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Sei e mezzo alla Puglia per la raccolta differenziata. E’ il voto dato alla regione dal presidente nazionale di Legambiente in occasione della premiazione dei “Comuni Ricicloni”, nell’ambito della quinta edizione di Ecoforum Puglia, a Bari. La raccolta differenziata in Puglia è al 60,7%, un dato in lieve crescita su base annua del 1,7%, ma ancora lontano dall’obiettivo del 65%. Lo dice il rapporto 2025 di Legambiente “Comuni Ricicloni”. I Comuni più virtuosi in Puglia sono Leporano, nel Tarantino, e Sammichele di Bari, con rispettivamente il 92,5 e il 91,7%. Dallo stesso rapporto emerge però un’altro dato significativo: i Comuni che raggiungono l’obiettivo di una produzione annuale di indifferenziato per abitante inferiore ai 75 chili sono solo 7 su 257. Alla premiazione dei Comuni pugliesi, anche il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, che, rispondendo ad una domanda del TgNorba, ha dato alla Puglia un 6,5 d’incoraggiamento.

Svolta anche visita tecnica organizzata con Legambiente. Si è svolta a Modugno, nella sede di Selectika, la giornata di confronto, formazione e visita tecnica organizzata con Legambiente. Obiettivo promuovere innovazione circolarità e sostenibilità nella gestione dei rifiuti da raccolta differenziata. Riprese di Roberto CofanoMontaggio di Anna De FeoInterviste a Daniela Salzedo, presidente Legambiente Puglia; Giuseppe Dalena, amministratore delegato Selectika Modugno; Vito Leccese, sindaco Città Metropolitana Bari

Un progetto da 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno che divide la città: Legambiente evidenzia i pericoli per la sicurezza e le attività portuali, mentre Confapi propone un’alternativa offshore per sviluppo industriale e transizione energetica. A Taranto si riaccende il dibattito sul rigassificatore, un progetto ancora in fase di sviluppo proposto da una società privata, con una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno e un investimento stimato di circa 600 milioni di euro. Lo scorso ottobre è stata depositata al Ministero dell’Ambiente l’istanza per l’impianto, dando il via alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Legambiente: rischi per sicurezza e sviluppo Secondo Legambiente, il rigassificatore collocato onshore alla testa del molo polisettoriale, vicino ad altri impianti a rischio incidente rilevante, renderebbe praticamente impossibile qualsiasi attività portuale non legata alle navi metaniere. Anche con una zona di interdizione limitata a 500 metri, il traffico portuale sarebbe compromesso. L’associazione definisce il progetto un “macigno” per Taranto: ostacolerebbe l’hub per l’eolico offshore già finanziato, monopolizzerebbe una struttura pubblica su cui sono stati investiti ingenti fondi e interferirebbe con il traffico commerciale, aumentando i costi e riducendo i flussi futuri. I rischi diventano rilevanti anche in caso di incidenti o eventi meteorologici avversi. Confapi: l’alternativa offshore Confapi denuncia la lunga fase di stallo della città e propone un’alternativa: posizionare l’unità di rigassificazione offshore, a 12 miglia dalla costa, con una condotta sottomarina verso la rete nazionale. Questa soluzione permetterebbe di: Ridurre le interferenze con il molo polisettoriale Proteggere l’hub per l’eolico offshore Limitare l’esposizione della popolazione Garantire maggiore compatibilità con la vocazione strategica del porto di Taranto La posizione del sindaco di Taranto Anche il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha commentato: “Stiamo analizzando il progetto con prudenza. Da una prima lettura, l’area individuata risulta già concessa e indicata dal Mase per investimenti legati all’energia eolica offshore, quindi il progetto ci sembra improcedibile”. Lo scorso anno, il Comune di Taranto aveva già negato l’attracco di una nave di rigassificazione destinata a sostenere la decarbonizzazione dell’ex Ilva, provocando il ritiro degli azeri di Baku Steel dalla gara per l’acquisizione dell’acciaieria.

Nei prossimi giorni gli ambientalisti chiederanno un incontro al sindaco Bitetti Taranto si classifica all’82esimo posto nella classifica relativa al rapporto Ecosistema urbano di Legambiente 2025. 3 posizioni in meno rispetto all’anno scorso e 23 in 3 anni. “Il dato più vergognoso è quello relativo alla raccolta differenziata dei rifiuti”, dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto. 23,1%, contro un 65,1% delle città italiane. Nei prossimi giorni gli ambientalisti chiederanno un incontro al sindaco Bitetti. “È necessario sviluppare interventi che invertano la tendenza in più campi, oltre a quello dei rifiuti, dalla mobilità – con un occhio particolare a pedonalità e ciclabilità – al verde, sul consumo di suolo che vorremmo tendesse a zero, allo sviluppo delle energie rinnovabili, solare pubblico in primis”, scrivono in un nota.

Presentato uno studio, la decarbonizzazione unica strada percorribile Servizio di Alessandra Martellotti. Intervista a Stefano Ciafani, presidente Legambiente

A Mottola, Legambiente scopre e rimuove centinaia di pneumatici abbandonati in una cava. Migliaia ancora da smaltire

Da Forza Italia arriva la richiesta all’amministrazione comunale di fare chiarezza sulla propria posizione, risposta che non tarda ad arrivare Scoppia la polemica a Barletta per la tutela delle dune costiere e del fratino in un’area in cui è possibile possa ritornare la carovana del Jova Beach Party. Interviste a Raffaele Corvasce, presidente Legambiente Barletta; Oronzo Cilli, assessore alla cultura del comune di Barletta  Servizio di Giuseppe Capacchione

I cinque campioni prelevati lungo la costa sono risultati validi per i parametri ambientali di qualità Tutti i cinque campioni prelevati lungo la costa lucana da Goletta Verde sono risultati entro i limiti di legge. È il risultato dei monitoraggi effettuati da Legambiente lungo le coste della Basilicata, presentati questa mattina a Maratea. I campionamenti in Basilicata sono stati effettuati nella giornatadel 21 luglio. Dei cinque campioni esaminati, tre sono stati prelevati in foce di fiumi o canali e due a mare, tutti hanno dato esito positivo alle analisi, risultando entro i limiti alle analisi microbiologiche effettuate da laboratori specializzati sul territorio. In provincia di Matera i campioni sono stati prelevati alla foce del fiume Cavone, tra i comuni di Pisticci e Scanzano Jonico; alla foce del Canale Bufaloria a Scanzano Jonico e alla spiaggia presso Largo Italia Lungomare, presso il lido di Policoro. Per la provincia di Potenza invece i campioni sono stati prelevati presso la spiaggia della Luppa, in località Acquafredda e presso la foce del fiume Fiumicello, a Maratea. Soddisfatta Martina Palmisano, portavoce di Goletta Verde, che ha ricordato come la guardia rimarrà alta e Legambiente continuerà a monitorare ogni anno lo stato di salute dei mari andando ad indagare sempre su punti potenzialmente critici e sull’efficienza degli impianti di depurazione delle acque e della rete fognaria .

Superato anche l’inquinamento di Lama Monachile, ma è necessario monitorare l’impatto del turismo Servizio Guglielmina Logroscino

Dal 1 giugno all’8 luglio sono stati censiti 38 nidi lungo le coste Pugliesi, ben 33 nel Leccese e 5 nel Tarantino La Puglia si conferma terra d’accoglienza per la tartaruga marina Caretta Caretta. Durante la tappa barese di Goletta Verde, Legambiente ha spiegato che dal 1 giugno all’8 luglio sono stati censiti 38 nidi lungo le coste Pugliesi, ben 33 nel Leccese e 5 nel Tarantino. Crescono anche i Comuni amici delle tartarughe: oggi sono 16, quelli impegnati nella tutela delle spiagge e nella riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico. Tra questi Gallipoli, Salve, Manduria, Trani e le Isole Ttremiti. Il fiore all’occhiello resta il Centro tartarughe marine di Manfredonia, che nel 2025 ha già curato 26 esemplari in difficoltà. Dal 2007 ad oggi sono oltre 2.200 le tartarughe salvate. Laura Brambilla, portavoce di Legambiente, lancia un appello alla Regione: rafforzare la rete natura 2000 e aggiornare i siti di tutela, dove la Caretta Caretta non è ancora riconosciuta come specie nidificante.

Gli attivisti contro l’intervento autorizzato dal Comune per liberare i pali della pubblica illuminazione Servizio di Giuseppe Capacchione Intervistati: Raffaele Corvasce, pres Legambiente Barletta Ruggiero Scardigno, Legambiente Barletta

Legambiente e Touring premiano le località top per sostenibilità e turismo dolce: Nardò terza in Italia, Maratea al vertice lucano

“Il processo di decarbonizzazione va attuato subito, dicono gli ambientalisti, e va sviluppato contestualmente un programma relativo all’utilizzo dell’idrogeno verde” “Il governo parla di Aia e accordo di programma con una transizione strutturata su 12 anni, con la realizzazione di un forno elettrico ogni 4 anni”. Lo dichiara Legambiente dopo l’incontro di ieri sulla questione ex Ilva. “Il processo di decarbonizzazione va attuato subito, dicono gli ambientalisti, e va sviluppato contestualmente un programma relativo all’utilizzo dell’idrogeno verde. Bisogna sostituire, non certo in 12 anni, altiforni e cokerie, ormai obsoleti e soggetti a frequenti malfunzionamenti, con forni elettrici e impianti per la produzione di preridotto. Ci sono 800 milioni di euro del Jtf per fare questo. Quella che sta mettendo in pratica il Governo è una pratica di marketing ingannevole che presenta un’azienda sostenibile quando in realtà non lo è” scrive Legambiente.

A bordo di un catamarano è stata liberata dai volontari in occasione della giornata “Spiagge e fondali puliti”, promossa da Legambiente Torna finalmente in mare la giovane tartaruga marina, di nome Franca. Dopo un mese e mezzo di cure al centro di recupero di Policoro, l’esemplare può tornare a nuotare liberamente. A bordo di un catamarano è stata liberata dai volontari in occasione della giornata “Spiagge e fondali puliti”, promossa da Legambiente. La tartaruga era stata tratta in salvo, a marzo scorso, a Castellaneta marina dagli operatori di Nita, nucleo intervento tutela ambientale della sezione di Taranto, con cui l’Oasi wwf di Policoro condivide da 14 anni un legame fatto di collaborazione. 

L’area scelta è a due passi da una scuola, l’istituto Colasanto Le modelle sono in posa davanti all’obiettivo, mentre alla spalle i ragazzi con il circolo di Legambiente raccolgono rifiuti da quest’area a ridosso del centro cittadino di Andria. Un pugno nello stomaco la provocazione del fashion designer Domenico Moschetta che pone in contrapposizione il bello con il brutto. L’etica e la morale del riuso contro l’immortalità di chi non ha cura degli spazi comuni. Servizio di Giuseppe Capacchione; interviste a Domenico Moschetta, fashion designer; Giorgio Cicco, Legambiente Andria

Secondo gli attivisti di Legambiente l’impianto è incompatibile con il Parco nazionale del Pollino Servizio di Alessandro Boccia

La collaborazione punta su efficienza idrica, sostenibilità e sensibilizzazione ambientale con focus sul riuso delle risorse

Reati ambientali in calo del 20 per cento Servizio di Alessandro Boccia;

L’associazione teme l’impatto della nuova struttura sul territorio Servizio di Alessandra Lezzi riprese e montaggio di Francesco Afrune Gigliola Palazzo, presidente Legambiente di Ceglie Messapica

L’impianto a biometano sviluppa economia green Servizio di Fabrizio Sereno; interviste a Stefano Cianfani, presidente Legambiente; Piero Gattoni, presidente Consorzio italiano biogas; Massimo Borrelli, presidente Arca Srl;

“No alla centrale del Mercure”

Secondo gli attivisti di Legambiente l’impianto è incompatibile con il Parco nazionale del Pollino Servizio di Alessandro Boccia

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