
Trani: ragazza 16enne suicida in comunità, condannati quattro operatori sociali
Disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per i familiari della 16enne, assistiti dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola Sì è concluso con quattro
Disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per i familiari della 16enne, assistiti dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola. Sì è concluso con quattro condanne ad un anno di reclusione il processo davanti al Tribunale di Trani nei confronti di altrettanti operatori all’epoca dei fatti in servizio in una comunità di Andria, accusati di omicidio colposo in relazione al suicidio di una 16enne originaria della provincia di Lecce.I fatti risalgono al 18 giugno 2019. La ragazza, affetta da disturbo della personalità, era stata collocata in struttura dal Tribunale per i minorenni. La procura contesta agli operatori di aver lasciato che la ragazza, dopo un tentativo di fuga, rientrasse sola nella stanza senza essere sorvegliata ed in possesso di una cintura – che gli operatori avrebbero dovuto ritirare – con la quale la giovane si è poi impiccata. Disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per i familiari della 16enne, assistiti dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola.
Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis patteggiano cinque anni, Connie Sciannimanico condannata a quattro anni e mezzo, tre anni per l’imprenditore Giuseppe Rucci . La giustizia ha emesso condanne e patteggiamenti per i dipendenti dell’ASL di Bari e gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti per dirottare appalti pubblici nel settore sanitario. Le pene più severe sono state comminate a Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, rispettivamente ex direttore dell’Unità di ingegneria clinica e responsabile dell’Unità Edilizia sanitaria. I due hanno patteggiato cinque anni di reclusione, assistiti dagli avvocati Antonio La Scala, Alessandro Faggiani e Antonio Portincasa. A quattro anni e mezzo è stata condannata la funzionaria Connie Sciannimanico, difesa dagli avvocati Gaetano e Vito Sassanelli, che aveva scelto il rito abbreviato. La giudice Isabella Valenzi ha escluso per lei il ruolo di promotrice della presunta associazione a delinquere. Per tutti e tre i dipendenti della ASL, attualmente sottoposti agli arresti domiciliari, è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di un risarcimento civile a favore dell’azienda sanitaria. Condanna a tre anni di reclusione in abbreviato anche per l’imprenditore Giuseppe Rucci, titolare di un’azienda di Bitonto, assistito dall’avvocato Massimo Chiusolo. Tra gli altri imputati che hanno patteggiato figurano: Paola Andriani (moglie di Iacobellis) a 3 anni; Giovanni Crisanti, a 3 anni e 8 mesi; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; e Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi. L’inchiesta, coordinata dalla pm Savina Toscani e condotta dalla Guardia di Finanza, nel novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di 10 misure cautelari con accuse di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, falso e turbata libertà degli incanti. Secondo l’accusa, i funzionari pubblici coinvolti avrebbero ricevuto tangenti dagli imprenditori, favoriti nella gestione di alcuni appalti sanitari, configurando così un vero e proprio “sistema” di corruzione nel settore sanitario.
Condanne diminuite per due imputati. In caso di condanna definitiva, sconteranno la pena ai domiciliari
Otto anni di carcere per ciascuno dei sei imputati riconosciuti colpevoli del duplice tentato omicidio del 2018
Sputi e botte ad un 22enne di Lequile Condannati con rito abbreviato due giovani per una violenta aggressione a sfondo omofobo avvenutanel centro di Lecce l’8 febbraio 2025. Il gup Tea Verderosa ha inflitto 4 anni e 2 mesi di reclusione a Jonathan Guido, 25 anni, e 4 anni e 4 mesi a Gioele De Marco, 20 anni, riconoscendoli colpevoli di lesioni personali aggravate da motivi abietti e discriminatori ai danni di un 22enne di Lequile. La sentenza prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il risarcimento dei danni in favore della vittima, assistita dall’avvocato Andrea Starace, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 15mila euro.
Sputi e botte ad un 22enne di Lequile Condannati con rito abbreviato due giovani per una violenta aggressione a sfondo omofobo avvenutanel centro di Lecce l’8 febbraio 2025. Il gup Tea Verderosa ha inflitto 4 anni e 2 mesi di reclusione a Jonathan Guido, 25 anni, e 4 anni e 4 mesi a Gioele De Marco, 20 anni, riconoscendoli colpevoli di lesioni personali aggravate da motivi abietti e discriminatori ai danni di un 22enne di Lequile. La sentenza prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il risarcimento dei danni in favore della vittima, assistita dall’avvocato Andrea Starace, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 15mila euro.
L’ex primo cittadino dovrà anche risarcire l’ente per 100 mila euro 4 anni e 5 mesi di carcere per l’ex sindaco di Statte, Franco Andrioli. E’ una delle 35 condanne a conclusione del processo con rito abbreviato, scaturito dall’inchiesta per voto di scambio al Comune tarantino, denominata Dominio. Il giudice del tribunale di Lecce, Giulia Proto, ha confermato il piano accusatorio. L’ex sindaco dovrà risarcire l’ente per 100mila euro per il danno arrecato. A capo dell’organizzazione criminale che ha favorito Andrioli nelle elezioni del 2021, Davide Sudoso che ha avuto la condanna più severa a 20 anni di reclusione.
Vito Piccarreta e Nicola Lorizzo sono stati entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione per l’incidente del12 luglio 2016 costato la vita a 23 passeggeri La Corte d’Appello di Bari ha confermato e ridotto le pene per il capostazione Vito Piccarreta e il capotreno Nicola Lorizzo, entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione nell’ambito del processo sull’incidente ferroviario avvenuto fra Andria e Corato il 12 luglio 2016 e costato la vita a 23 passeggeri. Tre mesi in meno la riduzione di pena rispetto alla sentenza di primo grado, in virtù della prescrizione per il reato di lesioni colpose.Confermare le assoluzioni degli altri 14 imputati, tra cui diverse figure di vertice di Ferrotramviaria e del Ministero delle Infrastrutture.
Il boss fu ucciso nel 2010 mentre faceva jogging Altre due condanne per l’omicidio del boss di Altamura Bartolo Dambrosio, ucciso il 6 settembre 2010. Il gup di Bari, Alfredo Ferraro ha condannato rispettivamente a 14 anni e a 16 anni e otto mesi di reclusione Domenico Lagonigro e Pasquale Mastromarino per omicidio volontario con l’aggravante delle modalità mafiose. Secondo le indagini della Dda, Lagonigro avrebbe fornito le armi utilizzate al commando che uccise Dambrosio colpito mentre faceva jogging nel Pulo di Altamura, nella Murgia barese. Mastromarino, invece, avrebbe partecipato all’agguato e avrebbe poi distrutto l’auto e le armi utilizzate. In tre sono già stati condannati nel 2012. Disposti i risarcimenti in separata sede per le parti civili costituite: la Regione Puglia, il comune di Altamura e i familiari della vittima.
Sei anni e sei mesi per Giovanni Monno. Due anni e 8 mesi, la pena rimediata per la coimputata Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte
Dovranno risarcire con 300 mila euro il Comune di Taranto per i danni provocati all’impianto sportivo 5 anni di carcere ed interdizione dai pubblici uffici per i due tifosi del Foggia, Ivan Gianuario, 40 anni, e Vittorio Ferrara, 39, riconosciuti colpevoli dell’incendio che devasto’ la curva Sud dello stato Iacovone al termine dell’incontro del 3 settembre del 2023. Rilevante anche il risarcimento disposto in favore del comune di Taranto, costituitosi parte civile, che ammonta a oltre 300 mila euro per i danni provocati all’impianto sportivo. Al termine dell’incontro Taranto-Foggia un gruppo di sostenitori foggiani diedero fuoco ad una parte del settore destinato alla tifoseria ospite, scatenando panico e gravi danni materiali
Condannati il boss Eugenio Palermiti e il figlio Giovanni Il gup Isabella Valenzi ha inflitto 40 condanne nell’ambito del processo con rito abbreviato nei confronti dei soggetti coinvolti nel filone dell’inchiesta “Codice interno” riguardante nello specifico gli affari del clan mafioso Parisi-Palermiti del quartiere Japigia di Bari.Vent’anni di reclusione – così come chiesto dal pm Fabio Buquicchio – sono stati inflitti al boss Eugenio Palermiti, 18 a suo figlio Giovanni. Ancora, 20 anni per Filippo Mineccia ( cognato di Giovanni Palermiti) e 18 anni e sei mesi per Radames Parisi, nipote di Savinuccio.Le altre condanne vanno da un minimo di due anni e 4 mesi a 19 anni e sei mesi.Il giudice ha riconosciuto l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio attiva fra il 2017 e il 2018. Sette gli assolti .
Il 24enne di Barletta fu ucciso con una coltellata all’addome la notte tra il 29 e il 30 ottobre del 2021 Condanne ridotte in appello per i presunti assassini di Claudio Lasala, il 24enne barlettano ucciso con una coltellata all’addome dopo una lite in un bar nella notte fra il 29 ed il 30 ottobre 2021. I giudici della Corte d’Appello di Bari hanno ridotto a 22 anni la pena per il 23enne Michele Dibenedetto, mentre ha inflitto 18 anni al coimputato Ilyas Abid. In primo grado entrambi avevano rimediato una condanna a 24 anni di reclusione. Confermati i risarcimenti alle parti civili, assistite dall’avvocato Rinaldo Alvisi.Pare che tutto sarebbe accaduto in seguito ad una lite fra Lasala e Dibenedetto, il quale avrebbe preteso che la vittima gli offrisse da bere.
Il boss di Vieste fu arrestato nel 2024 dopo l’evasione dal carcere di Nuoro La Dda di Bari ha chiesto condanne da uno a quattro anni di reclusione per sei imputati che, tra il febbraio 2023 e il 2024, avrebbero aiutato la latitanza del boss di Vieste Marco Raduano, evaso dal carcere diNuoro il 24 febbraio 2023 e arrestato in Corsica il 2 febbraio 2024. Nello stesso giorno fu arrestato inSpagna anche il suo braccio destro, Gianluigi Troiano, latitante dal 2021. Oggi entrambi sono collaboratori di giustizia.Nell’inchiesta coordinata dal pm Ettore Cardinali, oltre agli “appoggi logistici e coperture” per Raduano, sono contestati anche il traffico di droga dalla Spagna al Gargano organizzato da Raduano e Troiano, e l’incendio di una macchina della madre di un collaboratore di giustizia.La pena più bassa, di un anno, è stata chiesta per Raduano e Troiano, anche in virtù del loro status da collaboratori di giustizia. Quella più alta, a quattro anni, per il 32enne di San Giovanni Rotondo Domenico Antonio Mastromatteo. La sentenza è prevista per giugno.
I fatti sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2020 a Taranto. Secondo l’accusa avrebbero approfittato di una ragazza con disturbi psichici Di Alessandra Martellotti Cinque anni e 6 mesi di carcere sono stati chiesti per cinque degli otto autisti di Kyma Mobilità di Taranto, sospesi dal servizio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una giovane passeggera con disabilità psichica. Per gli altri, la pm Marzia Castiglia, ha chiesto condanne per 6, 4 e 2 anni e mezzo. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2020. Secondo l’accusa gli autisti avrebbero approfittato della ragazza, appartandosi coi pullman in luoghi riservati e abusando di lei. La difesa punta a ricostruire i fatti, tramite l’incrocio di orari e turni di lavoro, percorsi effettuati dalle linee degli autobus, regole aziendali, videosorveglianza sui pulman e sistemi gps. Nel processo, l’azienda di trasporto pubblico, si è costituita parte civile.
I quattro imputati sono ritenuti vicini al clan Strisciuglio di Bari Il pm Marco D’Agostino ha invocato condanne, rispettivamente a 20 anni di reclusione, nei confronti quattro soggetti residenti nel quartiere San Paolo, accusati di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso.Secondo l’accusa, gli imputati, ritenuti vicini al clan Strisciuglio, avrebbero agito ai danni della vittima, prelevandola dalla sua abitazione e portandola in un garage. Legato ad una sedia e picchiato, il ragazzo sarebbe stato segregato per diverse ore, dalle 18.30 fino alle 22.30, e liberato solo dopo il pagamento di 1.100 euro, cifra corrispondente al mancato pagamento della sostanza stupefacente.Comune di Bari e Regione Puglia si sono costituite parti civili: la sentenza è prevista per il prossimo 12 maggio.
Sei anni ciascuno ai tre palagianesi accusati di aver abusato di una 23enne Servizio di Alessandra Martellotti;
Giovanni Colaianni, di 43 anni, fu ucciso davanti alla porta di casa. Condanne maggiori rispetto alle richieste dell’accusa Servizio di Linda Cappello, montaggio di Luca Carone
Inflitti oltre 8 anni di carcere a tre baresi di 21, 27 e 29 anni Tentato omicidio e detenzione illegale di arma, aggravati dal metodo mafioso: questi i reatiper cui tre baresi di 21, 27 e 29 anni (Massimiliano Biasi, Michele Portoghese e Michele D’Addabbo) sono stati condannati in abbreviato a otto anni e sei mesi di reclusione (i primi due) e a otto anni e otto mesi (il terzo). La Procura di Bari aveva chiesto la condanna a 12 anni. I fatti risalgono al 21 gennaio 2024, nel quartiere San Girolamo di Bari. All’alba di quel giorno i tre, a bordo di una 500X nera, avrebbero inseguito, superato e tagliato la strada a un’altra 500X bianca, sulla quale c’erano tre ragazzi con i quali ilgruppo aveva avuto un litigio poco prima, in una discoteca. Dopo aver costretto l’altra auto a fermarsi, D’Addabbo e Portoghese sarebbero scesi con due pistole in pugno e le avrebbero puntate contro gli occupanti dell’altra macchina. Ma l’altra auto però sarebbe ripartita e, a quel punto, Portoghese e D’Addabbo avrebbero sparato nove colpi di pistola ad altezza d’uomo, colpendo la maniglia posteriore della 500X bianca. Ad accorgersi di tutto è stato un sovrintendente capo della polizia di Stato, che ha assistito alla scena dal balcone di casa e ha fornito una dettagliata ricostruzione di quanto accaduto ai colleghi.
La Corte di Cassazione ha annullato le condanne per Matteo Bellantuono, Angelo Martiradonna, Eugenio Lovergine, Edoardo Caizzi e Paolo Lovreglio, accusati di spaccio Si aprirà un nuovo processo d’appello nei confronti di cinque imputati coinvolti nell’operazione antidroga denominata Astra, che nel maggio 2021 culminò con l’esecuzione di 36 ordinanze di custodia cautelare. L’inchiesta, condotta dalla Dda, svelò l’esistenza di un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Japigia di Bari. La Corte di Cassazione ha annullato le condanne per Matteo Bellantuono, Angelo Martiradonna, Eugenio Lovergine, Edoardo Caizzi e Paolo Lovreglio, mentre per gli altri 21 imputati i ricorsi sono stati rigettati.

Disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per i familiari della 16enne, assistiti dagli avvocati Massimo Bellini e Pasquale Merola Sì è concluso con quattro

Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis patteggiano cinque anni, Connie Sciannimanico condannata a quattro anni e mezzo, tre anni per l’imprenditore Giuseppe Rucci La giustizia ha

Condanne diminuite per due imputati. In caso di condanna definitiva, sconteranno la pena ai domiciliari

Otto anni di carcere per ciascuno dei sei imputati riconosciuti colpevoli del duplice tentato omicidio del 2018

Sputi e botte ad un 22enne di Lequile Condannati con rito abbreviato due giovani per una violenta aggressione a sfondo omofobo avvenutanel centro di Lecce

Sputi e botte ad un 22enne di Lequile Condannati con rito abbreviato due giovani per una violenta aggressione a sfondo omofobo avvenutanel centro di Lecce
L’ex primo cittadino dovrà anche risarcire l’ente per 100 mila euro 4 anni e 5 mesi di carcere per l’ex sindaco di Statte, Franco Andrioli.

Vito Piccarreta e Nicola Lorizzo sono stati entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione per
Il boss fu ucciso nel 2010 mentre faceva jogging Altre due condanne per l’omicidio del boss di Altamura Bartolo Dambrosio, ucciso il 6 settembre 2010.

Sei anni e sei mesi per Giovanni Monno. Due anni e 8 mesi, la pena rimediata per la coimputata Servizio di Linda Cappello Montaggio di

Dovranno risarcire con 300 mila euro il Comune di Taranto per i danni provocati all’impianto sportivo 5 anni di carcere ed interdizione dai pubblici uffici

Condannati il boss Eugenio Palermiti e il figlio Giovanni Il gup Isabella Valenzi ha inflitto 40 condanne nell’ambito del processo con rito abbreviato nei confronti

Il 24enne di Barletta fu ucciso con una coltellata all’addome la notte tra il 29 e il 30 ottobre del 2021 Condanne ridotte in appello

Il boss di Vieste fu arrestato nel 2024 dopo l’evasione dal carcere di Nuoro La Dda di Bari ha chiesto condanne da uno a quattro

I fatti sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2020 a Taranto. Secondo l’accusa avrebbero approfittato di una ragazza con disturbi psichici Di Alessandra Martellotti

I quattro imputati sono ritenuti vicini al clan Strisciuglio di Bari Il pm Marco D’Agostino ha invocato condanne, rispettivamente a 20 anni di reclusione, nei

Sei anni ciascuno ai tre palagianesi accusati di aver abusato di una 23enne Servizio di Alessandra Martellotti;

Giovanni Colaianni, di 43 anni, fu ucciso davanti alla porta di casa. Condanne maggiori rispetto alle richieste dell’accusa Servizio di Linda Cappello, montaggio di Luca

Inflitti oltre 8 anni di carcere a tre baresi di 21, 27 e 29 anni Tentato omicidio e detenzione illegale di arma, aggravati dal metodo

La Corte di Cassazione ha annullato le condanne per Matteo Bellantuono, Angelo Martiradonna, Eugenio Lovergine, Edoardo Caizzi e Paolo Lovreglio, accusati di spaccio Si aprirà