
Ex Ilva, cade un’altezza di 10 metri: morto Loris Costantino, 36 anni, lascia due figli
Purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare È morto il lavoratore dell’indotto dell’ex Ilva, Gea power, caduto questa mattina, 2 marzo, nell’area agglomerato,

Purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare. È morto il lavoratore dell’indotto dell’ex Ilva, Gea power, caduto questa mattina, 2 marzo, nell’area agglomerato, da un piano di calpestio da una altezza di circa 10 metri. Il suo nome è Loris Costantino e aveva 36 anni. Era di Talsano, lascia due figli. L’uomo era operaio della ditta di pulizia. L’operaio era giunto cosciente all’infermeria dello stabilimento, è stato trasportato al pronto soccorso del SS. Annunziata, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Sul luogo dell’incidente sono intanto arrivati i rappresentanti dei vari enti ispettivi per ricostruire la dinamica dell’infortunio ed effettuare i rilievi. Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, in una nota, esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del lavoratore e comunica che “sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti”. Per il decesso è stato annullato l’evento “Look of the Games” dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 che era in programma questa mattina al Castello Aragonese di Taranto. La decisione è stata assunta dal ministro dello Sport Andrea Abodi e dal Comitato organizzatore dei Giochi. L’incontro è rinviato a data da destinarsi. A metà gennaio, per il cedimento di un piano di calpestio al convertitore 3 dell’acciaieria 2, perse la vita l’operaio ex Ilva Claudio Salamida e quell’area dell’impianto è attualmente sequestrata dalla Magistratura.
L’azienda De Pasquale ha rassicurato che gli stipendi verranno pagati già nelle prossime ore. Fino ad allora rimane lo stato di agitazione. Sospeso lo sciopero ad oltranza dei lavoratori della ditta De Pasquale, impresa dell’indotto Eni di Taranto. L’azienda ha rassicurato che gli stipendi verranno pagati già nelle prossime ore. Fino ad allora rimane lo stato di agitazione, con il blocco totale di ogni forma di flessibilità , compresi reperibilità, lavoro straordinario e turnazioni agevolate. Subito dopo il pagamento degli stipendi, Fim e Uilm chiederanno un incontro all’azienda per risolvere una serie di criticita’ come la carenza di dispositivi di protezione individuale.
“Dopo 28 anni di lavoro non si possono lasciare oltre 200 lavoratori a casa”. Assemblea dei lavoratori Semat davanti alla portineria Imprese dell’ex Ilva di Taranto. L’azienda dell’indotto del siderurgico ha avviato i licenziamenti collettivi per 220 persone. Lavoratori e sindacati chiedono il ritiro immediato degli esuberi: “Dopo 28 anni di lavoro non si possono lasciare oltre 200 lavoratori a casa – affermano – i Riva devono dare 18 milioni di euro come risarcimento alla città di Taranto. A noi chi ci risarcisce? Per Taranto ci vuole una legge speciale”. L’indotto è l’ultimo anello della catena nella vertenza ex Ilva e si teme che subirà gli impatti più drammatici della crisi tarantino.
Le aziende Las e Ldg non hanno accolto la proposta di prorogare la cassa integrazione al 31 dicembre Servizio di Alessandro Boccia
L’incontro si terrà lunedì prossimo al Mimit Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 26 maggio alle16.30 un incontro al Mimit sulla situazione dell’indotto dell’ex Ilva. Alla riunione parteciperanno Confindustria Taranto, Confartigianato Puglia, Confapi Taranto, Cna, Confimi IndustriaLecce-Brindisi-Taranto, Aigi Indotto Taranto e Conftrasporto, insieme ai rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto. L’incontro con le associazioni datoriali dell’indotto segue quello che si svolgerà domani a Palazzo Chigi con i sindacati, durante il quale i commissari Adi illustreranno le conseguenze dello stop all’altoforno 1 dopo l’incendio di due settimane fa.
Si spera in un’offerta valida per la cessione del gruppo Acciaierie
Capodanno amaro per le imprese dell’indotto dell’ex Ilva. La situazione quindi, riferiscono i sindacati, resta in bilico. Non è arrivato ancora nessun nuovo bonifico da parte di Acciaierie d’Italia. La maggior parte delle imprese ha pagato lo stipendio di novembre ma non ha corrisposto la tredicesima. Unica eccezione un’azienda con una settantina di dipendenti che nelle scorse ore ha versato il 50 per cento della tredicesima. Permane perciò una situazione di difficoltà finanziaria di Acciaierie, come dimostra anche la mossa del Governo – all’interno del decreto milleproroghe – di estendere da 320 a 420 milioni il prestito ponte alla società siderurgica.
Potrebbero non percepire le tredicesime per via della mancanza di liquidità di molte aziende Servizio di Annamaria Rosato
Per i medici non può stare a contatto con le polveri di minerale. Nonostante la richiesta di cambiare mansione, riceve solo indifferenza e continua a lavorare alla presenza di sostanze altamente nocive Di Alessandra Martellotti
Oggi il vertice tra il ministro Urso e i sindacati
Domani, al tavolo previsto a Roma, i lavoratori vogliono risposte precise Questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Stellantis di Melfi sono tornati in presidio i lavoratori di Teknoservice e Logitech, le due ditte che operano per conto di Trasnova. La commessa scadrà il 31 dicembre e al momento non si intravede una soluzione per salvaguardare gli attuali livelli occupazionali. Il ministro delle imprese Adolfo Urso ha fatto sapere che si lavorerà per evitare i licenziamenti. Domani, al tavolo previsto a Roma, i lavoratori vogliono risposte precise.
Sono 90 tra Logitech e Teknoservice La crisi Stellantis inizia a ripercuotersi sulle aziende dell’indotto. Ci sono i 97 dipendenti licenziati collettivamente in 4 stabilimenti della Transnova, azienda di logistica, con pero’ un solo caso a Melfi mentre la maggior parte – ben 54 – sono a Pomigliano d’Arco. Ma in mattinata e’ arrivata la notizia che anche la Teknoservice e la Logitech hanno proceduto al licenziamento collettivo di 90 lavoratori impiegati nella logistica Stellantis di Melfi. Lo ha reso noto la Uilt Basilicata, evidenziando che il provvedimento riguarda anche gli stabilimenti di Pomigliano, Mirafiori, Piedimonte San Germano. Dei 90 esuberi – a partire dal 31 dicembre – 50 sono con Logitech e 40 sono con Teknoservice srl, dove da giorni i lavoratori stanno manifestando davanti al cancello b della fabbrica. La situazione sara’ portata all’attenzione del governo nell’incontro del 10 dicembre col ministro Urso.
Monta la protesta degli autotrasportatori a causa dei ritardi nei pagamenti Servizio di Annamaria Rosato
Ancora ritardi nei pagamenti, contestate le nuove regole contrattuali servizio di Annamaria Rosato
L’incontro si terrà il 15 ottobre, lo stesso giorno in cui il ministro Urso sarà a Taranto per il riavvio dell’altoforno 1 La Regione Puglia ha convocato per il 15 ottobre, alle 16, un vertice per discutere di come mettere a disposizione dell’indotto di Acciaierie d’Italia l’avanzo di amministrazione. All’incontro soni stati invitati i commissari di Acciaierie d’Italia, i rappresentanti di Abi, Confindustria, Confapi e Aigi. Sempre nel pomeriggio del 15 ottobre e’ prevista la visita nello stabilimento di Taranto del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, alla vigilia del riavvio dell’altoforno 1 dopo i lavori di ripristino. Intanto i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera alla premier Giorgia Meloni, al sottosegretario Mantovano e ai ministri Urso, Giorgetti, Calderone e Fitto per fare il punto sulle manifestazioni di interesse per l’ex Ilva.
Tra problemi indotto e potenziali acquirenti Servizio di Annamaria Rosato;
L’Aigi impegnata a trovare una soluzione anche per le imprese più piccole Servizio di Francesco Persiani, montaggio di Luigi Aloisio.
A darne notizia l’associazione che raggruppa le imprese dell’indotto, Aigi che ha incontrato oggi i responsabili dell’istituto bancario. Secondo quanto emerso dal confronto, “la banca ha espresso la volontà di riconoscere i crediti vantati dalle imprese che, pian piano, stanno tornando a lavorare – spiega il presidente Aigi, Fabio Greco – In sostanza, il Medio Credito Centrale valuterà e cercherà di sostenere tutte le aziende”, valutando anche quelle con crediti al di sotto delle soglie finora fissate, riponendo così fiducia nelle misure varate dal Governo, che puntano a risollevare le imprese. “L’indotto resta al fianco dei Commissari Straordinari- ha concluso Greco”.
L’Aigi: “Abbiamo fiducia nel governo” Servizio di Alessandra Martellotti
Questa mattina presidio di un gruppo di lavoratori davanti al varco imprese dello stabilimento siderurgico Questa mattina presidio di un gruppo di lavoratori dell’appalto multiservizi al varco imprese dell’ex ilva. Chiedono di poter tornare a lavorare. Sono in cassa integrazione e temono il licenziamento collettivo. “Senza lavoro non c’e’ futuro” scrivono su alcuni manifesti. La protesta potrebbe esplodere in quanto hanno saputo che l’adi starebbe richiamando i dipendenti diretti dalla cassa integrazione per svolgere i lavori dell’indotto.

Purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare È morto il lavoratore dell’indotto dell’ex Ilva, Gea power, caduto questa mattina, 2 marzo, nell’area agglomerato,

lavoro L’azienda De Pasquale ha rassicurato che gli stipendi verranno pagati già nelle prossime ore. Fino ad allora rimane lo stato di agitazione Sospeso lo

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