
Maxi rissa tra due gruppi di giovani in Salento
Quando i carabinieri sono giunti sul posto, i ragazzi si erano già dati alla fuga. Per terra i militari hanno rinvenuto bottiglie di vetro rotte
Quando i carabinieri sono giunti sul posto, i ragazzi si erano già dati alla fuga. Per terra i militari hanno rinvenuto bottiglie di vetro rotte e tracce di sangue Una maxi-rissa ha visto contrapposti due gruppi di giovani, la scorsa notte, a Ruffano, nel Basso Salento. Un apprezzamento di troppo nei confronti di una ragazza dell’altra comitiva ha scatenato l’immediata reazione del fidanzato di quest’ultima. A dargli man forte sono intervenuti altri giovani e in breve tempo si è passati dalle parole ai fatti. Quando i carabinieri sono giunti sul posto, i ragazzi si erano già dati alla fuga. Per terra i militari hanno rinvenuto bottiglie di vetro rotte e tracce di sangue. Qualcuno potrebbe essere rimasto ferito ma nei Pronto soccorso della zona non risultano accessi. Acquisiti i filmati dei sistemi di videosorveglianza dei locali della zona.
Accolta dal tribunale la richiesta di revoca delle misure cautelari. la zuffa avvenne il 30 marzo 2024 al termine dei riti della Settimana Santa / Video
È accaduto nel centro storico, la vittima è in prognosi riservata. L’aggressore è stato bloccato dai carabinieri A Lecce una rissa tra giovani stranieri è sfociata nel sangue. Uno studente 17 enne, di origini colombiane, ha accoltellato un ragazzo tunisino di 19 anni ed è scappato per le vie del centro storico. Il fendente ha raggiunto il nordafricano all’altezza del pettorale sinistro, a pochi centimetri dal cuore, causandogli gravi lesioni. La vittima è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi “ di Lecce, in prognosi riservata. L’aggressore è stato bloccato dai carabinieri che hanno anche recuperato in un tombino un coltello con una lama di 19 centimetri ancora intriso di sangue. La Procura presso il Tribunale per i minori ha disposto la custodia del giovane colombiano in una struttura detentiva minorile di Lecce. All’origine della rissa ci sarebbero motivi di gelosia.
Altre 6 sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’episodio, alla vigilia di Pasqua, in via Petrarca Tre persone agli arresti domiciliari e altre 6 sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la violenta rissa scoppiata alla vigilia di Pasqua in via Petrarca a Taranto. Botte da orbi tra due gruppi familiari per motivi passionali. Grazie ai numerosi video diffusi sui social e ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, la Squadra Mobile ha raccolto indizi utili per identificare i responsabili. Ci sarebbe un indagato accusato, oltre che di rissa aggravata, anche di aver impedito ai poliziotti, con aggressioni e minacce, di indentificare un uomo che, armato di sfollagente, avrebbe partecipato alla rissa.
Vertice in Prefettura sulle misure contro risse e schiamazzi Servizio di Anna De Feo montaggio di Luigi Aloisio
La vittima è la nipote di un uomo ucciso nel 2021 a Bari Potrebbe essere collegata alla criminalità organizzata la sparatoria avvenuta la scorsa notte in un noto locale di Molfetta costata la vita ad Antonia Lopez, 19enne di Bari. Dopo l’iniziale intervento della procura di Trani le indagini sono state affidate alla Dda. Tre persone sono state condotte al Pronto soccorso di Bari. Tra i feriti anche Eugenio Palermiti ritenuto vicino all’omonimo clan Barese. Al pronto soccorso si sarebbero verificati dei disordini, con uno dei feriti che ha distrutto un computer e inveito contro il personale sanitario. Secondo le prime ricostruzioni intorno alle due del mattino un gruppo di persone provenienti dal quartiere Japigia di Bari è entrato nel locale. Dopo pochi minuti sarebbe scoppiata la rissa e quindi sono stati esplosi alcuni colpi di pistola. Uno ha colpito mortalmente la ragazza alla giugulare. La giovane è deceduta prima che il personale del 118 potesse soccorrerla. Il locale è stato ora posto sotto sequestro. Tra i dettagli emersi, c’è anche la parentela della vittima con Ivan Lopez, ucciso nel 2021 sul lungomare di San Girolamo a Bari nell’ambito di una faida tra il clan Strisciuglio e il clan Parisi-Palermiti. Il fratello di Ivan, altro zio della vittima, è poi diventato collaboratore di giustizie. Durante la mattinata sono stati ascoltati dai carabinieri almeno una decina di persone rimaste coinvolte nella rissa per raccogliere le prime informazioni. Il titolare del locale ha spiegato di essersi trovato davanti a uno spettacolo infernale. Nella tarda mattina è tornato a casa sotto shock. Poi sul posto è arrivata la sorella del titolare. Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ha espresso preoccupazione per quanto accaduto. Nei giorni scorsi altri episodi violenti si sono verificati nel nord Barese.
Due gruppi di ragazzi si sono incrociati e dopo qualche insulto sono passati alle mani, nel tentativo di sedare la rissa sono intervenuti agenti di polizia penitenziaria e lo stesso direttore dell’istituto
Tracce di sangue sull’asfalto. Commercianti e residenti esasperati dalla scarsa sicurezza Servizio di Giuseppe Capacchione
Tra le persone denunciate ci sono anche gli addetti alla sicurezza Ci sono anche cinque addetti alla sicurezza tra le otto persone denunciate dopo la rissa scoppiata lo scorso sabato nel lido Zen a Gallipoli. Due ragazzi veneti di 22 e 27 anni, in vacanza in Puglia, sono finiti in ospedale con delle fratture. Hanno raccontato di essere stati picchiati dai buttafuori. Secondo le indagini della Polizia la rissa sarebbe scoppiata tra due gruppi di giovani, uno proveniente da Padova, dopo alcuni apprezzamenti rivolti a due turiste. All’arrivo della Polizia uno l’altro gruppo è riuscito a scappare. I due ragazzi finiti in ospedale sono destinatari di un daspo: non potranno entrare negli esercizi pubblici di Gallipoli per 15 mesi.
Nuovo episodio di malamovida, prognosi di 30 giorni per i due feriti E’ di due feriti ricoverati in ospedale il bilancio dell’ennesimo episodio di malamovida scoppiato ieri sera a Gallipoli nel lido Zen, uno dei più frequentati della Baia Verde. La dinamica è ancora da chiarire, ma, da quanto si apprende, per motivi futili un gruppo di giovani turisti padovani sarebbe stato circondato in spiaggia da un altro gruppetto di avventori che probabilmente per una parola di troppo e un apprezzamento verso una ragazza, li avrebbero aggrediti. Ad avere la peggio sono stati due ragazzi padovani che hanno riportato contusioni e fratture vertebrali. Sono ricoverati in ospedale con unaprognosi di 30 giorni. I due avrebbero riferito di essere stati picchiati dai buttafuori del locale. Sull’accaduto indagano gli agenti del locale commissariato di Polizia.
Notte movimentata a San Pietro Vernotico. Due gruppi di ragazzi si sono fronteggiati in Piazza dell popolo A San Pietro Vernotico la prima serata della festa patronale si è conclusa con una rissa. In nottata due gruppi di giovani si sono fronteggiati in Piazza del Popolo tra lo stupore dei presenti. Sono spuntati tirapugni e persino un punteruolo. Un ragazzo è stato condotto in ospedale e subito dimesso dopo aver ricevuto le cure del caso. Sarebbe stato aggredito da almeno 5 coetanei. Per riportare la situazione alla normalità è stato necessario l’intervento dei carabinieri che adesso indagano per risalire ai responsabili.
Medicati in ospedale, sono stati dimessi Rissa all’alba a Gallipoli tra cinque-sei ragazzi, nel parcheggio di una discoteca, due leccesi di 26 e 30 anni sono stati feriti con un coltello da altri giovani di Taranto. Trasportati in ospedale, sono stati dimessi con una prognosi di un mese. Il litigio è cominciato nel parcheggio e poco dopo i ragazzi hanno iniziato a picchiarsi fino a quando i due leccesi sono stati accoltellati. Ai poliziotti del locale commissariato hanno riferito di essere caduti ma la loro versione non è stata ritenuta attendibile. Sono state acquisite le immagini della videosorveglianza dell’area parcheggio per risalire all’identificazione dei responsabili.
La polizia ha identificato i responsabili Tre persone sono finite al pronto soccorso dell’ospedale Bonomo di Andria, due delle quali incodice rosso, a causa di diverse ferite riportate nel corso di una violenta lite avvenuta nella tarda serata di ieri, in pieno centro città. Due gruppi di stranieri avrebbero discusso finendo poi per colpirsi conbottiglie di vetro e coltelli. Sul posto è intervenuta la polizia che ha identificato i responsabili: la loro posizione è al vaglio degli inquirenti. Potrebbero rispondere di rissa e lesioni.
È accaduto tra via Cognetti e via Abbrescia, tre persone coinvolte Rissa in centro a Bari. L’altra notte alcuni uomini hanno litigato furiosamente all’incrocio tra via Cognetti e via Abbrescia, a pochi passi dai luoghi della movida del quartiere Madonnella. Dalle parole sono passati alle mani. Un passante ha tentato di fermarli, mentre una donna ha provato a riprendere la scena con il telefonino. Il cellullare le è stato sottratto da uno dei partecipanti alla zuffa e scaraventato a terra. Grazie alle testimonianze, i carabinieri hanno bloccato un cittadino tunisino di 44 anni, finito in manette e due italiani, un 49enne che ora si trova ai domiciliari e un 26enne che è stato denunciato. I carabinieri stanno indagando per identificare gli altri partecipanti alla rissa.
L’omicidio il 16 marzo dell’anno scorso a Capurso durante una rissa scoppiata dopo un inseguimento in auto iniziato a Cellamare Condannato a 18 anni di carcere per omicidio volontario e tentato omicidio il 27enne Piero Canonico ritenuto colpevole di aver ucciso il 29enne Vito Caputo il 16 marzo dell’anno scorso a Capurso durante una rissa scoppiata dopo un inseguimento in auto iniziato a Cellamare. Questa la sentenza del gup del tribunale di Bari al termine del processo svoltosi con il rito abbreviato che ha anche ratificato il patteggiamento di una pena a due anni per il 27enne Fabio Chiarelli, originario di noci, amico della vittima. L’omicidio sarebbe legato a vendette e gelosie tra Chiarelli e Canonico in cui sarebbe rimasto coinvolto Caputo.
Ascoltati i testimoni e visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza la Polizia è risalita al presunto responsabile della rissa Denunciato in stato di libertà per lesioni personali il presunto responsabile della rissa del 3 aprile, a Manduria, tra un gruppo di adolescenti alla fermata di un autobus. Le indagini sono state svolte dalla Polizia, coordinata dalla Procura per i minorenni di Taranto. Sono stati ascoltati i testimoni e sono state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di piazza Vittorio Emanuele. Secondo quanto ricostruito il movente della lite è legato all’utilizzo dell’autobus, e ad alcuni insulti che il denunciato aveva precedentemente ricevuto da parte di altri coetanei. di Alessandra Martellotti
È accaduto Manduria, la lite per chi dovesse salire per primo sul mezzo Scoppia una rissa alla fermata del bus e tre ragazzini finiscono in ospedale. È accaduto a Manduria, in piazza Vittorio Emanuele. Uno dei tre ha riportato un trauma cranico ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Gli altri due, meno gravi, sono stati portati al Giannuzzi di Manduria. Sul posto è intervenuta la polizia locale.
Video diventato virale sul web Un video che riprende una rissa tra donne circola da ieri sul web. Il fatto è accaduto a Bari, su corso Sonnino. Una donna è stata presa di mira da un gruppetto, fra cui la presunta vittima di un tradimento. A sentire ciò che si dicono pare un fatto accaduto in ambito familiare. La vittima dell’aggressione non solo le ha prese di santa ragione, ma è stata persino colpita con un mattarello. Alla fine qualche passante ha tentato di calmare gli animi, non senza difficoltà.
In tre sono finiti in ospedale La Polizia ha denunciato otto persone per la rissa scoppiata ieri per strada a Taranto a cui hanno partecipato oltre dieci persone, tre delle quali hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale Santissima Annunziata. I protagonisti della zuffa, appartenenti a due nuclei familiari, si sono affrontati, con calci e pugni, in via Cesare Battisti, nel quartiere Tre Carrare. Alcuni passanti hanno lanciato l’allarme mentre la violenta lite veniva ripresa con i telefonini dai balconi: gli agenti della Squadra Mobile,coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno raccolto le dichiarazioni dei presenti e analizzato le immagini di un video diventato virale sul web. Proprio il video che riprende la zuffa dal balcone di unpalazzo vicino ha fornito ulteriori spunti investigativi per consentire ai poliziotti di raccogliere indizi sulla presunta identità di alcuni partecipanti.
Una 15ina di persone coinvolte, virale il video postato sui social Una maxi rissa ha coinvolto circa 15 persone sabato pomeriggio a taranto. Un’aggressione violenta in via Petrarca all’ angolo con via Cesare Battisti, integralmente ripresa da un balcone con un cellulare. Il video è diventato virale sui social ed è al vaglio degli investigatori. Si vede chiaramente tutta la scena. Volano calci e pugni finchè un uomo non apre il portabagagli di un’auto impugnando un crick con evidenti intenzioni aggressive. Soltanto il primo intevento di una donna lo ha fatto desistere, mentre qualcun altro allertava Polizia e Carabinieri, piombati sul posto. Neppure la presenza delle forze dell’ordine ha sedato gli animi. Anzi, è scoppiata una seconda lite violenta, rinforzata anche dalla presenza di altre persone giunte a dare manforte alle parti. Nelle fasi concitate della prima lite una donna è svenuta cadendo sul marciapiedi. Si conta inoltre un primo ferito, trasportato al pronto soccorso. Ha riportato lievi ferite alla testa rimediando solo alcuni punti di sutura. Dalla seconda lite ne sono uscite altre persone ferite appartenenti alla stessa famiglia del primo, pure finite in ospedale con ecchimosi e lividi in varie parti del corpo. Ancora da accertare le cause. Sono in corso le indagini. In fase di ascolto da parte degli investigatori le persone coinvolte.

Quando i carabinieri sono giunti sul posto, i ragazzi si erano già dati alla fuga. Per terra i militari hanno rinvenuto bottiglie di vetro rotte

Accolta dal tribunale la richiesta di revoca delle misure cautelari. la zuffa avvenne il 30 marzo 2024 al termine dei riti della Settimana Santa /

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Rissa fuori da discoteca a Gallipoli, due feriti a coltellate


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