
Carcere di Taranto, Sappe: “Caldo estremo e detenuti senza acqua”
Ci sono cinque persone in celle da tre Caldo estremo, sovraffollamento e carenza di acqua al carcere di Taranto. Una situazione che nei giorni scorsi
Ci sono cinque persone in celle da tre. Caldo estremo, sovraffollamento e carenza di acqua al carcere di Taranto. Una situazione che nei giorni scorsi ha fatto montare la protesta dei detenuti, finché non sono arrivate le autobotti. Si va “oltre la tortura” per il Sappe, sindacato di Polizia penitenziaria, che sollecita l’intervento della magistratura. Mancano almeno 150 agenti, in un istituto con 850 detenuti, di cui molti con patologie croniche e psichiatriche, per 389 posti; con 5 persone in celle da 3, e si starebbe anche ipotizzando l’aggiunta della sesta branda, con temperature che sfiorano i 50°, perché la struttura è costruita con materiali inadatti, che accumulano il calore, trattenendolo.
La denuncia del Sappe. Ancora una aggressione ad un poliziotto nel carcere di Taranto. Un detenuto, di origini palermitane, di circa 30 anni, arrestato per associazione mafiosa, mentre il sovrintendente gli stava comunicando l’applicazione dell’art. 14bis che prevede l’esclusione di alcune attività, gli ha sferrato un pugno in faccia facendolo cadere a terra. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale ha avuto una prognosi di qualche giorno. L’ennesimo episodio è stato denunciato dal Sappe, sindacato della polizia penitenziaria. Il detenuto aveva già avuto comportamenti violenti contro altri reclusi ed era stato trovato in possesso di un cellulare. La direzione del carcere più volte aveva chiesto il suo allontanamento ma l’appello non è stato mai accolto. Intanto oggi nella casa circondariale ci sono più di 850 unità a fronte di 350 e nelle celle da tre posti stanno aggiungendo anche il quinto letto, denuncia il segretario nazionale Pilagatti.
La denuncia è del Sappe. L’uomo avrebbe distrutto la stanza del carcere e quelle dei nosocomi dove è stato ricoverato più volte per aver ingerito lamette, cucchiai e pile Un detenuto del brindisino, 30enne, con problemi psichiatrici, ha prima aggredito verbalmente e fisicamente alcuni poliziotti del carcere di Taranto, procurando loro lesioni. La denuncia è del Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria. L’uomo, arrestato per reati contro il patrimonio, avrebbe distrutto la stanza del carcere e quelle dei nosocomi dove è stato ricoverato più volte per aver ingerito lamette, cucchiai e pile. Non è servito a niente il provvedimento con cui è stato disposto il suo ricovero presso una comunità riabilitativa psichiatrica, perché i posti sono praticamente inesistenti, dice il sindacato, pertanto ogni giorno è un rischio per i poliziotti che non possono né avvicinarsi e né toccarlo altrimenti scatta il reato di tortura. La magistratura di sorveglianza deve intervenire, conclude il Sappe, il carcere deve dare una speranza ai detenuti, non diventare un manicomio.
L’uomo è stato aggredito di spalle e, cadendo, ha sbattuto la testa. Per lui prognosi di 15 giorni Un poliziotto penitenziario è stato aggredito ieri sera nel carcere di Trani e quasi strangolato da un detenuto con problemi psichiatrici. Lo fa sapere Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria). “E’ solo grazie al tempestivo intervento dei colleghi – dice – se non si è consumata una tragedia”. Da quanto emerge, il detenuto, di origini baresi, aveva chiesto di essere accompagnato in infermeria. Così, mentre l’agente apriva la cella e lo scortava, è stato aggredito alle spalle, stringendogli il collo fino a farlo svenire. L’agente, cadendo, ha battuto violentemente la testa ferendosi. I medici gli hanno prescritto 15 giorni di prognosi. “Nel carcere di Trani – prosegue Pilagatti – mancano almeno 50 agenti. Eppure si continua a sovraccaricare la struttura con nuovi detenuti, mettendo a rischio l’intera sicurezza dell’istituto”.
Rilevato il problema della carenza d’organico tra gli agenti Servizio di Alessandro Boccia;
Un poliziotto ha sentito un rumore strano provenire dal cielo e sono partiti i controlli Drone che trasportava telefonini e sostanze stupefacenti recuperato dai poliziotti nel carcere di trani ieri sera. A darne notizia è il segretario nazionale del sindacato Sappe, Federico Pilagatti: “Un poliziotto – si legge nella nota – ha sentito un rumore strano provenire dal cielo, dopo aver avvertito il responsabile, si sono spostati immediatamente sul muro di cinta, per capire a cosa fosse dovuto. Controlli anche a terra, con un’auto che ha battuto l’area adiacente il muro di cinta, per verificare se ci fosse qualcuno nei dintorni. lo stato di allerta del personale di polizia penitenziaria avrebbe intimorito chi pilotava il drone e chi dall’interno delle celle gli stava dando indicazioni: l’apparecchio è caduto, prontamente recuperato dai poliziotti. Il drone trasportava telefonini e sostanze stupefacenti. Il Sappe da anni denuncia come la delinquenza abbia raggiunto livelli di utilizzo di tecnologia incredibili investendo tanti soldi,mentre i poliziotti non hanno mezzi a disposizione per contrastare in maniera efficace questo traffico illecito.
E’ l’appello rivolto al ministro della Giustizia dal sindacato autonomo di Polizia penitenziaria all’indomani del tentato suicidio di un detenuto nel carcere di Potenza Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Saverio Brienza, segretario lucano del Sappe
Nell’istituto lucano, in cui al momento non esistono problemi di sovraffollamento, occorrerebbero almeno 30 agenti in più, vista la riapertura in autunno della sezione femminile Intervista a: Donato Capece, segretario generale del Sappe Servizio di Alessandro Boccia
L’uomo aveva 32 anni, ‘la situazione è insostenibile’ Mentre a Roma parlano di garanzia dei detenuti, nel carcere di Taranto si verifica un altro suicidio. Un detenuto trentenne, di origini calabresi, in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio, si è tolto la vita impiccandosi con una corda rudimentale legata alla grata della finestra del bagno. A nulla è servito l’intervento dell’agente di polizia penitenziaria. Questo è il terzo suicidio nel carcere di Taranto dall’inizio dell’anno. La denuncia è del SAPPE -sindacato autonomo di polizia penitenziaria- che rimarca le disastrose situazioni di sicurezza nelle carceri pugliese, sovraffollate di detenuti e con l’organico di agenti ridotto all’osso.
Il sindacato denuncia la carenza di personale Quattro telefoni cellulari, e altrettante sim e caricabatteria, sono stati trovati dagli agenti della polizia penitenziaria nelle intercapedini degli sgabelli in legno di alcune celle del carcere di Trani. Non è chiaro come questi dispostivi siano entrati, non è escluso che si tratti di materiale che ha eluso i controlli durante le visite dei familiari. Nei giorni scorsi, ma la notizia è trapelata solo nelle ultime ore, gli agenti hanno trovato altri cellulari e delle dosi di marijuana nell’intermezzo esterno alle mura di cinta, evidentemente lanciati dall’esterno nella speranza che i reclusi potessero poi prenderli durante la passeggiata negli spazi comuni. La situazione è stata denunciata dal sindacato Sappe che, ribadendo della cronica carenza di organico, scrive di lotta impari tra la polizia penitenziaria e la delinquenza e chiede di non scaricare le colpe di quanto accade nelle carceri sui lavoratori.

Ci sono cinque persone in celle da tre Caldo estremo, sovraffollamento e carenza di acqua al carcere di Taranto. Una situazione che nei giorni scorsi

CRONACA La denuncia del Sappe Ancora una aggressione ad un poliziotto nel carcere di Taranto. Un detenuto, di origini palermitane, di circa 30 anni, arrestato

La denuncia è del Sappe. L’uomo avrebbe distrutto la stanza del carcere e quelle dei nosocomi dove è stato ricoverato più volte per aver ingerito

L’uomo è stato aggredito di spalle e, cadendo, ha sbattuto la testa. Per lui prognosi di 15 giorni Un poliziotto penitenziario è stato aggredito ieri

Rilevato il problema della carenza d’organico tra gli agenti Servizio di Alessandro Boccia;

Un poliziotto ha sentito un rumore strano provenire dal cielo e sono partiti i controlli Drone che trasportava telefonini e sostanze stupefacenti recuperato dai poliziotti

E’ l’appello rivolto al ministro della Giustizia dal sindacato autonomo di Polizia penitenziaria all’indomani del tentato suicidio di un detenuto nel carcere di Potenza Servizio

Nell’istituto lucano, in cui al momento non esistono problemi di sovraffollamento, occorrerebbero almeno 30 agenti in più, vista la riapertura in autunno della sezione femminile

L’uomo aveva 32 anni, ‘la situazione è insostenibile’ Mentre a Roma parlano di garanzia dei detenuti, nel carcere di Taranto si verifica un altro suicidio.

Il sindacato denuncia la carenza di personale Quattro telefoni cellulari, e altrettante sim e caricabatteria, sono stati trovati dagli agenti della polizia penitenziaria nelle intercapedini