
Benzina quasi a 3 euro: follia a un distributore a Copertino
Le auto in coda sono esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi Dimenticate i listini standard e la
Le auto in coda sono esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi. Dimenticate i listini standard e la solita fluttuazione di pochi centesimi. A Copertino, lungo una delle arterie principali della città, i prezzi del carburante hanno rotto ogni barriera della logica: 2 euro e 65 al litro. Una cifra che lascia a bocca aperta non solo per l’entità del rincaro, ma per un’anomalia rara: non c’è alcuna differenza tra benzina e diesel. Entrambi inchiodati su una soglia che rende un pieno da 100 euro un’operazione quasi quotidiana. Ma basta osservare il movimento sul piazzale per capire che il vero business qui parla un’altra lingua. Mentre le pompe dei carburanti tradizionali restano deserte, immobili come monumenti al caro-vita, la fila vera è tutta per l’erogazione del metano. Le auto in coda sono lì quasi esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi. In un territorio come il Salento, dove l’auto non è un vizio ma l’unico mezzo per lavoratori, pendolari e piccoli imprenditori, un prezzo simile colpisce duramente il portafoglio e innesca un effetto domino insostenibile sui trasporti e sulle merci. Chi vive la zona, però, ha imparato a leggere tra le righe. Tra app per il confronto prezzi e il passaparola, gli automobilisti locali si guardano bene dal fare benzina in questo punto vendita, sapendo che a pochi chilometri non mancano alternative decisamente più comiche — o meglio, umane — per non restare a secco. di Matteo Bottazzo
. È stata chiusa al traffico questa mattina via Guinizzelli, non lontano dal centro di Andria, a causa di una fuga di gas. Sul posto agenti della polizia locale, vigili del fuoco e tecnici dell’Italgas per riparare la perdita causata da un automobilista che con la sua vettura ha colpito una condotta esterna e poi è fuggito senza lasciare tracce. Le forze dell’ordine stanno visionando le immagini di alcune telecamere di sicurezza della zona per rintracciare la persona che era alla guida del mezzo.
ALLARME GAS ILVA Sarebbe stata una conseguenza di manovre sbagliate durante le fasi di fermata condotte sull’impianto dell’Altoforno 4 dell’ex Ilva “La puzza di gas che ha invaso Taranto il 6 novembre scorso è stata una conseguenza di manovre sbagliate durante le fasi di fermata condotte sull’impianto dell’Altoforno 4 dell’ex Ilva”. A denunciarlo è Luciano Manna di Veraleaks, in seguito ad indagini e consultazioni riservate condotte dall’ambientalista. Una manovra non corretta avrebbe fatto arrivare l’azoto agli ugelli che si sono improvvisamente spenti provocando l’esplosione che si è avvertita alle 9 dello stesso giorno, dichiara Manna. Di conseguenza, il picco maggiormente segnalato dalla popolazione è stato alle 9.30. “È inammissibile che nessun ente di controllo si sia pronunciato in merito. Stessa cosa – dice ancora l’ambientalista – si è verificata ieri durante le fasi di riavvio dell’afo 4 quando, a causa di una manovra errata, è tornata la puzza di gas in città”. A causa di questa emissione sarà depositata una denuncia penale nei confronti dei gestori della fabbrica, commissari straordinari compresi.
Per la società l’origine degli odori è da ricercare altrove In riferimento all’odore di gas segnalato a Taranto, Italgas informa che a seguito di approfonditi controlli non è stata rilevata alcuna dispersione di gas nei propri impianti. Di conseguenza l’origine dell’odore è da ricercare in un’altra fonte non afferente agli impianti gestiti dalla società.
I lavori di messa in sicurezza sono terminati in serata Paura a Terlizzi per una pericolosa fuga di gas avvenuta durante i lavori di posa della fibra ottica. Bucata la condotta principale del metano. I vigili del fuoco hanno evacuato due palazzine con diverse famiglie residenti e staccato l’elettricità. I lavori di messa in sicurezza sono terminata in tarda serata, le famiglie hanno fatto rientro nelle abitazioni. Falso allarme incendio invece alla clinica Anthea di Bari: paura tra i pazienti che sono stati fatti uscire, ma si è trattato solo dell’attivazione di un sensore.
Entrambe sono ricoverate al Policlinico di Bari a causa delle gravi ustioni riportate Sono gravissime le condizioni della donna di 42 anni e della bimba di 11 rimaste feritenell’incendio sviluppatosi in seguito all’esplosione di una bombola di gas all’interno di un appartamento al piano terra di via San Vito a Corato. Hanno riportato ustioni che hanno una estensione tra il 60 e il cento per cento del corpo. Entrambe sono ricoverate nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari.La bimba è nata in Svizzera ma ha origini italiane. Era in vacanza in Puglia con i genitori ma lascorsa notte è rimasta a dormire a casa della 42enne. La donna avrebbe innescato involontariamente l’esplosione, dovuta ad una fuga di gas, accendendo la luce. Sull’accaduto indagano gli agenti di polizia assieme alla polizia locale.
La prima riunione del comitato tecnico è chiamato a trovare la quadra sul nodo del gas e a valutare se è percorribile la proposta della Regione Puglia di arrivare all’accordo sul polo DRI senza nave rigassificatrice L’obiettivo del governo è arrivare alla “completa decarbonizzazione” con l’attivazione in tre fasi di tre forni elettrici, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La decisione finale è attesa per il 31 luglio, quando è previsto al Mimit l’incontro conclusivo per la definizione dell’accordo di programma inter-istituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto. In attesa dell’intesa, lo ricordiamo, nei giorni scorsi è stata rilasciata la nuova aia, con 470 prescrizioni perché l’ex Ilva possa continuare a produrre acciaio a Taranto , approvata con il parere contrario degli enti territoriali. è comunque temporanea e verrà rivista a partire da agosto in base all’accordo di programma. A rendere ancora più calda la settimana che si apre, ci sono i tre giorni di assemblee dei lavoratori: il 22, 23 e 24 luglio, organizzati dai sindacati, rispetto alle questioni ambientali, occupazionali, sanitarie e industriali nell’ottica dell’avvio del processo di abbandono del fossile. Giovedì 24 è anche in programma al ministero del lavoro un nuovo incontro sulla cassa integrazione avanzata da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria per 4.050 dipendenti, di cui 3.500 nel sito di Taranto.
Aumenti in bolletta per la presunta restituzione del contributo. La Regione smentisce: conguaglio tra consumo stimato ed effettivo Servizio di Alessandro Boccia
Si tratta di un uomo di 62 anni Un uomo di 62 anni è rimasto gravemente ferito nell’esplosione causata da una fuga di gas avvenuta all’interno della sua abitazione ad Aradeo, in via Tevere. Sul posto carabinieri e vigili del fuoco. L’incidente è avvenuto mentre l’uomo era intento a sostituire la bombola di gas vicino al piano di cottura della cucina. La perdita accidentale di gas dalla bombola avrebbe quindi innescato una violenta fiammata che ha investito il 62enne: trasportato in codice rosso all’ospedale di Gallipoli, non è comunque in pericolo di vita. Nessun danno all’abitazione.
“Il tubo è intatto e non rischia di rompersi”. Nei prossimi mesi è prevista la manutenzione ordinaria. I No Tap: “L’avevamo previsto”
Giovedì ad Alessano i funerali di Pierpaolo Morciano, il 26enne deceduto domenica durante i festeggiamenti del suo compleanno Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Donato Colazzo
Feriti i componenti di una famiglia indiana. Indagini in corso Paura, a Ostuni, per l’esplosione di una piccola bombola di gas all’interno di un’abitazione in corso Garibaldi. All’interno dell’immobile, al momento della deflagrazione, c’erano i componenti di una famiglia indiana. Sono stati medicati sul posto dai soccorritori del 118, giunti insieme ai vigili del fuoco e agli agenti del Commissariato di Polizia.
L’assemblea di Acciaierie di Italia “resta aperta e si aggiorna a martedì prossimo”. “Oggi sono stati fatti passi avanti”. Lo si apprende da fonti vicine alla società che ha riunito l’assemblea in viale Certosa a Milano. Non filtra molto sull’ordine del giorno di oggi. Poche notizie, mentre sono molti i nodi da sciogliere al vaglio dell’assemblea sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, in mano al gruppo, che fa capo per il 62% ad Arcelor Mittal e per il 38% a Invitalia, società del ministero del Tesoro. Tra i temi da affrontare, le ventilate dimissioni del presidente Franco Bernabé, la questione della fornitura di gas per l’impianto di Taranto e la richiesta di 320 milioni per far fronte alle esigenze di produzione.
Taglio sospeso fino al 10 gennaio 2024 Fino al 10 gennaio l’ex Ilva continuerà a ricevere la fornitura di gas. Si allontana, almeno per ora, lo spettro dell’interruzione immediata per morosità. Con un’ordinanza cautelare il Tar della Lombardia ha confermato la sospensiva del blocco dell’erogazione disposta già a fine ottobre con un decreto monocratico del presidente Vinciguerra. La questione sarà nuovamente discussa in camera di consiglio il 10 gennaio.
Per limitarne le conseguenze bisogna tagliare i finanziamenti per espansione di gas, petrolio e carbone Servizio: Stefania RotoloRiprese e montaggio Massimo d’Olimpio Interviste: Angelo Bonelli Europa Verde; Enrico Galiano Greenpeace;
L’investimento punta a garantire prestazioni più puntuali, efficienti e sostenibili, attraverso un nuovo software installato da Sorgenia nell’impianto di gas naturale a ciclo combinato Intervista a: Claudio Moscardini, Direttore Generazione Ed Energy Management Sorgenia; Fabio Forghieri, Responsabile Sorgenia Modugno Servizio di Anna De Feo Riprese e montaggio di Orazio Corbacio
Non si registrano feriti. La situazione sta rientrando nella normalità Otto famiglie sono state evacuate la sera di domenica 28 maggio da una palazzina in via Vitantonio Sardelli, al rione Sant’Angelo a Brindisi, a causa di una sospetta fuga di gas. I vigili del fuoco, chiamati dai condomini, sono intervenuti sul posto provvedendo a far allontanare i residenti dello stabile e a mettere in sicurezza delle bombole di gas. Sul posto anche i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale. Non si registrano feriti. La situazione sta rientrando nella normalità.
Paura in via Oberdan a Taranto. L’incendio seguito alla deflagrazione è stato domato dai vigili del fuoco Una donna di 71 anni ha riportato ustioni alle mani ed al volto in seguito all’esplosione di una bombola di gas. L’esplosione ha poi ha provocato un incendio. E’ accaduto a Taranto, in un appartamento del terzo ed ultimo piano di uno stabile di via Oberdan al civico 25. La donna -che era sola in casa- è stata immediatamente soccorsa dai sanitari del 118 ed ora è ricoverata all’ospedale SS. Annunziata di Taranto. Le sue condizioni sono abbastanza gravi, anche se non corre pericolo di vita. Probabilmente verrà trasferita al centro grandi ustionati dell’ospedale Perrino di Brindisi o al Policlinico di Bari. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con un’autoscala per domare le fiamme. Analogo incidente si è verificato a Sava. L’esplosione di una bombola in un appartamento che -in quel momento- era vuoto. Gli abitanti erano usciti di casa qualche minuto prima.
Lo ha confermato il ministro dell’Ambiente a Baku C’è un”forte interesse dell’Italia al raddoppio della capacita’ di trasporto del Tap da 10 a 20miliardi di metri cubi l’anno”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezzaenergetica Gilberto Pichetto intervenendo alla IX Riunione ministeriale del Consiglio consultivo del corridoio meridionale del gas oggi a Baku. “L’obiettivo – ha spiegato il ministro- rientraperfettamente nella strategia che l’Italia sta mettendo in campo per contribuire sempre di piu’ alla diversificazione delle fonti energetiche che garantiranno la sicurezza dell’Italia anche inun ruolo di fornitore rispetto a molti altri paesi europei”.
Così il dirigente del Cnr in Commissione Ambiente ”Le trivelle nei nostri mari sarebbero comunque inutili perche’ estrarremmo gas insufficiente”. Lo ha detto in Commissione Ambiente del Consiglio regionale pugliese il dirigente del Cnr sulle acque, Vito Felice Uricchio. Si stima che dalle eventuali trivellazioni si potrebbero ottenere al massimo 32 miliardi e mezzo di metri cubi di gas. ”Un valore basso – spiega Uricchio – in quanto solo con il biometano ne possiamo produrre 10 miliardi l’anno ed e’ possibile raggiungere questi parametri in tempi brevi”. L’assessore all’Ambiente Maraschio ha ribadito il no alle nuove ricerche di idrocarburi nei mari pugliesi.

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