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Acquisire dati standardizzati, continui e comparabili sull’ecosistema marino rappresenta oggi una delle sfide più importanti per la sua conservazione e per la gestione efficace delle Aree Marine Protette. Le telecamere sono state posizionate ad una profondità di 10 metri e registreranno per 6 ore al giorno per un mese. Obbiettivo dell’installazione è acquisire dati, tra i quali anche la temperatura, per comprendere l’efficacia della governance dell’area protetta ed eventualmente migliorarla. La sperimentazione è stata avviata in modo congiunto dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Università degli Studi di Napoli Federico II e WSENSE con l’obbiettivo di monitorare la biodiversità marina senza danneggiarla, e aumentare, così, la disponibilità di dati scientifici utili alla conservazione e alla gestione adattativa degli ecosistemi costieri. Acquisire dati standardizzati, continui e comparabili sull’ecosistema marino rappresenta oggi una delle sfide più importanti per la sua conservazione e per la gestione efficace delle Aree Marine Protette. La disponibilità di informazioni raccolte in modo sistematico è infatti essenziale per comprendere lo stato di salute degli habitat, valutarne l’evoluzione nel tempo e misurare concretamente l’efficacia delle misure di tutela adottate. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, per molte specie ed habitat i dati disponibili risultano ancora limitati o frammentari. La complessità dell’ambiente marino, unita ai costi elevati e alle difficoltà operative dei monitoraggi tradizionali, rende spesso difficile ottenere serie temporali sufficientemente estese e dettagliate. Questa carenza di conoscenze può ridurre la capacità di supportare le decisioni gestionali con solide evidenze scientifiche e ostacolare il successo delle strategie di conservazione. Per rispondere a questa esigenza, stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante i sistemi di monitoraggio video passivo, tecnologie innovative e non invasive che consentono di raccogliere grandi quantità di dati biologici ad elevata risoluzione spaziale e temporale. Questi strumenti permettono di osservare la biodiversità marina senza catturare o manipolare gli organismi, documentandone la presenza e il comportamento in condizioni naturali e con un impatto minimo sugli ecosistemi. In questo contesto, nell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto sono stati installati due sistemi sperimentali di monitoraggio video, posizionati nelle due zone A della riserva ad una profondità di circa 10 metri. Le strutture posizionate dalla società Engineering Planning Construction, sono state ancorate al fondale mediante blocchi di cemento, garantendone la stabilità per tutta la durata della campagna di acquisizione. Ciascun sistema è equipaggiato, rispettivamente, con una e due videocamere che registrano per circa sei ore al giorno, per un periodo complessivo di un mese. Le videocamere permettono di osservare la Posidonia oceanica, habitat chiave del Mediterraneo e fondamentale serbatoio di biodiversità, con l’obiettivo di documentare la fauna ittica associata e produrre dati utili alla valutazione dello stato di conservazione dell’ecosistema. Attraverso la propria rete Underwater IoT, WSense ha integrato le telecamere di monitoraggio con il dispositivo WNode Enhanced, rendendo possibile la gestione di dati multimediali complessi in ambiente subacqueo. Le immagini acquisite vengono quindi elaborate attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e deep learning sviluppati dal team di WSense, in grado di riconoscere, classificare e catalogare automaticamente le specie marine. Una tecnologia che consente di estrarre informazioni ad alto valore aggiunto, offrendo nuovi strumenti a supporto della ricerca scientifica, del monitoraggio e della conservazione degli ecosistemi marini. Assunti i dati, le identificazioni saranno poi verificate, corrette e integrate da Francesca Acampa, dottoranda del dottorato nazionale della biodiversità presso il Laboratorio di ecologia marina guidato dalla professoressa Simonetta Fraschetti dell’Università di Napoli Federico II, garantendo elevati standard di accuratezza e affidabilità. “L’iniziativa che stiamo conducendo a Torre Guaceto – ha dichiarato il presidente del Consorzio di Gestione della riserva, Stefano Convertini -, rappresenta un importante passo avanti verso lo sviluppo di sistemi di monitoraggio sempre più efficienti, continui e sostenibili, capaci di supportare la gestione virtuosa e vincente delle AMP e di rafforzare la base scientifica necessaria per la tutela della biodiversità marina nel lungo periodo. Ciò che facciamo in riserva farà ancora una volta scuola anche oltre i confini europei”.

La Coldiretti: “Difendere acqua e biodiversità per salvare agricoltura e territorio”. In Puglia le zone umide sono un baluardo naturale contro i cambiamenti climatici e una risorsa vitale per l’agricoltura e la sicurezza del territorio. Con oltre 245mila ettari di aree naturali protette, 2.500 specie vegetali e centinaia di habitat capaci di regolare acqua, clima e fertilità dei suoli, questi ecosistemi rappresentano vere e proprie infrastrutture verdi strategiche. In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra il 2 febbraio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali, ambienti chiave per la tutela della biodiversità e per la difesa del territorio dagli effetti sempre più estremi del clima, tra siccità prolungate e piogge violente concentrate in poche ore. Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, passando per saline, paludi retrodunali e bacini naturali, la Puglia custodisce un patrimonio ambientale unico. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e una ricca vegetazione palustre fatta di canneti, giunchi, tamerici e piante alofile, capaci di adattarsi alla salinità. Un capitale naturale che non è solo bellezza paesaggistica, ma equilibrio ecologico e valore economico. Le zone umide pugliesi sono veri e propri serbatoi di biodiversità: ospitano specie protette, offrono aree di sosta fondamentali per l’avifauna migratoria lungo le rotte tra Europa e Africa e favoriscono la presenza di insetti utili all’agricoltura. Allo stesso tempo svolgono una funzione cruciale di regolazione delle acque, contrastando erosione costiera, siccità e allagamenti, fenomeni amplificati dal cambiamento climatico. La biodiversità si difende nei campi e nelle stalle, dove in Puglia si contano 139 specie vegetali e 9 animali a rischio estinzione, salvaguardati grazie all’impegno degli agricoltori e allevatori custodi, protagonisti di un vero e proprio “cibo eroico”. Il sistema delle aree protette regionali copre oltre 245mila ettari, di cui il 75,8% costituito dai Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e l’8,3% da aree e riserve naturali marine. Le province con la maggiore incidenza di territorio protetto sono Foggia (51,5%) e Bari (27,7%), dove la varietà botanica raggiunge 2.500 specie vegetali. Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove c’è biodiversità c’è suolo fertile, equilibrio naturale e qualità delle produzioni. Senza questi ecosistemi si indebolisce l’intero territorio, dalle campagne alle città. Da qui l’appello di Coldiretti a contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio, puntando su una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente: attraverso pratiche responsabili contribuiscono alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio. La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un momento per ribadire che ambiente e agricoltura sono alleati naturali, non mondi contrapposti. Investire nella tutela della biodiversità vegetale e animale significa rafforzare la resilienza del territorio pugliese e garantire un futuro alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide e a scegliere produzioni agricole locali, espressione di un territorio vivo e ricco di biodiversità.

Legambiente e Touring premiano le località top per sostenibilità e turismo dolce: Nardò terza in Italia, Maratea al vertice lucano

Turismo lento e percorsi per famiglie, bambini e diversamente abili. E’ il progetto innovativo per tre distinte aree protette della provincia di Matera. Servizio di Alessandro Boccia

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