Sono 250 i rider di Glovo e Deliveroo nella provincia di Taranto. Lavorano in condizioni di sfruttamento e di rischio. In un caso un ragazzo è stato picchiato e derubato della bicicletta. La Cgil chiede la regolarizzazione del lavoro con contratto della Logistica
Giornate intere di lavoro per arrivare a 20 euro, senza alcuna tutela. Anzi, esposti a ogni tipo di rischio, finanche furti delle biciclette e aggressioni fisiche. I rider vivono in una condizione che la Cgil definisce di caporalato digitale, lanciando la giornata di mobilitazione nazionale contro lo sfruttamento dei lavoratori di Glovo e Deliveroo, finite sotto inchiesta della procura di Milano.
A Taranto sono 250. Uomini, donne. Metà afgani, pakistani. Per lo più ventenni ma c’è anche un tarantino di 59 anni. Ha perso il lavoro ed è costretto ad arrangiarsi. Dietro ogni storia ci sono famiglie, figli, da mantenere. Questo ragazzo è stato picchiato e derubato della bici. I rider devono consegnare al portone. Ma un utente chiede loro di salire, tendendo agguati anche reiterati.
Intervista a Luca Surico, segretario Nidil Cgil Taranto e Giovanni D’Arcangelo, segretario generale Cgil Taranto













