
“Mare democratico”, la Puglia investe sulle spiagge libere
Passerelle, servizi, accessibilità e sicurezza: la regione Puglia lancia “mare democratico”, un piano da oltre 10 milioni per riqualificare le spiagge libere e renderle più

Passerelle, servizi, accessibilità e sicurezza: la regione Puglia lancia “mare democratico”, un piano da oltre 10 milioni per riqualificare le spiagge libere e renderle più inclusive. La Puglia prova a riprendersi il mare. E lo fa con un piano da oltre 10 milioni per trasformare le spiagge libere in luoghi accessibili, attrezzati e gratuiti. Il nome scelto dalla Regione è “Mare democratico”: un programma che punta a garantire il diritto alla balneazione per tutti, dalle famiglie alle persone con disabilità. Presentati i primi due bandi rivolti ai 69 Comuni costieri pugliesi. Il primo finanzierà servizi e infrastrutture nelle spiagge libere: passerelle fino alla battigia, docce, bagni, aree d’ombra, salvataggio, percorsi accessibili e segnaletica inclusiva. Il secondo avviso è dedicato invece alle spiagge accessibili, con fondi per sedie JOB, assistenza specializzata e personale dedicato. La Regione mette sul tavolo 3 milioni e 400mila euro già per il 2026, con una programmazione triennale che supera i 10 milioni. L’obiettivo politico è chiaro: rendere la spiaggia pubblica una scelta di qualità e non un ripiego. Intervista a Antonio Decaro (Presidente Regione Puglia)
Ci vorranno ancora mesi prima di vedere a pieno regime il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Il punto in commissione sanità alla regione Puglia. Aprirà entro fine giugno il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, destinato a diventare uno dei grandi ospedali pugliesi, ma non al servizio del sud est barese dove resterà in funzione l’ospedale di Putignano. Ad annunciarlo in commissione sanità l’assessore al ramo Pentassuglia durante l’audizione chiesta dai consiglieri d’opposizione Scianaro e Scatigna. Dopo l’inaugurazione di luglio 2025 a fine giugno partirà il trasferimento effettivo del vecchio San Giacomo da riconvertire. Il nuovo presidio, pero’, aprira’ a scartamento ridotto. Saranno attivi solo 126 dei 300 posti letto ed una parte dei 18 reparti previsti con 603 tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, almeno 200 in meno rispetto al fabbisogno. Intervista a Donato pentassuglia (assessore sanità regione Puglia), Luigi Fruscio (direttore generale asl Bari) e a Antonio Scianaro (consigliere regionale Fratelli d’Italia)
S’infiamma lo scontro politico sul buco della sanità pugliese mentre il governatore Decaro si prepara a nominare i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie. Scontro frontale tra i due schiermenti sul buco della sanita’ pugliese da 350 milioni che aprirà la strada all’aumento dell’irpef sui cittadini. Una manovra immorale per forza italia mentre il sottosegretario alla salute gemmato punta l’indice contro gli sperperi dei governi di centrosinistra che dal 2022 ad oggi hanno usato circa 700 milioni in più assegnati alla puglia per assumere personale amministrativo anzichè potenziare gli organici di medici e infermieri per ridurre liste d’attesa e mobilità passiva. Accuse respinte al mittente dal partito democratico.
Laureata in giurisprudenza, aveva partecipato e vinto per un progetto scientifico in ambito oncologico del Policlinico. La Regione Puglia ha bloccato la procedura di assunzione al Policlinico di Bari per una borsa di studio di un anno dell’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, prima arrestata ed ora processo con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno” che nel febbraio 2024 ha svelato presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città. In serata si è appreso che la Regione ha inviato gli ispettori del Nirs (nucleo ispettivo regionale sanitario) per verificare la regolarità della procedura e ha bloccato l’assunzione in ragione del procedimento penale cui è sottoposta la Lorusso. Il bando prevedeva l’esclusione di candidati con carichi pendenti e richiedeva una dichiarazione al riguardo per poter essere ammessi. Lorusso è moglie dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, anche lui arrestato per la stessa inchiesta e già condannato in primo grado a nove anni di reclusione sempre per scambio elettorale politico-mafioso. L’accusa è di aver raccolto a pagamento voti dai clan baresi per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie nel 2019. Con Maria Carmen Lorusso è imputato anche il padre, Vito Lorusso, medico oncologo. “La dott.ssa Maria Carmen Lorusso – dichiara l’avvocato Luca Castellaneta – travolta da questa campagna mediatica denigratoria, tiene a precisare che in sede di domanda di partecipazione al bando ha espressamente indicato i procedimenti penali pendenti a suo carico”. Pertanto, la notizia riportata da alcuni media che “non ha reso noto di essere a processo” non è assolutamente vera, sostiene il legale. Che aggiunge: “Certa di aver meritato l’assegnazione della borsa di studio, confida nell’esito positivo degli accertamenti disposti dalla Regione”.
Presentato a Taranto il nuovo Piano regionale delle Politiche sociali per il prossimo biennio. Casili: “Per il capoluogo ionico, che soffre emergenze anche ambientali, ci sono 20 milioni in più, grazie anche al Just Transition Fund”. Un miliardo e cento milioni per il welfare. La Regione Puglia illustra il nuovo Piano delle Politiche sociali. A Taranto il vice presidente, Cristian Casili. Incontra, in biblioteca, sindaci, cooperative, associazioni, enti del terzo settore. Tutti hanno partecipato alla realizzazione del piano che risponderà a ogni genere di esigenza. Dall’invecchiamento attivo alle povertà e dispersioni educative, fino alla violenza di genere per 10 aree tematiche. La distribuzione delle risorse alle province avviene in maniera omogenea, in proporzione alla popolazione, alle esigenze dei territori, al valore degli impatti sociali. Su Taranto ci sono più risorse, provenienti anche dal JTF. Intervista a Cristian Casili, assessore Welfare e vice presidente Regione Puglia
L’ex governatore Emiliano sta per rientrare in magistratura e nel frattempo si riscopre scrittore. Si saprà fra pochi giorni la sede giudiziaria dove l’ex governatore Emiliano tornerà ad indossare la toga dopo 23 anni di carriera politica. Caserta o Benevento le destinazioni possibili considerando il divieto di rientrare in Puglia o Basilicata. Una scelta obbligata dopo che il csm ha detto no all’immissione fuori ruolo per assumere l’incarico di consulente giuridico del presidente Decaro. E così in assenza di segnali dal successore su un possibile ripescaggio in giunta regionale con la nomina ad assessore che gli eviterebbe il ritorno in magistratura, Emiliano si riscopre scrittore. Da pochi giorni è andato in stampa il suo secondo libro, “L’alba di San Nicola”, solferino editore. Un romanzo storico-poliziesco ambientato a bari nei primi del novecento che debutterà il 5 maggio alla libreria Feltrinelli. La storia ruota attorno ad un misterioso omicidio che unisce inchiesta, memoria e critica sociale toccando temi controversi come amore, libertà e giustizia. Un’iniziativa letteraria bocciata in toto dall’opposizione regionale.
Ci sono 124 mila e 324 prestazioni che saranno riprogrammate sulla base della appropriatezza delle prescrizioni e delle prenotazioni. Ambulatori aperti 12 ore al giorno, anche nei festivi a partire da lunedì prossimo e fino al mese di giugno e 124 mila e 324 prestazioni che saranno riprogrammate sulla base della appropriatezza delle prescrizioni e delle prenotazioni. È quanto previsto dai piani sperimentali per abbattere le liste d’attesa varati ieri dalla giunta regionale pugliese, che ha messo a disposizione 15 milioni di euro. “Chiederemo agli operatori sanitari uno sforzo, ma l’obiettivo è importante e riguarda la salute e la fiducia dei cittadini”, ha sottolineato il governatore Antonio Decaro che ha ringraziato le aziende sanitarie per il lavoro svolto. “Da questo momento in poi”, ha aggiunto, “siamo tutti impegnati a mantenere gli impegni che abbiamo assunto con i pugliesi”. I pazienti interessati saranno ricontattati per confermare, anticipare o disdire gli appuntamenti. rientrano nei piani sperimentali le prestazioni specialistiche, visite ed esami strumentali, alcune necessità di ricoveri ospedalieri. “Sappiamo che ci sono delle difficoltà che riguardano soprattutto la carenza di personale”, ha aggiunto l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, “siamo altresì convinti che ci siano ampi margini di miglioramento”. La situazione sarà monitorata mensilmente per valutare eventuali correttivi. Nei prossimi cinque mesi dobbiamo imprimere una accelerata importante per migliorare il sistema sanitario e gettare le basi per futuri interventi strutturali.
La soluzione che la quasi totalità delle aziende ha proposto, è l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend. Tutte le Asl Pugliesi hanno trasmesso i piani aziendali sperimentali per l’abbattimento dei tempi di attesa. La soluzione che la quasi totalità delle aziende ha proposto, è l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend. Ogni azienda, esaminando i dati specifici, ha inoltre previsto percorsi di tutela, in particolare per i pazienti oncologici e fragili, riportando anche le attività che saranno potenziate per la verifica dell’appropriatezza prescrittiva e per il monitoraggio delle attività descritte nei piani sperimentali. I documenti saranno valutati dall’assessorato dal dipartimento alla Salute e dall’Aress: terminata la fase di validazione, entro venerdì i piani saranno approvati con un provvedimento di Giunta, in modo che le attività di recupero possano partire, come stabilito, dal prossimo primo febbraio.
La presidente dell’ufficio elettorale centrale di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha ufficializzato la vittoria di Decaro tra applausi e momenti di commozione con la famiglia presente in prima fila. La presidente dell’ufficio elettorale centrale della Corte di Appello di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha proclamato Antonio Decaro presidente della Regione Puglia. La proclamazione, nell’aula magna del palagiustizia, è stata accompagnata da un applauso. Entrando nella sala, prima della cerimonia, Decaro ha salutato e abbracciato i presenti, tra cui il presidente uscente Michele Emiliano. Avvicinandosi alle figlie e alla moglie sedute in prima fila, ha detto di aver scelto di indossare lo stesso abito che indossò per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Gli indicatori sono buoni, ma occorre impegno per tenere sotto controllo la situazione . L’aria che respiriamo in Puglia è complessivamente buona, ma ci si deve impegnare in futuro per tenere sotto controllo la situazione. È quanto certifica il nuovo piano ad hoc adottato dalla Giunta regionale. Le centraline della rete di monitoraggio non hanno registrato sforamenti di legge per i limiti imposti ai principali inquinanti, fra cui polveri sottili ed biossido di azoto. Non mancano, però, criticità localizzate. Nelle campagne del Brindisino e nell’alto Salento, ad esempio, dove pesa, soprattutto nei mesi invernali, il pm10, legato all’uso delle biomasse per il riscaldamento domestico. A Bari resta elevato il livello di biossido di azoto, mentre l’ozono supera spesso il valore obiettivo, fenomeno legato alla posizione geografica della Puglia. Il nuovo piano si allinea alla direttiva europea 2024: entro il 2028 ed il 2030 si punta a ridurre le emissioni di polveri sottili e ossidi di azoto, fino ad azzerare l’esposizione della popolazione agli sforamenti. Tra le misure previste: stop graduale ai vecchi generatori a biomassa, divieto di bruciare o incendiare all’aperto, campagne mirate di educazione ambientale. Dal 2030 si ipotizza di limitare le auto diesel più inquinanti nelle aree a maggiore rischio.
Abbiamo chiesto al presidente della Corte D’Appello a cosa è dovuto questo ritardo: “Mancano ancora i verbali di Lecce e Foggia” spiega, per il resto c’è tutto. Dovrebbe arrivare subito dopo l’Epifania la proclamazione del nuovo consiglio regionale pugliese. In Corte d’Appello, si attende ancora la consegna dei verbali dai tribunali di Lecce e Foggia, previsto per fine anno. Quelli della provincia di Brindisi sono arrivati da poco. Il presidente della Corte d’Appello, Franco Cassano, spiega che i tempi più lunghi del solito sono causati da qualche difficoltà in più causata soprattutto da problemi interpretativi per i presidenti di seggio. È tutto pronto, c’è anche l’ufficio ad hoc che si è insediato ma non può ancora procedere. L’auspicio è che dopo il 6 gennaio ci possa essere la proclamazione di consiglieri e Presidente della Regione. Anche perché solo allora, i candidati non eletti, potranno presentare ricorso. Qui l’intervista di Guglielmina Logroscino a Franco Cassano, presidente Corte d’Appello
. Non nasconde tutte le difficoltà nella formazione della nuova giunta il neo presidente Antonio Decaro ospite sabato sera a Bari, ad un’iniziativa della Lilt. Nel mirino le regole che, a suo dire, tengono la politica regionale con le mani legate. La legge elettorale pugliese e la legge Laricchia, ribattezzata “anti trombati” e che per il neo presidente sembra ispirata all’autoconservazione degli eletti. Il consiglio regionale fa le nomine, ma il presidente ci mette la faccia. Un corto circuito che, ricorda, nella scorsa legislatura ha già paralizzato le scelte. Garanti dei minori, dei detenuti e dei disabili scaduti ed in proroga da oltre un anno e mezzo, mesi di trattative tra i partiti per arrivare a un accordo sul Corecom. Il rischio, avverte Decaro, è rivivere a breve lo stesso film. Duro anche il giudizio sul divieto della legge Laricchia di assegnare incarichi in enti e agenzie partecipate ai candidati non eletti alle regionali. In Puglia, accusa Decaro, vengono trattati da appestati. Un paradosso rispetto al quadro nazionale, dove – superata la legge Severino – chi ha ricoperto ruoli politici può tornare operativo. Sotto accusa anche statuto e legge elettorale pugliese che obbligano il presidente a scegliere gli assessori solo tra gli eletti, a differenza di altre regioni che possono nominare esterni. Da ultimo Decaro ha ribadito l’annuncio: dopo il verdetto della Corte d’Appello nominerà la nuova squadra degli assessori per poi passare a riformare le leggi anti democratiche.
La legge regionale scatena le critiche delle opposizioni: duri attacchi al governo e dibattito politico infuocato. In Puglia il salario minimo è legittimo. Chiunque si aggiudichi un appalto con la Regione Puglia o con aziende ed enti strumentali ad essa collegati dovrà inderogabilmente corrispondere un compenso orario minimo di 9 euro l’ora ai propri dipendenti. La legge sul salario minimo in Puglia, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese il 5 novembre 2024, ha superato il vaglio della Corte Costituzionale. A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stato un ricorso della Presidenza del Consiglio, convinta che la norma pugliese ledesse il principio dell’autonomia della contrattazione collettiva e la potestà statale in materia. Per la Consulta, tuttavia, si tratta di un “errore di prospettiva”, poiché la legge non applica il trattamento economico minimo inderogabile a tutti gli appalti sul territorio pugliese, ma esclusivamente agli appalti della Regione Puglia e degli enti strumentali ad essa afferenti. La decisione ha acceso la polemica politica da parte delle opposizioni, che hanno fatto del salario minimo una battaglia identitaria, criticando duramente la premier Giorgia Meloni. La segretaria del Pd Elly Schlein afferma: “Meloni prenda atto che ha fallito nel tentativo di bloccare le Regioni che stanno solo sopperendo alle sue mancanze: approvi subito la proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo e una legge per regolare gli affitti brevi dando poteri ai sindaci”. Il vicepresidente M5S Mario Turco sollecita “l’immediata discussione su una legge sul tema. Fissare una soglia minima inderogabile che stabilisca il confine tra lavoro e sfruttamento è un obiettivo imprescindibile”. Per Nicola Fratoianni (AVS) la sentenza rappresenta “un altro ceffone al governo”: “Cade l’ipocrisia della Meloni che continua ad affossare ogni provvedimento che restituisce dignità ai lavoratori. Ancora più chiaro da che parte stanno: dalla parte dei potenti e dello sfruttamento”. Rivendica il successo il governatore uscente Michele Emiliano, secondo il quale si tratta di una “notizia importantissima”. “Perché – spiega – la Puglia è la prima Regione d’Italia ad avere introdotto una legislazione che prevede un salario minimo per tutti i lavoratori diretti e indiretti della Regione. Come per altri casi, come lo screening obbligatorio per i neonati, siamo gli unici in Italia a tutelare alcuni diritti fondamentali. E di questo siamo molto orgogliosi”. Il governatore eletto (in attesa di proclamazione) Antonio Decaro guarda già oltre: “Nei prossimi anni sperimenteremo questa norma a partire dagli appalti regionali condividendo con tutti i soggetti del partenariato socio-economico gli effetti di queste disposizioni, anche in vista di possibili estensioni. Perché un lavoro giusto è anche uno strumento di forza e di competitività per le imprese”.
Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi. Rimane chiusa nel cassetto la proposta di correzione della legge elettorale pugliese che avrebbe evitato il déjà-vu di contestazioni e ricorsi post voto. Il testo, a firma del consigliere regionale uscente Mennea, non rieletto, è stato proposto due volte: a giugno 2024 ed a gennaio 2025, ma in entrambi i casi senza successo. La riforma elettorale è rimasta sull’uscio della commissione consiliare anche per l’ostruzionismo bipartisan dei partiti più grossi Pd e Fratelli d’Italia. Risultato in quindici mesi i gruppi consiliari pur contestandola apertamente si sono guardati bene dal cambiare la norma del 2005 tranne che per la parità di genere, approvata con una leggina a parte. Un’inerzia stucchevole visti i disastri creati nelle ultime tornate elettorali da regole del voto capestro. Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi, abbassando lo sbarramento dal 4 al 2,5% per favorire i partitini ed introducendo il supplente, il subentro del primo dei non eletti al consigliere nominato assessore. Alla fine il consiglio regionale ha dato priorità al Tfm, la riesumazione della liquidazione per gli inquilini del palazzo – poi bocciata – lasciando intatta una legge elettorale scandalosa che da 15 anni produce solo ingiustizie e incertezza.
Il Partito Democratico resta il perno della maggioranza. Tra i 50 eletti in Consiglio regionale ci sono molte novità ma anche esclusi eccellenti. Cresce leggermente la rappresentanza femminile: saranno 12 complessivamente le elette nella XII legislatura, 10 per la maggioranza e 2 per l’opposizione. Il più suffragato di Puglia è, come per la precedente tornata elettorale, Francesco Paolicelli, eletto nel Pd con 33.117 preferenze e considerato l’esponente politico più vicino a Decaro. La consigliera più votata è Elisabetta Vaccarella con 26.714 preferenze, anche lei nel Pd. Di seguito tutti i neo consiglieri regionali secondo i dati del Viminale: Nel PD sono eletti per la prima volta Elisabetta Vaccarella, Ubaldo Pagano, Domenico De Santis, Giovanni Vurchio, Isabella Lettori, Rossella Falcone, Stefano Minerva. Riconfermati gli uscenti Loredana Capone, Donato Pentassuglia, Debora Ciliento, Raffaele Piemontese e Francesco Paolicelli e tornano dopo passate esperienze nell’assise Toni Matarrelli e Cosimo Borracino. Tutti alla prima elezione i consiglieri regionali di Decaro Presidente: Felice Spaccavento, Nicola Rutigliano, Tommaso Gioia, Graziamaria Starace, Giulio Scarpato, Silvia Miglietta, Giuseppe Fischetti. Due riconferme e due novità per il M5S: Rosa Barone e Cristian Casili continueranno a sedere in Consiglio regionale assieme alle esordienti Maria La Ghezza e Annagrazia Angolano. Per la Puglia si rinnova solo in parte: Sebatiano Leo, Saverio Tammacco e Antonio Tutolo sono riconfermati, accanto a loro Ruggiero Passero. Nel centrodestra è Fratelli d’Italia a conquistare più seggi, tra conferme e novità. Tornano in Consiglio Tommaso Scatigna, Tonia Spina, Luigi Caroli, Paolo Pagliaro, Renato Perrini, Dino Basile, Giannicola De Leonardis affiancati dai nuovi eletti Andrea Ferri, Antonio Scianaro, Nicola Gatta e Giampaolo Vietri. I quattro seggi di Forza Italia andranno a Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia (tutti riconfermati) e Carmela Minuto e Marcello Lanotte. Infine, la Lega riconferma tutti gli uscenti: Fabio Romito, Napoleone Cera, Gianni De Blasi e Antonio Scalera. Una tornata elettorale che consegna esclusi eccellenti: Nichi Vendola, gli assessori uscenti Gianfranco Lopane e Fabiano Amati, consiglieri di lungo corso come Ruggiero Mennea o dal fronte opposto Domenico Damascelli.
L’ultimo spicchio temporale non è solo un dettaglio amministrativo. Se molti elettori restano a casa, chi vincerà potrà ottenere il potere ma con una base debole. “Buon voto a tutti. C’è ancora qualche ora per votare e per tenere un po’ su questa affluenzache non è altissima, e un po’ mi dispiace. Mi auguro che questa campagna elettorale si concluda serenamente così come è cominciata”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano uscendo dal seggio allestito nell’istituto Vivante in piazza Diaz a Bari, dove ha votato poco fa. Il secondo giorno delle elezioni regionali in Puglia si apre con un rischio che pesa sulla legittimità del futuro governo regionale: l’astensione. Dopo una prima giornata in cui l’affluenza ha toccato soltanto il 29,45 %, partiti e osservatori guardano con preoccupazione alle ore decisive che mancano prima della chiusura dei seggi alle 15. L’ultimo spicchio temporale non è solo un dettaglio amministrativo, ma potrebbe decidere le sorti di una tornata segnata da una mobilitazione fiacca. Le campagne elettorali sono tornate a intensificarsi: appelli, chiamate, telegrammi. Ma la fatica più grande è convincere non già chi ha incertezze sulla scelta tra Decaro, Lobuono, Mangano e Donno, quanto chi ha deciso fin da ora di rinunciare al voto. Sono loro, gli astensionisti, il nodo politico più spinoso: il motivo non è solo delusione verso i candidati, ma un senso più generale di distanza nelle istituzioni. Se molti elettori restano a casa, chi vincerà — Decaro, Lobuono, Mangano o Donno — potrà ottenere il potere ma con una base debole. Il nuovo presidente si troverà a governare sotto l’ombra di un mandato parziale, simbolicamente povero di partecipazione. Non sarà facile, fin da subito, trasformare lo spazio politico in un’effettiva rappresentanza democratica. Le ore della mattina di lunedì saranno decisive: tradizionalmente la partecipazione è bassa, ma stavolta ogni voto in più può fare una differenza significativa. Per alcune forze politiche, una bassa affluenza potrebbe rappresentare un vantaggio — se la loro base è più compatta e motivata — ma per altre sarà una grande incognita. In ogni caso, il gioco non è solo nel convincere gli indecisi, ma nel riallacciare un rapporto con chi ha scelto di non andare a votare. Il voto fino alle 15 non è quindi una mera estensione: è l’ultima chance per invertire una tendenza che, se confermata, potrebbe restare anche in futuro. Non si tratta solo di eleggere un presidente (Decaro, Lobuono, Mangano o Donno), ma di dare un segnale sulla vitalità della democrazia regionale. Se alla fine il dato rimarrà basso, sarà il primo problema che il nuovo governo dovrà affrontare: non solo disegnare politiche, ma ricostruire fiducia.
Approvato piano per il potabile, condiviso con Aqp La giunta regionale pugliese ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica. Lo ha fatto approvando il Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile, condiviso con Acquedotto Pugliese. La disponibilità di acqua negli invasi è complessivamente al di sotto del 50% della media degli ultimi 10 anni e non rappresenta garanzia di soddisfacimento del fabbisogno potabile del territorio pugliese nei prossimi mesi, definendo quindi una condizione emergenzialeconclamata. Situazione confermata dall’osservatorio permanente sugli utilizzi idrici (Opui), che ha dichiarato il livello di severità idrica “elevato”. A partire da ottobre, Acquedotto Pugliese ha avviato l’adozione di ulteriori misure di contenimento delle pressioni di rete, volte a compensare la progressiva riduzione delle fonti di approvvigionamento. Per la Regione ci sono significativi rischi per il comparto potabile del territorio pugliese.
Lo ha fatto pubblicato sulle pagine social un video in cui sintetizza quanto fatto nei dieci anni in cui è stato governatore della Puglia. “Mi sono candidato a sostegno di Antonio Decaro, ha spiegato, ancora una volta per far vincere un’altra Puglia”. La sua candidatura è stata per giorni al centro del dibattito politico perchè Decaro aveva messo un veto su di lui e su Michele Emiliano. Dopo giorni di trattative, Emiliano ha fatto un passo indietro, Vendola no.
L’azienda avrà un’unica sede in regione, quella di Matera Nel tavolo nazionale di Roma, all’Unindustria, si è discusso della vertenza della Smart Paper, l’azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e gestione di soluzioni per l’archiviazione ed elaborazione elettronica di documenti con sedi anche a Tito e Sant’Angelo Le Fratte, nel potentino, e Castelfranco Veneto. L’azienda in Basilicata avrà un’unica sede, quella di Matera. Lo hanno ribadito Accenture e Data Contact, le aziende che si sono aggiudicate l’appalto della commessa Enel. Di fatto non sono state accolte le richieste dei sindacati, che si ponevano come primo obiettivo la salvaguardia della territorialità. A questo punto per i 340 lavoratori della maxicommessa non resterà che l’opzione del trasferimento, oltre alla possibilità dello smartworking che l’azienda potrebbe concedere 4 giorni su 5. Inoltre le società aggiudicatarie hanno anche fatto sapere che non riconosceranno ai lavoratori il contratto attualmente applicato, ma quello in vigore a febbraio 2025, quando è stata indetta la gara. I sindacati hanno convocato le assemblee dei lavoratori, la Regione Basilicata ha convocato per il 23 ottobre un tavolo con tutti i soggetti coinvolti.
Delusi gli organizzatori Interviste a Lino Lombardi, dir. artistico ‘Stramurales’; Giancarla De Marco, Aps ‘Stornara Life’ Servizio di Pietro Loffredo

Passerelle, servizi, accessibilità e sicurezza: la regione Puglia lancia “mare democratico”, un piano da oltre 10 milioni per riqualificare le spiagge libere e renderle più

Ci vorranno ancora mesi prima di vedere a pieno regime il nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Il punto in commissione sanità alla regione Puglia Aprirà entro fine

S’infiamma lo scontro politico sul buco della sanità pugliese mentre il governatore Decaro si prepara a nominare i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie Scontro

Laureata in giurisprudenza, aveva partecipato e vinto per un progetto scientifico in ambito oncologico del Policlinico La Regione Puglia ha bloccato la procedura di assunzione

Presentato a Taranto il nuovo Piano regionale delle Politiche sociali per il prossimo biennio. Casili: “Per il capoluogo ionico, che soffre emergenze anche ambientali, ci sono 20

L’ex governatore Emiliano sta per rientrare in magistratura e nel frattempo si riscopre scrittore Si saprà fra pochi giorni la sede giudiziaria dove l’ex governatore

Ci sono 124 mila e 324 prestazioni che saranno riprogrammate sulla base della appropriatezza delle prescrizioni e delle prenotazioni Ambulatori aperti 12 ore al giorno,

La soluzione che la quasi totalità delle aziende ha proposto, è l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend Tutte

La presidente dell’ufficio elettorale centrale di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha ufficializzato la vittoria di Decaro tra applausi e momenti di commozione con la famiglia

Ambiente Gli indicatori sono buoni, ma occorre impegno per tenere sotto controllo la situazione L’aria che respiriamo in Puglia è complessivamente buona, ma ci si

Abbiamo chiesto al presidente della Corte D’Appello a cosa è dovuto questo ritardo: “Mancano ancora i verbali di Lecce e Foggia” spiega, per il resto

Il neo presidente della Regione ha parlato a margine dell’iniziativa della Lilt a cui ha preso parte sabato sera Non nasconde tutte le difficoltà nella

La legge regionale scatena le critiche delle opposizioni: duri attacchi al governo e dibattito politico infuocato In Puglia il salario minimo è legittimo. Chiunque si

Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno

Il Partito Democratico resta il perno della maggioranza Tra i 50 eletti in Consiglio regionale ci sono molte novità ma anche esclusi eccellenti. Cresce leggermente

L’ultimo spicchio temporale non è solo un dettaglio amministrativo. Se molti elettori restano a casa, chi vincerà potrà ottenere il potere ma con una base

Approvato piano per il potabile, condiviso con Aqp La giunta regionale pugliese ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica. Lo ha

Lo ha fatto pubblicato sulle pagine social un video in cui sintetizza quanto fatto nei dieci anni in cui è stato governatore della Puglia. “Mi

L’azienda avrà un’unica sede in regione, quella di Matera Nel tavolo nazionale di Roma, all’Unindustria, si è discusso della vertenza della Smart Paper, l’azienda specializzata

Delusi gli organizzatori Interviste a Lino Lombardi, dir. artistico ‘Stramurales’; Giancarla De Marco, Aps ‘Stornara Life’ Servizio di Pietro Loffredo