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Apposti i sigilli, su disposizione della Dda, a due strutture che sarebbero il frutto di affari del clan della Sacra Corona Unita, Coluccia Due immobili ritenuti frutto degli affari del clan della Sacra Corona Unita, Coluccia, attivonel territorio di Galatina, sono stati sequestrati su disposizione della Dda. Le strutture si trovano uno a Lecce e l’altro nella frazione di Giorgilorio e sarebbero stati acquistati tramite prestanome delbraccio destro del Boss Michele Coluccia. Il sequestro preventivo è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari, Marcello Rizzo. Nello specifico, gli investigatori hanno scoperto che le due strutture, del valore di oltre 300mila euro, sarebbero riconducibili ad Alì Farhangi, 60 anni, attualmente indagato e sarebbero stati acquistati impiegando denaro non riconducibile all’attività dell’uomo, il cui reddito è di bassissimo rilievo.

L’intervento della volante della Polizia ha interrotto l’attività di 5 persone, che sono poi riuscite a scappare attraverso le campagne Gli agenti del Commissariato di Polizia di Barletta, nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, hanno individuato in un casolare abbandonato alcuni soggetti intenti a smontare delle autovetture risultate rubate in diversi centri della provincia. I poliziotti hanno trovato blocchi motore, pneumatici, sportelli, cruscotti e paraurti. L’intervento della volante ha interrotto l’attività di 5 persone che sono riuscite a fuggire attraverso le campagne. Tutto il materiale, comprese le attrezzature per lo smontaggio e gli inibitori di frequenza, è stato sequestrato.

Denunciato un uomo per i reati di ricettazione e disastro ambientale Duecento chili di cetrioli di mare posti sotto sequestro e una denuncia per i reati di ricettazione e disastro ambientale. È quanto disposto dalla Guardia Costiera di Taranto. I militari, nel corso delle attività di controllo del territorio, hanno notato alcuni movimenti sospetti tra due auto in un’area isolata del quartiere “Tamburi”. Dopo essersi appostati, hanno iniziato a seguire uno dei due veicoli, accertando in seguito la detenzione di otto bidoni contenenti i cetrioli di mare. A finire nei guai, il trasportatore. È infatti vietata la pesca delle oloturie, in quanto specie marina protetta che ricopre un ruolo centrale per l’equilibrio dell’ecosistema marino.Inoltre, domenica scorsa, nell’ambito di altri controlli, è stato smascherato un pescatore colto nell’atto di recuperare ricci di mare. All’uomo è stata comminata una sanzione di 2000 euro. Apposti i sigilli anche al pescato: si tratta di 350 esemplari di ricci.

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