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Sequestrati 8 apparecchi non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli A Taranto la Guardia di Finanza ha sciopero una maxi-evasione da oltre 2 milioni di euro nel settore dei giochi e divertimento. Nel mirino un’associazione culturale della città, in relazione all’utilizzo illecito di slot machine e giochi online, in grado di corrispondere ai giocatori vincite in denaro. Sequestrati 8 apparecchi non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, mentre due persone sono state segnalate. Quantificata in oltre 8,7 milioni di euro la base imponibile sottratta a tassazione.

Nel mirino l’attività di due circoli ricreativi Servizio Annamaria Rosato

Nonostante siano già detenuti in altri istituti del territorio nazionale, i provvedimenti sono diventati esecutivi dopo l’udienza d’Appello della Procura di Foggia I carabinieri di Foggia hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, coinvolte nella maxi evasione del carcere di Foggia avvenuta il 9 marzo 2020. Nonostante siano già detenuti in altri istituti del territorio nazionale, i provvedimenti sono diventati esecutivi dopo l’udienza d’Appello della Procura di Foggia al rigetto della richiesta di misura cautelare da parte del Gip del tribunale dauno.

In quell’occasione le cronache riportarono episodi di incendi, atti di violenza contro agenti della Polizia Penitenziaria, gravi danneggiamenti e disturbo della quiete pubblica La Procura della Repubblica di Foggia ha dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti detenuti, già agli arresti. I cinque, approfittarono della maxi rivolta del 9 marzo 2020 e della successiva evasione in massa dal carcere di Foggia di altri detenuti, per compiere devastazione e saccheggio all’interno dei locali della Casa Circondariale della città. In quell’occasione le cronache riportarono episodi di incendi, atti di violenza contro agenti della Polizia Penitenziaria, gravi danneggiamenti e disturbo della quiete pubblica anche all’esterno della struttura, quando alcuni fuggitivi tentarono di mettere più distanza possibile tra loro e le forze dell’ordine

Il 9 marzo del 2020 la maxi rivolta dei detenuti I Carabinieri di Foggia hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti detenuti che parteciparono alla maxi eversione dalla casa circondariale di Foggia, il 9 marzo del2020. I cinque sono già tutti detenuti in altre carceri italiane. Si tratta di provvedimenti divenuti esecutivi. I detenuti sarebbero stati protagonisti di vere e proprie azioni di devastazione e saccheggio all’interno della casa circondariale. In quella circostanza, vennero appiccati incendi all’interno della struttura carceraria, ci furono atti di violenza contro gli agenti della Polizia penitenziaria, gravi danneggiamenti eturbamento dell’ordine pubblico.

Il boss della mafia garganica è evaso il 24 febbraio scorso dal carcere di Nuoro Potrebbe nascondersi in Olanda o Germania Marco Raduano, il boss della mafia garganica evaso il 24 febbraio scorso dal carcere di Nuoro e tutt’ora ricercato in Italia e all’estero. In Nord Europa hanno trovato già rifugio altri esponenti della quarta mafia. Intanto l’8 marzo Raduano avrebbe dovuto essere presente al processo “Neve di marzo” davanti ai giudici della Corte d’Appello di Bari, udienza rinviata ad aprile per difetto di notifica ad uno degli accusati. Al processo mancava anche il suo braccio destro, Gianluigi Troiano, anche lui latitante. Intanto al carcere di Bardu ‘e Carros, da cui Raduano è fuggito, c’è stato il cambio al vertice: Amerigo Fusco, già comandante della casa di reclusione di Milano Opera, è subentrato a Francesco Dessi, sospeso per tre mesi dopo la clamorosa evasione.

Disavventura d’amore per un 43enne di Lecce. I Carabinieri lo hanno condotto in cella proprio mentre il giudice stava valutando un’istanza di scarcerazione Evade dai domiciliari per riconquistare la donna amata. Prende così la moto, con l’intento di percorrere oltre 40 chilometri per raggiungere il paese dell’ex compagna ma lungo la strada gli si fora una delle due ruote. Nel corso di successivi controlli viene smascherato e identificato dai Carabinieri. Per il 43enne leccese, protagonista della disavventura d’amore, si aprono così le porte del carcere. È ora sotto processo per evasione.L’uomo era ai domiciliari per spaccio. Nella stessa abitazione viveva inizialmente la compagna. Ma la donna, dopo un litigio, decide di lasciarlo per trasferirsi a casa dei genitori, a Minervino di Lecce.Il 43enne decide così di fare la bravata d’amore, rivelando anche ai Carabinieri la motivazione alla base dell’evasione. Una confidenza che però non ha intenerito i militari che lo hanno condotto in cella proprio mentre il giudice stava valutando un’istanza di scarcerazione.Ora l’uomo è finito sotto processo. La difesa ha avanzato richiesta di messa alla prova (che consentirebbe all’imputato di estinguere il reato senza alcuna condanna). Il Tribunale si pronuncerà, sull’istanza, nel corso della prossima udienza.

Intanto emergono particolari ancora più sconcertanti sulla sua fuga: l’uomo sarebbe riuscito a procurarsi la chiave per usciredal reparto di alta sicurezza Servizio di Maurizio Marangelli Montaggio di Maria Cristina Quintale

Il boss 40enne è ritenuto al vertice dell’omonimo clan garganico Servizio Matteo Spada

Ecco come il boss della mafia garganica è riuscito a fuggire dal carcere Le immagini catturano il momento in cui Marco Raduano, il boss di Vieste, si è calato dalla finestra ed è fuggito via dal carcere sardo di massima sicurezza in cui era detenuto

Si è calato con le lenzuola dal carcere di massima sicurezza sardo di Badu e Carros dov’era detenuto Servizio di Maurizio Marangelli

Verifiche Guardia di Finanza tra bar e ristoranti a Veglie I Finanzieri della Tenenza di Porto Cesareo hanno individuato un ristorante del luogo ed un bar operante nel comune di Veglie, entrambi risultati evasori totali per alcune annualità, non avendo ottemperato agli obblighi dichiarativi ai fini fiscali e al versamento delle imposte dovute. I controlli condotti dalle Fiamme Gialle hanno preso avvio da un’analisi di rischio e dalle risultanze delle banche in uso al Corpo, oltre che da elementi informativi raccolti sul territorio. Sono state, quindi, avviate specifiche attività ispettive che hanno permesso di ricostruire, attraverso l’esame della documentazione contabile, ricavi integralmente sottratti a tassazione per oltre 190.000 euro per il ristorante e per oltre 820.000 euro per il bar.

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