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L’ipotesi di reato di omicidio colposo potrebbe essere aggravata dalle condizioni ambientali e di sicurezza in cui Zantonini stava lavorando. E’ indagato per omicidio colposo il titolare della società di vigilanza per cui lavorava il brindisino Pietro Zantonini, 55 anni, morto la notte tra l’8 e il 9 gennaio scorsi mentre lavorava nel cantiere della pista da bob di Cortina D’Ampezzo. La notizia è stata riportata dal Corriere delle Alpi. Si tratta di Michele Grassi, a capo della SS Security & Bodyguard di Belluno. L’ipotesi di reato potrebbe essere aggravata dalle condizioni ambientali e di sicurezza in cui Zantonini stava lavorando. Si era sentito male mentre controllava l’area del cantiere, giro che doveva effettuare ogni due ore, riparandosi nelle pause in una cabina senza adeguato riscaldamento. La notte in cui morì la temperatura era scesa a -12. L’uomo aveva telefonato ad alcuni colleghichiedendo aiuto, ma quando il 118 è giunto sul posto non c’era nulla da fare.L’autopsia ha indicato come causa del decesso un evento cardiaco acuto, ma è incerto il nesso tra la morte e le condizioni di lavoro. La famiglia aveva presentato una denuncia alla Procura di Belluno.

L’uomo è indagato con l’accusa di omicidio stradale aggravato. È risultato positivo all’alcol test l’uomo alla guida della Maserati che, il 9 gennaio, ad Alessano, si è scontrato contro l’auto guidata da Giuseppe Turano, morto sul colpo. L’uomo è indagato con l’accusa di omicidio stradale aggravato. La vittima aveva 47 anni ed insegnava matematica in una scuola di Specchia. La sera dell’incidente aveva comprato le pizze ad Alessano e stava tornando a casa da moglie e figli. L’incidente è accaduto sulla statale 275.

La vicenda in una cittadina dell’hinterland di Brindisi E’ finito sotto indagine un 17enne del Brindisino, accusato di aver diffuso un video a contenutosessualmente esplicito che ritraeva una 14enne. Video registrato, secondo la denuncia della minore, senza il suo consenso. La ragazza, residente nell’hinterland di Brindisi, si e’ rivolta alla Questura dopo aver saputo dell’esistenza del filmato, comparso in alcune chat pochi giorni dopo un rapporto intimoavuto con il giovane. L’indagato avrebbe inoltre minacciato la 14enne, intimandole di non sporgere denuncia. I fatti risalgono all’estate dello scorso anno. Sulla vicenda indaga la Procura per i minorenni di Lecce. Gli inquirenti stanno verificando se altri coetanei possano aver partecipato alla diffusione del video.

Il giovane, residente nel barese, è coinvolto in un’indagine coordinata dalla Procura di Torino Un 17enne della provincia di Bari è finito sotto inchiesta con l’ipotesi di pornografia minorile. Il giovane è stato coinvolto in un’ampia indagine, condotta dalla procura di Torino su scala nazionale e poi delegata a Bari per competenza. La polizia postale è risalita all’adolescente sulla base di un nickname, a lui riconducibile, comparso in una chat del giugno 2024 in cui si condivideva materiale proibito.Gli investigatori hanno sequestrato un iPhone, due sim card e due PlayStation, al fine esaminare il contenuto dei supporti informatici. È in corso una consulenza tecnica affidata dal pubblico ministero della procura per i minorenni Raffaella De Luca.

L’uomo è accusato di tentata violenza sessuale aggravata e continuata, corruzione di minorenni e adescamento. Tre le presunte vittime

Un 22enne di Locorotondo era stato fermato durante un sit-in pro Palestina Il giudice del Tribunale di Bari Luna Calzolaro ha revocato gli arresti domiciliari ad un 22enne di Locorotondo, fermato dai poliziotti sabato scorso dopo una manifestazione pro Palestina avvenuta sabato scorso vicino corso Cavour. Il ragazzo risponde di violenza a pubblico ufficiale e lesioni, per aver lanciato un fumogeno acceso verso due poliziotti. Il giovane ha negato di aver voluto ferire gli agenti, spiegando invece di aver utilizzato il fumogeno per sensibilizzare i presenti al tema della guerra. Oltre a lui c’erano altri ragazzi che, con i volti truccati, stavano mettendo in scena un piccolo spettacolo teatrale. L’udienza è stata poi aggiornata al prossimo 9 settembre.

Deve rispondere di omicidio stradale e interruzione colposa di gravidanza La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati l’uomo di 65 anni rimasto coinvoltonell’incidente stradale avvenuto la sera di venerdì scorso sulla provinciale 13, la Andria-Bisceglie all’altezza di Trani, in cui sono morte Rosa Mastrototaro, di 63 anni, e sua figlia, Margherita Di Liddo, di 32 anni, al settimo mese di gravidanza, entrambe di Bisceglie. L’uomo, rimasto ferito, deve rispondere di omicidio stradale e interruzione colposa di gravidanza. La magistratura ha anche disposto l’autopsia sulle vittime:l’incarico, con ogni probabilità, sarà conferito mercoledì prossimo. Nell’impatto tra la Lancia Y con a bordo la 63enne e sua figlia, e una Mazda grigia è rimasto ferito anche Natale Di Liddo, marito e padre delle donne, che si trova in ospedale ma non in pericolo di vita. Le indagini degli agenti della polizia locale di Trani dovranno ricostruire l’esatta dinamica dello scontro. Al momento, si ipotizza che laMazda, che procedeva da Bisceglie verso Andria, avrebbe invaso la corsia opposta travolgendo l’auto con a bordo le vittime.

Il ragazzo alla guida dell’auto, che si è scontrata con il mezzo compattatore dei rifiuti, è risultato positivo all’alcol test C’è un indagato per omicidio stradale aggravato nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente verificatosi all’alba di giovedì scorso sulla Strada statale 275 all’altezza di San Dana, frazione di Gagliano del Capo nel Salento, in cui ha perso la vita un operaio della nettezza di urbana, Cosimo Bello, di 28 anni. La vittima era a bordo di un mezzo compattatore, guidato da un collega, che, per cause in corso di accertamento, si è scontrato con una Kia Sportage. Il conducente dell’auto, un 20enne di Gagliano del Capo, è risultato positivo al test alcolemico.

Un 23enne è indagato dalla Procura di Lecce per violenza sessuale di gruppo Insieme a un amico, ancora da identificare, avrebbe abusato di una 14enne. Per questo un giovane di 23 anni è indagato dalla procura di lecce per violenza sessuale di gruppo. I fatti risalgono al settembre dello scorso anno. Le indagini sono partite dopo la confessione della vittima a un ragazzo conosciuto diversi mesi dopo la violenza, periodo durante il quale la 14enne avrebbe compiuto atti di autolesionismo.

Si tratta del conducente dell’auto sulla quale viaggiava Francesco Damiani. Il giovane è attualmente in coma farmacologico Il pubblico ministero di Bari Silvia Curione ha iscritto nel registro degli indagati un ragazzo di 18 anni, attualmente in coma farmacologico, che guidava l’auto sulla quale viaggiava il coetaneo Francesco Damiani, il ragazzo morto nella notte fra domenica e lunedì in seguito all’incidente stradale avvenuto fra tra via Di Cagno Abbrescia e via Ballestrero. Il magistrato attende gli esiti degli esami tossicologici che sono stati effettuati sia sulla vittima che sugli altri quattro ragazzi a bordo dell’auto. Non andavamo ne piano ne veloce”, avrebbe riferito uno dei giovani sopravvissuti all impatto. Stando ad una prima ricostruzione l’auto, per motivi ancora tutti da accertare, è uscita fuori strada e si è ribaltata più volte . Damiani è morto subito dopo essere arrivato all’ ospedale Di Venere, due ragazzi sono in rianimazione al Policlinico mentre gli altri hanno solo ferite lievi.

Il decesso risale al 26 maggio scorso. Dubbi su ricostruzione

Si tratta dell’amministratore della palazzina, di proprietà di Arca Nord Salento. A breve potrebbero essercene altri Servizio Grazia Rongo

L’assessore al bilancio del comune di Bari, Alessandro D’Adamo, è tra gli indagati dell’inchiesta Eppo (Procura europea) per truffa ai danni dello Stato in relazione ai fondi per il programma Garanzia Giovani. Per questo motivo D’Adamo è stato perquisito insieme a sua sorella Annalisa, nelle operazioni d’indagine che riguardano l’associazione Kronos, riconducibile proprio ai due fratelli. Il fascicolo è relativo alle ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture per operazioni inesistenti per fatti commessi a Bari dal 2019 al 2022. Il sindaco Decaro, appena venuto a conoscenza del coinvolgimento del suo assessore nelle indagini, ha disposto la revoca dell’incarico.

E’ il collega con cui si è scontrato nel centro prove Porsche, domani sarà effettuata l’autopsia Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

E’ uno dei passaggi choc dell’interrogatorio a cui è stato sottoposto Luigi Roberto Caracciolo, il 56enne di Corigliano d’Otranto indagato dalla Procura per aver occultato in casa il corpo dell’anziano padre defunto, per incassare la pensione “Mio padre si trova in Svizzera, quel corpo non è il suo” . E’ uno dei passaggi choc che emerge dall’interrogatorio a cui nella giornata di ieri è stato sottoposto in Procura Luigi Roberto Caracciolo, il 56enne di Corigliano d’Otranto indagato dalla Procura per aver occultato in casa per più di un anno il corpo dell’anziano padre defunto, per incassare la pensione. L’uomo, assistito dal proprio legale difensore è stato ascoltato dal pm inquirente Luigi Mastroniani, a cui avrebbe riferito che il padre Antonio è ancora vivo e che si trova in Svizzera da alcuni parenti. Quanto aveva detto nell’immediatezza della scoperta del corpo ormai scheletrizzato avvolto con delle coperte su una brandina con accanto dei ventilatori accesi. Il 56enne ha anche confermato di aver prelevato i soldi della pensione del genitore credendolo in vita e perché a suo dire lo stesso lo aveva delegato. Una ricostruzione ritenuta inattendibile dagli inquirenti. Nel corso dell’accertamento autoptico, da dove non sono emersi segni di violenza, sono stati effettuati prelievi per l’identificazione genetica

L’incidente avvenuto in un garage, a Bari. Si indaga per omicidio colposo, verifiche in corso anche su eventuale prestazione in nero C’è un indagato per omicidio colposo per la morte dell’operaio 78enne che ieri ha perso la vita, a Bari, mentre lavorava all’impianto antincendio di un garage privato nel quartiere “Picone”. Si tratta del titolare del box che è stato iscritto, dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, nel registro degli indagati. Contestualmente si indaga anche sulle condizioni di lavoro della vittima e sull’ipotesi che il 78enne operasse in nero. E anche in questo caso le indagini si concentrano sul committente del lavoro, ovvero sul proprietario del box. La Procura ritiene accertata la dinamica dell’incidente, tanto da non disporre l’autopsia. Il malfunzionamento di una bombola e la fuoriuscita del gas non infiammabile ad altissima pressione, avrebbe causato uno spostamento d’aria che ha poi provocato la caduta e la morte dell’uomo.

Lo avrebbe rivelato agli inquirenti la madre della vittima. Servizio di Pamela Spinelli

Pornografia minorile: indagato 17enne

Il giovane, residente nel barese, è coinvolto in un’indagine coordinata dalla Procura di Torino Un 17enne della provincia di Bari è finito sotto inchiesta con

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