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Eros Rossi era andato a casa dell’amico per festeggiare la libertà dai domiciliari con la cocaina, poi qualcosa è andata male. “Vaneggiava, alterato dalla cocaina. Aveva chiuso a chiave la casa, spostando persino il frigorifero davanti la porta dicendomi Da qui oggi non esci. Allora l’ho colpito più volte con un cacciavite piccolo mentre tentava di uccidermi con un pezzo di vetro”. É uno dei passaggi del lungo racconto fatto da Teodoro Cavaliere, il 40enne brindisino reo confesso dell’omicidio di Eros Rossi, il 41enne anche lui brindisino, ucciso nella villetta di Torre Canne dove stava scontando l’ultimo giorno di arresti domiciliari . Cavaliere al termine dell’interrogatorio fiume durato fino a mezzanotte davanti al pm Sofia Putignani e al proprio legale Chiara Capodieci, è stato arrestato e condotto in carcere, in quello stesso carcere da dove era uscito lo scorso 8 aprile dopo aver scontato una condanna per rapina. Una libertà che aveva celebrato con un post sui social. Eros suo amico d’infanzia, lo aveva letto e contattato per festeggiare insieme la ritrovata libertà di entrambi. E così avviene, in regalo Eros riceve dall’amico della cocaina. Appare visibilmente alterato dall’alcol ma nonostante ciò la assume in macchina, portando poi l’amico nella villetta di Torre Canne per quello che doveva essere l’ultimo saluto alla detenzione domiciliare da festeggiare sempre con la cocaina. Fatale sarebbe stato l’ultimo tiro che secondo quanto dichiarato da Cavaliere, avrebbe ingenerato nella vittima un crescente stato di alterazione degenerata poi nella colluttazione finale

Si chiama Antonio Rizzi, ha 41 anni e precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia. L’omicidio risale alla notte del 7 gennaio, il corpo di Dogna è stato ritrovato il 9 mattina Franco Dogna e il presunto assassino si conoscevano e frequentavano da dieci anni ma nessuno dei familiari e degli amici della vittima ne era a conoscenza. Si chiama Antonio Rizzi, 41 anni, l’uomo fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio.  Lui e Dogna spesso si incontravano proprio nella casa di Santo Spirito. È successo anche la sera del 7 gennaio scorso ma i due, probabilmente per incomprensioni legate all’uso di sostanze stupefacenti, hanno litigato furiosamente. Un diverbio sfociato poi nell’efferato omicidio con l’assassino che ha colpito Dogna con oltre 80 coltellate.  Gli investigatori lo hanno individuato anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza: le immagini hanno accertato entrata e uscita del presunto assassino nell’abitazione e la fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante dall’abitazione. È stato così possibile individuare la targa, risalire al proprietario e individuarlo tra le persone con cui Dogna, nei giorni precedenti all’omicidio, aveva scambiato alcuni messaggi telefonici.  All’esito delle indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino e ricostruire l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Antonio Rizzi che stava già pianificando una fuga prima al nord Italia e poi all’estero.

In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni Svolta nelle indagini sull’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia di 72 anni uccisa lunedì scorso a coltellate nella sua rivendita a Foggia, in via Marchese de Rosa. In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni, sospettato di aver sferrato almeno tre coltellate letali tra collo e addome alla commerciante. Pare che sin dalle prime battute le indagini dei carabinieri si fossero indirizzate sul cittadino straniero. Decisive si darebbero rivelate le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Una mezza dozzina le persone su cui si erano concentrati i sospetti dei militari, che, alla fine, hanno individuato nel capoluogo campano il presunto autore dell’efferato omicidio.Ancora ignote le cause del gesto: sin dal primo momento si era ipotizzato un tentativo di rapina – degenerato a causa della reazione della vittima -, ma gli investigatori non escludono anche altri ipotesi, su cui mantengono il più stretto riserbo. La prossima settimana sarà eseguita l’autopsia, mentre l’arma del delitto sarà inviata agli specialisti del Ris di Roma.

Ai Carabinieri Talaunt Malay ha detto di avere visto spesso la moglie con l’amante mangiare insieme e di averli filmati. Domani la convalida del fermo Servizio di Giovanni Di Benedetto

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