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IL 40enne fu ucciso nel settembre del 2019. La sentenza prevista per il 21 ottobre l pm Marco D’Agostino ha invocato una condanna a 24 anni di reclusione per Andrea De Giglio, 40enne barese accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose per la morte del 39enne Michele Ranieri, ucciso la sera dell’11 settembre 2019 nel rione San Pio e nei cui confronti vennero esplosi almeno 8 colpi di pistola. De Giglio risponde del reato in concorso con altre persone, già giudicate in un altro procedimento. Secondo i magistrati, il delitto sarebbe maturato nell’ambito di una faida interna al clan Strisciuglio. Nel processo, che si sta svolgendo in Corte d’Assise, si è costituito parte civile il comune di Bari chiedendo un risarcimento di 100mila euro: la sentenza verrà pronunciata il prossimo 21 ottobre.

Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio Nel barese due persone sono state arrestate per l’omicidio del 39enne Michele Ranieri, esponente di una frangia del clan Strisciuglio, freddato l’11 settembre del 2019 nel centro del quartiere San Pio. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti nei confronti del 38enne Andrea De Giglio, già detenuto, e del 36enne Danilo Fusco. Il più grande dei due sicari avrebbe ucciso Ranieri su ordine dello stesso clan, nell’ambito di una faida interna. Ranieri, cognato di Vincenzo Strisciuglio, sarebbe stato convocato a San Pio con la scusa di un chiarimento verbale. Con lui in macchi ci sarebbe stato proprio Fusco. Giunto a destinazione, dopo un vano tentativo della vittima di fuggire a piedi nei vicoli del quartiere, è stato raggiunto da 4 colpi di pistola. Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio. Lo stesso Fusco, ha dichiarato il Gip Giuseppe Ronzino, avrebbe fornito “dichiarazioni false, tacendo in tutto o in parte ciò che sapeva sui fatti”

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