
Taranto, per un intervento urgente la Asl la chiama dopo 3 anni
Il paradosso delle liste d’attesa. Una donna di Taranto deve sottoporsi ad un intervento urgente. La Asl la chiama dopo 3 anni Per fortuna la

Il paradosso delle liste d’attesa. Una donna di Taranto deve sottoporsi ad un intervento urgente. La Asl la chiama dopo 3 anni. Per fortuna la signora Annalisa oggi sta bene, ma se avesse aspettato la chiamata della Asl di Taranto, dopo 3 anni, chissà quali conseguenze avrebbe riportato. A febbraio del 2023 la paziente arriva al pronto soccorso per un grave problema ginecologico. Attende circa 19 ore per tutti gli accertamenti. Le dicono che deve operarsi con urgenza. La inseriscono in lista d’attesa. La richiamano per l’intervento dopo 3 anni e 3 mesi. Intervista a Annalisa Fanelli
E’ accaduto la notte della vigilia di Natale. La donna è stata trasferita da Melfi all’ospedale del capoluogo. Nella serata della vigilia di Natale, l’équipe di Cardiologia Invasiva dell’ospedale “San Carlo” di Potenza , diretta dal professor Eugenio Stabile, ha eseguito con successo un delicato intervento di angioplastica coronarica salvavita su una paziente di 104 anni colpita da infarto miocardico acuto, trasferita dalla propria abitazione a Melfi direttamente in sala operatoria dal servizio emergenza urgenza 118. Nonostante l’età molto avanzata e l’elevata complessità clinica, i medici hanno prontamente proceduto al trattamento interventistico in urgenza, consentendo la rivascolarizzazione della coronaria responsabile dell’evento ischemico, senza complicazioni. Fondamentale è stato inoltre il coordinamento con il personale del Servizio di emergenza-urgenza 118, dell’unità di Terapia intensiva cardiologica e con il personale infermieristico e tecnico, che ha assicurato un’assistenza continua e tempestiva.
L’Autorizzazione ambientale viola la normativa comunitaria contro l’inquinamento Servizio di Alessandra Martellotti; interviste a Rosa D’Amato, commissaria regionale Europa Verdi- AVS; Fulvia Gravame, assessora Ambiente Comune Taranto;
L’intervento del volo salvavita dei militari in meno di 24 ore Un volo salvavita dell’Aeronautica Militare ha trasportato una donna di 47 anni in situazione di pericolo dall’Ospedale di Perugia a quello di Brindisi. Su richiesta della Prefettura del capoluogo umbro, è stato disposto un velivolo salvavita, un G-650 del 31° Stormo per il trasferimento d’urgenza. L’aereo è decollato da Perugia intorno alle 19,30 ed è atterrato a Brindisi dopo circa un’ora. Secondo il comunicato dell’Aeronautica, si tratta di uno dei due interventi d’urgenza effettuati in meno di 24 ore in Italia: il secondo volo ha scortato un bambino di 5 anni in imminente pericolo da Lamezia Terme a Genova.
Asportata una massa di 25 centimetri, prima esofagectomia totalmente robotca All’Irccs “De Bellis” di Castellana Grotte é stato eseguito con successo un complesso intervento per un voluminoso (25 cm) sarcoma della vena cava inferiore. L’equipe diretta dal Dr. Leonardo Vincenti, in collaborazione con gli anestesisti coordinati dal Dr. Franco Gabriele, ha asportato la massa in blocco con la resezione del segmento di vena cava coinvolto, sostituito con un Omograft di peritoneo parietale. La paziente non ha avuto bisogno di trasfusioni, né intra né post-operatorie, ha avuto un decorso regolare, privo di complicanze. Alla prima tac di controllo post-operatoria, nessuna evidenza di ripresa di malattia.Meritevole di segnalazione é, inoltre, la prima esofagectomia “totalmente robotica” che si aggiunge agli altri 12 casi di neoplasia esofagea operati da inizio anno. Continua con entusiasmo all’Istituto pugliese specializzato in gastroenterologia “De Bellis”l’attività di chirurgia oncologica, supportata da un valido team multidisciplinare, che permette la gestione di casi sempre più complessi.
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Chiedono chiarezza i familiari del 37enne di Barletta Simone Del Vecchio Servizio di Giovanni Di Benedetto
Cordoglio a Brindisi per la scomparsa del commercialista Armando Calizzi La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per la morte del commercialista 49enne Armando Calizzi, avvenuta la notte scorsa al ‘Perrino’. Il reato ipotizzato è di omicidio colposo a carico di ignoti. L’uomo si era sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica lo scorso gennaio a Bergamo. Dopo tre giorni era rientrato a Brindisi, ma poco dopo pare siano intervenute complicazioni che ne hanno reso necessario il ricovero nel nosocomio locale, dove ha subito un secondo intervento. E’ stato ricoverato in rianimazione, come da prassi in questi casi, e da lì il trasferimento in Chirurgia generale, dove le sue condizioni sono peggiorate, fino a portarlo alla morte. L’uomo aveva subito anche l’asportazione dello stomaco. La famiglia, assistita dall’avvocato Alessandro Gueli, ha sporto denuncia presso i Carabinieri di Brindisi per fare chiarezza su eventuali responsabilità. Il Pm di turno ha disposto il sequestro della salma e dell’organo che presumibilmente saranno sottoposti ad autopsia, oltre all’acquisizione della documentazione sanitaria. La notizia della morte di Armando Calizzi ha scatenato una ondata di cordoglio nella comunità brindisina, con numerosi messaggi di affetto e ricordi pubblicati su Facebook da amici e conoscenti. Il professionista lascia la moglie e due figlie.
Una paziente oncologica di 42 anni, che nessuno in Italia voleva operare vista la sua condizione ritenuta incurabile, è riuscita ad ottenere l’intervento nel rinomato ospedale del sud est barese
L’intervento è stato eseguito presso la casa di cura “S. Francesco Hospital” di Foggia Intervento riuscito per Jeremy Menez: il Bari, con una nota, ha spiegato che l’attaccante francese si è sottoposto oggi “ad intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro in artroscopia a seguito di trauma distorsivo riportato durante la gara Bari-Palermo dello scorso 18 agosto”. L’intervento è stato eseguito presso la casa di cura “S. Francesco Hospital” di Foggia dal dottor Battista Ippolito, ortopedico del Bari, in collaborazione con il dottor Pietro Olivelli, anestesista, ed è perfettamente riuscito. Il rientro nel gruppo del bomber, dopo il recupero e la riabilitazione, richiederà almeno 5 mesi.
Nonostante le dimensioni insolitamente grandi dell’utero, l’operazione è stata condotta senza complicazioni Un’eccezionale operazione di isterectomia è stata eseguita con successo presso l’ospedale Perrino di Brindisi. La paziente, una donna di 49 anni, aveva una neoformazione all’utero di oltre nove chilogrammi, rendendo l’intervento molto complesso. Nonostante le dimensioni insolitamente grandi dell’utero, l’operazione è stata condotta senza complicazioni grazie all’équipe di Ginecologia diretta da Massimo Stomati, in collaborazione con l’équipe anestesiologica. La paziente è stata dimessa senza problemi nella giornata successiva.
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L’istituto di gastroenterologia “De Bellis” di Castellana si conferma un centro d’eccellenza nazionale Servizio di Maurizio Marangelli Montaggio di Luigi Belviso

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