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Nella chiesa di Sant’Antonio l’ultimo saluto per Claudio Donnaloia. Per Domenico Lanzolla, il ricordo degli amici di via Sorcinelli: “Una persona buona, non meritava questa fine” Di Alessandra Martellotti

Iniziate anche le operazioni di scandagliamento dei fondali per ritrovare il relitto. Capitaneria di Porto in contatto costante coi familiari Proseguono incessantemente le ricerche degli ultimi due dispersi nel Golfo di Taranto, Antonio Dell’Amura e Pasquale Donnaloia. Questa mattina sono inziate le operazioni di scandagliamento dei fondali con il mezzo dei Vigili del fuoco, appositamente giusto da Roma. In perlustrazione le profondità del tratto di mare a un miglio dalle isole Cheradi per la ricerca del relitto. Il mezzo ha capacità di fotografare i fondali fino a 110 metri di profondità e in quel tratto siamo a 40-50 metri. Le ricerche delle due persone continuano invece nello stesso tratto in cui sono tornati a galla i corpi, prima di Claudio Donnaloia, lunedì scorso, poi di Domenico Lanzolla, ieri sera. “La ricerca è stata rimodulata alla luce del secondo ritrovamento – spiega il comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Rosario Meo – siamo concentrati sulla zona nella quale verosimilmente sono finiti anche gli altri due dispersi, trascinati dalle correnti di tramontana. Siamo in contatto telefonico costante con le famiglie, per supportarle e aggiornarle in tempo reale”.

Si tratta del corpo di Domenico Lanzolla.  Mancano all’appello ancora due persone. Si cerca anche l’imbarcazione. Si procederà con la perlustrazione dei fondali Di Alessandra Martellotti Intervista a Rosario Meo, comandante Capitaneria di Porto di Taranto Riemerge dal mare anche il corpo di Domenico Lanzolla. Aveva 60 anni il meccanico tarantino, che la mattina di domenica 29 giugno si è imbarcato con gli altri sul cabinato dell’imprenditore Antonio Dell’Amura, ancora disperso, così come Pasquale Donnaloia. Trovato lunedì pomeriggio il corpo del fratello di quest’ultimo, Claudio. Il corpo di Lanzolla è stato avvistato poco prima delle 20:00. Immediatamente è stato informato il comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Rosario Meo, impegnato al castello aragonese nelle celebrazioni per l’anniversario della fondazione del Corpo. Entrambi i cadaveri sono stati recuperati nello stesso tratto di mare

La scoperta della Capitaneria di Porto al largo di Policoro, nello stesso specchio acqueo in cui è stato trovato il corpo di Donnaloia Ritrovato un altro dei dispersi in mare a Taranto. Non si sa ancora di chi sia il corpo recuperato poco prima delle 20.00 nella stessa area di mare in cui è stato trovato due giorni fa Claudio Donnaloia, a largo di Policoro a 11 miglia dalla costa. A confermarlo il comandante provinciale della Capitaneria di Porto di Taranto Rosario Meo. Ne ha avuto notizia dai suoi uomini, impegnati nelle ricerche, mentre si trovava al castello aragonese per l’anniversario dalla nascita del corpo che rappresenta. In corso le operazioni. Seguirà il riconoscimento da parte dei familiari. 

È stato ritrovato un divanetto dell’imbarcazione. La procura apre le indagini. Intanto mancano all’appello altre 3 persone. Proseguono incessantemente le ricerche dei tre dispersi in mare. Recuperato il corpo di Claudio Donnaloia, si affievoliscono sempre più le speranze di trovare qualcuno in vita. La procura di Taranto intanto ha aperto le indagini, affidandole al pm Remo Epifani. Dopo il confronto col medico legale si potrebbe procedere con l’autopsia, ma dal primo esame cadaverico sembrerebbe che la morte sia avvenuta per annegamento. Potrebbe esserci stata un’ avaria al motore e la barca sarebbe finita in balia delle onde, alte anche 4 metri a causa del vento forte. A quel punto il cabinato sarebbe affondato

Era a 10 miglia dalla costa Una motovedetta della Guardia di Finanza ha rinvenuto il cadavere a 10 miglia al largo di San Vito, Nel golfo di Taranto (notizia in aggiornamento)

La quarta persona sarebbe il fratello di uno dei diportisti C’è una quarta persona tra i dispersi, il fratello di uno dei diportisti: sarebbe salito ieri mattina a bordo dell’imbarcazione di cui non si hanno notizie da domenica mattina. La figlia avrebbe denunciato la scomparsa solo in mattina perché l’uomo vive a Milano. Le altre persone disperse sono Domenico Lanzolla 60 anni, Antonio Dell’Amura, 61 anni, Claudio Donnaloia 73 anni e suo fratello Pasquale, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso con mezzi nautici sono incessanti.

Nessun avvistamento dei diportisti di cui non si hanno più notizie da oltre 16 ore Proseguono ininterrottamente a Taranto le ricerche di tre diportisti di cui non si hanno più notizie da oltre 16 ore. Si tratta di Domenico Lanzolla 60 anni, Claudio Donnaloia 73 anni e Antonio Dell’Amura, 61 anni, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso con mezzi nautici sono incessanti e sono andate avanti per tutta la notte. In mare ci sono motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza oltre ad un elicottero dell’aeronautica militare. Fino ad ora non ci sono stati avvistamenti, le ricerche si sono inoltrate fino a Campomarino ma niente e ora si stanno spostando verso Ginosa e Metaponto. I tre sono amici, hanno un’età compresa tra i 60 e i 70 anni, tutti considerati esperti di mare. Erano usciti con un cabinato di 7 metri per una battuta di pesca, incuranti delle pessime condizioni del mare. Tra loro uno ha problemi di salute che gli impongono l’assunzione di medicinali salvavita. 

La Capitaneria di Porto ha attivato le ricerche. Da quanto si apprende tra i dispersi c’è una persona ammalata di diabete Prendono il largo per una gita con il motoscafo ma non fanno ritorno. L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica 29 giugno. Una famiglia non è più rientrata dopo essersi allontanata per una uscita in mare dal molo Sant’Eligio di Taranto. La Capitaneria di Porto ha attivato le ricerche. Da quanto si apprende tra i dispersi c’è una persona ammalata di diabete, cosa che ha fatto allarmare i familiari perché doveva rientrare per assumere le medicine salvavita. (notizia in aggiornamento)

Tra questi due lavoratori lucani, dipendenti di una ditta di Grumento Nova, impegnata in attività di manutenzione All’alba sono riprese le ricerche dei soccorritori nell’impianto Eni di Calenzano, in provincia di Firenze, dove ieri si è verificata un esplosione che ha causato due vittime e ventisette feriti. Si cercano i dispersi. E tra questi due lavoratori lucani, dipendenti di una ditta di Grumento Nova, impegnata in attività di manutenzione. Si tratterebbe di Gerardo Pepe, 45 anni, nato in Germania ma originario di Sasso di Castalda, e Fabio Cirelli, anche lui quarantacinquenne, residente a Cirigliano. Le ricerche sono concentrate proprio nella palazzina crollata dove è avvenuta l’esplosione. Un terzo operaio, Luigi Murno, trentasettenne di Villa D’Agri, è ricoverato in gravi condizioni al centro grandi ustionati di Pisa. 

Si tratta di un gruppo di giovani di Lecce Nove escursionisti di Lecce, tra i 15 e i 21 anni, si erano persi nel Parco Nazionale del Pollino mentre tentavano di tornare da Colle dell’Impiso. Il gruppo si stava muovendo per raggiungere la zona del Pollinello, ma durante il tragitto di ritorno i ragazzi hanno perso l’orientamento e, non riuscendo più aproseguire, hanno allertato i soccorsi. Sono stati localizzati grazie alle coordinate GPS, i soccorritori li hanno trovati in buone condizioni fisiche, sebbene affaticati e infreddoliti. I ragazzi sono stati rifocillati e riportati in sicurezza alle loro auto.

L’imbarcazione affondò al largo delle coste baresi. Due corpi sono ancora in fondo al mare. Servizio di Giovanni Di Benedetto. Intervistati: Eleonora Mongelli, figlia di Mauro; Andrea Bufo, figlio di Sergio.

Nessuna traccia dei due presunti dispersi, un uomo e un bambino, nelle acque di Polignano a Mare Servizio di Donatella Azzone Riprese di Orazio Corbacio Intervista a Vito Carrieri, sindaco di Polignano a Mare

Si cercano un uomo sulla quarantina e un bambino di 7 /8 anni, forse turisti stranieri, spariti nel nulla Servizio di Donatella Azzone; intervista a Dorino Contento, testimone

Dispersi, recuperato un secondo corpo

La scoperta della Capitaneria di Porto al largo di Policoro, nello stesso specchio acqueo in cui è stato trovato il corpo di Donnaloia Ritrovato un

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