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Annunciano un ricorso al Tar, i gestori di locali e ristoranti delle zone “vincolate” di Bari, che con il nuovo regolamento comunale, sono soggette a prescrizioni diverse rispetto agli altri quartieri della Città. Molti ristoratori, se ne sono accorti quando hanno tentato di rinnovare le autorizzazioni semplificate, concesse durante il Covid, che improvvidamente avevano fatto scadere: a loro si applica il regolamento sulle nuove aperture varato a giugno scorso dall’amministrazione comunale, che prevede un punteggio diverso, per aprire nelle aree vincolate, rispetto agli altri quartieri. Intervista a Gianni del Mastro, presidente Unione Ho.Re.Ca Puglia

Sono 250 i rider di Glovo e Deliveroo nella provincia di Taranto. Lavorano in condizioni di sfruttamento e di rischio. In un caso un ragazzo è stato picchiato e derubato della bicicletta. La Cgil chiede la regolarizzazione del lavoro con contratto della Logistica. Giornate intere di lavoro per arrivare a 20 euro, senza alcuna tutela. Anzi, esposti a ogni tipo di rischio, finanche furti delle biciclette e aggressioni fisiche. I rider vivono in una condizione che la Cgil definisce di caporalato digitale, lanciando la giornata di mobilitazione nazionale contro lo sfruttamento dei lavoratori di Glovo e Deliveroo, finite sotto inchiesta della procura di Milano. A Taranto sono 250. Uomini, donne. Metà afgani, pakistani. Per lo più ventenni ma c’è anche un tarantino di 59 anni. Ha perso il lavoro ed è costretto ad arrangiarsi. Dietro ogni storia ci sono famiglie, figli, da mantenere. Questo ragazzo è stato picchiato e derubato della bici. I rider devono consegnare al portone. Ma un utente chiede loro di salire, tendendo agguati anche reiterati. Intervista a Luca Surico, segretario Nidil Cgil Taranto e Giovanni D’Arcangelo, segretario generale Cgil Taranto

“Io non so dirvi se è giusto che Ilva sia aperto o meno però parliamo di famiglie che fanno la fame e che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”. “Noi veniamo soltanto strumentalizzati da una parte e dall’altra ma in realtà chi ne fanno le spese sono soltanto le nostre famiglie perché stiamo facendo sacrifici a morire senza ottenere nulla” è l’urlo disperato di una lavoratrice dell’Ex Ilva che, in lacrime, racconta quanto sta accadendo nella sua famiglia e in quella dei suoi colleghi: “Io non so dirvi se è giusto che Ilva sia aperto o meno però parliamo di famiglie che fanno la fame e che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”, racconta, “Quando io chiedo l’aiuto della città e perché soltanto la solidarietà può portare dei risultati. Non conosco le famiglie degli altri, però conosco i miei colleghi e so quanto soffrono e come soffiamo noi quindi.  Quello che chiedo è futuro!  Non una vita in cassa integrazione. Io non sono una parassita. Io sono una lavoratrice, qualsiasi lavoro mi daranno io lo accetterò”

Manifestazioni nelle principali città della Puglia Quella di oggi sarà una giornata di sciopero in tutta la Puglia per la mobilitazione indetta da Cgil, Usb e Cobas. Disagi contro l’assedio a Gaza e in segno di solidarietà alla Global Sumud Flotilla, dopo l’arresto da parte della marina israeliana degli attivisti bloccati in acque internazionali. Lavoratori, studenti e reti pacifiste scenderanno in piazza in tutte le province. A Bari la manifestazione prenderà il via da Molo San Nicola per snodarsi per le vie del centro; a Taranto il concentramento sarà all’arsenale. A Foggia in via Lanza, per raggiungere la Prefettura, mentre a Lecce il corteo si muoverà da porta Napoli. A Brindisi il corteo di protesta partirà dal piazzale della stazione e a Barletta da via Caldini, nei pressi della Prefettura. Si prevedono disagi alla circolazione e nei trasporti pubblici, sia treni che bus.

La commissaria prefettizia ha già avviato le procedure Servizio di Annamaria Rosato;

La manifestazione è prevista il 26 febbraio a Bruxelles Servizio: Anna De Feo Interviste: Mauro De Ruvo, produttore orticolo molfetta; Saverio Losavio, allevatore Putignano; Alfonso Cavallo, presidente Coldiretti Puglia

L’intera comunità si sta mobilitando per dar loro una mano Servizio Grazia Rongo Immagini Paolo LaricchiutaMontaggio Luca Caradonna

Gravi difficoltà per l’azienda municipalizzata per i rifiuti urbani Centotrenta lavoratori precari assunti come autisti e operatori ecologici dall’Amiu di Taranto, durante la crisi pandemica, non hanno percepito gli stipendi arretrati e non sono stati stabilizzati. L’azienda municipalizzata per i rifiuti urbani è piena di debiti e non è capace di garantire l’ordinario. Il commento è dell’Usb e di Uil trasporti dopo l’incontro con il presidente Mancarelli, il quale ha confermato le gravi difficoltà in cui versa l’Amiu, una esposizione debitoria verso terzi e fornitori. Mancarelli ha detto che attende un corposo prestito dal Comune. Oggi l’azienda, scrivono i sindacati, non ha la forza lavoro per garantire la raccolta differenziata, né lo spazzamento, quello notturno è stato già sospeso, e tutte le altre operazioni ordinarie, mentre il gruppo dirigente resta dov’è, invece di essere sostituito. Se non ci saranno novità entro venerdì, concludono i sindacati, si passerà alla mobilitazione

L’azienda, che a Brindisi conta due stabilimenti, ha intrapreso un percorso che porta alla dismissione dei siti Prosegue la mobilitazione dei dipendenti del Gruppo aeronautico “Dema” che a Brindisi conta due stabilimenti. L’azienda ha, infatti, intrapreso un percorso che porta alla dismissione dei due siti che da sempre rappresentano un’eccellenza nell’ambito del comparto aeronautico, con 151 persone che rischiano il licenziamento. L’amministratore delegato di Dema ha fatto sapere che a causa del calo delle commesse, si è impossibilitati a mantenere attivi gli stabilimenti brindisini. Nelle scorse ore, però, si è aperto uno spiraglio: durante un incontro convocato dal Ministero allo Sviluppo, l’azienda ha annunciato la presenza di due aziende interessate a rilevare la società. Ma i sindacati mantengono un atteggiamento molto cauto: non è detto – dicono– che le trattative vadano a buon fine e che gli stabilimenti brindisini restino aperti. Ora si attenderà che il 15 febbraio Dema presenti il piano industriale in Tribunale, ma nel frattempo si sta anche cercando di capire la solidità delle due aziende che si sono fatte avanti per rilevare la società e di conoscerne i piani industriali. E’ evidente che bisogna fare presto – dicono i sindacati – perché la priorità è la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.

Delegazione di lavoratori ricevuta dal prefetto Servizio Antonio Maiellaro INTERVISTA: FILIPPO CALDARA, SINDACATO UGL

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