
Coldiretti Puglia, ‘stasera chiude diga Occhito, criticità’
A rischio coltivazioni e animali nelle stalle “Con il rilascio degli ultimi due milioni di metri cubi d’acqua ancora disponibili ad uso irriguo,alle 19.00 chiuderà
A rischio coltivazioni e animali nelle stalle “Con il rilascio degli ultimi due milioni di metri cubi d’acqua ancora disponibili ad uso irriguo,alle 19.00 chiuderà definitivamente la diga di Occhito, il più grande invaso artificiale della Capitanata. Anche il nodo idraulico di Finocchito alle 21.00 sarà chiuso per garantire l’acqua che resta all’uso potabile”. Coldiretti Puglia sottolinea che “Si apre uno scenario critico e pericoloso, per il rischio che alcuni campi di pomodoro non arrivino a fine produzione. A saltare saranno i trapianti di verdure e ortaggi che vengono messi a dimora in questo periodo dell’anno e pronti al consumo in autunno e nellastagione invernale: senza acqua le piantine non avrebbero alcuna garanzia di sopravvivenza.”Intanto c’è anche un razionamento di acqua fornita dalle autobotti, con il carico attivo solo inalcune fasce orarie, con il rischio che gli animali nelle stalle non abbiano più acqua per abbeverarsi. Le mucche per lo stress delle alte temperature stanno producendo fino al 30% circa di latte in meno.“E’ calamità in Puglia per la siccità grave e perdurante che sta costringendo gli agricoltori all’irrigazione di soccorso, con costi altissimi per il gasolio che serve a tirare l’acqua dai pozzi e rifornirsi con le autobotti”, evidenzia Coldiretti, secondo cui “serve una stretta sulla gestione dell’acqua in Puglia” dove “a causa delle reti colabrodo va perso 1 litro di acqua su 2, uno spreco che non ci si può permettere”.
Allarme sui costi per gasolio utile a recuperare acqua da pozzi Campi assetati di acqua. Frutti cotti dal sole. Piante di pomodoro colpite da stress climatico conconseguente fioritura eccessiva. È quanto sta accadendo nelle campagne pugliesi e a denunciarlo è Coldiretti Puglia, che torna a chiedere una accelerazione “sulla realizzazione del piano di invasi con pompaggi” ed un cambio si “passo sulla gestione della risorsa idrica, senza la quale tutti i record del cibo Made in Italy e la stessa sovranità alimentare sono a rischio per gli effetti sempre più violenti dei cambiamenti climatici”. L’associazione elenca i danni provocati dalle alte temperature: “Meloni, angurie, melanzane e piante di pomodori sono stati ustionati dai raggi del sole e la mancanza di acquache sta mandando in stress idrico i vigneti e gli oliveti dove mancano le olive”, fa sapere Coldiretti evidenziando che si registrano disagi anche nelle stalle “dove le mucche stanno producendo fino al 30% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali”. Problemi sono stati rilevati anche per l’alimentazione degli animali, perché sono calate le rese di “orzo e piselli proteici ed è stata dimezzata anche laproduzione di grano”. Il caldo fa crescere anche le spese in quanto allevatori e agricoltori hanno bisogno di “gasolio per prendere l’acqua dai pozzi, per azionare trattori e per tenere in funzione tutto il giorno ventilatori e doccette refrigeranti nelle stalle per aiutare le mucche a sopportare meglio la calura”. Da qui la richiesta a rivedere le modalità di gestione dell’acqua e a realizzare piani di gestione che sappianoottimizzare l’utilizzo.
Invasi sotto stress, -37mln di metri cubi di acqua La pioggia e la neve salvano la Puglia dalla siccità, dopo il caldo anomalo di inizio inverno chesta facendo emergere i primi sintomi di stress idrico con i quantitativi di acqua negli invasi che segnano -37milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, facendo scattare il campanello d’allarme nelle campagne. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Anbi; sugli effetti delle piogge e delle nevicate nel foggiano e sull’alta Murgia. Importante è però – sottolinea la Coldiretti regionale – che il cambiamento climatico sia progressivo senza ondate di freddoestremo e gelate improvvise ma anche manifestazioni violente che distruggono le coltivazioni e le infrastrutture. Le precipitazioni – precisa la Coldiretti – sono importanti per ripristinare le scorte di acqua negli invasi e nei terreni asciutti. La pioggia però deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsiper scorrimento provocando frane e smottamenti. L’arrivo della neve in questa stagione aiuta l’agricoltura, perché garantisce acqua alle campagne. Mentre il freddo è necessario per fermare le popolazioni di insetti, dannose per le colture, che potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera.
‘Sono gli effetti del caldo anomalo’ Ciliegi in fiore e fichi ancora pieni di frutti. “Sono gli effetti del caldo anomalo in Puglia, che rende le coltivazioni più sensibili al maltempo e al previsto abbassamento delle temperature”. Lo evidenzia Coldiretti in una nota, definendo “folle” per le temperature il mese di novembre. Il riferimento è anche al bollettino di allerta gialla della Protezione civile con venti di burrasca, ma anche per il freddo in arrivo nonostante “un 2023 che si posiziona nel nostro Paese al secondo posto tra gli anni più caldi dal 1.800 con una temperatura superiore di 0,82 gradi la media storica”, spiega Coldiretti. A rischio ci sono le colture che per il caldo hanno prolungato la stagione, dalle melanzane ai peperoni, dalle zucchine ai cetrioli, mentre sono ancora in corso le raccolte del mais e del riso ed è appena iniziata quella delle olive.
A Bari organizzato il sit-in ‘Aprite gli occhi’ in occasione di Agrilevante INTERVISTA: LEONARDO MURGOLO, OLIVICOLTORE ALFONSO CAVALLO PRESIDENTE COLDIRETTI PUGLIA Servizio Guglielmina Logroscino
A causa della siccità e dei cambiamenti climatici A causa della siccità e dei cambiamenti climatici, in Puglia, secondo Coldiretti, la produzione di olio si è più che dimezzata rispetto allo scorso anno (-52 %). Sugli scaffali è venuta a mancare una bottiglia su due di olio extravergine pugliese, mentre l’aumento dei costi di produzione ha avuto un impatto pesante sui bilanci delle aziende. “La produzione della Puglia nel 2022 – riferiscono Coldiretti Puglia e Unaprol – è scesa a circa 86 milioni di chili, una netta diminuzione rispetto alla campagna precedente, con il cambiamento del clima che ha falcidiato i raccolti. In questo scenario i costi delle aziende olivicole sono aumentati in media del 50% ve quasi una realtà su 10 ha lavorato in perdita con il rischio di chiusura”.

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Coldiretti Puglia, il caldo sta danneggiando campi e stalle

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