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pregiudicato

Il 57enne era già condannato per diversi reati, dall’evasione fiscale all’estorsione fino al traffico di sostanze stupefacenti Sono stati confiscati definitivamente dalla Direzione investigativa antimafia oltre 3 milioni di euro a un noto pregiudicato di Martina Franca. Il 57enne era già condannato per diversi reati, dall’evasione fiscale all’estorsione fino al traffico di sostanze stupefacenti. Nel dicembre 2020 era stato già arrestato perché ritenuto a capo di un’associazione finalizzata al traffico di cocaina in tutta Italia. I beni sequestrati riguardano 4 ville di cui 2 con piscina, un ristorante, numerosi veicoli di lusso e un natante da diporto.

La visita della Polizia presso un ventitreenne con precedenti penali sgomina un altro reato, commesso dalla compagna Una 22enne è stata colta in flagranza dagli agenti della Questura di Taranto presso la sua abitazione mentre applicava ciglia finte in un vano abusivamente adibito a centro estetico. A portare alla luce l’infrazione, a sua volta, un altro soggetto incriminato, ovvero il suo compagno, un 23enne pregiudicato, che condivideva l’abitazione con la ragazza. La polizia si sarebbe presentata presso il 23enne per notificare gli atti emessi dal tribunale per i suoi precedenti, scoprendo così lo studio estetico abusivo della compagna. Al momento degli accertamenti, il ragazzo avrebbe reagito in maniera aggressiva: entrambi i soggetti sono stati denunciati.

Nel centro storico è stato incendiato il portone di un’abitazione, non si esclude che i due episodi siano collegati Un ordigno di fattura rudimentale è stato fatto esplodere nella mattinata davanti al portone dell’abitazione di un 47enne in una traversa di vico Potenza, poco lontano dal centro di Canosa di Puglia. La deflagrazione ha danneggiato l’ingresso della palazzina a due piani. Non ci sono feriti. Nella notte era stato dato alle fiamme il portone di una casa nel cuore del centro storico, all’interno della quale vive una coppia con due bambini ma nessuno si è fatto male. Non si esclude che i due episodi siano collegati. Su entrambi indagano gli agenti del commissariato di polizia. Secondo fonti investigative potrebbe essersi trattato di un avvertimento o un regolamento di conti maturato nell’ambito dei traffici illeciti della città, in particolare degli stupefacenti. 

Il patrimonio era costituito da 26 immobili, un’impresa operante nel campo agricolo e diverse disponibilità finanziarie Un pluripregiudicato della BAT avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco. Per questo la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro. Si tratta di un soggetto considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori ipotizzano che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro – seguito ad una precedente indagine del Commissariato di Canosa – comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

Ingente il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato e della sua famiglia Sono stati definitivamente confiscati beni apparententi ad un pregiudicato di Terlizzi, Paolo Ficco, già condannato per narcotraffico ed elemento di vertice del clan dello russo. Si tratta di un patrimonio di oltre 500mila euro, già sequestrato il 7 novembre 2022. Il patrimonio include quattro unità immobiliari, di cui due lussuose ville ubicate a Terlizzi, denaro contante per 7.500 euro e due orologi rolex. Le indagini dei carabinieri hanno ricostruito le modalità operative attraverso le quali il pregiudicato, coinvolto in attività delittuose sin dagli anni ‘90, ha provveduto a “ripulire”, anche tramite parenti, i proventi illeciti derivanti dai suoi traffici.

L’uomo è residente nel sud barese. Ingente il patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato e della sua famiglia Operazione dei carabinieri stamattina a Bari. Il comando provinciale sta dando esecuzione ad un decreto di sequestro emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Bari a carico di un pregiudicato residente nel sud barese. Ingente il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato e della sua famiglia, composto anche da appartamenti e rimesse.

L’episodio è avvenuto in via Fiume, al civico 11, e ha immediatamente fatto scattare l’intervento dei carabinieri Nella notte scorsa, a Monteroni, tre colpi di pistola sono stati esplosi contro la finestra di un’abitazione in via Fiume, dove risiede un 39enne noto alle forze dell’ordine, attualmente agli arresti domiciliari per reati legati allo spaccio di droga. Al momento dell’episodio, l’uomo era in casa e dormiva.​ Secondo le prime ricostruzioni, i proiettili hanno colpito la tapparella dell’abitazione senza causare feriti. L’uomo, arrestato lo scorso marzo, ha riferito di aver udito i colpi nel cuore della notte e ha immediatamente allertato le autorità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lecce, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili e chiarire il movente dell’atto intimidatorio.​ Gli investigatori stanno esaminando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo testimonianze dai residenti per ottenere ulteriori elementi utili alle indagini.

Si tratta di 23 immobili, una impresa individuale operante nel settore agricolo e varie disponibilità finanziarie La Direzione Investigativa Antimafia ha confiscato beni per un valore di oltre 1 milione di euro a un noto pregiudicato di Trinitapoli. L’uomo, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza e più volte condannato per reati in materia di stupefacenti, è stato ritenuto socialmente pericoloso, proprio negli anni in cui ha effettuato i rilevanti investimenti, oggi confiscati. Si tratta di 23 immobili, una impresa individuale operante nel settore agricolo e varie disponibilità finanziarie. Le indagini patrimoniali esperite dalla DIA sono state condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, e condivise dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bari. Gli inquirenti hanno così dimostrato la riconducibilità di tali investimenti ad attività illecite.

L’uomo era vicino a un sodalizio criminoso di un noto clan barese I Finanzieri della Tenenza di Putignano hanno sequestrato beni immobili e mobili, fino ad un valore di circa 600.000 euro, a un pregiudicato di Casamassima, con numerosi precedenti penali e di polizia per reati lucrativi ed associativi. L’uomo era vicino a un sodalizio criminoso di un noto clan barese. I finanzieri hanno accertato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati dal suo nucleo familiare e i beni nella loro effettiva disponibilità, ritenuti, pertanto, il frutto ed il reimpiego dei proventi delle attività illecite.

Sequestrati 10 kg di sostanze stupefacenti e 12mila euro in contanti Nascondeva in camera da letto 10 kg di droga e 12mila euro in contanti. Nei guai un pluripregiudicato di Cassano delle Murge, arrestato dai carabinieri in flagranza di reato. Sequestrati quasi 9 kg di marijuana, 350 grammi di hashish e 160 grammi di cocaina.

Secondo la Dda l’immobile sarebbe provento di attività criminali Ha un valore di circa 300mila euro la villa confiscata dai carabinieri a Giuseppe Di Cosimo, 68enne pluripregiudicato ritenuto capo dell’omonimo clan operante nel quartiere Madonnella di Bari. Si trova nella zona di Torre a Mare, e sarebbe provento di attività criminali degli ultimi 20 anni, nella fattispecie il traffico di droga. Il provvedimento del tribunale accoglie una richiesta della Dda. Gli accertamenti patrimoniali hanno accertato la sproporzione tra i redditi dichiarati dall’uomo e dalla sua famiglia e le disponibilità patrimoniali.

Il delitto ieri sera a San Giovanni Rotondo, forse non ci sono legami con la criminalità Servizio Matteo Spada

Aveva minacciato una donna Agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di di Ostuni, hanno arrestato un noto pregiudicato ostunese, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal magistrato di sorveglianza di Lecce che ha disposto la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali cui l’uomo era sottoposto. Il provvedimento di carcerazione è stato emesso a seguito di minacce di cui l’uomo si sarebbe reso responsabile nei confronti di una donna anche in relazione ad indagini tuttora in atto sulla sparatoria che nei giorni scorsi ha portato al fermo di due persone.

L’agricoltore aveva qualche precedente penale. I Carabinieri stanno interrogando un sospettato Servizio Annamaria Rosato

Si è costituito Cristian Ricciardi, un pluripregiudicato tarantino di 46 anni Si è costituito Cristian Ricciardi, un pluripregiudicato tarantino di 46 anni, che martedì scorso ha incendiato un chiosco e provocato ingenti danni a due bancarelle presenti all’interno del mercato rionale di piazza Sicilia. Dalle indagini della squadra volante, sarebbe emerso che il sospettato nella mattinata di martedì avesse avuto una lite con due uomini, mentre il mercato era affollato di gente. Poco dopo sarebbe stato allontanato dalla zona. La sera sarebbe tornato e, per vendetta, avrebbe appiccato l’incendio. Messo alle strette dai poliziotti, il pregiudicato si è presentatoin questura , con il suo avvocato, e ha ammesso le sue responsabilità. Si trova agli arresti domiciliari.

Si tratta di Cosimo Nardelli, 61 anni. È stato freddato all’ingresso della sua abitazione Servizio di Francesco Persiani

Sequestrate anche cinque cartucce calibro 7,65 Nascondeva in casa, un appartamento a piano terra alla Citta’ Vecchia di Taranto, una pistola revolver caricata con 5 cartucce calibro 7,65 e pronta per l’uso. In manette e’ finito un 28 enne, pluripregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di ricettazione, detenzione illegale e porto abusivo di arma da fuoco.

Sigilli a terreni, immobili, società, due capannoni industriali e 36veicoli I carabinieri del comando provinciale di Bari hanno sequestrato beni per 20 milioni di euro nella disponibilità di Roberto Dello Russo, indiscusso capo del clan omonimo attivo nello spaccio di droga a Terlizzi, condannato di recente a 20 anni di carcere. I beni sottoposti a sequestro, su richiesta della procura antimafia di Bari, si riferiscono a cinque terreni agricoli grandi due ettari, quattro fabbricati, compresa una sontuosa villa, una società di riciclaggio metalli, una concessionaria di auto e mezzi pesanti, cinque conti correnti bancari e decine fra automobili, autoarticolati e mezzi industriali. Un patrimonio di origine illecita accumulato negli ultimi 20 anni grazie al traffico di droga a Terlizzi e nelle città limitrofe.

E’ accaduto a Taranto. L’uomo, un pregiudicato, è stato condotto in carcere con l’accusa di detenzione abusiva di arma clandestina e relativo munizionamento E’ stato sorpreso, all’interno di un circolo ricreativo al quartiere Paolo VI, armato di pistola con il colpo in canna. Il pregiudicato 51enne tarantino è stato così arrestato dalla Polizia con l’accusa di detenzione abusiva di arma clandestina e relativo munizionamento.  Gli agenti, intervenuti in seguito a una segnalazione, hanno invitato l’uomo a uscire dal locale per un controllo. Il 51enne però ha cercato di fuggire, poi ha estratto la pistola che aveva nella cintola e l’ha lanciata sotto le auto in sosta.I poliziotti hanno notato la scena, riuscendo a recuperare l’arma con la matricola cancellata, completa di caricatore con cartucce calibro 7,65 e con il colpo in canna. La perquisizione ha consentito anche di rinvenire, nel borsello dell’uomo, altre 16 cartucce dello stesso calibro di quelle presenti nel caricatore della pistola.

Ostuni: arrestato pregiudicato

Aveva minacciato una donna Agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di di Ostuni, hanno arrestato un noto pregiudicato ostunese, in esecuzione di un’ordinanza emessa

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