Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

ministero

Il siderurgico entro un mese dovrà relazionare sulle cause dei superamenti ed indicare i tempi e le modalità per eliminare il problema. L’ex Ilva inquina nonostante la produzione sia quasi ferma e continua a farlo con gli scarichi idrici dei suoi impianti, attraverso l’attività produttiva dell’altoforno. Il ministero dell’ambiente ha diffidato l’azienda dopo che l’Ispra, durante un’ispezione a settembre del 2025, ha trovato fuori controllo tre parametri: alluminio, boro e solidi sospesi totali. Sono stati presi in esame otto scarichi idrici della fabbrica di Taranto e sono stati rilevati valori molto più alti rispetto a quelli fissati dal decreto del 2006. Oltre 9 milligrammi al litro contro l’uno previsto per l’alluminio, quasi 5 milligrammi contro il valore 2 previsto per il boro e 258 milligrammi per i solidi sospesi mentre il valore tabellare è di 80. L’ex Ilva entro un mese dovrà relazionare sulle cause dei superamenti ed indicare i tempi e le modalità per eliminare il problema. Commentando la diffida, Luciano Manna di Veraleaks dichiara che la loppa di altoforno continua a rappresentare una fonte di inquinamento accertato piu’ volte da Arpa Puglia e Ispra. Non solo quindi l’idrogeno solforato ed il biossido di zolfo emesso per aria senza captazioni, ma anche inquinanti negli scarichi idrici, scrive l’ambientalista. Non serve, quindi, cambiare l’Aia per risolvere i problemi. Gli impianti, dichiara Manna, restano sempre quelli che da anni continuano ad inquinare

I tempi della convocazione del tavolo li deciderà Nordio, ma il viceministro Sisto è convinto che la giustizia non debba essere terreno di scontro. Archiviato il risultato del referendum sulla giustizia, è il momento di mettersi attorno ad un tavolo per avviare un percorso il più possibile condiviso. Su questo si sono confrontati a Roma, il viceministro Sisto, il presidente di Anm, Tango e e il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Greco. Riprese e Montaggio di Massimo D’OlimpioInterviste a Giuseppe Tango, Presidente ANM; Francesco Paolo Sisto, Viceministro Giustizia

Dal 2000 ad oggi i prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) lucani crescono di più di 200 unità. Si registra un aumento esponenziale dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) in Basilicata. La differenza dal 2000 ad oggi è siderale: si passa dai 41 prodotti di inizio millennio ai 248 di quest’anno. A comunicarlo è stata la giunta regionale in una nota stampa. I Pat lucani fanno parte dell’elenco del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Sempre nella nota di questa mattina, la giunta li definisce come dei “veri e propri patrimoni culturali al pari dei beni storici, artistici ed architettonici”. In questa nuova lista, il primato appartiene ai prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati (36%), seguiti dalla pasta fresca e dai prodotti da forno (28%), carni e preparazioni (11%), prodotti della gastronomia (9%) e formaggi (6%). Una piccola parte è poi dedicata alle preparazioni a base di pesce e molluschi, prodotti di origine animale come lattiero-caseari e miele, bevande alcoliche e distillati. I Comuni in testa alla classifica di prodotti sono Castronuovo Sant’Andrea, Rotonda e Maratea in quel di Potenza, nel Materano c’è il Comune di Valsinni.

Il via libera del dicastero giunge dopo il parere favore espresso dal Comitato di sorveglianza Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato i Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in AS e di ILVA in AS ad avviare una negoziazione in via preferenziale con la cordata azera guidata da Baku Steel Company (BSC) e Azerbaijan Business Development Fund (ABDF). Lo riporta una nota del Mimit, in cui si precisa che il via libera del dicastero giunge in seguito alla richiesta pervenuta il 21 marzoscorso dalle due terne commissariali di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e di Ilva in ase al parere favorevole espresso dal Comitato di Sorveglianza. 

Il Paese auspica in un intervento del Ministero Servizio di Alessandra Martellotti

La convocazione dal Ministero del Lavoro E’ arrivata la convocazione dal ministero del Lavoro per l’avvio dell’esame congiunto dellarichiesta dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, per la cassa integrazione straordinaria in deroga per 2.500 lavoratori di Taranto, per 12 mesi. L’incontro e’ convocato per il 13 giugno alle 11 in modalita’ ibrida, in presenza a Roma e in videocollegamento. Sulla Cigs in deroga, l’azienda ha gia’ avviato la procedura. Lacassa in deroga e’ in continuita’ con la cassa integrazione straordinaria, che da fine marzo e’ scattata sempre per 2.500 addetti di Taranto, 3.000 in tutto il gruppo. La differenza sta nel fatto che mentre per tutti i dipendenti degli altri stabilimenti di AdI si continuera’ con la cassa straordinaria sino a marzo 2024, per quelli di Taranto, invece, la copertura termina il 19 giugno prossimo, essendo esaurito per lo stabilimento il plafond a disposizione. Da qui la necessita’ di trovare nuove soluzioni per garantire comunque la copertura della cassa integrazione.

Trasmesse dal sindaco al Ministero e alla Regione le linee guida del progetto Servizio di Annamaria Rosato Intervista a Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto

Obiettivo: consentire l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale agli aventi diritto La Puglia, messa in ginocchio dalla xylella, si rivolge al Ministero per accedere al Fondo di solidarietà. Nello specifico, la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia, ha chiesto al ministero dell’agricoltura l’emissione del decreto di declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche, per le infezioni di organismi nocivi ai vegetali causati dalla diffusione del batterio xylella fastidiosa nelle province di Brindisi, Taranto e Lecce per il 2022, con l’obiettivo di consentire l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale agli aventi diritto. “Per quelle aree infatti – ha spiegato la Regione Puglia – le relazioni dei Servizi territoriali dell’agricoltura di Brindisi, di Taranto e di Lecce, hanno registrato la diminuzione del valore della produzione lorda vendibile ordinaria risulta superiore al 30%”.  L’area è costituita dalla totalità dei comuni delle Province di Brindisi e di Lecce e dai territori dei Comuni di Avetrana, Carosino, Faggiano, Fragagnano, Lizzano, Manduria, Maruggio, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Marzano di San Giuseppe, Sava e Torricella perla provincia di Taranto. 

Le ragioni del “no” alla realizzazione del mega deposito portate da una delegazione di Manfredonia a Roma, nel corso di un confronto con il Ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio Interviste: On. Giandiego Gatta, FI Gianni Rotice, sindaco di Manfredonia Mons. Franco Moscone, arcivescovo Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo

La decisione della Corte di Appello di Bari. La strage ferroviaria, avvenuta il 12 luglio del 2016 sulla tratta Andria-Corato, costò la vita a 23 persone La Corte di Appello di Bari ha confermato la sentenza di assoluzione emessa dal gup del tribunale di Trani nei confronti dell’ingegner Elena Molinaro, la dirigente della divisione 5 della Direzione generale del Trasporto pubblico locale del Ministero dei Trasporti, unica dei 18 imputati ad aver scelto il rito abbreviato nel processo per la strage ferroviaria sulla tratta Andria – Corato che il 12 luglio 2016 costò la vita a 23 persone. A darne notizia il suo legale difensore, l’avvocato Maurizio Sasso secondo il quale la Molinaro si era occupata di “ferrovie secondarie” nel periodo compreso tra maggio del 2008 e gennaio del 2010, ossia 6 anni prima dell’incidente ferroviario. Ha inoltre chiarito che l’incidente avvenuto nel 2007 in Sardegna, sulla tratta Macomer-Nuoro, che secondo l’accusa avrebbe dovuto imporre una verifica delle condizioni di sicurezza ed interventi su tutte le “ferrovie secondarie”, non era in alcun modo assimilabile a quello del 2016, così come non era possibile addebitarle “adempimenti, facoltà o doveri introdotti da una normativa tecnica di settore che è entrata in vigore solo successivamente alla conclusione del suo incarico”. E’ ancora in corso, con le repliche dei difensori degli imputati, il processo con il rito ordinario.

Cig Ex-Ilva: incontro a Roma il 13 giugno

La convocazione dal Ministero del Lavoro E’ arrivata la convocazione dal ministero del Lavoro per l’avvio dell’esame congiunto dellarichiesta dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, per

gilca-srl-giugno
deliziosa