
Lecce, confermato ergastolo per gli assassini di Giovanni Caramuscio
Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma La Corte D’Assise d’Appello di Lecce ha confermato il
Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma La Corte D’Assise d’Appello di Lecce ha confermato il carcere a vita per Paulin Mecaj, 32 anni e Andrea Capone, di 29, entrambi di Lequile, già condannati all’ergastolo e all’isolamento diurno per un anno per l’omicidio di Giovanni Caramuscio, il 69enne direttore di banca in pensione ucciso durante un tentativo di rapina la sera del 16 luglio del 2021. Caramuscio quella sera era in compagnia di sua moglie e stava prelevando del denaro a uno sportello bancomat. Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma.
La vittima fu colpita a Copertino davanti al figlio Il pm Alberto Santacatterina ha chiesto la condanna all’ergastolo per Michele Aportone,il 72 enne di San Donaci accusato dell’omicidio di Silvano Nestola, il carabiniere in congedo di 45 anni, ucciso con quattro fucilate la sera del 3 maggio del 2021, mentre lasciava casa della sorella col figlio di undici anni, in contrada Tarantino, alla periferia di Copertino. Nel corso della requisitoria conclusasi da poco nell’ aula bunker davanti ai giudici della Corte d’ Assise di Lecce la Pubblica Accusa ha rimarcato la estrema gravità dell’omicidio contestando anche la premeditazione e i futili o abietti motivi . Il delitto sarebbe scaturito dall’imposizione di Aportone e della moglie alla relazione della figlia 37enne con Nestola. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 17 ottobre. Aportone era presente in aula seduto su una sedia a rotelle.
E’ stato condannato in via definitiva all’ergastolo Antonio De Marco, lo studente leccese di 23 anni che il 21 settembre del 2020 uccise l’arbitro leccese Daniele De Santis e la sua fidanzata Eleonora Manta con79 coltellate. Agli inquirenti ammise di averlo fatto perché erano troppo felici”. Non ci sarà un ulteriore ricorso in Cassazione per contestare la pena, questa la decisione presa dallo studente reo confesso presa di concerto con i suoi legali. Oggi tra l’altro, scadeva il termine per presentarlo.
Un agente della polizia penitenziaria del carcere di Taranto, è stato ferito al volto da un detenuto napoletano di 50 anni, recidivo, che sta scontando l’ergastolo. Il grave episodio si è verificato al secondo piano, nel nuovo padiglione della casa circondariale. Il poliziotto ha riportato la frattura della mandibola. Trasportato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, ne avrà per 30 giorni. L’episodio, ricorda il sindacato Sappe – è avvenuto ad una settimana dalla morte di due detenuti, di cui uno suicida, dal sequestro di una dottoressa e di una psichiatra da parte di due detenuti armati di lametta da barba. Secondo la Uilpa, il Ministero della Giustizia deve costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico degli autori delle aggressioni.

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