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La battaglia giudiziaria della Cobar davanti al Tar di Bari Servizio di Linda Cappello

Le contestazioni mosse in un avviso di garanzia a firma del procuratore capo Roberto Rossi e del sostituto Savina Toscani fotografano lo spaccato di una gestione clientelare della cosa pubblica Varianti in corso d’opera del contratto d’appalto concordate a tavolino per far lievitare i costi dai 410mila euro iniziali fino a ben 700mila. Accordi che secondo la procura sarebbero stati presi fra il responsabile del servizio Lavori Pubblici del comune di Bitritto Lorenzo Fruscio e l’imprenditore nocese Donato Mottola, entrambi indagati per presunte irregolarità in merito all’affidamento dei lavori per la realizzazione di una scuola primaria in via Papa Giovanni Paolo II. Servizio di Linda Cappello

Il progetto, per un importo complessivo di 367 milioni di euro, prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione dei nuovi uffici giudiziari L’Agenzia del Demanio ha affidato l’appalto per la realizzazione del Parco della Giustizia di Bari al raggruppamento di imprese Cobar di Altamura e Sac di Roma.  Il progetto, per un importo complessivo di 367 milioni di euro, prevede la progettazione esecutiva e la realizzazione dei nuovi uffici giudiziari. Il raggruppamento Cobar – Sac si è aggiudicato l’appalto con 81,5 punti battendo la concorrenza degli altri quattro gruppi, tra cui quello formato da Impresa Percassi spa, Matarrese spa e il Consorzio Ciro Menotti, escluso dalla procedura di gara a causa di presunti errori materiali commessi nell’offerta tecnica.

La commissione ha iniziato la fase di verifica delle offerte presentate da 5 raggruppamenti

Un pasticcio burocratico e giudiziario che si conclude con un nuovo affidamento del servizio

La priorità è ora individuare un nuovo gestore Servizio di Pamela Spinelli;

Questa mattina il sit in davanti a Palazzo di città. Scongiurati i licenziamenti dei 150 lavoratori dell’appalto, ma c’è il taglio drastico delle ore. Il Comune lavora al nuovo bando di gara Di Alessandra Martellotti Intervista a Carmelo Sasso, Uil Trasporti Taranto; Daniele Simon, Filcams Cgil Taranto

Giochi del Mediterraneo, e piscine dovrebbero essere ultimate a luglio 2026 Sarà una impresa romana, la Ferraro spa, a realizzare uno degli impianti sportivi più attesi per i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026: lo stadio del Nuoto con l’annessa sistemazione dell’area esterna. L’appalto è stato aggiudicato con un ribasso pari al 17,3%. 42 milioni di euro la spesa prevista per la costruzione delle piscine olimpiche nell’area della Torre d’Ayala, in viale Virgilio. Lavori previsti in 18 mesi. Le piscine dovrebbero essere ultimate a luglio 2026, a ridosso della manifestazione sportiva. Ancora non si conosce invece la ditta vincitrice dell’appalto da 60 milioni di euro per ristrutturare lo stadio Iacovone.

Giochi del Mediterraneo 2026, entro 20 giorni le offerte delle ditte. Appalto da 41 milioni di euro Servizio di Annamaria Rosato

L’appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Brindisi potrebbe essere a rischio, dopo l’ordinanza del TAR di Lecce con cui si rinvia all’udienza del 30 gennaio prossimo, la decisione sul ricorso contro l’aggiudicazione alla ditta Teorema Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Francesco Afrune

Consentirà di dragare il porto e di realizzare le banchine di S. Apollinare Giornalista: Pamela SpinelliRiprese e montaggio: Donato Colazzo

La gara è stata vinta dalla società Teorema con un ribasso significativo Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

Il giudice ha ritenuto che via sia una “insufficienza degli elementi probatori a sostenere una ragionevole previsione di condanna” Il gip del Tribunale di Bari ha archiviato l’indagine per falso per induzione a carico dell’ex capo di gabinetto della Regione Puglia, Claudio Stefanazzi, ora deputato Pd e di Elio Sannicandro, commissario straordinario dell’Asset Puglia (Agenzia regionale strategica per lo sviluppo eco-sostenibile del territorio).L’indagine riguardava la presunta incompatibilità di Sannicandro a componente la commissione giudicatrice dei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto.Questo perché Sannicandro in precedenza, nel 2018, aveva fatto parte del gruppo di lavoro chiamato ad elaborare le linee guida per il piano strategico di Taranto, che comprendeva anche la realizzazione del nuovo ospedale, incarico che l’indagato non aveva menzionato nel suo curriculum vitae.La nomina di Sannicandro alla commissione giudicatrice dei lavori era stata “semplicemente” – annota la Procura – comunicata in una nota a firma di Stefanazzi. Il giudice ha ritenuto che via siauna “insufficienza degli elementi probatori a sostenere una ragionevole previsione di condanna”.

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