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frode fiscale

Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale. È scattato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 11 milioni di euro e di 7 immobili per imprese coinvolte in una frode fiscale per emissione di fatture false. Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani e vede coinvolte 36 imprese. L’illecito è di circa 18 milioni di euro. Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere l’esistenza di imprese come “scatole vuote”,prive di qualsivoglia struttura aziendale. Le fatture false venivano inizialmente accompagnate da un reale flusso di denaro, poi rimesso nella disponibilità di chi emetteva i falsi documenti fiscali e contabili. Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale ha assunto un ruolo fondamentale gestendo le fittizie assunzioni di dipendenti in capo alle imprese “cartiere”. Sequestrati anche 4 immobili in provincia di Milano e uno a Molfetta. Cessate anche 12 partite IVA.

Un cittadino di Agrigento a capo della truffa. Una presunta frode fiscale per oltre 35 milioni di euro che coinvolgerebbe oltre 200 imprese di cinque regioni italiane, tra cui anche la Puglia, che si sono avvalse di oltre 2.000 fatture emesse da sette società “cartiere”, inesistenti e intestate a prestanome. A scoprire il raggiro i militari della guardia di finanza di Agrigento. Nell’inchiesta sono indagate, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione, 18 persone e 13 società. Dietro la frode ci sarebbe la “regia unitaria” di un cittadino di Agrigento che tratteneva l’Iva delle fatture false, oltre a una “commissione”, variabile dal 5 al 14%, sugli importi indicati nei falsi documenti fiscali falsi. L’uomo è stato denunciato anche per autoriciclaggio. Durante una perquisizione gli sono stati sequestrati 305.000 euro in contati, con 225mila in banconote suddivise in mazzette, etichettate all’interno di sacchetti sottovuoto e nascoste in un’intercapedine di un sottoscala.

In atto perquisizioni e sequestri nei confronti di 87 persone e 4 società È interessata, tra le altre, anche la provincia di Taranto nell’operazione odierna della Guardia di finanza di Reggio Emilia. Sono in corso perquisizioni e sequestri nei confronti di 87 persone fisiche e 4 società. 179 gli indagati, indiziati di aver preso parte ad una organizzazione criminale dedita alla perpetrazione di reati tributari, tra cui frodi fiscali e indebita compensazione di crediti d’imposta per quasi 104 milioni di euro.

Attraverso società di fatto inesistenti avrebbero emesso fatture false per operazioni mai effettuate e attività solo di facciata Frode fiscale da 5 milioni di euro scoperta dalla guardia di finanza in provincia di Bari. Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di associazione per delinquere. Altre due sono destinatarie di misure interdittive. Gli indagati, attraverso società di fatto inesistenti avrebbero emesso fatture false per operazioni mai effettuate e attività solo di facciata. Avrebbero così evaso l’iva per milioni di euro. Avrebbero inoltre riciclato illecitamente proventi illeciti. Sequestrati a scopo preventivo circa 5 milioni di euro nei confronti di 17 persone. Si tratta dell’epilogo di una lunga indagine che ha individuato questo sodalizio criminale. Tra gli indagati ci sono anche quattro finanzieri e tre funzionari dell’Agenzia delle Dogane, accusati di aver violato le norme anti riciclaggio agevolando i prelievi di contanti. Nell’inchiesta della Procura di Bari coinvolti anche un direttore di banca e un dipendente delle poste. Uno dei dipendenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è coinvolto per aver ottenuto anche cene e un viaggio a Dubai in cambio di favori ad un imprenditore sottoposto a controlli doganali. Gli altri si sarebbero appropriati anche di bici elettriche, pannelli solari, materiale elettrico e vestiti passati al controllo nell’area portuale di Bari.  

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un imprenditore, coinvolti anche l’ex direttore dell’ufficio postale di Altamura e tre dipendenti dello stesso istituto Emissione ed utilizzo di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio. Sono i reati contestati a dieci persone, arrestate in queste ore dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bari. Quattro sono finite in carcere, altre sei ai domiciliari. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un imprenditore originario di Altamura, Nicola Abrescia, che attraverso le sue aziende operanti nel settore dei serramenti, degli infissi e degli arredi per esterno, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per l’ammontare di 17 milioni e mezzo di euro. Coinvolti anche l’ex direttore dell’ufficio postale di Altamura e tre dipendenti dello stesso istituto. Complessivamente sono indagate 19 persone fisiche e due società. Sequestrati beni per 5 milioni di euro.

Un meccanismo creato per truffare il fisco, con una struttura piramidale dove i vertici ottengono ricavi dal lavoro di altri Servizio Giuseppe Capacchione

Ad essere colpiti alcuni degli ottanta odontoiatri pugliesi e lucani, coinvolti in una serie di inchieste per evasione fiscale Servizio: Guglielmina Logroscino Interviste: Roberto Rossi, procuratore della repubblica di Bari; Gen Pasquale Russo, comandante provinciale gdf Bari Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

Intermediazione illecita di manodopera nel campo della logistica INTERVISTA: GEN. PASQUALE RUSSO, COMANDANTE PROVINCIALE GDF BARI Servizio Guglielmina Logroscino

Indagine nel settore dell’importazione di auto dall’estero Una frode fiscale da oltre 20 milioni di euro è stata scoperta dai finanzieri di Cerignola nel settore dell’importazione di autoveicoli dall’estero. Le fiamme gialle hanno avviato controlli nei confronti di due attività commerciali di Cerignola. Le imprese verificate, una ditta individuale ed una s.r.l., avevano omesso di presentare le prescritte dichiarazioni fiscali e non avevano conservato le scritture contabili obbligatorie, ostacolando la ricostruzione dei ricavi conseguiti. I finanzieri hanno esaminato i conti correnti delle imprese, eseguito controlli incrociati presso clienti e i fornitori e chiesto notizie agli organi collaterali esteri. La frode era allargata anche ad altri settori, come parti di ricambio di autoveicoli, il commercio di alimenti e bevande e di pellet da riscaldamento in totale evasione d’imposta. Oltre 20 milioni i ricavi non dichiarati e più di 2,5 milioni di I.V.A. non versata nelle casse dello Stato. Il titolare delle due attività commerciali è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Foggia, sotto sequestro 51autovetture e le disponibilità finanziarie rinvenute sui conti delle società e del loro titolare, per quasi 100.000 euro

Frode fiscale, 10 arresti ad Altamura

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un imprenditore, coinvolti anche l’ex direttore dell’ufficio postale di Altamura e tre dipendenti dello stesso istituto Emissione ed utilizzo di

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