
Mafia e Politica, nove anni a Giacomo Olivieri
L’avvocato barese, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è stato riconosciuto responsabile anche dell’ipotesi di estorsione Condanna a 9 anni di carcere per

L’avvocato barese, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è stato riconosciuto responsabile anche dell’ipotesi di estorsione Condanna a 9 anni di carcere per Giacomo Olivieri, uno in meno rispetto quanto aveva chiesto la Dda per l’ex consigliere regionale accusato di voto di scambio politico mafioso per aver stretto accordi con soggetti ritenuti vicini ad ambienti della malavita barese per far eleggere la moglie Maria Carmen Lorusso – poi diventata consigliere comunale a Bari – in occasione delle amministrative del 2019. L’avvocato barese, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è stato riconosciuto responsabile anche dell’ipotesi di estorsione. Al momento della lettura del dispositivo Olivieri non era presente in aula. La difesa ha già annunciato il ricorso in appello. In tutto sono 103 gli imputati condannati dal gup Giuseppe De Salvatore. Fra questi sono stati inflitti 11 anni a Savino Parisi ed Eugenio Palermiti; 14 anni a Tommaso Lovreglio; 5 anni a Gaetano Strisciuglio; 8 anni e 4 mesi a Donato De Tullio; 14 anni a Filippo Mineccia; 5 anni a Bruna Montani; 4 anni e 4 mesi a Michele Nacci; 7 anni ad Antonino Palermiti; 10 anni a Giovanni Palermiti; 7 anni e 4 mesi a Nicola Parisi; 14 anni e 8 mesi a Radames Parisi; 9 anni a Tommy Parisi. Linda Cappello
Respinta la richiesta di tornare a Bari dell’ex consigliere regionale arrestato nel febbraio 2024 nell’inchiesta “Codice interno” Resta agli arresti domiciliari a Parabita, in provincia di Lecce, Giacomo Olivieri , l’ex consigliere regionale pugliese, arrestato il 26 febbraio 2024 nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno” sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari. In manette finirono 130 persone, tra le quali soggetti ritenuti appartenenti o contigui al clan Parisi-Palermiti attivo nel quartiere Japigia. Il gup Giuseppe De Salvatore, davanti al quale si sta svolgendo il processo in abbreviato ad Olivieri e ad altri 107 imputati, ha respinto la richiesta dei suoi avvocati, Gaetano e Luca Castellaneta, di consentire all’ex consigliere regionale di scontare i domiciliari a Bari, dalla moglie e dai due figli minorenni. La richiesta si basava sulla necessità, per Olivieri, di rimanere vicino ai suoi figli, che ora può vedere solo una volta a settimana. Per Olivieri la Dda di Bari ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione. Anche sua moglie, Maria Carmen Lorusso, è coinvolta nella stessa inchiesta ed è a processo con rito ordinario. Secondo l’accusa, nel 2019 Olivieri avrebbe raccolto i voti di tre clan mafiosi di Bari per consentire l’elezione al consiglio comunale di Lorusso, poi effettivamente avvenuta. Olivieri, rimasto in carcere per 13 mesi, si trova ai domiciliari dalla fine marzo.
L’ex consigliere regionale, arrestato il 26 febbraio 2024 nel blitz Codice Interno con l’accusa di voto di scambio, è ora ai domiciliari a casa del fratello a Parabita Servizio di Linda Cappello montaggio di pasquale Realmonte
Gli avvocati dell’ex consigliere regionale accusato di aver chiesto voti alla criminalità al gup:”A Bari non esiste un rapporto politico-mafioso accertato” Servizio di Linda Cappello
Ammesse solo le conversazioni con De Tullio e una cliente. Il 26 marzo nuova udienza con l’esame della polizia giudiziaria
La richiesta riguarda l’ex consigliere regionale accusato di voto di scambio politico mafioso, con il vitalizio da 5mila euro
L’ex consigliere regionale, in carcere da febbraio scorso, è accusato di aver procacciato preferenze per la moglie, candidata consigliera al Comune di Bari nel 2019, attraverso favori e regali a esponenti di tre diversi clan Servizio di Linda Cappello montaggio di Leonardo Tribuzio
Emergono nuovi particolari dall’inchiesta sulla compravendita di voti alle elezioni di Bari nota come “Codice Interno” Servizio di Linda cappello montaggio di Giacinto Candela
La procura deposita nuovi atti nel processo Codice Interno Servizio di Linda Cappello
L’ex consigliere regionale ha cercato di chiarire i rapporti con i soggetti indicati nelle contestazioni Breve viaggio a Bari per l’avvocato Giacomo Olivieri, detenuto a Lanciano perché coinvolto negli arresti del 26 febbraio scorso per l’inchiesta Codice Interno sul voto di scambio politico-mafioso. Ieri pomeriggio si è tenuto l’interrogatorio in Procura richiesto dallo stesso Olivieri, il quale ha cercato di chiarire i rapporti con i soggetti indicati nelle contestazioni. L’ex consigliere regionale si è reso disponibile a rendere ulteriori chiarimenti sulle altre circostanze.

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Respinta la richiesta di tornare a Bari dell’ex consigliere regionale arrestato nel febbraio 2024 nell’inchiesta “Codice interno” Resta agli arresti domiciliari a Parabita, in provincia

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