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I finanzieri hanno scoperto stabilimenti in cui venivano realizzati i prodotti Sono stati individuati e sottoposti a sequestro penale oltre 100.000 capi di abbigliamento contraffatti di numerosi brand famosi. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani hanno sequestrato anche gli stabilimenti, tutti nella provincia, e i macchinari utilizzati per la lavorazione della merce. I capi contraffatti venivano poi venduti in alcuni negozi di Barletta. Sono stati contestati, nei confronti di 8 persone, le ipotesi di reato commercio di prodotti con segni falsi. In tutti gli stabilimenti sono stati ritrovati lavoratori irregolari e sconosciuti al fisco, alcuni dei quali impiegati in condizioni igieniche precarie.

Dalla Campania essenzialmente, ma anche dal vicino Molise e dalle Marche: il traffico illecito di rifiuti verso la Puglia non si ferma

Sanzioni amministrative per un totale di 3500 euro, il titolare dell’azienda è stato segnalato I Nas di Bari hanno controllato un’azienda che produce integratori e alimenti proteici nella provincia Bat e hanno trovato 800 chili di materie prime senza rintracciabilità alimentare e scadute. Tutto il materiale è stato sequestrato: si tratta di polveri, creme e aromi. Sono state emesse sanzioni amministrative per un totale di 3500 euro, il titolare dell’azienda è stato segnalato. La merce, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa 10 mila euro.

Le auto venivano nascoste in un capannone di Barletta Scacco alla banda dei furti d’auto. La guardia di finanza del gruppo di Barletta, su disposizione del Tribunale di Trani, ha eseguito sette misure cautelari personali per ricettazione e furti di veicoli. Due dei soggetti sono pluripregiudicati cerignolani. La banda aveva trasformato un capannone di Barletta in un deposito di auto rubate, di cui molte di lusso. Tra veicoli e ricambi il valore complessivo è di circa 500 mila euro. Il gruppo criminale, dopo aver rubato i veicoli, li nascondeva nel capannone, per poi smontarli e vendere i pezzi anche online. I furti dei veicoli avvenivano a qualunque orario, davanti a cittadini inermi. Durante le perquisizioni sono state ritrovate apparecchiature elettroniche che disabilitavano le frequenze delle centraline dei veicoli. Recuperate ingenti somme di denaro, che nessuno del gruppo è stato in grado di dimostrarne la provenienza.

Gli anziani, spesso soli, sono vittime di truffe e raggiri. In caso di dubbi chiamare subito il 112 Oggi 2 ottobre si celebra la festa dei nonni. I carabinieri del comando della provincia di Barletta-Andria-Trani rendono omaggio a tutte le nonne e i nonni. L’arma ricorda l’importanza degli anziani per le famiglie e la comunità. Purtroppo sono sempre più frequenti i tentativi di truffe e raggiri. I malviventi si fingono nipoti, avvocati e agenti per ingannare i più fragili e sottrarre loro gioielli e denaro. Prima di compiere ogni azione i carabinieri invitano a prestare la massima attenzione e, in caso di dubbi, chiamare il 112. Il numero di telefono è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24.

Il presidente Aprile:” Smantellare una struttura che funziona è un paradosso” Servizio di Donatella Azzone montaggio di Maria Cristina Quintale

L’operazione è della Guardia di Finanza della provincia Bat I finanzieri del comando provinciale della Bat hanno arrestato due persone, un consulente del lavoro e un militare della Guardia di Finanza per una truffa ai danni dello stato di 600 mila euro. Nello specifico avvenivano assunzioni fittizie di personale per cui non venivano versati i contributi previdenziali e assistenziali e venivano accreditati stipendi su conti corrente o carte prepagate per lavori mai eseguiti. I due, di 40 anni, sono accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, falso, rivelazione di segreto e reati tributari. Complessivamente gli indagati nell’inchiesta della Procura di Trani, sono 50, di cui 14 a vario titolo, rispondono degli stessi reati contestati ai due finiti ai domiciliari. I due avrebbero messo in piedi società ad hoc per assumere “formalmente decine di lavoratori senza che venissero versati gli oneri previdenziali e assistenziali, e che fatturavano prestazioni di servizi inesistenti nei confronti di altre imprese con sede nel Nord Italia”. Gli stipendi sarebbero stati “monetizzati dalla associazione, mentre i due arrestati trattenevano una commissione di circa il 22%”.

Iovanna Lisa si è formata a Palermo Servizio di Giovanni Di Benedetto

Il messaggio dell’arma: “Denunciare è il primo passo per spezzare la catena del ricatto e ritrovare la propria libertà“ I Carabinieri della Stazione di Trani hanno dato esecuzione a un provvedimento di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura Generale della Corte di Appello di Bari, nei confronti di un uomo riconosciuto, responsabile di usura aggravata. Dovrà scontare una pena definitiva di 6 anni di reclusione per aver approfittato della fragilità di imprenditori e cittadini, imponendo condizioni insostenibili a chi si trovava in difficoltà. Nel febbraio scorso, la Compagnia di Trani ha arrestato un ottantenne originario di Molfetta, sospettato di usura, estorsione, rapina e lesioni, per aver concesso prestiti con tassi fino al 110% annuo e ricorrendo a minacce e violenza per riscuotere il denaro. Ancora, di recente, sono stati eseguiti nove arresti su ordinanza cautelare nei confronti di persone gravemente indiziate di estorsione, incendi dolosi e violenze con modalità mafiose.

Lo spegnimento avverrà dalle 19 alle 8.30 Troppi tentativi di furto nelle province di Foggia e Bat. Per questo Poste Italiane corre ai ripari con lo spegnimento notturno degli ATM Postamat di undici uffici postali dalle ore 19 alle 8.30. Il provvedimento si intende di natura temporanea. L’Azienda, confermando il proprio impegno nel garantire gli standard di sicurezza in tutte le proprie sedi con sistemi di protezione/telecamere di ultima generazione e cassaforti certificate, continuerà ad erogare regolarmente tutti i servizi nei consueti orari di apertura degli uffici postali interessati.

I recenti episodi di cronaca preoccupano le popolazioni A Barletta saranno adottate misure straordinarie per garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Lo ha annunciato la prefetta Silvana D’agostino nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, covocato dopo la sparatoria avvenuta lunedì sera in pieno centro e in orario di passeggio. Disposta l’immediata intensificazione delle attività di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. La prefetta ha inoltre preannunciato che sarà attivato il sistema di controllo di vicinato, un esempio di sicurezza partecipata in cui i cittadini, guidati e formati dalle forze di polizia, contribuiscono alla prevenzione segnalando attività sospette nel proprio quartiere. E dopo l’atto intimidatorio ai danni di un ispettore della polizia locale di Corato, a cui ignoti hanno bruciato due auto, il sindaco ha chiesto e ottenuto l’intervento del prefetto. Il prossimo 11 settembre Francesco Russo presidierà il comitato provinciale dell’ordine e sicurezza pubblica, a palazzo di città. “La collaborazione tra istituzioni” ha dichiarato Corrado De Benedictis, “è fondamentale per affrontare questioni complesse come quelle attinenti all’ordine e sicurezza pubblica”.

La donna, impiegata nella vicina Barletta, è ricoverata a Bisceglie. Dalla Asl fanno sapere che le sue condizioni sono buone Una donna di 53 anni di Andria, impiegata nella vicina Barletta, è ricoverata nell’unità operativa di Malattie Infettive dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Bisceglie affetta da West Nile virus. Le sue condizioni sono buone, fanno sapere dalla Asl, la signora non è in pericolo. La febbre West Nile, chiarisono dall’azienda sanitaria, è una malattia provocata da un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937, diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. “Oltre il 90 per cento dei casi resta asintomatico o si registrano sintomi lievi. Solo raramente si registrano encefaliti”, spiega Tiziana Dimatteo, commissario straordinario della Asl Bt, “per prevenire la puntura di zanzara si raccomanda di evitare ristagni d’acqua, usare repellenti e proteggere gli ambienti di vita con zanzariere”.

Disagi per automobilisti e pedoni, albero spezzato sulla statale 16 Pochi minuti di pioggia intensa e il centro di Margherita di Savoia si è trovato praticamente sott’acqua. Enormi i disagi per cittadini e automobilisti, traffico in tilt in diverse zone della città con marciapiedi e strade allagate. Sulla statale 16, in direzione nord tra Barletta e Canne della battaglia, un albero si è spezzato ed è finito sulla carreggiata, per fortuna senza ulteriori conseguenze. Precipitazioni piovose si registrano in diversi centri a nord di Bari.

Immondizia un po’ ovunque – lo documentiamo da tempo -soprattutto nei canali Siamo tornati, ancora una volta, lungo le strade e le campagne della provincia di Barletta – Andria – Trani per documentare lo scempio dei rifiuti abbandonati. I casi più eclatanti nel servizio di Giovanni Di Benedetto.

Sul fiume si può camminare, crisi idrica anche per gli invasi dei consorzi di bonifica Non solo l’Ofanto in secca ma anche gli invasi dei consorzi di bonifica. Il vecchio Aufidus è ridotto a pozze d’acqua, a Barletta, dove ha fatto la comparsa il lupo, come abbiamo di recente raccontato, ma anche in altri punti lungo la foce. L’altra faccia della medaglia è la moria dei pesci e delle specie acquatiche che qui vivono come questa cozza di fiume. Allo stesso tempo, però, la poca acqua che c’è viene attinta abusivamente con motori a diesel da chi qui irriga i campi. Servizio di Giuseppe Capacchione

All’evento è stato presentato “Impact Culture”, il nuovo volume editoriale firmato CONFAPI Bari-BAT: un progetto che verte proprio su una nuova visione del fare impresa La sostenibilità ambientale è ormai parte integrante di piccole e medie imprese: le aziende hanno la possibilità non solo di ridurre l’impatto ambientale dei sistemi di produzione, ma anche di affrontare con innovazione e resilienza il mercato. Così le piccole e medie imprese sono tornate al centro del dibattito in occasione dell’assemblea Confapi Bari-Bat: un’occasione di confronto sulle nuove sfide e opportunità per le aziende, a cui hanno partecipato imprenditori, professionisti e attori del territorio. Interviste a ERASMO ANTRO – presidente Confapi Bari-Bat; CATERINA SOLDI – Program Manager Cottino Social Impact Campus Servizio di Tina Raucci

Saranno presto eradicati insieme alle altre piante nel raggio di 50 metri Intervista: Angelantonio Angarano – Sindaco di Bisceglie Intervista: Gianni Porcelli – vice presidente Confagricoltura Bari-Bat https://stream10.xdevel.com/od/128/1327/XZXU/T/XU/03ae9bee36cf4ebcc496d7725c36794d.MP4.smil/playlist.m3u8

Due gli imputati per l’incidente del 16 agosto 2017 Hanno chiesto, di essere giudicati con il rito abbreviato i due imputati nell’ambito dell’inchiesta per la morte del giovane chef Raffaele Casale, avvenuta all’alba del 16 agosto del 2017 in un incidente mentre era a bordo della sua moto su via Martiri di Palermo, alla periferia di Trani. All’indomani della riapertura del caso, il gip dispose l’imputazione coatta per il reato di concorso in omicidio stradale di 2 dei 5 indagati: Alessandro Guadagnolo, all’epoca amministratore unico di Amiu, l’azienda che si occupa di igiene urbana in città, e Francesco Patruno, funzionario del comune. Secondo quanto scritto nell’ordinanza, non può essere escluso un nesso causale tra le condizioni della strada e l’evento morte. Il papà Felice non ha mai creduto all’imperizia nella guida del figlio, puntando l’indice sulla pericolosità della strada e su chi doveva provvedere alla sua pulizia dagli aghi di pino la cui presenza, è stato sostenuto, fece perdere aderenza al mezzo e, secondo quanto emerge dai verbali, è ritenuta concausa dell’incidente mortale.

Il patrimonio era costituito da 26 immobili, un’impresa operante nel campo agricolo e diverse disponibilità finanziarie Un pluripregiudicato della BAT avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco. Per questo la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro. Si tratta di un soggetto considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori ipotizzano che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro – seguito ad una precedente indagine del Commissariato di Canosa – comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

L’operazione è della Guardia di Finanza di Treviso Fatture false relative a lavori edili mai svolti da 4 società fittizie sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Treviso. Gli imprenditori avrebbero così realizzato risparmi d’imposta per oltre 26milioni di euro. Le fatture false erano state emesse per 24 società che operavano in diverse province italiane, tra cui anche la Barletta-Andria-Trani. Sono stati quantificati in oltre un milione di euro iproventi illeciti relativi all’emissione delle fatture. In tutto sono stati denunciati sei soggetti utilizzo ed emissione di fatture false, uno dei quali anche per indebito accesso a erogazioni pubbliche. 

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