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I carabinieri hanno sequestrato un impianto dello stabilimento di Taranto dell’ex Ilva in disuso da alcuni anni poiché nei sotterranei sono stati trovati diversi metri cubi di sostanza oleosa. Il rischio è che il liquido possa disperdersi nell’ambiente e inquinare terreno e falda. Secondo la procura in quella zona era presente una fossa contenente materiale oleoso di ignota consistenza e provenienza.  Potrebbe trattarsi di residui di lavorazione della bramma, cioè un semiprodotto di acciaio da cui vengono poi ricavati coils, ovvero i rotoli di acciaio, e lamiere, prodotti destinati ad andare sul mercato. Dovrà essere accertata inoltre la data esatta in cui è stato fermato l’impianto, che potrebbe addirittura risalire alla gestione Italsider.

Il 35enne ha ucciso con sette colpi di pistola al quartiere Libertà il cognato a dicembre scorso Servizio Linda Cappello

Ricostruite dagli investigatori ramificazioni del gruppo criminale in Puglia, Campania, Piemonte e Lombardia Blitz antidroga della polizia di Genova che ha smantellato un vasto traffico di sostanze stupefacenti, disarticolando un’organizzazione criminali che aveva ramificazioni in cinque regioni italiane e in Spagna. Numerosi gli arresti eseguiti nel capoluogo ligure, in altre otto citta’ italiane Torino, La Spezia, Lodi, Bergamo, Bari, Lecce, Salerno, Monza e in Spagna. Il blitz, coordinato dalla DDA della procura di Genova ha visto la collaborazione tra la polizia italiana e quella iberica. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati concernenti il traffico, anche internazionale, e lospaccio di stupefacenti, la rapina, la ricettazione, la violazione delle norme in materia di armi. L’attivita’investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Genova ha consentito di ricostruire l’attività di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga con ramificazioni tra Piemonte, Puglia, Campania, Lombardia, Liguria e Spagna. Tra i soggetti colpiti dalle misure cautelari figurano alcuni collaboratori di giustizia e familiari sottoposti al programma di protezione. Numerose le perquisizioni sia in Italiache all’estero.

Traffico in tilt sulla Statale 231 È di un morto e tre feriti il bilancio di un terribile incidente stradale avvenuto questa sera sulla provinciale 231 all’altezza di Terlizzi, al confine con Bitonto, in direzione nord. A perdere la vita un uomo di 62 anni di Terlizzi che era alla guida di una Fiat Panda che nell’impatto con una delle due vetture è finita sulla corsia opposta scontrandosi con un mezzo pesante che procedeva in direzione nord. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri che conducono le indagini. Letteralmente paralizzato il traffico in entrambe le direzione con code che hanno raggiunto anche i dieci chilometri.

Si tratta di un gustoso fico secco ripieno con la mandorla Servizio di Linda Cappello; montaggio e riprese Cosimo Caragiulo; intervista a Michele Brancale, presidente Palese Insieme

Il corpo è stato sotterrato a soli 30 cm di profondità, indaga la polizia È giallo a Lecce dove durante un’esumazione al cimitero è stato trovato uno scheletro umano sepolto a soli 30 centimetri di profondità, senza bara e senza alcuna protezione. Le ossa si trovavano sopra due bare da esumare, facendo intuire che il corpo fosse stato sepolto in un secondo momento. L’assenza di una sepoltura adeguata ha sollevato dubbi su possibili pratiche “clandestine”, risalenti a circa dieci anni fa. L’allarme è stato dato dai necrofori della Lupiae servizi. Sul posto sono intervenuti polizia e specialisti della scientifica che hanno sequestrato le ossa per accertamenti. Nel frattempo proseguono le indagini.

Finisce l’esperienza del sindaco Primiano Di Mauro Servizio di Fabrizio Sereno; intervista a Nello Montoro, Italia Popolare Lesina;

Aveva in casa varie dosi di cocaina Un pensionato di 74 anni è stato arrestato dai carabinieri di Surbo con l’accusa di detenzione ai fini dispaccio di sostanze stupefacenti. Sono state le segnalazioni dei cittadini a mettere gli uomini dell’Arma sulle tracce del pusher. In casa l’uomo – che in passato aveva già avuto problemi con la giustizia – teneva nascoste una ventina di dosi di cocaina, insieme a tutto il necessario per pesare e preparare la droga.

Di Linda Cappello Il pm della Dda Fabio Buquicchio ha invocato la pena dell’ergastolo nei confronti di sei imputati, accusati di aver commesso omicidi di mafia nella guerra fra clan sorta nel rione Japigia. Le vittime sono Nicola De Santis e Franco Barbieri, uccisi rispettivamente nell’aprile e nel gennaio 2017. L’accusa ha chiesto una pena di 12 anni per Giovanni Mastrorilli, in virtù del suo atteggiamento collaborativo. Le arringhe difensive si svolgeranno il 27 gennaio e il 21 febbraio, a seguire la sentenza

L’imprenditore era stato arrestato alcuni giorni fa Il gip del Tribunale di Bari Giuseppe Ronzino ha concesso gli arresti domiciliari all’imprenditore Ignazio Gadaleta, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti pilotati alla Asl di Bari. Il giudice ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari, in seguito delle dichiarazioni parzialmente confessorie rese nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Gadaleta è difeso dall’avvocato Luca Gagliardi.

Un anno di reclusione con pena sospesa La Corte d’appello di Bari ha confermato la condanna per corruzione nei confronti dell’ex direttore generale di Ager Puglia, Gianfranco Grandaliano. È stata concessa la sospensione condizionale della pena. L’ex dg era finito a processo per essersi fatto pagare una festa di compleanno dall’imprenditore Rocco Lombardi, destinatario pochi giorni dopo dell’appalto di alcuni lavori. Grandaliano avrebbe fornito informazioni circa un finanziamento da un milione di euro per effettuare lavori di rimozione dei rifiuti in alcuni comuni pugliesi. In questo modo, avrebbe consentito all’azienda di Lombardi di presentare tempestivamente la documentazione per ottenere l’affidamento diretto per l’esecuzione dei lavori nel Comune di Cellammare (Bari) per un totale di poco più di 21mila euro.

Salvatore D’Ettori è crollato dopo essere stato incalzato dai carabinieri. La vittima si chiamava Silvana La Rocca, aveva 73 anni Una fine atroce per mano del figlio. Ha confessato, nella notte, incalzato dai carabinieri Salvatore Dettori, figlio di Silvana La Rocca, ex insegnante 73enne, trovata senza vita nel cortile della sua villetta, a Marina di Leporano. L’uomo è stato sottoposto a fermo. Emergono particolari agghiaccianti: il taglio profondo sull’addome, il corpo ritrovato in una pozza di sangue e altri dettagli cruenti. Ci sarebbe stato anche il tentativo di provocare una esplosione per far saltare tutto in aria e per cancellare tracce che invece sono state trovate e che neppure la forte pioggia ha spazzato via. Sarebbe stato poi proprio il presunto assassino, poco prima delle 20, ad allertare i carabinieri, dichiarando che non vedeva la mamma da giorni. Silvana La Rocca viveva da sola, era vedova dal 2002: suo marito Cataldo Dettori, dipendente Ilva, morì sul lavoro schiacciato da un muletto. L’altro figlio vive in Francia. La procura ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio volontario e ha disposto l’autopsia. Indagano i Carabinieri di Taranto, intervenuti con la Sezione scientifica, coordinati dal pm Salvatore Colella.

‘Nuovo piano rilancio”, anche “eventuali alleanze strategiche” La vertenza Leonardo. Nell’incontro con le rappresentanze sindacali tenutosi questa mattina a Roma, l’azienda “ha ribadito ogni ipotesi di scorporo della divisione aerostrutture a fini di cessione”  e ha parlato dell’esigenza di avviare presto un nuovo piano di rilancio. Il piano di rilancio punterà ad “individuare nuove opportunità di business funzionali all’integrazione della produzione”. Uno degli obiettivi sarà salvaguardare i livelli occupazionali nel medio-lungo periodo e la presenza industriale nel Mezzogiorno. Gli stabilimenti di Pomigliano d’Arco, Nola, Foggia e Grottaglie danno lavoro a oltre 4.000 persone.

Crisi idrica nel potentino: controlli quotidiani nel punto di prelievo delle acque del fiume Laboratori aperti h24 e controlli giornalieri nel punto di prelievo delle acque del Basento – che si vuole trasferire in parte nella diga del Camastra per contenere la crisi idrica che interessa circa 140 mila lucani di 29 comuni del Potentino, compreso il capoluogo di regione- prima e dopo l’ingresso nel depuratore di Masseria Romaniello a Potenza. Lo ha deciso l’amministratore di Acquedotto Lucano, Alfonso Andretta, come richiesto dal commissario per l’emergenza idrica, Vito Bardi, che nel corso dell’ultima seduta dell’unità di crisi ha sollecitato Acquedotto Lucano e Arpab a prevedere campionamenti con frequenza quotidiana. In piena attività anche l’Arpab. Il direttore generale dell’Agenzia per l’ambiente, Donato Ramunno, ha disposto questa mattina, congiuntamente con Asp, un nuovo campionamento microbiologico e chimico del Basento, i cui risultati saranno resi noti non appena terminato il processamento dei dati. Nel frattempo venerdì, il prefetto di Potenza Michele Campanaro, su richiesta del commissario Bardi, ha convocato un vertice per coordinare la vigilanza lungo l’asta fluviale interessata dai lavori con l’obiettivo di intercettare e sanzionare eventuali scarichi abusivi.

Colonna di fumi visibile da diversi chilometri. L’Agenzia regionale per l’ambiente non ha rilevato particolari criticità. Sono state posizionate due centraline mobili a Palo e Bitetto. Si continuerà a monitorare il meteo al fine di individuare , al variare della direzione del vento, eventuali altre località da controllare Servizio Grazia Rongo

Saranno trasferiti in un centro per richiedenti asilo in Puglia I sette migranti portati nel centro di Gjadar, in Albania, venerdì scorso sono tornati in Italia e sono approdati nel Porto di Brindisi questa notte. I migranti, di origine bengalese ed egiziana, sono statiaccompagnati a bordo in un pulmino in una struttura per richiedenti asilo. La decisione dei giudici romani di rivolgersi alla Corte Europea ha quindi effetto immediato e la convalida dei trattenimenti resta sospesa fino alla pronuncia di una corte sovranazionale. I sette migranti provengono da Egitto e Bangladesh.

Arrestati tre funzionari pubblici e sette imprenditori della zona. Quattro i grossi appalti finiti sotto la lente della Procura, fra cui la realizzazione del settore detenuti dell’ospedale San Paolo e la casa della salute a Giovinazzo Servizio Linda Cappello

La compagnia teatrale: “a rischio tutte le nostre attività” Brusco risveglio per “la casa di pulcinella”: la compagnia teatrale, realtà attiva nel panorama barese con spettacoli rivolti a tutta la famiglia, ha denunciato tramite social un furto subito nella notte. Il loro furgone è stato totalmente svaligiato da tutto il materiale utile per gli spettacoli. Mixer, audio, luci microfoni e cavi per un totale da oltre 10mila euro. La perdita dell’attrezzatura, spiegano i referenti della compagnia, mettere a repentagli ola continuità dell’attività. In passato la Casa di Pulcinella era già stata bersagliata da altri atti vandalici. Quindi l’appello affinché il materiale rubato possa essere restituito. “Sono tempi non facili – si legge nella diramata dalla compagnia- noi da parte nostra continueremo con grande fatica a fare il nostro lavoro. Contiamo come sempre sul sostegno del pubblico. Invitiamo quindi tutti a sostenerci in questo momento difficile”.

Una tavola rotonda voluta dall’Unione dei giuristi cattolici di Trani Servizio di Giuseppe Capacchione Interviste a: Antonio Diella, Presidente di Sez. Tribunale di Foggia; Vincenzo Rutigliano, Pres. Circolo della Stampa “San Francesco di Sales”; Giorgio Spangher, Università “La Sapienza” di Roma

Sequestrati dalla guardia di finanza 14 chili di eroina Un laboratorio per la produzione della droga è stato scoperto e sequestrato dalla guardia di finanza di Foggia nelle campagne di Ordona. All’interno dell’immobile sono stati trovati 14 chili di eroina e circa 100mila euro in contanti. Due persone sono state arrestate. La casa di campagna era attrezzata con strumentazione per tagliare, cuocere e confezionare la sostanza stupefacente. Le banconote, confezionate sottovuoto, erano state nascoste in vari contenitori per rendere più difficile il ritrovamento in caso di controlli. I due indagati si erano dotati di un miscelatore ed altri attrezzi per tagliare la sostanza, un fornetto per cuocerla e una pressa per confezionarla in panetti.

Surbo: arrestato pusher 74enne

Aveva in casa varie dosi di cocaina Un pensionato di 74 anni è stato arrestato dai carabinieri di Surbo con l’accusa di detenzione ai fini

Basento sorvegliato speciale

Crisi idrica nel potentino: controlli quotidiani nel punto di prelievo delle acque del fiume Laboratori aperti h24 e controlli giornalieri nel punto di prelievo delle

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