
Otranto: vietato accedere alla cava di bauxite, zona recintata
Il comune di Otranto potrebbe emettere un provvedimento d urgenza, considerato che si tratta del sito più visitato in Puglia dopo Castel Del Monte Chiusi
Il comune di Otranto potrebbe emettere un provvedimento d urgenza, considerato che si tratta del sito più visitato in Puglia dopo Castel Del Monte. Chiusi gli accessi per il lago di bauxite di Otranto, uno dei luoghi più iconici e fotografati del Salento. I proprietari dei terreni intorno al laghetto hanno avvisto i cartelli di “proprietà privata con divieto di accesso”. La zona è stata recintata. Si tratta di un ex sito minerario caratterizzato da terra di colore rosso intenso, nella si è creato un laghetto verde, questo attrae turisti e visitatori da ogni parte del mondo. Il sito dell’ex cava non è poi proprietà privata i terreni intorno sì. Quindi da oggi non si può più accedere. Il comune di Otranto potrebbe emettere un provvedimento d urgenza, considerato che si tratta del sito più visitato in Puglia dopo Castel Del Monte.
Una persona è stata denunciata e un’area di 30.000 mq è stata sequestrata per discarica abusiva Una persona denunciata. È successo a Carbonara di Bari Una persona denunciata e un’area di 30.000 mq sequestrata per discarica abusiva. Questo è il bilancio di un’operazione dei Carabinieri del NIPAAF (Nucleo Investigativo Ambientale Agroalimentare e Forestale) di Bari, con il supporto dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bari e della Stazione di Bari Carbonara. Grazie all’utilizzo di un drone, sono state documentate le numerose combustioni che avvenivano in un’azienda di recupero rifiuti, sita in una cava. All’interno dell’azienda è stata inoltre accertata la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti, superiori ai limiti autorizzati e su aree prive di pavimentazione idonea, nonché la mancanza di un impianto per il trattamento delle acque meteoriche. Sono stati anche trovati lavoratori in nero in percentuale superiore al 10%, riscontrate altre irregolarità rispetto alla normativa relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro, contestando un’ammenda di circa 30.000 euro e sanzioni amministrative pari ad euro 6.400.
Una bomba ecologica – denuncia il sindaco – che accoglierebbe rifiuti da altre regioni Intervista: Alessandro Liggieri, sindaco di Poggio Imperiale Servizio Pietro Loffredo
La Guardia Costiera ha bloccato l’attività in cui si produce calcestruzzo. Non aveva i necessari permessi per scarichi e emissioni Una cava a Martina Franca, adibita alla produzione di calcestruzzo, è stata sequestrata dalla Guardia Costiera su disposizione della Procura di Taranto per mancanza di autorizzazioni ambientali. La cava, che occupa un’area di 46.700 metri quadrati, era priva dei permessi necessari per scarichi industriali, acque meteoriche e emissioni atmosferiche. Le verifiche degli uffici comunali, provinciali e regionali hanno rivelato la mancata Autorizzazione Unica Ambientale, con danni per l’ambiente circostante. Nonostante una sospensione comunale delle attività, i lavori sono continuati. Il legale della società è l’unico indagato, e l’indagine prosegue con il supporto dell’ARPA per verificare altre possibili violazioni. Gli indagati godono della presunzione di innocenza.
Tutte le operazioni si sono svolte nella massima sicurezza Questa mattina a Barletta gli artificieri dell’11° Reggimento Genio guastatori di Foggia, reparto della Brigata Pinerolo di Bari, in collaborazione con il nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto, della Marina Militare, hanno recuperato e fatto brillare una bomba d’aereo risalente alla seconda guerra mondiale. L’ordigno, del peso di 100 libbre (circa 50 chilogrammi), era stato rinvenuto durante i lavori di dragaggio del porto e ha richiesto una particolare opera di bonifica. L’attività è stata coordinata dalla Prefettura, le operazioni si sono svolte in una cornice di sicurezza e si sono concluse con successo in tarda mattinata con il brillamento dell’ordigno in una cava. Si tratta di attività, spiegano i militari, a supporto della popolazione che rientrano tra le competenze istituzionali dell’Esercito e della Marina.
In azione due Fireboss e un Canadair Un incendio è divampato a Minervino Murge nelle vicinanze di una cava e il bosco Montelisciacoli, interessando pascoli, arbusti e sterpaglie. A lavoro ci sono tre squadre dell’Arif, e due dei vigili del fuoco del comando provinciale di Barletta supportati dall’alto da due Fireboss e un Canadair. A rendere complicate le operazioni di spegnimento sono il vento e le alte temperature. Sul posto è presente anche il Dos, direttore delle operazioni di spegnimento del Comando provinciale.
Si attendono i dati sui nuovi campionamenti dell’aria Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervista a Amedeo Bottaro, sindaco di Trani
Per la Procura si sarebbe trattato di una “gara anomala” Cinque misure cautelari sono emesse dal gip di Potenza nell’ambito delle procedure per l’affidamento di una cava e per la vendita del relativo materiale di risulta da parte del Comune di Vietri di Potenza. Per la Procura si sarebbe trattato di una “gara anomala”, per un valore di oltre 500mila euro, in cui “è mancata la segretezza delle informazioni”. Per un consigliere comunale di Vietri di Potenza, Antonio Viggiano, di 31 anni, è stato disposto il divieto di dimora nel paese. Questa misura porterà alla sospensione di Viggiano da consigliere comunale.
In Salento smaltiti illecitamente elettrodomestici e infissi Mobili, infissi, elettrodomestici, manufatti in cemento e materiale isolante: sono alcuni dei rifiuti che venivano stoccati in una discarica abusiva di 25mila metri quadri sequestrata dalla Guardia di finanza a Galatina, in provincia di Lecce. Il presunto responsabile dell’illecito smaltimento, amministratore di una srl attiva nel settore edile, è stato denunciato. I finanzieri hanno scoperto la discarica attraverso servizidi perlustrazione e rilevamenti video-fotografici, con cui hanno individuato una cava profonda circa 24 metri, per una volumetria complessiva di oltre 600.000 metri cubi. Sono in corso accertamenti dei finanzieri, sia per calcolare a quanto ammonta l’evasione della ecotassa, sia sulla classificazione dei rifiuti rinvenuti.
In una vecchia cava di Massafra trovate 16mila tonnellate di materiale edile, plastica e rocce Servizio di Francesco Persiani
La tragedia a Brienza, la vittima aveva 45 anni. Indagini dei Carabinieri Un operaio di 45 anni, Dino Viscardi, è morto in mattinata in contrada Pozzi, a Brienza, in provincia di Potenza. L’uomo, del posto e molto impegnato nel sociale e nel volontariato, stava scaricando un camion di materiali inerti, quando per cause in corso di accertamento, sarebbe caduto da un’altezza di oltre 50 metri. Immediato l’intervento dei sanitari del 118 che arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri, la Procura della Repubblica di Potenza. Sul posto sono giunti anche tecnici dell’Ispettorato del lavoro e dell’Azienda sanitaria del capoluogo lucano.
All’interno di un’area protetta sottoposta a vincolo paesaggistico Una cava trasformata in discarica abusiva è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nelle campagne di Bitonto, all’interno di un’area protetta sottoposta a vincolo paesaggistico. Nella cava erano stati stoccati illecitamente 260mila metri cubi di rifiuti, classificati anche come speciali e pericolosi, coperti da uno strato di materiale di escavazione. Due persone, i presunti gestori della discarica, sono state denunciate.

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