Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

mutuon-giugno

sanità pugliese

Nel 2025 l’istituto è balzato ai vertici delle classifiche nazionali per la cura dei tumori a pancreas, stomaco e colon-retto. Dal 1982 è un punto di riferimento nazionale per la Gastroenterologia. L’Irccs De Bellis di Castellana Grotte si conferma un’eccellenza della sanità pugliese, capace di attrarre pazienti da tutta Italia grazie a tecnologie avanzate, chirurgia mini invasiva e robotica. Numeri che parlano chiaro: nel 2025 l’istituto è balzato ai vertici delle classifiche nazionali per la cura dei tumori a pancreas, stomaco e colon-retto. Un modello che integra assistenza e ricerca, con protocolli innovativi e un approccio al paziente sempre più personalizzato. Interviste a Leonardo Vincenti, direttore dipartimento scienze chirurgiche; Antonio Decaro, presidente regione Puglia

Approvata ieri la delibera per il recupero della mobilità passiva. La giunta regionale della Puglia ha approvato la delibera per il recupero della mobilità passiva in ambito sanitario. Attraverso accordi bilaterali con altre regioni ed il coinvolgimento delle strutture pubbliche e private si cercherà di contenere la spesa sostenuta per quei pazienti che decidono di curarsi fuori regione. Fermo restando la libertà di cura, la Regione punta a garantire in Puglia le stesse prestazioni che vengono erogate fuori regione, con lo stesso livello di qualità. Gli accordi verranno proposti in via prioritaria ai contesti territoriali verso cui si indirizza il maggior volume di mobilità passiva: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Veneto e Campania. Non solo: le aziende sanitarie della Puglia dovranno potenziare quei servizi e quelle prestazioni che oggi spingono molti pugliesi a recarsi fuori regione.

Al TgNorba parla Fabio Margilio, Presidente AIOP Puglia. Torniamo a parlare del piano sperimentale messo in atto dalla regione Puglia per lo snellimento delle liste d’attesa in sanità. Tra gli attori potenzialmente coinvolti, anche le strutture private accreditate, che possono giocare un ruolo importante nella partita al miglioramento dell’efficienza della sanità pubblica Intervista a Fabio Margilio, Presidente AIOP PugliaMontaggio di Leonardo Tribuzio

Il programma andrà in onda oggi in seconda serata su Telenorba. Dalle corsie agli ambulatori, dai camici alla burocrazia, dalle emergenze alle strategie d’azione. C’è il tema della sanità pugliese a tutto tondo al centro della prossima puntata di Orizzonti, il programma di attualità e di approfondimento in onda ogni venerdì in seconda serata su Telenorba. Condotta da Stefania Rotolo con il contributo puntuale e attento del direttore di Telenorba Domenico Castellaneta, la puntata scenderà oltre la superficie per provare a raccontare la complessità del sistema sanitario regionale, tra eccellenza e criticità. Ospiti del confronto in studio, le visioni differenti e complementari del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, dell’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, del presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli e del segretario regionale FIALS Puglia Massimo Mincuzzi. Non mancheranno gli approfondimenti sul tema del piano sperimentale regionale per lo smaltimento delle liste d’attesa e i focus sulla sanità privata e sulla professione del medico di base. E ancora, collegamenti in diretta per raccontare l’attività all’interno di alcuni presidi sanitari del territorio e un immancabile dibattito sul tema tanto attuale quanto preoccupante dell’escalation di violenza nei confronti degli operatori sanitari. Il tutto, contornato dalla satira pungente di Pinuccio, che arricchirà il confronto con un punto di osservazione alternativo, dove l’ironia sarà la chiave di nuovi interessanti spunti di riflessione.

Per coprire il buco da 369 milioni la regione Puglia dovrà rivedere la rete ospedaliera. Nel mirino 18 ospedali tra tagli, accorpamenti e riconversioni di reparti e posti letto. Oltre alla manovra fiscale per tappare il buco da 369 milioni di euro della sanità, la regione Puglia sarà costretta a rivedere la rete ospedaliera. È la richiesta non rinviabile giunta dai Ministeri di Economia e Salute che da due anni sollecitano l’attuazione del piano operativo 2026-2028. Per arginare un deficit strutturale da 100 milioni l’anno, la giunta Decaro dovrà ob torto collo impugnare l’accetta per tagliare, riconvertire ed accorpare ospedali, reparti e posti letto. La scure si concentrerà sui piccoli ospedali dove reparti con bassi volumi di attività rischiano chiusure o trasferimenti. Entro tre anni spariranno i punti nascita sotto i 500 parti annui, le chirurgie con pochi interventi e le ortopedie sotto i mille casi l’anno. MAPPA DELLE STRUTTURE A RISCHIO Contiene 18 dei 28 ospedali pubblici in funzione. Nel Barese i presidi di Corato, Putignano, Monopoli e Triggiano. Nella Bat Bisceglie, Barletta e Andria. Nel Foggiano Lucera, Cerignola e San Severo. In Salento Casarano, Galatina e Copertino. Tre ospedali sotto tiro anche nel Tarantino: Santissima Annunziata, Grottaglie e Moscati. Nel Brindisino Mesagne e San Pietro Vernotico. In alcuni casi servizi e reparti saranno trasferiti nei nuovi ospedali, come il Monopoli-Fasano o il San Cataldo. Le altre strutture diventeranno centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale. Una cura da cavallo ad alto rischio sul piano politico con i territori pronti a scendere in piazza appoggiati dall’opposizione e dalle parti sociali.

La sperimentazione è partita nella Asl di Bari. Rivoluzione in vista per la sanità pugliese con il debutto del cup unico per prenotare velocemente visite ed esami, l’annuncio ieri (25 febbraio) in commissione sanità. Intervista a Donato Pentassuglia, assessore sanità regione Puglia

Situazione preoccupante se non disastrosa per la nuova giunta regionale. È da profondo rosso la somma delle perdite delle singole Asl pugliesi nel 2025. Il buco finanziario totale della sanità in Puglia è di 460 milioni di euro. Spicca il dato della Asl di Bari, meno 210 milioni insieme alla Asl di Brindisi che ne ha persi 67 e alla Asl di Foggia in deficit di altri 60. Queste tre Asl da sole superano la metà della perdita complessiva. Al netto delle possibili variazioni per effetto delle operazioni di consolidamento, si tratta di una situazione preoccupante se non disastrosa per la nuova giunta regionale. Con le risorse finanziarie statali insufficienti a coprire spesa sanitaria e nuove assunzioni di cui c’è bisogno, il presidente Decaro potrebbe essere costretto a scelte impopolari. La leva fiscale, con possibili incrementi dei quattro scaglioni delle addizionali Irpef ferme dal 2022 quando la regione ha aumentato la percentuale di tassazione per i redditi superiori a 28 mila euro. L’altra strada è quella di una nuova razionalizzazione della rete ospedaliera. Significa accorpare reparti e forse anche chiudere piccoli ospedali.

Solo 199 in servizio su 530 previsti In Puglia mancano più della metà dei medici previsti nel 118. Sono appena 199 quelli in servizio, a fronte dei 530 indicati dalla pianta organica. Un’emorragia che si riflette anche nei reparti di pronto soccorso e sulle ambulanze, mettendo a rischio la tenuta del sistema d’emergenza. Il servizio di Francesco Iato

Lo denuncia l’ex assessore Lopalco La Puglia balbetta nell’attuazione del programma di screening gratuito contro l’Epatite C. Un test riservato dal 2019 alla popolazione di età compresa fra i 55 ed i 75 anni. A fronte di un platea di oltre un milione di aventi diritto, solo 75 mila persone si sono sottoposte al test, meno del 7% del totale, con 942 casi di positività ed il rischio che il resto del campione possa nascondere potenzialmente circa 13 mila infezioni non diagnosticate. Servizio di Francesco Iato Intervista a Pierluigi Lopalco (consigliere regionale Pd)

La sanità regionale non è attrezzata per accogliere e assistere pazienti in condizioni gravissime, reduci da coma o con danni cerebrali permanenti È allarme riabilitazione intensiva in Puglia. La sanità regionale non è attrezzata per accogliere e assistere pazienti in condizioni gravissime, reduci da coma o con danni cerebrali permanenti. La denuncia arriva nero su bianco dai primari di rianimazione e neurochirurgia dell’ospedale Di Venere di Bari, che in una nota indirizzata all’assessore alla salute e al dipartimento regionale segnalano un vuoto preoccupante. Servizio di Francesco Iato

Lo sforzo fatto finora per recuperare spesa e ritardi sono stati ritenuti sufficienti dai Ministeri interessati Sanità pugliese promossa a Roma. Ieri c’è stato l’atteso vertice col Governo che ha dato la pagella alla sanità pugliese da tempo sotto stretto controllo per l’esuberanza della spesa. L’esame è stato superato, nonostante anche i conti del 2024 siano in rosso, ma un rosso recuperabile. A quanto ammonta esattamente lo dirà nelle prossime ore l’assessore Piemontese. Il fatto importante è che lo sforzo fatto finora per recuperare spesa e ritardi siano stati ritenuti sufficienti dai Ministeri interessati e la Puglia sia stata autorizzata ad andare avanti con le assunzioni di personale, passaggio indispensabile per completare il risanamento del settore.

Un traguardo di grande importanza considerato che un decennio fa la nostra regione occupava le ultime posizioni della graduatoria Se da un lato il Governo taglia risorse alla Puglia per la sanità, dall’altro ne riconosce i notevoli passi avanti. Ieri, infatti, il Ministero della Salute ha reso noti i risultati del monitoraggio sui Lea regione per regione. La Puglia, in Italia, è al decimo posto per la qualità della sanità offerta ai cittadini, ed è la prima regione del Sud. Un traguardo di grande importanza considerato che un decennio fa la nostra regione occupava le ultime posizioni della graduatoria.

La sanità pugliese al lavoro per riorganizzare la rete ospedaliera Servizio di Francesco Iato

gilca-srl-giugno
deliziosa