere in modo robusto alla campagna trasferimenti che si apre il 2 gennaio. Dopo il fallimento estivo, è imprescindibile il potenziamento della squadra se si vuole evitare la caduta in C. Lo ha detto Vincenzo Vivarini al termine della partita con l’Avellino in cui si sono visti dei miglioramenti rispetto alle ultime prestazioni. Immaginando che il tecnico abruzzese voglia proseguire con la difesa a tre, servono due difensori centrali di spessore, di cui uno dotato di grande rapidità e velocità. Se Dorval, dovesse partire, è necessario sostituirlo in modo adeguato sulla corsia di sinistra dove, abbiamo visto, Vivarini è stato costretto ad impiegare Dickmann che è un destro. È necessario poi garantirsi un centrocampista di grande qualità in grado di dettare i tempi, di saper leggere le situazioni e, perché no, anche inventare all’altezza della tre quarti. Il reparto va rinforzato poi con almeno una mezzala abile nelle due fasi. Gytkjaer sta deludendo, mentre sembra che Cerri, impiegato poco fino a questo momento, voglia lasciare Bari. La condizione è che si ingaggino calciatori sani, allenati e consci di venire a giocare in un ambiente in cui è in atto una spaccatura ormai irreversibile tra la tifoseria e la proprietà. Bisogna fare in fretta perché le concorrenti sono già sul punto di chiudere le prime trattative. La Sampdoria si sarebbe già garantita due top player per la serie B come Il centrocampista Salvatore Esposito e l’attaccante Matteo Brunori.

I biancorossi non vincono da oltre un mese . Questo Bari è un’illusione. Fallisce l’obiettivo anche contro l’Avellino. Il risultato, 1 – 1, è l’ennesima delusione per quei tifosi, circa 11mila al San Nicola, che credono in un repentino cambio di passo. Il match è avaro di emozioni: solo una grande occasione per parte. Biancorossi in vantaggio nel secondo tempo, con Dickmann al 52esimo; di Biasci il gol del pareggio al 68esimo. E’ il quarto pareggio con Vivarini in panchina. La sesta partita senza vittoria. Un ruolino da retrocessione diretta.

La squadra di Vivarini scivola verso il basso . Chissà se De Laurentiis avrà riflettuto sullo stato dei suoi. Mentre brinda ad un futuro migliore, il Bari sprofonda: perde in casa con il Catanzaro e la bassa classifica si avvicina come un paracadutista in emergenza. I proclami, gli annunci di un futuro radioso, le ricerche in affanno di soci ( e chissà mai chi saranno o se ci saranno ), vorrebbero avere l’effetto della nebbia che in questi giorni ha avvolto la città: offuscare la vista. Ma la realtà parla di altro. Parla di una squadra senz’anima e nemmeno bella. L’ex d.s Polito sorride mentre vede i suoi dominare in campo, sullo stesso terreno di gioco in cui un destino beffardo ha scippato il sogno Serie A pochi secondi prima della fine. Nei novanta minuti non c’è storia. I calabresi hanno il dominio e mettono in cassaforte il risultato con Pontisso e Antonini. La reazione è solo nervosa, a tratti isterica ma poco lucida. Si concretizza con il gol di Bellomo al 93esimo su calcio di rigore. Piovono fischi verso i calciatori e la dirigenza: il merito, pardon demerito, è tutto loro. E’ di chi ha ancora il coraggio di alzare i calici e abbassare la testa.

Squalificati Vivarini, il medico sociale e il d.s Valerio Di Cesare . Il burrascoso dopo partita di Bari-Pescara è costato un turno di squalifica oltre che a Meroni, anche al tecnico Vivarini, al medico sociale dottor Emanuele Caputo e al vice direttore sportivo Valerio Di Cesare. Meroni salterà quindi la partita di Bolzano, mentre Vivarini dovrà dare indicazioni dalla tribuna e sarà sostituito in panchina dal suo vice. Le proteste sono scoppiate per la mancata concessione di un rigore nei minuti finali su conclusione di Antonucci.

Dovrebbe essere confermata la formazione titolare di Castellammare di Stabia . Alla vigilia del match col Pescara Vincenzo Vivarini vuole che ci sia un aumento a livello esponenziale della fase di possesso, cioè quella che preclude all’azione offensiva e quindi alla pericolosità sotto rete. Il tempo della difesa a oltranza, che ha trovato la sua massima espressione a Castellammare di Stabia, dovrebbe essere alle spalle anche perché, sottolinea il tecnico barese, “ci attendono tre partite su quattro da disputare allo stadio San Nicola di qui alla fine di dicembre e bisogna sfruttare assolutamente il fattore campo”. La sfida al Pescara a suo avviso nasconde alcune insidie. Lui conosce bene la squadra biancazzurra perché l’ha allenata sino ad un mese fa e per esempio teme l’estro di Olzer che, se in giornata, può fare la differenza. Ma sa anche che quella del Pescara è la difesa più battuta del campionato e non ci può essere casualità dopo 14 giornate. Chi si aspetta il turnover per gli impegni ravvicinati, rimarrà deluso perché dice con molta sincerità e realismo che in questa fase è necessario cambiare il meno possibile per garantire la crescita complessiva. Quindi facile immaginare la conferma del blocco di Empoli e Castellammare di Stabia e anche del modulo con tre difensori centrali, cinque centrocampisti e Castrovilli alle spalle dell’unico attaccante che dovrebbe essere Moncini. I tifosi della Nord hanno deciso di non entrare e di sostare all’altezza della porta numero 6 per dare continuità al raduno della mattinata in piazza Prefettura in cui si contesterà la multiproprietà e la gestione della stessa da parte della famiglia De Laurentiis.

Nel primo tempo annullate due reti per fuorigioco ai campani . Il Bari interrompe la scia negativa e torna da Castellammare di Stabia con un modesto 0 – 0. Al novantesimo sono due gli aspetti da salvare: il risultato, che consente ai biancorossi di raggiungere il Mantova al quintultimo posto con 14 punti, e la prestazione offerta nel secondo tempo. Vivarini smentisce le previsioni e conferma per dieci undicesimi la formazione di Empoli. L’unica variazione è Meroni per Pucino. Ma nel primo tempo la squadra appare stordita dal 5 – 0 di sabato ed incapace di reagire. Gi stabiesi per due volte vanno in gol, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Nella ripresa, cambia l’atteggiamento dei biancorossi, che tirano verso la porta avversaria solo con Verreth, ma chiudono tutti gli spazi e lottano su ogni pallone. Da rivedere il contatto Dorval – Carissoni in area stabiese. L’ultimo acuto dei padroni di casa è su conclusione di Mosti: il palo salva Cerofolini. Vivarini alla vigilia aveva chiesto entusiasmo, ora ha tre giorni per preparare il match casalingo col Pescara, lunedì 8 dicembre ore 17.15. La trasferta è stata vietata agli ospiti; anche i tifosi del Bari hanno preannunciato che diserteranno gli spalti in aperta contestazione con squadra e dirigenza.

Grazie a questa vittoria i biancorossi si portano al sesto posto in classifica Il Bari ritorna al successo dopo più di un mese battendo il Frosinone per 2 a 1 sotto la pioggia battente. Favilli porta in vantaggio il Bari su calcio di rigore alla fine del primo tempo, calcio di rigore concesso per atterramento di Dorval da parte di Bettella. Decisivo l’intervento del Var che chiarisce come il fallo sia avvenuto all’interno dell’area di rigore. Nella ripresa il raddoppio nella più classica delle azioni di contropiede sull’asse Favilli-Bonfanti. Nel quarto d’ora finale il Bari viene chiuso nella propria metà campo dal Frosinone alla ricerca del gol che possa riaprire la partita. Il gol lo realizza su Shvernadze su un errato rilancio del portiere del Bari Radunovich, ma è il 95esimo e l’arbitro decreta così il successo del Bari che sale al sesto posto in classifica.

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