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La donna tarantina stava lavorando all’acinellatura dell’uva. A 11 anni della sua scomparsa, a 10 dalla approvazione della legge 199, conosciuta come legge contro il caporalato che punisce la intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoratore. Ad Andria, nelle cui campagne morì mentre effettuava la acinellatura dell’uva, la Cgil ricorda Paola Clemente, la bracciante tarantina diventata simbolo delle rivendicazioni sindacali. Il titolare della azienda che l’aveva assunta tramite agenzia interinale è stato assolto in primo grado e in appello, altre 5 persone sono ancora sotto processo davanti al tribunale di Trani.  Intervista: Gigia Bucci, segr. gen. Cgil Puglia

La cerimonia si è svolta nella sala consiliare del Comune, dove sono stati premiati gli studenti meritevoli dell’IISS “Don Milani-Pertini-Morante”. Dodici borse di studio per tenere viva la memoria di Paola Clemente, la bracciante agricola di Crispiano morta il 13 luglio 2015 mentre lavorava nelle campagne di Andria. La cerimonia si è svolta nella sala consiliare del Comune, dove sono stati premiati gli studenti meritevoli dell’IISS “Don Milani-Pertini-Morante”. «Attraverso le scuole vogliamo sensibilizzare le nuove generazioni sui temi dello sfruttamento e dell’intermediazione illegale di manodopera», ha sottolineato il segretario generale della FLAI CGIL Taranto, Giuseppe Romano.Per il segretario generale della CGIL Taranto, Giovanni D’Arcangelo, «vogliamo che nessuna di queste vite sia invisibile e che per ciascuna venga fatta giustizia». Un messaggio rivolto ai giovani affinché il ricordo di Paola Clemente diventi un impegno concreto per la dignità e la sicurezza del lavoro

La bracciante agricola morì 10 anni fa. E’ diventata simbolo della lotta allo sfruttamento del lavoro, fino all’approvazione della legge anticaporalato. La commemorazione nel cimitero di Crispiano. Consegnate anche 12 borse di studio Di Alessandra Martellotti

La cerimonia a palazzo di città con Stefano e Marco Arcuri, marito e figlio della donna Il comune di Andria ha conferito la cittadinanza onoraria a Paola Clemente, la bracciante agricola originaria di Crispiano, nel tarantino, morta di fatica nel 2015 mentre lavorava all’acinellatura dell’uva nelle campagne della città. E’ stata la sindaca Giovanna Bruno a presiedere la cerimonia a palazzo di città, alla quale hanno preso parte Stefano e Marco Arcuri, rispettivamente marito e figlio della donna. Paola adesso è cittadina onoraria di quella stessa terra che, ha detto la sindaca, l’ha vista emettere l’ultimo respiro.

Il fatto non sussiste: con questa motivazione il Tribunale di Trani ha assolto Luigi Terrone, coinvolto nell’inchiesta sulla morte della bracciante ad Andria nel 2015 Servizio di Giovanni Di Benedetto

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