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Tutto nasce dal fatto che l’uomo avrebbe scoperto che la donna, in alcune chat Whatsapp, si era lamentata del suo rapporto coniugale. Un imprenditore 50enne della provincia di Bari rischia di finire a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex moglie. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 26 marzo. Fra gli episodi contestati nella richiesta di rinvio a giudizio a firma del pm Luisiana Di Vittorio, anche la circostanza di aver proibito per un mese alla presunta vittima di utilizzare il telefono cellulare per impedirle di comunicare con le amiche. Tutto nasce dal fatto che l’uomo avrebbe scoperto che la donna , in alcune chat Whatsapp, si era lamentata del suo rapporto coniugale. Le avrebbe inoltre impedito di utilizzare la macchina, minacciandola che in caso contrario avrebbe dato fuoco all’autovettura. Al termine di un litigio il 50enne avrebbe anche afferrato la moglie per il collo bloccandola contro il muro.

Luigi Leonetti, la sera del 28 novembre del 2023, uccise la moglie in un’abitazione alla periferia di Andria, alla presenza dei due figli minori Ergastolo con isolamento diurno. Questa la richiesta della pubblica accusa nel processo in Corte d’Assise a Trani a carico di Luigi Leonetti, imputato per l’omicidio della moglie Vincenza Angrisano avvenuta la sera del 28 novembre del 2023 in una abitazione alla periferia di Andria, alla presenza dei due figli minori. L’uomo, che nell’udienza precedente aveva chiesto scusa ai figli, alla moglie e a tutti i parenti, confessò subito il delitto e si è sempre difeso spiegando di non sopportare l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa. Si torna in aula il prossimo 11 luglio per la discussione della difesa e la sentenza.

Le frasi choc del marito-assassino prima di colpire la consorte Servizio di Linda Cappello;

Passa da 7 anni a 3 anni e 8 mesi la pena inflitta a Vito Passalacqua, accusato di maltrattamenti ai danni della moglie morta suicida nel 2023 a Santeramo in Colle Servizio di Linda Cappello

É accaduto a Bari. L’uomo obbligava la moglie a soffrire il freddo per risparmiare sulla bolletta del riscaldamento, condannato ad una multa di 450 euro Servizio di Linda Cappello

Condannata l’ex guardia giurata che ad Apricena il 16 dicembre 2022 uccise la moglie  Servizio di Fabrizio Sereno Intervistati: Valentina Frino, sorella della vittima Angela Frino, sorella della vittima Ermenegildo Russo, avvocato parte civile Raffaella Di Lella, figlia della vittima

La donna ha ammesso di averlo fatto su suggerimento del suo avvocato. Ora dovrà difendersi in tribunale Servizio di Linda Cappello Montaggio di Luca Caradonna

Secondo l’inchiesta della Procura di Napoli l’imprenditore di San Severo avrebbe realizzato l’ordigno e fornito il telecomando per far esplodere l’ordigno Servizio di Matteo Spada Montaggio di Pasquale Realmonte

La Procura ha disposto una consulenza medico legale per la donna uccisala notte del 6 ottobre a Gravina Servizio di Linda Cappello;

Tragedia in Brasile. La vittima è Antonella De Rosa, 43 anni, originaria della provincia di Foggia E’ originaria della Provincia di Foggia la donna uccisa dall’ex marito in Brasile, a Santa Caterina. Si chiamava Antonella De Rosa, aveva 43 anni, era nata in Puglia ma dopo la morte del padre si era trasferita prima in Toscana e poi in Brasile dove si era sposata con un uomo del posto. Sarebbe stato quest’ultimo ad averla uccisa a bastonate e ad averla sepolta nel giardino. Ci sono voluti dieci giorni affinché l’assassino confessasse. Il femminicidio si sarebbe consumato il 26 febbraio scorso dopo una violenta discussione. La vittima lo aveva già denunciato in passato attendendo il divieto di avvicinamento ma sembra che negli ultimo periodo si fossero riavvicinati fino all’omicidio dello scorso 26 febbraio: l’uomo ha raccontato alla polizia brasiliana di aver tenuto il corpo della donna inizialmente in casa. Solo il giorno dopo ha deciso di seppellirla in giardino. I vicini si sono insospettiti per la scomparsa di Antonella De Rosa e hanno allertato la polizia. L’ex marito all’inizio ha negato poi ha confessato di averla uccisa.

Per il gip l’uomo ha dimostrato un’indole violenta Resta in carcere il 54enne albanese che nella serata di sabato 20 maggio ha accoltellato la moglie di 43 anni ad Acquaviva delle Fonti. Per il gip Anna Perrelli ha manifestato un’indole particolarmente violenta. L’uomo, accusato di tentato omicidio aggravatodalla premeditazione ha confessato di aver colpito ripetutamente la donna al culmine di un litigio scoppiato perché l’uomo si opponeva alla volontà della donna di divorziare. Durante la lite il marito avrebbe preso un lungo coltello dalla cucina dell’abitazione, seguendo la moglie che era andata sul terrazzo per stendere il bucato, e l’avrebbecolpita con almeno tre coltellate al torace e all’addome, provocandole una grave lesione al polmone. A salvare la donna è stata la figlia sedicenne della coppia che si è frapposta tra lei ed il padre, impedendo che la donna fosse ulteriormente colpita. Ricoverata al Policlinico di Bari, la donna è stata operata e le sue condizioni sono in via dimiglioramento.

Il coniuge ha colpito la 32enne al collo e si è bloccato solo quando la vittima gli ha gridato che non voleva che la figlia rimanesse orfana Lei voleva separarsi e quando l’ha detto al marito lui l’ha accoltellata alla gola. E’ la ricostruzione del tentato omicidio avvenuto ieri a Bari, in un appartamento del rione Libertà, dove la coppia di nazionalità georgiana viveva, ospite di una famiglia barese. La donna, di 32 anni, si è difesa come ha potuto, il coniuge, di 48 anni, si è fermato solo quando la donna gli ha gridato che non voleva che la figlia rimanesse orfana. L’uomo ha poi consegnato alla moglie un asciugamani per tamponare le ferite. Ha anche tentato di fuggire, però la polizia lo ha fermato nei pressi della stazione ferroviaria, con le mani ancora sporche di sangue. La 32enne è stata dimessa dall’ospedale.

In quanto al movente, la pista più accreditata è quella legata a questioni personali. Antonio e Caterina conoscevano bene il loro assassino Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune Montaggio di Maria Cristina Quintale Intervista a Carmelo Calò, fratello della vittima

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