Cagliari: processo evasione Raduano, richieste condanna
Ricostruita la rete di complici dell’ex boss del Gargano Si sta concludendo a cagliari il processo per la fuga dal carcere di Nuoro del boss
Ricostruita la rete di complici dell’ex boss del Gargano Si sta concludendo a cagliari il processo per la fuga dal carcere di Nuoro del boss del Gargano Marco Raduano, divenuto poi collaboratore di giustizia. Il pm ha chiesto cinque anni per l’agente di Polizia penitenziaria Salvatore Deledda, ed un anno e otto mesi per Raduano. Questi evase da Badu ‘e Carros il 24 febbraio del 2023, e fu arrestato un anno dopo in Corsica. Dopo la cattura ha rivelato agli inquirenti la rete di collaboratori e fiancheggiatori che lo hanno favorito nella fuga e nella latitanza. dei 14 imputati, 12 hanno scelto il rito abbreviato. Deledda è accusato di corruzione aggravata, per aver fornito supporto logistico al boss in cambio di denaro, oltre al telefonino con cui una volta evaso Raduano ha contattato la rete di complici.
Il boss di Vieste fu arrestato nel 2024 dopo l’evasione dal carcere di Nuoro La Dda di Bari ha chiesto condanne da uno a quattro anni di reclusione per sei imputati che, tra il febbraio 2023 e il 2024, avrebbero aiutato la latitanza del boss di Vieste Marco Raduano, evaso dal carcere diNuoro il 24 febbraio 2023 e arrestato in Corsica il 2 febbraio 2024. Nello stesso giorno fu arrestato inSpagna anche il suo braccio destro, Gianluigi Troiano, latitante dal 2021. Oggi entrambi sono collaboratori di giustizia.Nell’inchiesta coordinata dal pm Ettore Cardinali, oltre agli “appoggi logistici e coperture” per Raduano, sono contestati anche il traffico di droga dalla Spagna al Gargano organizzato da Raduano e Troiano, e l’incendio di una macchina della madre di un collaboratore di giustizia.La pena più bassa, di un anno, è stata chiesta per Raduano e Troiano, anche in virtù del loro status da collaboratori di giustizia. Quella più alta, a quattro anni, per il 32enne di San Giovanni Rotondo Domenico Antonio Mastromatteo. La sentenza è prevista per giugno.
L’ex boss viestano è ora collaboratore di giustizia Giudizio immediato per Marco Raduano, ex boss della mafia di Vieste (Foggia) dal marzo del2024 collaboratore di giustizia, e per Gianluigi Troiano, suo ex braccio destro, arrestato il 31 gennaio del 2024 a Granada (Spagna), divenuto anche lui un ‘pentito’. Insieme a loro altri sei viestani accusati, a vario titolo, di aver favorito la latitanza dell’ex boss Raduano, evaso dal carcere di massima sicurezza Badu e Carros il 24 febbraio del 2023. Fu catturato quasi un anno più tardi, il primo febbraio del 2024, in Corsica mentre stava andando a cena in un ristorante. Lo ha deciso il gup del tribunale di Bari Gabriella Pede che ha accolto la richiesta del della Dda. Il processo si svolgerà a Foggia: la prima udienza è fissata il 10 aprileprossimo. Raduano e Troiano sono accusati di traffico transnazionale di droga, gli altri sei indagati gli avrebbero fornito e garantito appoggi logistici e coperture.
L’ex capoclan pentito di Vieste collabora con i magistrati francesi e italiani Continua a collaborare con la giustizia Marco Raduano, l’ex capoclan di Vieste protagonista di una rocambolesca fuga con le lenzuola dal carcere di Badu e Carros, in Sardegna, e catturato un anno dopo a Bastia, in Corsica. Le rivelazioni di Raduano hanno consentito l’arresto di un latitante corso, Marc Furfaro, fermato in Italia due settimane fa per fiancheggiamento ad un’organizzazione mafiosa, e di altre tre persone, accusate dell’omicidio del gestore di un ristorante in Corsica. Raduano ha raccontato ai magistrati francesi di aver partecipato all’assassinio del ristoratore Paul Felix Paoli e di aver beneficiato di aiuti in Corsica durante la sua fuga. Tutti i particolari sull’inchiesta e sugli arresti verranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà a Marsiglia lunedi prossimo, alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia italiano Giovanni Melillo, dei procuratori di Bari e Cagliari e del capo della Procura della Repubblica di Marsiglia. Raduano deve scontare una condanna a 19 anni di carcere.
Il boss della mafia garganica era evaso calandosi dal muro di cinta
Eseguiti tra Vieste e Mestre, anche per traffico di droga Avrebbero gestito un fiorente traffico di droga favorendo, anche, la latitanza dell’ex boss garganico Marco Raduano, da alcuni mesi collaboratore di giustizia, dopo l’evasione dal carcere di Nuoro. Lo hanno accertato i carabinieri del ROS, che in nottata hanno arrestato sette persone tra Vieste e Mestre, nella città metropolitana di Venezia. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine ha permesso di scoprire un lucroso canale di approvvigionamento della droga che veniva spedita tramite pacchi postali dalla Spagna verso Vieste, nonché individuare la rete di fiancheggiatori che avrebbe favorito la latitanza di Raduano.
“Un grande successo della squadra dello Stato” ha detto il procuratore di Bari Roberto Rossi Servizio di Francesco Petruzzelli
Intanto emergono particolari ancora più sconcertanti sulla sua fuga: l’uomo sarebbe riuscito a procurarsi la chiave per usciredal reparto di alta sicurezza Servizio di Maurizio Marangelli Montaggio di Maria Cristina Quintale
Emergono particolari sempre più sconcertanti sulla fuga del boss di Vieste dal carcere nuorese. Intanto sono state aperte due inchieste Servizio di Grazia Rongo Montaggio di Maria Cristina Quintale
Ricostruita la rete di complici dell’ex boss del Gargano Si sta concludendo a cagliari il processo per la fuga dal carcere di Nuoro del boss

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