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La Puglia è seconda in Italia per quantità di vino stoccato e prima per detenzione dei mosti. Coldiretti Puglia chiede più tutele per i viticoltori e maggiore valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP. La Puglia si conferma tra le regioni leader del vino italiano, con oltre 7,1 milioni di ettolitri di vino in giacenza, di cui il 65,5% a Indicazione Geografica (DOP e IGP). La regione è seconda in Italia per quantitativi stoccati e detiene il primato nazionale dei mosti (46,8% del totale), un dato che evidenzia la straordinaria forza della produzione vitivinicola pugliese. A renderlo noto è Coldiretti Puglia, sulla base dell’ultimo report “Cantina Italia” dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, che conferma il ruolo strategico della vitivinicoltura pugliese per l’intero comparto nazionale. Vino Puglia: leadership produttiva ma redditività da rafforzare Nonostante i numeri record, i viticoltori pugliesi continuano a fare i conti con costi di produzione in aumento e con un mercato che spesso non riconosce il giusto valore lungo la filiera. Difendere il vino pugliese significa tutelare migliaia di imprese agricole, salvaguardare l’occupazione e proteggere un patrimonio economico e sociale fondamentale per il territorio. Denominazioni DOP e IGP: asset strategico del vino pugliese La valorizzazione delle denominazioni DOP e IGP, la difesa del reddito agricolo e il rafforzamento del Made in Italy agroalimentare rappresentano priorità per garantire un futuro sostenibile al settore. La Puglia non può essere considerata soltanto un bacino di approvvigionamento, ma una regione protagonista per qualità, tracciabilità e capacità produttiva. Nuovo pacchetto vino UE: più trasparenza e strumenti anticrisi Un segnale positivo arriva dal via libera del Parlamento Europeo al nuovo pacchetto vino, che introduce: Maggiore trasparenza in etichetta, anche per i vini dealcolati Semplificazioni burocratiche per le imprese vitivinicole Strumenti più efficaci per affrontare eventuali crisi di mercato Si tratta di misure importanti per rafforzare la competitività del settore vitivinicolo pugliese, che dovranno essere accompagnate da risorse adeguate e scelte politiche coerenti. Settore vitivinicolo italiano: un patrimonio da 14,5 miliardi di euro Il settore vitivinicolo italiano vale complessivamente 14,5 miliardi di euro e vede la Puglia tra le regioni leader per superficie vitata e capacità produttiva. Un comparto chiave dell’agroalimentare nazionale che necessita di politiche mirate per garantire sostenibilità, competitività e giusto reddito ai viticoltori pugliesi. Valorizzare il vino della Puglia significa rafforzare l’intero sistema del vino italiano e sostenere uno dei simboli più rappresentativi del Made in Italy nel mondo.

Il programma del MASAF coinvolge produttori locali e scuole per garantire alimenti sicuri, educazione nutrizionale e tutela dei formaggi DOP pugliesi. Parte ufficialmente il programma “Latte nelle Scuole”, l’iniziativa dedicata alla promozione del consumo di latte, yogurt e formaggi nelle scuole primarie, con l’obiettivo di educare i bambini a una corretta alimentazione fin dai primi anni di vita. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in riferimento al programma di educazione alimentare promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che coinvolge direttamente i produttori del settore lattiero-caseario nella distribuzione dei prodotti e nelle attività di sensibilizzazione. L’iniziativa punta a garantire che nelle mense scolastiche arrivino esclusivamente prodotti 100% Made in Italy, certificati per qualità e sicurezza alimentare. Latte e yogurt: benefici nutrizionali per la crescita dei bambini Come evidenzia il Ministero della Salute, latte e yogurt rappresentano fonti essenziali di: Calcio Vitamine del gruppo B Proteine ad alto valore biologico Questi nutrienti sono fondamentali per la crescita ossea nei bambini e per il benessere generale della popolazione. Il Ministero raccomanda il consumo quotidiano di 3 porzioni tra latte e yogurt, per assicurare un adeguato apporto nutrizionale e contribuire alla prevenzione di patologie cronico-degenerative. Il programma “Latte nelle Scuole” non si limita alla semplice distribuzione dei prodotti, ma prevede anche: Corsi di degustazione Attività didattiche Visite nelle fattorie Percorsi di educazione alimentare Un progetto strategico che contribuisce a formare i consumatori del futuro, rendendoli più consapevoli nelle scelte alimentari. Settore lattiero-caseario in Puglia: numeri, occupazione e valore economico Secondo Coldiretti Puglia, è fondamentale garantire stabilità al settore lattiero-caseario pugliese, che rappresenta un pilastro economico, sociale e ambientale per il territorio. Attualmente il comparto conta: 674 stalle da latte 108.000 tonnellate di latte prodotte ogni anno Oltre 130 milioni di euro di valore economico Più di 40.000 tonnellate di formaggi Oltre 6.000 occupati tra diretto e indotto Quando chiude una stalla — sottolinea Coldiretti — si perde un intero sistema fatto di animali, prati per il foraggio, formaggi tipici e famiglie che da generazioni contrastano lo spopolamento delle aree rurali, soprattutto nelle zone più svantaggiate. I formaggi DOP e IGP della Puglia: un patrimonio da tutelare La Puglia vanta un patrimonio caseario unico al mondo, con eccellenze riconosciute a livello nazionale ed europeo. Tra queste: Canestrato Pugliese DOP Burrata di Andria IGP Canestrato leccese Caciocavallo podolico Dauno Caciocavallo della Murgia In totale la regione può contare su 4 formaggi DOP, una IGP e 17 specialità tradizionali riconosciute dal Ministero. Secondo Coldiretti, la tutela di queste produzioni significa anche preservare biodiversità, patrimonio genetico animale e identità culturale del territorio. Prezzi equi e accordi di filiera per garantire la sostenibilità La chiusura di un’azienda zootecnica comporta la perdita definitiva di animali e del loro patrimonio genetico, custodito da generazioni di allevatori. Per questo Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di: Accordi di filiera tra imprese agricole e industria Obiettivi qualitativi e quantitativi chiari Prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione Applicazione della normativa contro le pratiche sleali Solo così è possibile garantire la sostenibilità del settore lattiero-caseario, la tutela del Made in Italy e la salute alimentare dei cittadini, in linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Il 31% delle imprese agricole giovanili applica tecniche di agricoltura di precisione . I cambiamenti climatici stanno spingendo con forza la trasformazione tecnologica dell’agricoltura italiana e oggi oltre il 41% delle aziende agricole utilizza almeno uno strumento di Agricoltura 4.0, dai droni ai robot, dai sensori ai sistemi GPS, fino alle piattaforme satellitari e alle soluzioni basate sull’Internet of Things, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, proteggere le produzioni dagli eventi estremi, migliorare l’efficienza e contenere i costi, come emerge dall’analisi di Coldiretti. Anche i numeri economici confermano il peso crescente dell’innovazione perché, secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Smart Agrifood, il mercato italiano dell’agritech ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro e nel 2024 ha registrato un rallentamento dell’8% rispetto all’anno precedente, pur restando uno dei comparti più strategici per l’evoluzione digitale del settore primario. All’interno delle aziende più dinamiche – aggiunge Coldiretti Puglia – si diffondono soprattutto software gestionali, sistemi di supporto alle decisioni e tecnologie per il monitoraggio e la mappatura di suoli e colture, con una crescita evidente dell’uso dei dati e delle piattaforme digitali che compensa in parte la frenata negli investimenti in macchinari e altre dotazioni hardware. L’innovazione non riguarda più casi isolati ma interessa ormai quasi un milione di ettari in Italia, pari a circa il 9,5% della superficie agricola nazionale – insiste Coldiretti Puglia – gestita con strumenti digitali avanzati che permettono interventi più mirati e un uso più efficiente delle risorse. Le tecnologie digitali sono anche alla base dei sistemi di tracciabilità tramite blockchain che rafforzano le garanzie sull’origine dei prodotti, un aspetto sempre più rilevante se si considera che il 53% dei consumatori cerca con frequenza informazioni sulla provenienza degli alimenti prima dell’acquisto consultando siti dei produttori, QR code o strumenti di realtà aumentata.  I nuovi orizzonti dell’agritech A guidare questo cambiamento sono soprattutto le nuove generazioni visto che il 31% delle imprese agricole giovanili applica tecniche di agricoltura di precisione e la spinta all’innovazione passa anche dalla comunicazione perché il 37% dei giovani agricoltori utilizza i social network per promuovere la propria attività con Facebook che resta il canale preferito dal 71%.  Resta però il nodo delle infrastrutture digitali nelle aree rurali e montane, dove quasi una famiglia su tre, circa il 30%, non dispone ancora di una connessione Internet adeguata, un divario che rischia di frenare l’adozione delle tecnologie più avanzate e che secondo Coldiretti va superato rapidamente per garantire a tutte le imprese agricole la possibilità di sfruttare pienamente il potenziale dell’agricoltura di precisione e delle soluzioni digitali, mantenendo competitività, sostenibilità e resilienza di fronte alle sfide climatiche ed economiche.

La Coldiretti: “Difendere acqua e biodiversità per salvare agricoltura e territorio”. In Puglia le zone umide sono un baluardo naturale contro i cambiamenti climatici e una risorsa vitale per l’agricoltura e la sicurezza del territorio. Con oltre 245mila ettari di aree naturali protette, 2.500 specie vegetali e centinaia di habitat capaci di regolare acqua, clima e fertilità dei suoli, questi ecosistemi rappresentano vere e proprie infrastrutture verdi strategiche. In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra il 2 febbraio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali, ambienti chiave per la tutela della biodiversità e per la difesa del territorio dagli effetti sempre più estremi del clima, tra siccità prolungate e piogge violente concentrate in poche ore. Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, passando per saline, paludi retrodunali e bacini naturali, la Puglia custodisce un patrimonio ambientale unico. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e una ricca vegetazione palustre fatta di canneti, giunchi, tamerici e piante alofile, capaci di adattarsi alla salinità. Un capitale naturale che non è solo bellezza paesaggistica, ma equilibrio ecologico e valore economico. Le zone umide pugliesi sono veri e propri serbatoi di biodiversità: ospitano specie protette, offrono aree di sosta fondamentali per l’avifauna migratoria lungo le rotte tra Europa e Africa e favoriscono la presenza di insetti utili all’agricoltura. Allo stesso tempo svolgono una funzione cruciale di regolazione delle acque, contrastando erosione costiera, siccità e allagamenti, fenomeni amplificati dal cambiamento climatico. La biodiversità si difende nei campi e nelle stalle, dove in Puglia si contano 139 specie vegetali e 9 animali a rischio estinzione, salvaguardati grazie all’impegno degli agricoltori e allevatori custodi, protagonisti di un vero e proprio “cibo eroico”. Il sistema delle aree protette regionali copre oltre 245mila ettari, di cui il 75,8% costituito dai Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e l’8,3% da aree e riserve naturali marine. Le province con la maggiore incidenza di territorio protetto sono Foggia (51,5%) e Bari (27,7%), dove la varietà botanica raggiunge 2.500 specie vegetali. Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove c’è biodiversità c’è suolo fertile, equilibrio naturale e qualità delle produzioni. Senza questi ecosistemi si indebolisce l’intero territorio, dalle campagne alle città. Da qui l’appello di Coldiretti a contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio, puntando su una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente: attraverso pratiche responsabili contribuiscono alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio. La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un momento per ribadire che ambiente e agricoltura sono alleati naturali, non mondi contrapposti. Investire nella tutela della biodiversità vegetale e animale significa rafforzare la resilienza del territorio pugliese e garantire un futuro alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide e a scegliere produzioni agricole locali, espressione di un territorio vivo e ricco di biodiversità.

La denuncia di Coldiretti Puglia. Cattive notizie per l’agricoltura pugliese. Si registra un calo della produzione per le clementine stimato tra il 50 e il 60%. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia. La campagna delle clementine è ormai nella fase conclusiva ed è per questo che il bilancio finale assume un peso ancora maggiore. Ma quali sono le cause del crollo? Tra le cause ci sono la siccità, il freddo tardivo e soprattutto i prezzi bassi riconosciuti agli agricoltori che non riescono a coprire neppure i costi di produzione. “Una situazione che rende urgente – ritengono da Coldiretti – l’attivazione di un Piano agrumicolo regionale capace di sostenere il comparto e tutelare un patrimonio produttivo strategico. È un’annata complicata, dopo una lunga serie di anni da dimenticare, in cui il settore agrumicolo in provincia di Taranto ha perso la metà della produzione, oltre ad aver dovuto rigenerare lo stesso patrimonio arboreo. I prezzi al momento risultano accettabili, anche se la produzione ha subìto una riduzione drastica a causa della siccità”. Le imprese agricole impegnate nella produzione di agrumi in provincia di Taranto sono 1.041, pari al 9% del totale dell’imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione complessiva di clementine, arance e mandarini che raggiunge 1,9 milioni di quintali. In provincia di Foggia si producono inoltre 103mila quintali di arance e limoni, in un’area ad alto rischio di dissesto idrogeologico, caratterizzata da agrumeti storici. “All’aumento dei costi di produzione si sommano gli effetti della concorrenza sleale, con prodotti importati che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori”, denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

Valori fondiari in aumento: +1,7% oltre l’inflazione, spiega la Coldiretti. Nel 2024 i valori dei terreni agricoli in Puglia tornano a crescere, segnando un aumento dell’1,7% che supera l’inflazione. Lo rileva Coldiretti Puglia sulla base dei dati del CREA Bari, evidenziando come il mercato fondiario regionale resti dinamico soprattutto nelle aree più produttive, tra cui il Tavoliere, le colline cerealicole e gli oliveti del Barese-Foggiano. In calo invece i vigneti da vino e le autorizzazioni al reimpianto, un settore che registra una fase di rallentamento. La situazione degli oliveti mostra un forte divario territoriale: nel nord della Puglia i valori crescono grazie all’ottima performance dell’olio, mentre nel Salento, ancora segnato dalla Xylella, i prezzi rimangono bassi nonostante l’avvio dei reimpianti e la lenta ripresa produttiva. I fondi pubblici destinati al settore risultano ad oggi insufficienti rispetto alle necessità reali del territorio. L’aumento delle compravendite è guidato principalmente dagli agricoltori professionali, che puntano ad ampliare le superfici aziendali e migliorare la redditività. A questi si affiancano investitori non agricoli sempre più interessati alla terra come alternativa ai mercati finanziari. I bandi del PSR hanno ulteriormente rafforzato il movimento del mercato.Il CREA sottolinea come il capitale fondiario si confermi un asset stabile anche nei periodi di crisi economica. I terreni più meccanizzabili e destinati a produzioni di qualità vedono una crescita dei valori, mentre le superfici marginali continuano a perdere attrattività. Avviare una nuova azienda agricola resta però impegnativo: la superficie media per azienda supera gli 11 ettari e l’accesso alla terra rappresenta l’ostacolo principale per i giovani under 35, spesso privi di terreni familiari. A complicare il quadro interviene il cambiamento climatico, che rende i terreni più vulnerabili ad alluvioni, frane ed eventi estremi; allo stesso tempo, cresce la richiesta di terreni irrigabili e aumenta l’impatto della diffusione di impianti per energie rinnovabili.Tra gli acquirenti prevalgono gli agricoltori, ma cresce anche il numero di privati interessati alla vita rurale; tra i venditori, invece, sono frequenti gli ex agricoltori o chi ha ereditato terreni senza volerli coltivare. Un ruolo importante per il 2024 lo svolge anche l’ottava edizione della Banca Nazionale delle Terre Agricole di ISMEA, che in Puglia mette in vendita 1.019 ettari con agevolazioni dedicate ai giovani agricoltori. L’iniziativa mira a sostenere il ricambio generazionale, promuovere l’innovazione e contrastare la fuga dei giovani verso altri settori.Secondo Coldiretti Puglia è indispensabile facilitare il ritorno alla terra, ridurre gli ostacoli burocratici e valorizzare il ruolo dell’agricoltura come motore di occupazione, sviluppo e sostenibilità ambientale.

L’area infetta è estesa per circa 50 metri quadrati e complessivamente sarebbero una settantina gli alberi da eradicare Inizieranno oggi le attività di espianto a Minervino Murge del primo ulivo colpito dalla Xylella nella zona vicina al parco dell’Alta Murgia barese. L’area infetta è estesa per circa 50 metri quadrati e complessivamente sarebbero una settantina gli alberi da eradicare. In precedenza, nella zona di Canosa di Puglia era risultata infetta una pianta che si trovava in un vivaio. L’espianto – fanno sapere da Coldiretti Puglia – è necessario per eliminare la fonte di inoculo e arrestare l’avanzata del batterio ma sono urgenti anche le lavorazioni artificiali contro la sputacchina. Anche a Minervino Murge “è stata effettuata un’attività di sorveglianza rafforzata dell’area attorno alla zona infetta per verificare la presenza di ulteriori piante malate”.

La denuncia dell’associazione dopo un caso registrato in Salento Anche le imprese agricole pugliesi hanno subito cyber attacchi da parte di hacker stranieri. Lo denuncia Coldiretti: nei giorni scorsi un’azienda agricola di Vernole, in provincia di Lecce, ha ricevuto diverse mail scritte in russo e avrebbe subito anche una transazione economica non autorizzata dal conto corrente aziendale, mettendo in ginocchio i device dell’impresa. Gli attacchi web si attuerebbero con e-mail che hackerano i domini dei siti aziendali, accedendo a informazioni sensibili e sfruttando i dati finanziari per effettuare transazioni non autorizzate. 

‘Tre miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni’ “Una grandinata killer ha colpito duramente le campagne del nord Barese con epicentro a Ruvo diPuglia, dove i chicchi di grandine si sono abbattuti sugli oliveti spazzando via le olive e spezzando rami e foglie”. Coldiretti Puglia sottolinea che “l’arrivo di grandinate improvvise e di nubifragi violenti fa salire il conto dei danni nelle campagne, in un territorio duramente provato dal caldo e dalla siccità che ha seccato la terra, scottato la frutta e la verdura, impoverito i raccolti di grano, danneggiato il pomodoroda conserva e l’uva da vino e tagliato la disponibilità di foraggio per gli animali nei campi arsi dal sole o andati a fuoco per gli incendi”. Secondo Coldiretti Puglia “è da rivedere il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale per le calamità naturali che così com’è non risponde più alla complessità,violenza e frequenza degli eventi calamitosi. Anche la gestione del rischio e le scelte in tema di assicurazioni in agricoltura vanno profondamente riviste perché incidono sulla redditività esulla liquidità delle imprese agricole, insieme alla corretta programmazione e gestione aziendale”.I fenomeni estremi, “oltre ad azzerare le produzioni – conclude l’associazione – danneggiano piante e alberi, con una frequenza e una violenza che gli agricoltori non possono in alcun modo gestire e sopportare in solitudine. La tropicalizzazione del clima con fenomeni violenti che si abbattono sulle campagne ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni”. 

A rischio coltivazioni e animali nelle stalle  “Con il rilascio degli ultimi due milioni di metri cubi d’acqua ancora disponibili ad uso irriguo,alle 19.00 chiuderà definitivamente la diga di Occhito, il più grande invaso artificiale della Capitanata. Anche il nodo idraulico di Finocchito alle 21.00 sarà chiuso per garantire l’acqua che resta all’uso potabile”. Coldiretti Puglia sottolinea che “Si apre uno scenario critico e pericoloso, per il rischio che alcuni campi di pomodoro non arrivino a fine produzione. A saltare saranno i trapianti di verdure e ortaggi che vengono messi a dimora in questo periodo dell’anno e pronti al consumo in autunno e nellastagione invernale: senza acqua le piantine non avrebbero alcuna garanzia di sopravvivenza.”Intanto c’è anche un razionamento di acqua fornita dalle autobotti, con il carico attivo solo inalcune fasce orarie, con il rischio che gli animali nelle stalle non abbiano più acqua per abbeverarsi. Le mucche per lo stress delle alte temperature stanno producendo fino al 30% circa di latte in meno.“E’ calamità in Puglia per la siccità grave e perdurante che sta costringendo gli agricoltori all’irrigazione di soccorso, con costi altissimi per il gasolio che serve a tirare l’acqua dai pozzi e rifornirsi con le autobotti”, evidenzia Coldiretti, secondo cui “serve una stretta sulla gestione dell’acqua in Puglia” dove “a causa delle reti colabrodo va perso 1 litro di acqua su 2, uno spreco che non ci si può permettere”. 

Allarme sui costi per gasolio utile a recuperare acqua da pozzi Campi assetati di acqua. Frutti cotti dal sole. Piante di pomodoro colpite da stress climatico conconseguente fioritura eccessiva. È quanto sta accadendo nelle campagne pugliesi e a denunciarlo è Coldiretti Puglia, che torna a chiedere una accelerazione “sulla realizzazione del piano di invasi con pompaggi” ed un cambio si “passo sulla gestione della risorsa idrica, senza la quale tutti i record del cibo Made in Italy e la stessa sovranità alimentare sono a rischio per gli effetti sempre più violenti dei cambiamenti climatici”. L’associazione elenca i danni provocati dalle alte temperature: “Meloni, angurie, melanzane e piante di pomodori sono stati ustionati dai raggi del sole e la mancanza di acquache sta mandando in stress idrico i vigneti e gli oliveti dove mancano le olive”, fa sapere Coldiretti evidenziando che si registrano disagi anche nelle stalle “dove le mucche stanno producendo fino al 30% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali”. Problemi sono stati rilevati anche per l’alimentazione degli animali, perché sono calate le rese di “orzo e piselli proteici ed è stata dimezzata anche laproduzione di grano”. Il caldo fa crescere anche le spese in quanto allevatori e agricoltori hanno bisogno di “gasolio per prendere l’acqua dai pozzi, per azionare trattori e per tenere in funzione tutto il giorno ventilatori e doccette refrigeranti nelle stalle per aiutare le mucche a sopportare meglio la calura”. Da qui la richiesta a rivedere le modalità di gestione dell’acqua e a realizzare piani di gestione che sappianoottimizzare l’utilizzo.

Invasi sotto stress, -37mln di metri cubi di acqua La pioggia e la neve salvano la Puglia dalla siccità, dopo il caldo anomalo di inizio inverno chesta facendo emergere i primi sintomi di stress idrico con i quantitativi di acqua negli invasi che segnano -37milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, facendo scattare il campanello d’allarme nelle campagne. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Anbi; sugli effetti delle piogge e delle nevicate nel foggiano e sull’alta Murgia. Importante è però – sottolinea la Coldiretti regionale – che il cambiamento climatico sia progressivo senza ondate di freddoestremo e gelate improvvise ma anche manifestazioni violente che distruggono le coltivazioni e le infrastrutture. Le precipitazioni – precisa la Coldiretti – sono importanti per ripristinare le scorte di acqua negli invasi e nei terreni asciutti. La pioggia però deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsiper scorrimento provocando frane e smottamenti. L’arrivo della neve in questa stagione aiuta l’agricoltura, perché garantisce acqua alle campagne. Mentre il freddo è necessario per fermare le popolazioni di insetti, dannose per le colture, che potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera.

‘Sono gli effetti del caldo anomalo’ Ciliegi in fiore e fichi ancora pieni di frutti. “Sono gli effetti del caldo anomalo in Puglia, che rende le coltivazioni più sensibili al maltempo e al previsto abbassamento delle temperature”. Lo evidenzia Coldiretti in una nota, definendo “folle” per le temperature il mese di novembre. Il riferimento è anche al bollettino di allerta gialla della Protezione civile con venti di burrasca, ma anche per il freddo in arrivo nonostante “un 2023 che si posiziona nel nostro Paese al secondo posto tra gli anni più caldi dal 1.800 con una temperatura superiore di 0,82 gradi la media storica”, spiega Coldiretti. A rischio ci sono le colture che per il caldo hanno prolungato la stagione, dalle melanzane ai peperoni, dalle zucchine ai cetrioli, mentre sono ancora in corso le raccolte del mais e del riso ed è appena iniziata quella delle olive.

A Bari organizzato il sit-in ‘Aprite gli occhi’ in occasione di Agrilevante INTERVISTA: LEONARDO MURGOLO, OLIVICOLTORE ALFONSO CAVALLO PRESIDENTE COLDIRETTI PUGLIA Servizio Guglielmina Logroscino

A causa della siccità e dei cambiamenti climatici  A causa della siccità e dei cambiamenti climatici, in Puglia, secondo Coldiretti, la produzione di olio si è più che dimezzata rispetto allo scorso anno (-52 %). Sugli scaffali è venuta a mancare una bottiglia su due di olio extravergine pugliese, mentre l’aumento dei costi di produzione ha avuto un impatto pesante sui bilanci delle aziende. “La produzione della Puglia nel 2022 – riferiscono Coldiretti Puglia e Unaprol – è scesa a circa 86 milioni di chili, una netta diminuzione rispetto alla campagna precedente, con il cambiamento del clima che ha falcidiato i raccolti. In questo scenario i costi delle aziende olivicole sono aumentati in media del 50% ve quasi una realtà su 10 ha lavorato in perdita con il rischio di chiusura”. 

Coldiretti Puglia, flashmob contro i danni del clima

A Bari organizzato il sit-in ‘Aprite gli occhi’ in occasione di Agrilevante INTERVISTA: LEONARDO MURGOLO, OLIVICOLTORE ALFONSO CAVALLO PRESIDENTE COLDIRETTI PUGLIA Servizio Guglielmina Logroscino

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