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Tutto nasce dal fatto che l’uomo avrebbe scoperto che la donna, in alcune chat Whatsapp, si era lamentata del suo rapporto coniugale. Un imprenditore 50enne della provincia di Bari rischia di finire a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex moglie. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 26 marzo. Fra gli episodi contestati nella richiesta di rinvio a giudizio a firma del pm Luisiana Di Vittorio, anche la circostanza di aver proibito per un mese alla presunta vittima di utilizzare il telefono cellulare per impedirle di comunicare con le amiche. Tutto nasce dal fatto che l’uomo avrebbe scoperto che la donna , in alcune chat Whatsapp, si era lamentata del suo rapporto coniugale. Le avrebbe inoltre impedito di utilizzare la macchina, minacciandola che in caso contrario avrebbe dato fuoco all’autovettura. Al termine di un litigio il 50enne avrebbe anche afferrato la moglie per il collo bloccandola contro il muro.

La donna è ricoverata ma non in pericolo di vita, l’uomo è ai domiciliari da parenti Un uomo di 50 anni ha ferito la moglie 46enne colpendola con un coltello alla schiena nella tarda serata di ieri a Veglie, in provincia di Lecce. La donna ha chiamato i soccorsi ed è stata trasportata dal 118 all’ospedale di Copertino dove è ricoverata. Non è pericolo di vita. L’aggressione è avvenuta nell’abitazione della coppia durante un litigio. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri ed è ora ai domiciliari nell’abitazione di alcuni parenti. E’ accusato di tentato omicidio e anche di detenzione di droga perché in casa aveva tre piante e 900 grammi di marijuana.

Lui, malato, diceva agli amici: ‘Se muoio Teresina viene con me’, trovata lettera ‘stanco di vivere’ Servizio Stefania Congedo

Nell’aula di Corte d’Assise del tribunale di Trani ha parlato l’uomo che stava frequentando la 42enne Vincenza Angrisano, ammazzata ad Andria nel 2023 Ha confermato di aver avuto una relazione con la vittima, che veniva a trovarla un paio di volte al mese e che era lei a pagargli i biglietti del pullman per arrivare a Barletta o ad Andria dove i due si incontravano. Nell’aula di corte d’assise del tribunale di Trani ha parlato l’uomo che stava frequentando Vincenza Angrisano, la donna di 42 anni uccisa dal marito Luigi Leonetti il 28 novembre del 2023 in una abitazione della periferia di Andria alla presenza dei due figli minori. In udienza, dopo essere risultato irreperibile per due volte, è stato accompagnato dai carabinieri della stazione di Battipaglia, in provincia di Salerno, dove risulta risiedere nella casa comunale non avendo fissa dimora e dopo che questa mattina era stato contattato telefonicamente sull’utenza cellulare che risultava in calce al verbale di sommarie informazioni rilasciate agli investigatori all’indomani dell’omicidio. L’uomo ha riferito di aver iniziato la relazione con la donna a luglio del 2023 e di averla conosciuta sui social diversi anni prima, di essere a conoscenza di rapporti burrascosi che la Angrisano aveva con il marito. Nella prossima udienza, prevista per il 14 marzo, è stato fissato l’esame dell’imputato, che confessò il delitto, accusato di omicidio volontario con la aggravante della premeditazione, di averlo commesso per motivi abietti e futili, alla presenza dei figli minori, nei confronti del coniuge, maltrattamenti in famiglia e lesioni. Leonetti, stabilirono le indagini, uccise la donna utilizzando un coltello da cucina. Si difese spiegando di non sopportare l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa.

Il delitto a Carlantino, nel marzo 2023 Uccise sua moglie con decine di coltellate, ma era incapace di intendere e di volere: lo ha stabilito la corte d’assise di Foggia, che ha assolto il 55enne Antonio Carozza, imputato per l’omicidio di sua moglie Pietronilla De Santis. Il fatto di sangue avvenne il 9 marzo dello scorso anno a Carlantino. Dopo aver accoltellato la donna, Carozza tentò di suicidarsi gettandosi dal balcone della loro abitazione al primo piano, nel borgo dei Monti Dauni. I giudici hanno ritenuto l’uomo non imputabile per vizio totale di mente, disponendo il ricovero per 10 anni in una struttura psichiatrica. Già due perizie – della procura e della difesa – avevano accertato l’incapacità d’intendere e di volere dell’imputato.

L’uomo arrestato per evasione, processo a gennaio Servizio di Linda Cappello;

Il 65enne di Gravina arrestato con l’accusa di aver ucciso Maria Arcangela Turturo si è tolto la vita stringendosi attorno al collo un lenzuolo  Servizio di Linda Cappello

L’episodio è avvenuto a Potenza Sarebbe stata la gelosia a scatenare un raptus di violenza in uomo che a Potenza, con calci e pugni,ha percosso la giovane moglie causandole un trauma cranico e contusioni sul corpo. L’episodio e’ avvenuto davanti ai tre figli. A lanciare l’allarme ai Carabinieri è stata la giovane donna, residentenel capoluogo. I militari hanno immediatamente attivato i soccorsi sanitari per la vittima e, dopo aver messo al sicuro i figli, hanno arrestato il marito con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Le indagini successive hanno permesso di ricostruire la vicenda, arrivata al termine di un susseguirsi di aggressioni e minacce psicologiche.

Udienza svolta a porte chiuse Servizio di Pamela Spinelli;

L’arma si e’ poi rivelata una scacciacani ma questo non ha evitato evitato l’arresto a un 29enne del posto Non si rassegna alla fine della relazione con la moglie, la minaccia di morte e punta una pistola contro la donna che aveva in braccio la figlioletta di 4 mesi. E’ successo a Grottaglie dove i carabinieri hanno arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia un 29enne del posto. La donna, in preda al panico, ha chiamato i militari che sono riusciti a entrare nell’appartamento e a bloccare il 29enne. La pistola si e’ poi rivelata una scacciacani ma questo non gli ha evitato l’arresto.

Il giorno prima aveva tentato di uccidere la moglie dopo una lite nella loro casa a Galatone

“Saremo costretti a prendercela con lei in maniera seria. Questo è il primo avvertimento: avete una bella famiglia non rovinatela” “Saremo costretti a prendercela con lei in maniera seria. Questo è il primo avvertimento: avete una bella famiglia non rovinatela”. Sono le minacce scritte rivolte in una lettera indirizzata alla moglie di Tonio De Nicolò, candidato alla carica di sindaco nel comune di Valenzano, nel barese. ” Nella lettera, dai toni volgari ed inquietanti – ha raccontato De Nicolò sui social – viene chiesto che mi ritiri dalle elezioni che si terranno a Valenzano a maggio prossimo”.  Del fatto “sarà informata la Procura della Repubblica”, ha precisato il candidato che è  sostenuto dalla civica “Valenzanocresce” e da Fratelli d’Italia. De Nicolò ha deciso di proseguire il cammino nella campagna elettorale: “Non possiamo mostrarci codardi verso i nostri figli e verso tutti i cittadini”.

In quanto al movente, la pista più accreditata è quella legata a questioni personali. Antonio e Caterina conoscevano bene il loro assassino Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune Montaggio di Maria Cristina Quintale Intervista a Carmelo Calò, fratello della vittima

Il cordoglio di una città intera, quella di Canosa di Puglia, la loro terra natia “Un amore unico, indissolubile, qualcosa di difficile da descrivere che ha accompagnato Lino e Lucia per più di 60 anni”. A scriverlo in una nota il Sindaco di Canosa di Puglia Vito Malcangio a proposito della morte della moglie di Lino Banfi, al secolo Pasquale Zagaria. Il loro matrimonio, ha ricordato il primo cittadino, è partito proprio da Canosa, loro terra natia. “La scomparsa di Lucia”, ha detto il sindaco, “ci addolora, ma lascia in noi tutti un ricordo che difficilmente dimenticheremo. A Lino, ai figli Rosanna e Walter e alla famiglia tutta il cordoglio e la vicinanza mia e della città di Canosa di Puglia”.

Morta Lucia Zagaria, moglie di Lino Banfi

Il cordoglio di una città intera, quella di Canosa di Puglia, la loro terra natia “Un amore unico, indissolubile, qualcosa di difficile da descrivere che

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