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polizia penitenziaria

Uno dei due è anche indiziato per aver introdotto sostanze stupefacenti dietro compensi economici Avrebbero introdotto all’interno del carcere di Foggia telefoni cellulari e schede SIM. Per questo due agenti della Polizia Penitenziaria sono stati raggiunti da provvedimenti cautelari della guardia di finanza. Un agente è stato arrestato, l’altro invece sospeso per un anno dall’esercizio di un pubblico ufficio. Uno dei due è anche indiziato per aver introdotto sostanze stupefacenti dietro compensi economici. Sono stati denunciati a piede libero anche altre sei persone per aver avuto accesso ai telefoni cellulari: cinque detenuti e un libero professionista.

Lo fa sapere l’unione sindacale polizia penitenziaria Puglia e Basilicata Un poliziotto penitenziario è stato aggredito ieri nel carcere di Bari. Lo fa sapere l’Uspp (unione sindacale polizia penitenziaria Puglia e Basilicata). Un detenuto ha prima minacciato il personale e poi è passato alle vie di fatto. “L’atto violento – dicono in una nota – non è solo un gesto di arroganza da parte di un detenuto, ma evidenzia profondi problemi strutturali e organizzativi nel nostro sistema carcerario”. Da qui la richiesta di allontanamento dei soggetti pericolosi dalla Regione “affinché si garantisca la sicurezza del personale penitenziario e, di riflesso, dell’intero sistema giudiziario”.

Oltre 100 grammi di hashish, bilancino e smartphone trovati durante una perquisizione con l’unità cinofila Droga e telefonini nel carcere di Lecce. Oltre cento grammi di hashish, un bilancino elettronico e tre smartphone completi di alimentatori sono stati sequestrati durante una perquisizione effettuata dalla Polizia Penitenziaria e dalla Guardia di Finanza, all’interno degli ambienti comuni delle sezioni detentive. Grazie al fiuto del cane Jessica, occultato tra le intercapedini dei moduli prefabbricati delle scale, sono stati recuperati un microtelefono e un altro cavetto di alimentazione.

L’ispezione da parte degli agenti della polizia penitenziaria risale al 14 ottobre 2022: nell’occasione in una cella occupata da due detenuti vennero trovati due telefoni e sei sim card  Telefonate ad amici e parenti nonostante fossero in carcere. L’uso dei telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari è ormai un’abitudine consolidata.  Sono 17 gli indagati dalla procura di Bari per aver utilizzato il cellulare dalle rispettive celle: il pubblico ministero Desire Digeronimo ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in cui contesta il reato di accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. Per lo più si tratta di residenti a Bari ma non solo: ci sono anche persone di Andria, Mesagne, Conversano ed Acquaviva delle Fonti.  Nel provvedimento compare anche il nome di un medico in servizio nel carcere barese: secondo l’accusa non avrebbe segnalato il possesso del telefono da parte di uno dei soggetti reclusi. Risponde dell’ipotesi di omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale. Servizio di Linda Cappello

Tra le principali criticità denunciate: il mancato avvio della Commissione per il benessere del personale e il grave sovraffollamento, che ha raggiunto il 200% Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune Intervistati: Lucrezia  Netti, Sinappe Daniela Campobasso, Segretaria generale Filcams Cgil Lecce

L’uomo è stato aggredito di spalle e, cadendo, ha sbattuto la testa. Per lui prognosi di 15 giorni Un poliziotto penitenziario è stato aggredito ieri sera nel carcere di Trani e quasi strangolato da un detenuto con problemi psichiatrici. Lo fa sapere Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria). “E’ solo grazie al tempestivo intervento dei colleghi – dice – se non si è consumata una tragedia”. Da quanto emerge, il detenuto, di origini baresi, aveva chiesto di essere accompagnato in infermeria. Così, mentre l’agente apriva la cella e lo scortava, è stato aggredito alle spalle, stringendogli il collo fino a farlo svenire. L’agente, cadendo, ha battuto violentemente la testa ferendosi. I medici gli hanno prescritto 15 giorni di prognosi. “Nel carcere di Trani – prosegue Pilagatti – mancano almeno 50 agenti. Eppure si continua a sovraccaricare la struttura con nuovi detenuti, mettendo a rischio l’intera sicurezza dell’istituto”.

Il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, ha sottolineato che queste assunzioni fanno parte di un piano del governo per potenziare la polizia penitenziaria 25 i nuovi agenti sono stati assegnati alle carceri di Foggia, San Severo e Lucera per rafforzare gli organici e migliorare le condizioni lavorative. Il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, ha sottolineato che queste assunzioni fanno parte di un piano del governo per potenziare la polizia penitenziaria. Il deputato Giandonato La Salandra ha definito l’assegnazione una “boccata d’ossigeno” per il personale degli istituti penitenziari da tempo messi a dura prova a causa del sovraffollamento di detenuti e carenza di agenti.

Si trovava davanti al carcere con stupefacenti e schede telefoniche, destinate presumibilmente ai detenuti Davanti al carcere di Taranto con stupefacenti e schede telefoniche, destinate presumibilmente ai detenuti. Per questo è stato arrestato un agente di polizia penitenziaria, intercettato dalla Guardia di Finanza durante un controllo. L’agente è stato trasferito nel carcere di Lecce dove sarà interrogato nelle prossime ore. La casa circondariale di Taranto è una delle più affollate d’Italia e soffre numerosi disagi per le condizioni al limite del tollerabile. L’agente, durante il controllo, è stato subito intercettato dai cani antidroga. Estese le indagini, le fiamme gialle hanno trovato altra droga in casa, oltre ad alcuni proiettili di arma da guerra.

Il tribunale di Lecce ha previsto un risarcimento danni di un milione di euro per i parenti dell’uomo morto nel 2011 a causa di un tumore ai polmoni  Servizio di Linda Cappello Immagine da poliziapenitenziaria.it

I fatti contestati risalgono al periodo 2008-2012 Dieci anni dopo la chiusura delle indagini preliminari, il Tribunale di Bari ha condannato dueagenti della polizia penitenziaria (in servizio nel carcere del capoluogo pugliese) a sette anni di reclusione ciascuno per aver introdotto nel penitenziario e spacciato hashish e marijuana ‘su commissione dei reclusi appartenenti al clan Strisciuglio’ di Bari. I due sono stati riconosciuti colpevoli di aver introdotto in carcere droga ai fini di spaccio ‘abusando dei poteri inerenti alla propria funzione’ e in cambio ‘di compensi in denaro o di favori di altra natura’.

Un agente della polizia penitenziaria del carcere di Taranto, è stato ferito al volto da un detenuto napoletano di 50 anni, recidivo, che sta scontando l’ergastolo. Il grave episodio si è verificato al secondo piano, nel nuovo padiglione della casa circondariale. Il poliziotto ha riportato la frattura della mandibola. Trasportato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, ne avrà per 30 giorni. L’episodio, ricorda il sindacato Sappe – è avvenuto ad una settimana dalla morte di due detenuti, di cui uno suicida, dal sequestro di una dottoressa e di una psichiatra da parte di due detenuti armati di lametta da barba. Secondo la Uilpa, il Ministero della Giustizia deve costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico degli autori delle aggressioni.

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