
Trani: sequestrati armi, munizioni e ordigni esplosivi in una casa di campagna
CRONACA Trovate anche parti di auto Parti di auto, pistole e ordigni sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari in un complesso immobiliare
Trovate anche parti di auto . Parti di auto, pistole e ordigni sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari in un complesso immobiliare nelle campagne di Trani. La struttura era sorvegliata da un sofisticato sistema di videosorveglianza. Dalle indagini, l’immobile è risultato riconducibile ad alcuni noti pregiudicati locali che sono stati coinvolti in fatti di cronaca giudiziaria legati al traffico di sostanze stupefacenti. Infatti, l’immobile era stato già oggetto di attività di indagine in quanto utilizzato per la produzione di sostanze stupefacenti. Sono state trovate diverse parti di autovetture con ogni probabilità provento di furti. I finanzieri hanno rinvenuto anche 2 pistole, numerose munizioni, 2 ordigni esplosivi artigianali e alcune casacche contraffatte, riportanti i segni distintivi della Guardia di finanza.
L’uomo avrebbe omesso di dichiarare i proventi reimpiegando parte di essi nell’acquisto di un immobile di pregio, di un’autovettura di elevata cilindrata e di ulteriore criptovaluta. Avrebbe realizzato un sistema di evasione fiscale e di riciclaggio grazie all’utilizzo di criptovalute. Per questo la guardia di finanza, su disposizione della procura di Foggia, ha eseguito un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un valore di oltre 650mila euro. L’operazione è stata condotta in collaborazione con il nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche di Roma. Le indagini hanno ricostruito un articolato sistema di evasione fiscale che ha consentito l’accumulo illecito di capitali mediante l’uso di tecnologie digitali avanzate. Sono stati individuati diversi wallet di criptovalute con ingenti volumi di movimentazioni riconducibili all’indagato.L’uomo avrebbe omesso di dichiarare i proventi reimpiegando parte di essi nell’acquisto di un immobile di pregio, di un’autovettura di elevata cilindrata e di ulteriore criptovaluta. Gli investigatori hanno anche accertato che l’indagato percepiva indebitamente reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e assegno di inclusione.
Durante le perquisizioni a Bari e Lecce, gli investigatori hanno sequestrato numerosi dispositivi informatici, ora al vaglio degli esperti per accertare le responsabilità penali dei coinvolti. C’è di tutto nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul gruppo Facebook “Mia Moglie”. La pagina social sessista che diffondeva immagini di donne senza il consenso delle persone ritratte è stata bloccata ma si indaga per revenge porn, diffamazione aggravata e istigazione a commettere reati. Nelle ultime ore è emersa una sconcertante novità: il fondatore era un 70enne leccese, deceduto il 30 marzo del 2025, cinque mesi prima che la vicenda raggiungesse l’apice dell’attenzione pubblica.Sotto inchiesta sono comunque finiti sua moglie, 51 anni e l’ex fidanzato della figlia, 24 anni. La polizia postale, l’8 gennaio, ha effettuato perquisizioni nell’abitazione del fondatore, nel quartiere Stadio a Lecce. La vedova li ha spontaneamente accompagnati nella camera da letto dove c’era un armadio chiuso con un lucchetto. Ha fornito loro anche il codice di sblocco del cellulare del defunto. Sono stati sequestrati computer, pen drive, hard-disk, notebook, fotocamere e videocamere, per estrapolare anche la corrispondenza telematica e le chat contenenti messaggi di testo, audio, foto e video, chesaranno analizzati attraverso una consulenza tecnica. La vedova agli agenti ha raccontato di essere all’oscuro di tutto: non sapeva che il marito avesse utilizzato un’utenza telefonica a lei intestata per aprire la pagina Facebook incriminata.Ascoltata a lungo in commissariato, ha spiegato che il marito era ossessionato dal sesso e di non essere stupita del fatto che avesse potuto gestire la pagina “mia moglie”Per gli investigatori però dopo la morte del fondatore, sono stati i familiari a continuare a gestirlo fino alla chiusura, avvenuta ad agosto.
Trovati anche articoli per la casa, materiale di cancelleria, bevande analcooliche e posate, privi delle specifiche informazioni. Prodotti contraffatti e potenzialmente dannosi per la salute sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Taranto in diversi negozio della città ma anche di San Giorgio Ionico, Grottaglie e Pulsano. Oltre 120mila i prodotti contraffatti tra cui 27mila bambole Labubu. Trovati anche articoli per la casa, materiale di cancelleria, bevande analcooliche e posate, privi delle specifiche informazioni previste dal “Codice del Consumo”. Al termine dei controlli sono stati segnalati alle competenti Autorità i titolari di 17 esercizi commerciali, 5 dei quali sono stati denunciati per violazioni penalmente rilevanti.
È successo a Massafra. Sequestrato il coltello a scatto. Un 26enne di nazionalità romena è agli arresti domiciliari per aver accoltellato all’addome un suo connazionale di 23 anni a Massafra. Alla base del litigio ci sembrerebbe essere l’interesse di entrambi verso una ragazza. Il giovane ferito è stato soccorso dal 118 e trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Castellaneta per poi essere dimesso. I Carabinieri hanno identificato rapidamente tutte le persone coinvolte nell’episodio e fino a ritrovare, nell’abitazione di un familiare dell’arrestato, il coltello a scatto che sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione. L’arma è stata sequestrata e il ragazzo arrestato.
Il sequestro ha interessato tre unità immobiliari, un terreno e disponibilità finanziarie. La Direzione Investigativa Antimafia ha sequestrato oltre 500.000 euro a un pregiudicato originario di Cassano delle Murge, esponente di spicco della locale criminalità organizzata e figura di riferimento di un gruppo collegato al clan Parisi. Il sequestro ha interessato tre unità immobiliari, un terreno e disponibilità finanziarie. L’uomo è coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari sin dal 2005, prima come uomo di fiducia, con compiti di supervisione nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti e come custode delle armi del clan; dopo ha consolidato una propria autonomia, dando vita a un gruppo locale autonomo, ma sempre legato al sodalizio mafioso di origine. Gli approfonditi accertamenti patrimoniali hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e il patrimonio effettivamente a lui riconducibile.
. Il bilancio dell’operazione effettuata nello specchio acqueo della Porta d’Oriente dai militari della Sezione Operativa Navale di Brindisi, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari Oltre 100 chili di prodotti ittici, 1,5 chilometri di rete da posta, 3 chilometri di palangari e 2 verricelli elettrici e violazioni per un totale di 41.000 euro. Questo è il bilancio dell’operazione effettuata nello specchio acqueo della Porta d’Oriente dai militari della Sezione Operativa Navale di Brindisi, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari. I prodotti erano privi di documenti attestanti la tracciabilità. Il prodotto ittico, in ottemperanza delle disposizioni impartite dalla locale ASL, è stato poi devoluto allo Zoo di Fasano.
Il sequestro sul litorale. L’area su cui sorgevano 30 manufatti e due piscine – di circa 1.600 metri quadrati – era priva di titolo edilizio, sismico, paesaggistico ed impiantistico. Sul posto sono intervenuti i miliari del Nucleo operativo Polizia Ambientale della capitaneria di porto di Manfredonia insieme alla polizia locale. I responsabili sono stati denunciati per violazione e distruzione di habitat protetti e deturpamento di bellezze naturali.
La presunta frode scoperta alla fine dello scorso anno, haportato oggi alla iscrizione di altre 41 persone nel registrodegli indagati e al sequestro di beni per un valore di 9 milionidi euro. Il provvedimento emesso dal gip del tribunale di Trani è stato eseguito dai finanzieri che avevano scoperto la truffa messa in atto, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla procura di Trani, attraverso falsi crediti fiscali concessi dallo Stato per lavori edili che non sarebbero mai stati eseguiti perché riferiti a immobili inesistenti.
I sigilli nel Salento. In corso ulteriori accertamenti La Guardia di Finanza ha sequestrato un’area di 4.445 metri quadrati all’interno di uno stabilimento balneare di lusso a Marittima di Diso, nel Salento, denunciando un soggetto per presunte difformità edilizie. L’operazione, condotta dalla Sezione Operativa Navale di Otranto con la Tenenza di Tricase, è avvenuta in una zona di rilevante pregio paesaggistico, dichiarata di interesse pubblico, in collaborazione con la Soprintendenza di Lecce e l’Agenzia del Demanio. Sono in corso ulteriori accertamenti.
Ci sono nuovi sviluppi dell’inchiesta che a fine 2024 aveva portato al sequestro di 52 milioni di euro Ci sono nuovi sviluppi dell’inchiesta che a fine 2024 aveva portato al sequestro di 52 milioni di Euro indebitamente percepiti sotto forma di falsi crediti fiscali per lavori edili mai eseguiti. È stato disposto un ulteriore sequestro, eseguito dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale Barletta Andria Trani, dei Bonus nei confronti dei soggetti ai quali erano stati ceduti in prima istanza. Soltanto la tempestività delle investigazioni finanziarie ha permesso sia di bloccare il trasferimento degli indebiti crediti di imposta ancora presenti nei cassetti fiscali dei truffatori, sia di risalire ad altri 41 soggetti che, dopo aver acquistato “sottoprezzo” i crediti, li avevano già monetizzati presso enti creditizi ed intermediari finanziari. Proprio questi ultimi sono stati i destinatari del nuovo sequestro disposto dall’Autorità giudiziaria fino alla concorrenza di 9 milioni di euro, su beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e saldi di conto corrente.
Denunciate 11 persone, finora 136 gli indagati Ventitré immobili abusivi realizzati nel rione San Bernardino di San Severo (Foggia) sonostati sequestrati nel corso di un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Polizia locale, nell’ambito della quale sono state denunciate anche undici persone. Il sequestro è statodisposto dal gip del Tribunale di Foggia. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 450 grammi di eroina, trovati nella disponibilità di una 22enne del posto posta agliarresti domiciliari. Si tratta – spiega in una nota la Questura – del tredicesimo step di sequestri e scaturisce da un’ampia attività investigativa che vede coinvolte numerose personeritenute responsabili di occupazione abusiva e abuso edilizio. Dalle attività di accertamento, è spiegato, sarebbe emerso che le persone denunciate, con la realizzazione delle opere ritenuteabusive, avrebbero invaso i terreni pubblici, continuando ad occuparli traendone profitto. Gli accertamenti svolti avrebbero permesso di evidenziare una possibile trasformazione urbanisticadell’area con una alterazione della originaria destinazione d’uso poiché sarebbero stati occupati, di fatto, spazi pubblici per fini privati che potevano essere destinati a strade e marciapiedi o aree di pubblica utilità. 136 in totale le persone indagate e 216 gli immobili abusivi sequestrati dei quali alcunedecine già demoliti.
Il sequestro rientra nell’operazione Ura Una villa a Torre a Mare e 100 mila euro in contanti sono stati sequestrati a un uomo già in carcere a Bari perché coinvolto in un’operazione sul traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, chiamata Ura, aveva coinvolto Italia, Albania e Belgio e aveva riguardato 52 persone. A maggio scorso agli indagati erano stati già sequestrati beni per svariati milioni di euro. Il provvedimento odierno di sequestro è stato eseguito dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ed è ritenuto connesso ai traffici illeciti dall’Albania alla Puglia.
Accertate ricchezze spropositate rispetto ai modesti redditi dichiarati. L’uomo operava nel settore dell’automotive Sequestrati beni per un valore di 4 milioni a un imprenditore foggiano operante nel settore dell’automotive. Il provvedimento è stato eseguito dalla Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione del gip del tribunale di Bari. Il destinatario, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari, è ritenuto elemento contiguo alla criminalità organizzata (foggiana e cerignolana), vicino al clan Moretti-Pellegrino Lanza. Accertate ricchezze spropositate rispetto ai modesti redditi dichiarati. Il sequestro ha riguardato un’azienda operante nel settore del commercio di auto, 25 unità immobiliari e disponibilità finanziarie.
Vasetti di vetro trovati senza etichette e informazioni sulla tracciabilità Conserve di alimenti sott’olio non conformi sono state sequestrate dai carabinieri del N.A.S. di Taranto. Dopo i recenti casi di botulismo, i controlli si sono intensificati. A seguito di una verifica igienico-sanitaria in uno stabilimento di produzione di conserve vegetali della provincia di Brindisi, oltre 1.200 Kg di vegetali sott’olio, confezionati in vasi di vetro, sono stati trovati senza etichettatura e privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilità alimentare. Le conserve sono state sequestrate: 25mila euro il valore commerciale complessivo.
L’uomo ha precedenti per reati mafiosi, estorsione, autoriciclaggio e reati fiscali Guardia di finanza e carabinieri hanno confiscato beni per per un valore di oltre 1,5 milioni a un pluripregiudicato di Torremaggiore, nel Foggiano. Si tratta di 14 immobili, due compendi aziendali e disponibilità finanziarie. Il provvedimento, su richiesta della procura di Foggia, è stato emesso dal tribunale di Bari. Le indagini hanno dimostrato l’elevata pericolosità sociale dell’uomo con precedenti per reati mafiosi, estorsione, autoriciclaggio e reati fiscali.
Tra questi articoli per la casa, giocattoli e capi di abbigliamenti con marchi falsi Sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Lecce oltre 13mila prodotti pericolosi. Tra questi articoli per la casa, giocattoli e capi di abbigliamenti contraffatti e pericolosi per la salute pubblica. In totale sono 18 le persone segnalate alla Procura. Le ipotesi di reato sono di contraffazione di marchi, commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Le indagini della Guardia di Finanza sono ora finalizzate alla disarticolazione della catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera, nonché al riscontro di eventuali violazioni di natura doganale e tributaria.
A capo dell’organizzazione un commercialista di Lucera, la procura di Prato chiede l’arresto Avrebbe creato falsi crediti fiscali per circa 2,5 milioni di euro, intestandoli anche a un defunto: un commercialista 56enne di Lucera al centro di un nuovo filone d’indagine della procura di Prato. Nei suoi confronti è stato disposto il sequestro di crediti nei cassetti fiscali di due società a lui riconducibili. L’uomo avrebbe usato i dati di oltre 500 ignari cittadini, tra cui minori e deceduti, per generare crediti sotto i 10.000 euro e aggirare i controlli. Parte di quei crediti sarebbero stati utilizzati per beni di lusso, come un Rolex da 20mila euro. La procura ha chiesto il carcere, in attesa dell’interrogatorio.
L’operazione ha riguardato alcune aziende ed esercizi commerciali di Taranto, Martina Franca, Laterza, San Giorgio Ionico e Maruggio Fari puntati della guardia di finanza di Taranto sui prodotti commercializzati nella provincia. Sono stati sequestrati oltre 43.000 prodotti di vario genere, tra i quali bigiotteria, articoli in plastica e di cancelleria “non sicuri”. L’operazione ha riguardato alcune aziende ed esercizi commerciali di Taranto, Martina Franca, Laterza, San Giorgio Ionico e Maruggio. Tra i prodotti ci sono anche oltre 400 catene luminose a led multicolore “a rischio incendio”. Al termine dei controlli sono stati segnalati alla competente Autorità amministrativa i 6 titolari delle rivendite ispezionate.
Ai tre passeggeri italiani sanzione di 5 mila euro ciascuno La guardia di finanza del II Gruppo Bari, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha sequestrato 8 esemplari di corallo a rischio estinzione nello scalo aeroportuale “Karol Wojtyla”. Sono stati intercettati tre passeggeri italiani provenienti rispettivamente dalle Mauritius, Bali e Maldive con al seguito 8 polipi di corallo, tutti abilmente nascosti all’interno dei bagagli, sprovvisti degli appositi certificati di origine o licenza previsti. I coralli, per un peso complessivo di 600 grammi, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo mentre a ciascun passeggero è stata comminata una sanzione amministrativa di 5mila euro.

CRONACA Trovate anche parti di auto Parti di auto, pistole e ordigni sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Bari in un complesso immobiliare

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