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“In tanti anni non ci ha ascoltato nessuno. Vogliamo risposte. No all’ennesimo Governo che viene qui a Taranto a prenderci in giro” dicono gli operai Servizio: Annamaria Rosato

Attesa per l’incontro a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati Servizio di Alessandro Miglietta

La richiesta è l’immediata convocazione di un tavolo tecnico Servizio: Grazia Rongo Riprese: Orazio Corbacio; montaggio: Maria Cristina Quintale

Si è discusso della situazione indotto ex Ilva Servizio di Francesco Iato; interviste a Michele Emiliano, pres. Regione Puglia; Fabio Greco, pres. Aigi;

Il governatore pugliese ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Servizio di Annamaria Rosato

Scritta sulla statale 100. Imprese temono di perdere 140 milioni “Benvenuti a Taranto, la città dei due bidoni di Stato”. E’ la scritta che campeggia su uno striscione che l’associazione Aigi, a cui aderisce l’80% delle imprese che lavorano con l’ex Ilva, ha issato sul cavalcaviadella statale 100 Taranto-Bari in corrispondenza dello stabilimento siderurgico. Una ulteriore iniziativa di protesta che si aggiunge ai sit-in davanti alle portinerie e al blocco delle attività in atto da diversi giorni per invocare misure concrete a tutela dei crediti vantati nei confronti di AdI, che ammonterebbero ad almeno 140 milioni di euro. Ieri gli imprenditori, in occasione dell’ispezione in fabbrica dei commissari di Ilva in As (interrotta dopo che l’azienda ha negato i dati sulla produzione), si sono presentati davanti alla direzione con bidoni di plastica vuoti con impresse le date del 2015, anno del primo commissariamento che comportò la perdita di crediti per 150 milioni, e del 2024 che dovrebbe segnare un nuovo ricorso all’amministrazione straordinaria. Gli imprenditori temono il “secondo bidone di Stato”: per questo Aigi ha convocato un’assemblea degli associati “per analizzare le ultime vicende ed assumere decisioni consequenziali che potrebbero persino sfociare in azioni estreme come la chiusura delle aziende. Decisioni che allo stato risultano inevitabili e che purtroppo determineranno conseguenze drammatiche per tutto il territorio ionico”. L’associazione riferisce di avere avuto ieri una “riunione tecnica” con ladelegazione dei commissari di Ilva in As e di aver anche “risposto alla richiesta di maggiori chiarimenti avanzata dallo Spesal della Asl con riferimento alla sospensione delle forniture di beni e servizi attuata dalle aziende dell’indotto”, precisando di essersi “limitata a comunicare ad AdI la decisione della maggior parte delle associate di sospendere l’esecuzione dei contratti in forza di quanto previsto dall’articolo 1460 del codice civile, specificando l’inadempienza del committente rispetto agli ordini già evasi”.

Tra le misure previste: accesso al Fondo di garanzia PMI, disposizioni per contenere i tassi di interesse sui finanziamenti, pre-deducibilità dei crediti delle imprese Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

I commissari straordinari attesi nel siderurgico di Taranto tra il 2 e 5 febbraio Servizio di Annamaria Rosato

Intanto a Taranto continua la protesta delle aziende dell’indotto L’ispezione dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria nello stabilimento di Taranto diAcciaierie d’Italia inizierà il 2 febbraio. Nei giorni scorsi il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva sollecitato un intervento di Invitalia e dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria al fine di garantire la continuità produttiva. 

“Non consenta che Taranto sia lasciata sola” servizio Annamaria Rosato

Annunciati per lunedì corteo e manifestazione davanti al siderurgico. Allarme dei sindacati: “C’è rischio chiusura” Servizio di Annamaria Rosato

Non si ferma la protesta dei lavoratori dopo le rassicurazioni del Governo Servizio di Annamaria Rosato

Il numero dei lavoratori costretti a fermarsi è però destinato ad aumentare Sono attualmente tra i 400 e i 500 i lavoratori dell’indotto di Acciaierie d’Italia a Taranto, per i quali le imprese hanno fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria. “Ad un primo stock di 200 dei giorniscorsi, si è aggiunta la Semat Engineering con altri 240. Se poi anche le altre realTà apriranno alla cassa integrazione, chiaramente il numero è destinato a salire, poiché ciascuna azienda va dai 60 agli 80 dipendenti”. Lo affermano Davide Sperti e Mimmo Amatomaggi della Uilm, che riassumono così la situazione delle imprese appaltatrici del siderurgico, strette tra mancati pagamenti, ordini di lavoro scarsi e prospettive molto incerte. Alcune aziende avrebbero difficoltà a garantire il pagamento degli stipendi di dicembre. La preoccupazione maggiore però è legata al varo dell’amministrazione straordinaria da parte del governo, che di fatto annullerebbe – anche se provvisoriamente – tutti i crediti vantanti dall’indotto nei confronti di Acciaierie d’Italia, che ammontano a 120 milioni di euro.

L’incontro si svolgerà mercoledì prossimo a Roma I ministri Urso e Calderone hanno convocato per mercoledì prossimo i rappresentanti sindacali delle aziende dell’indotto dell’ex Ilva per un aggiornamento sulla situazione. Un incontro, si legge nella nota, che servira’ a predisporre ulteriori misure dopo quanto previsto dal decreto recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri a sostegno delle aziende e dei lavoratori.

L’esito della videoconferenza col ministro non soddisfa i rappresentanti delle associazioni. Casartigiani conferma il presidio C’è l’impegno del governo a tutelare le imprese dell’indotto ex Ilva che vantano crediti nei confronti di Acciaierie d’Italia. E’ quanto avrebbe detto il ministro delle imprese e del made in italy Adolfo Urso, durante il confronto in videoconferenza con le associazioni rappresentanti delle aziende fornitrici edell’indotto di Acciaierie d’Italia. Alla riunione ha partecipato anche il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone. Tuttavia l’incontro in videoconferenza non ha soddisfatto le associazioni. il presidio di Casartigiani continua davanti alla portineria C mentre le imprese dell’indotto di Aigi hanno rimosso il blocco ma, a breve, verranno comunicate nuove e clamorose forme di protesta.

Corteo e blocchi stradali lungo le principali arterie cittadine A Taranto si alza il livello della protesta dell’indotto. Da questa mattina la citta’ e’ completamente paralizzata. Le imprese che lavorano con l’ex Ilva invocano garanzie sul pagamento dei crediti maturati, circa 120 milioni di euro, temendo che possano svanire con il ricorso all’amministrazione straordinaria. Un corteo con auto e camion e’ partito dalla portineria c dello stabilimento, dove era in corso un presidio, dirigendosi verso il centro provocando diversi blocchi stradali e rallentamenti al traffico sulla statale 106 ionica e sulla statale Appia. A Taranto intanto e’ arrivato questa mattina il ministro Calderone che sta partecipando ad un incontro in video call con il collega Urso e i rappresentanti delle varie associazioni che rappresentano le imprese dell’indotto, prima tra tutte l’Aigi che raggruppa circa l’80 per cento delle ditte appaltatrici. L’Aigi chiede il pagamento tutte le fatture emesse fino al 31 dicembre del 2023 e la stesura di un piano industriale che garantisca la continuita’ produttiva.

Dura presa di posizione delle associazioni delle imprese alla vigilia dell’incontro col ministro Urso Servizio di Annamaria Rosato

A partire dalle ore 6,00. Le aziende temono di non essere pagate se scatterà il commissariamento Servizio di Matteo Spada Montaggio Ivan Ciavarella

I rappresentanti delle associazioni dell’indotto, sono stati ascoltati alla Camera dalla Commissione Difesa sulla futura gestione dell’Arsenale Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Intervista: Fabio Greco, Pres. A.I.G.I.

In corteo tir e autogru dalla portineria c del siderurgico alla Prefettura Tensione alle stelle a Taranto dove stanno protestando circa 800 tra imprenditori dell’indotto  dell’ex Ilva aderenti all’Aigi e loro collaboratori.  Questa mattina dal piazzale antistante la portineria c, è partito il corteo di protesta diretto alla Prefettura dove è previsto l’arrivo intorno alle 13. Massiccia presenza di mezzi tra tir, autogru e camion. Sotto accusa il possibile ricorso all’amministrazione straordinaria. “Un secondo bidone di stato – secondo l’associazione degli imprenditori- che replicherebbe quanto già accaduto nel 2015 che è costato all’indotto tarantino ben 150 milioni di euro. L’ennesima amministrazione straordinaria non consentirebbe i tempi tecnici per la ripresa e metterebbe in ginocchio tutte le imprese”.  tutto questo mentre a Roma, sotto la sede del ministero delle imprese, si riunisce il coordinamento sindacale di Fim, Fiom e Uilm di Acciaierie d’Italia. 

Regione Puglia: vertice Emiliano-Aigi

Si è discusso della situazione indotto ex Ilva Servizio di Francesco Iato; interviste a Michele Emiliano, pres. Regione Puglia; Fabio Greco, pres. Aigi;

Ex Ilva, il 2 febbraio l’ispezione dei Commissari

Intanto a Taranto continua la protesta delle aziende dell’indotto L’ispezione dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria nello stabilimento di Taranto diAcciaierie d’Italia inizierà il 2 febbraio.

Ex Ilva, sale la protesta

Annunciati per lunedì corteo e manifestazione davanti al siderurgico. Allarme dei sindacati: “C’è rischio chiusura” Servizio di Annamaria Rosato

Taranto, protesta l’indotto ex Ilva

Corteo e blocchi stradali lungo le principali arterie cittadine A Taranto si alza il livello della protesta dell’indotto. Da questa mattina la citta’ e’ completamente

Roma: audizione su Arsenale Taranto

I rappresentanti delle associazioni dell’indotto, sono stati ascoltati alla Camera dalla Commissione Difesa sulla futura gestione dell’Arsenale Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di

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