
Lecce, il suono che diventa parola. Un’app unica nel suo genere
Il Sol di un violoncello che diventa una N, così come un Do, un La o un Re mutano quasi per magia in singole lettere
Il Sol di un violoncello che diventa una N, così come un Do, un La o un Re mutano quasi per magia in singole lettere per dar vita ad una parola o ad una frase. É l’innovativa applicazione che sta venendo sperimentata nelle classi ad indirizzo musicale dell’istituto di istruzione secondaria di primo grado Elisa Springer di Surbo. A progettarla il professore Piero Lunco, insegnante di violoncello. Un’app unica nel suo genere nata, con lo spirito di creare una lingua dei suoni diventando un importante strumento compensativo per andare incontro alle disabilità della comunicazione. Il suono delle note che l’applicazione cattura secondo una preventiva mappatura, elaborandolo in parole che vengono riprodotte visivamente. Si parte con il violoncello per poi estendere l’applicazione anche ad altri strumenti musicali. Intervista a Piero Iunco, docente di violoncello

Il Sol di un violoncello che diventa una N, così come un Do, un La o un Re mutano quasi per magia in singole lettere