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grano duro

Restano, tuttavia, alcuni fattori di fragilità. Buone prospettive per la campagna 2025-2026 del grano duro: la produzione dovrebbe riportare i volumi nazionali intorno alle 3,8 milioni di tonnellate, con un aumento del 5% circa rispetto alle 3,6 milioni di tonnellate della scorsa annata. Il superamento del deficit idrico che ha penalizzato negli ultimi due anni Puglia e Basilicata rappresenta un segnale rilevante anche in chiave strutturale. Permangono tuttavia alcuni fattori di fragilità: dalla progressiva riduzione degli investimenti agronomici per via dei costi, alla diffusione di fitopatie nel Mezzogiorno, anche in relazione al minore utilizzo di semente certificata, fino alle incertezze sul piano qualitativo, in particolare per quanto riguarda il contenuto proteico. La vulnerabilità agli stress climatici e i costi della difesa fitosanitaria sono i principali fattori che oggi pesano sulla redditività della cerealicoltura italiana, motivo per il quale il Crea (Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali) di Foggia punta sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) per intervenire sui cereali a paglia con strumenti di editing genomico di precisione.

Riflettori accesi su nuove sfide del mercato e filiera agroalimentare Servizio di Stefania Rotolo riprese di Massimo D’Olimpio intervista a Marina Mastromauro, Pastificio Granoro SrlCav. Vincenzo Divella, Divella Spa

La regione resta la prima produttrice italiana di grano duro. Lo certifica il primo bilancio della campagna cerealicola della CIA Servizio di Pietro Loffredo Intervista a Nicola Cantatore, direttore CIA Foggia

Lo stato di sofferenza riguarda in modo diretto quasi 6.900 aziende Nel 2022 la produzione di grano duro in Puglia è stata la più bassa degli ultimi 10 anni. Secondo l’osservatorio della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, si è attestata a 759mila tonnellate, quasi la metà rispetto all’annata record del 2016. Con la produzione sono calate le rese per ettaro, ed anche le quotazioni del grano sono diminuite. In Puglia lo stato di sofferenza riguarda in modo diretto quasi 6.900 aziende, attive nel settore cerealicolo. Un problema che la Cia porterà all’attenzione del ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, in occasione del Durum day, in programma a foggia il 17 maggio.

E’ l’obiettivo di un progetto di ricerca legato alle produzioni autoctone pugliesi Intervista: Graziano Coscia, sindaco di Carlantino Pasquale De Vita, dir. CREA Foggia Servizio Pietro Loffredo  

La Puglia si conferma granaio d’Italia

La regione resta la prima produttrice italiana di grano duro. Lo certifica il primo bilancio della campagna cerealicola della CIA Servizio di Pietro Loffredo Intervista

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