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Un ricorso al tar in stand by pronto a partire se il Comune non accetterà la richiesta di convocazione di una Consultazione popolare. Torna a farsi sentire il comitato promotore del referendum abrogativo contro il potenziamento del filobus a Lecce bocciato e fermato dal Consiglio Comunale lo scorso febbraio nonostante la raccolta di oltre 7.000 firme. Per Palazzo Carafa un’ assunzione di responsabilità politica chiamata a decidere entro i prossimi 29 giorni, di restituire alla comunità cittadina leccese, il diritto democratico di pronunciarsi sul potenziamento di un’opera pubblica che da 20 anni divide la città e che oggi ne investe il prossimo futuro. Un mezzo di democrazia diretta rimarca il comitato, pronto ad accettare il risultato qualunque esso sia. Intervista a Carlo Salvemini (capo opposizione centrosinistra Palazzo Carafa)

Dopo l’ultimo consiglio comunale, si chiudono gli spazi per poter avanzare qualsiasi tipo di opposizione. Dopo il ko consiglio comunale inferto dalla maggioranza di centrodestra, crolla la speranza  per il comitato organizzatore di  ricorrere ad un referendum abrogativo sul progetto di ampliamento della rete del filobus su cui pende un maxi finanziamento ministeriale. Non essendo più gli atti di giunta oggetto di consultazioni referendarie, come approvato in assise, si chiudono gli spazi per poter avanzare qualsiasi tipo di opposizione. Residuale la possibilità di ricorrere al Tar, ipotesi che sarà valutata dai legali sulla base dei nuovi atti consiliari. Intanto il comitato manifesterà con un volantinaggio previsto per sabato prossimo in via Trinchese.

Il sindaco Adriana Poli Bortone: nessuna prova di forza Servizio di Stefania Congedo

Oltre 7mila, dovranno essere validate per il referendum Il comitato contrario all’incremento della filovia di Lecce ha consegnato al segretario generale del comune le 7274 firme con le quali si chiede l’abrogazione del progetto. Ora la commissione esaminatrice dovrà verificare il rispetto dei requisiti e dare una risposta nei tempi previsti. l progetto filobus ha sollevato da subito forti polemiche. I sostenitori lo vedono come un passo avanti per la mobilità sostenibile, per gli oppositori è solo un’infrastruttura invasiva e costosa.

Il comitato dei “no” esulta: raggiunto il primo traguardo per fermare l’ampliamento della rete A Lecce è stato centrato l’obiettivo delle 6mila firme necessarie per richiedere il referendum abrogativo della delibera di giunta che prevede il potenziamento del filobus. Esultano i promotori del comitato del “no” che raccoglie esponenti del centrosinistra e cittadini contrari al progetto, sostenuto invece dalla maggioranza di centrodestra a Palazzo Carafa. Il comitato continuerà la raccolta delle firme nei vari quartieri della città, secondo il calendario prestabilito.

L’iniziativa promossa da partiti, associazioni e cittadini, punta a raccogliere almeno 6mila adesioni per indire un referendum abrogativo  Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune Intervista a Carlo Salvemini, ex sindaco e consigliere comunale Lecce

Obiettivo dell’opposizione raccogliere seimila firme Servizio di Stefania Congedo;

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