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Primo Piano

Poderoso l’intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato per ore riportando la situazione alla normalità. È stato spento nella notte l’incendio di vaste dimensioni che si è sviluppato intorno all’1.30 di martedì 30 dicembre nell’area esterna dello stabilimento GM Service di Palo del Colle, nel barese, azienda che si occupa di stoccaggio e trattamento rifiuti. A bruciare sono stati per lo più materiali in carta e plastica. Le fiamme hanno generato una colonna di fumo scuro, visibile anche dai centri abitati limitrofi. Poderoso l’intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato per ore riportando la situazione alla normalità. A rendere difficoltoso l’intervento, la caduta di alcuni cavi dell’alta tensione. L’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Puglia, l’Arpa, ha effettuato campionamenti e monitoraggi per valutare l’eventuale impatto sulla qualità dell’aria nelle aree potenzialmente interessate dalla ricaduta dei fumi. Secondo quanto riferisce l’agenzia, nei comuni di Modugno, Palo del Colle e Bitetto “non si osservano effetti rilevanti sulla qualità dell’aria nell’area urbana”.

É accaduto sulla provinciale Ruvo-Corato, diverse le vetture coinvolte che non sono riuscite a evitare l’impatto a causa del buio. Destino amaro per un gregge di pecore fuggite da un ovile e travolte dalle automobili che percorrevano ieri sera a tarda ora la strada provinciale Ruvo-Corato, a pochi metri dalla rotatoria per la città coratina, nel territorio di Ruvo. Diverse le auto coinvolte che non sono riuscite a evitare l’impatto a causa del buio. Illesi i conducenti. Nell’incidente morte una dozzina di pecore. Sulla stessa strada pochi giorni fa era stato investito e ucciso un cittadino indiano in bicicletta.

L’azienda ospedaliera barese ha promosso una campagna di sensibilizzazione . Solo qualche giorno fa al Policlinico di Bari sono state eseguite amputazioni di arti dopo l’uso di grossi petardi illegali. Per questo l’azienda ospedaliera barese ha promosso una campagna di sensibilizzazione contro l’utilizzo dei botti. È stato realizzato un video con immagini anche cruenti di mani senza dita e squarci profondi. Il filmato è pubblicato sulle pagine social ed è accompagnato dal messaggio di medici e infermieri che ripetono “Non farli esplodere”. L’appello è a proteggersi non usando i botti. “È stata una scelta precisa – spiega il direttore sanitario del policlinico, Danny Sivo – non con l’intento di urtare la sensibilità dei cittadini, ma di mostrare in modo chiaro e responsabile le conseguenze che lo scoppio di un petardo può provocare”.

. L’allarme è scattato intorno all’1.30 della notte tra il 29 e il 30 dicembre: le fiamme alte provocate da materiale plastico e carta bruciavano nel cortile esterno della Gm Service di Palo del Colle, azienda che si occupa di stoccaggio e trattamento di rifiuti. Sul posto sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco. Difficoltà aggiuntiva, la linea di cavi di alta tensione caduta, che bloccava la strada di accesso. Nonostante il calore, tale da provocare anche leggere ustioni ai pompieri pur coperti dalle tute antifiamma, i vigili sono riusciti a circoscrivere l’incendio alla zona esterna al capannone, come mostrano le immagini del sorvolo dell’elicottero, ma il lavoro proseguirà, presumibilmente per tutta la notte. C’è anche la pala meccanica del gruppo Gos, specializzato nel movimento terra, per spostare il materiale ancora caldo, e cercare eventuali fiamme che potrebbero covare sotto, mentre sul posto sono rimaste due squadre, un’autobotte e una più grande. Intanto sono proseguite per tutto il giorno, anche le attività di monitoraggio dell’aria da parte dell’Arpa, che ha seguito il movimento della colonna di fumo prima verso Palo, che è risultato sopravvento, poi a Modugno e Bitetto, risultate sottovento, ma i primi dati disponibili non hanno rilevato criticità. Le verifiche proseguiranno, e se necessario, saranno effettuati ulteriori campionamenti di polveri, i cui risultati, richiederebbero diversi giorni per la valutazione.

L’incidente è avvenuto a circa un chilometro dal centro abitato, sulla strada per Massafra. Giovanni Batista, ciclista di 58 anni è morto a seguito di un incidente stradale, nella periferia di Martina Franca. L’uomo è deceduto nell’ospedale di Taranto, dove era stato trasportato in condizioni già gravi. Stando alle prime ricostruzioni, il ciclista, uscito con un gruppo di amici sportivi, si è scontrato con un’auto che giungeva dalla parte opposta ed è sbalzato per diversi metri. L’incidente è avvenuto intorno alle 16 in zona Montetullio, sulla ex strada statale 581 che collega Martina Franca a Massafra. L’uomo, originario della Toscana, era residente a Crispiano.

È lo stesso fondatore del gruppo, Michael Flacks, a renderlo noto condividendo su Linkedin il post sull’accordo raggiunto . La tanto attesa svolta per l’Ex Ilva sembra essere arrivata. O per lo meno ci sono le intenzioni: è lo stesso fondatore di Flacks Group, Michael Flacks, a renderlo noto condividendo su Linkedin il post sull’accordo raggiunto con il Governo italiano per acquisire Ilva Steel. Ora si aprirà la trattativa in esclusiva per la vendita dell’azienda. “Questa acquisizione – scrive Flacks – garantisce il futuro a lungo termine di una piattaforma industriale storica e supporta 8.500 lavoratori. Stiamo impegnando fino a 5 miliardi di euro per modernizzare le operazioni, inclusa l’elettrificazione, per promuovere la decarbonizzazione, l’efficienza e la crescita sostenibile”. La proposta prevede che il Governo italiano resti partner strategico con una quota del 40%, mentre Flacks Group deterrà l’opzione di acquisire un ulteriore 40% in futuro. L’esito ora sarà sottoposto ai sindacati e al governo. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, è preoccupato per la scelta: “Non lasceremo il destino di 20mila lavoratori – dichiara – nelle mani di un fondo di investimento”.La Fim Cisl prende atto dell’autorizzazione a proseguire le trattative specificando che non è importante il nome di chi inizierà quanto i fatti. Intanto la Procura di Taranto ha nuovamente respinto la richiesta di dissequestro dell’altoforno 1 dello stabilimento ex Ilva avanzata da Acciaierie d’Italia che si era già vista respinta una prima istanza presentata lo scorso agosto. L’altoforno è sottoposto a sequestro senza facoltà d’uso dallo scorso maggio quando un incendio provocò danni all’impianto e rischiò di provocare feriti tra i lavoratori. Da allora l’acciaieria tarantina funziona con un solo altoforno, il 4, e con capacità produttive ulteriormente ridotte.

Si tratta di un 57enne di Tiggiano (Le) che per sottrarsi all’esecuzione della pena, si era allontanato dall’Italia. Latitante dal 2017, torna a casa per Natale e lo arrestano. Si tratta di un 57enne di Tiggiano (Le) che per sottrarsi all’esecuzione della pena, si era allontanato dall’Italia. A suo carico c’era un cumulo di 4 anni e due mesi di reclusione per tentato furto, ricettazione, evasione e adescamento di minorenni. I carabinieri di Corsano lo hanno intercettato a casa dai familiari, intento a trascorrere le festività natalizie. Il capodanno lo trascorrerà in carcere a Lecce.

In un deposito sono stati trovati capi di abbigliamento, di note marche, contraffatti. Controlli serrati della Guardia di Finanza in Salento. Le fiamme gialle del Gruppo Lecce hanno trovato in un deposito di Lecce nella disponibilità di due soggetti di origini senegalesi oltre 1.500 capi di abbigliamento, riportanti noti marchi come Prada, Nike, Adidas, Air Jordan, Mc Queen, Louis Vuitton, D-squared, Moncler, Gucci, contraffatti. I finanzieri della Compagnia di Gallipoli, all’interno di un’attività economica ubicata nel comune di Soleto, hanno individuato e sottoposto a sequestro penale 4.000 giocattoli contraffatti. Inoltre nel territorio di competenza tutti i reparti del Corpo alle dipendenze del Comando Provinciale di Lecce, hanno sottoposto a vincolo amministrativo oltre 29.500 prodotti, in prevalenza articoli natalizi, ritenuti insicuri per la salute, in quanto privi dei requisiti di conformità e sicurezza previsti dal codice del Consumo. In totale sono 18 i soggetti segnalati alla Procura della Repubblica di Lecce.

In corso accertamenti da parte dei carabinieri e degli artificieri in entrambi i comuni. Le sedi dei Comuni di Canosa di Puglia e di San Ferdinando di Puglia, nel nord Barese, sono state evacuate questa mattina dopo le segnalazioni della presenza di ordigni all’interno dei rispettivi edifici. A Canosa sarebbe stato un biglietto, recapitato ai carabinieri, a far scattare l’allarme. A San Ferdinando, invece, ad annunciare la presenza di una bomba sarebbe stata una telefonata anonima arrivata al centralino della caserma. Entrambi i palazzi sono stati evacuati e gli uffici sono stati chiusi al pubblico. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri e degli artificieri in entrambi i comuni.

È accaduto ieri sera lungo la statale 16 bis. Un vasto incendio si è sviluppato nella tarda serata di ieri in un autoparco lungo la statale 16 bis a pochi chilometri dal centro abitato di Cerignola. Le fiamme si sono propagate ad alcuni mezzi agricoli distruggendo completamente un mezzo pesante, un trattore e un semirimorchio. Sul posto sono giunti i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno lavorato diverse ore per domare le fiamme. Si indaga per stabilire l’origine del rogo.

Il colpo nel cuore della notte. Un forte boato ha svegliato i residenti di Genzano di Lucania, comune in provincia di Potenza. Nel cuore della notte malviventi hanno fatto esplodere il bancomat della Bper Banca in corso Vittorio Emanuele. Al momento non si conosce l’ammontare del bottino. (notizia in aggiornamento)

I vigili del fuoco sono al lavoro dalle 2 di questa notte. A fuoco cartone e plastica. Ancora un vasto incendio in un’azienda del Barese. Nella notte le fiamme sono divampate nell’area esterna di un’impresa di Palo del Colle, Gm Service, che opera nel settore del recupero di rifiuti, in particolare cartone. A fuoco decine di balle che erano state stoccate all’esterno del capannone. Dalle 2 di questa notte una decina le squadre dei vigili del fuoco al lavoro per domane le fiamme. Dal rogo si è sprigionata una colonna di fumo denso e nero che ha invaso l’area circostante. Si invita dunque la popolazione a tenere le finestre chiuse. A causa dell’incendio sono crollati alcuni cavi elettrici che servono la zona. Di conseguenza diverse imprese sono rimaste senza corrente. Questo ha reso ancor più difficili le operazioni di spegnimento perché non è stato possibile attivare gli idranti che si trovano nelle vicinanze. La corrente è stata ripristinata intorno alle 9.30. Scattano le analisi dell’Arpa per verificare se dall’incendio si siano sprigionate sostanze tossiche nocive per la salute. I vigili del fuoco dovranno lavorare ancora molte ore per spegnere il rogo.

La tennista tarantina ha acceso il braciere chiudendo il percorso della fiamma in città . La campionessa di tennis Roberta Vinci ha acceso il braciere chiudendo il percorso della fiamma olimpica a Taranto. “È un’emozione indescrivibile” ha dichiarato, “Ho chiuso questa tappa nella mia città, davanti alla mia famiglia. Ho viaggiato e giocato tanto però tornare qui a Taranto davanti a tutto il mio pubblico è qualcosa di indescrivibile”  La fiamma, simbolo di pace, armonia universale e dei valori dello sport, ha illuminato i luoghi principali della città, partendo dal castello aragonese con la prima tedofora, Daniela Fusti, per proseguire sul ponte girevole, il lungomare e così via, fino a piazza Archita per la cerimonia.

Questo ha consentito di attivare i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica per la bonifica delle reti interessate e successivi ricampionamenti e controlli finalizzati ad eliminare il rischio. La legionella è un batterio che prolifera nelle reti idriche ed è in grado di causare un’infezione respiratoria anche molto grave. Per prevenirne la diffusione, la Asl Bari ha avviato un progetto di prevenzione e contrasto rivolto a 1400 strutture ricettive e di accoglienza. E su 15 strutture sottoposte ad analisi, 12 sono risultate positive ai test antilegionella.  Sono stati coinvolti Hotel, b&b ed Rsa. Da luglio a dicembre, il personale Asl Bari ha contattato, informato e controllato centinaia di strutture della provincia di Bari, con l’obiettivo di tutelare la salute di ospiti, pazienti e operatori con ispezioni e campionamento. Su 1.399 strutture contattate, solo 333 hanno aderito trasmettendo i questionari: Rsa (91,1%), Hotel (70%) e B&B (15,16%). Tra queste sono state individuate e sottoposte a controlli 15 strutture (6 RSA, 3 Hotel, 6 B&B). L’esito delle analisi ha fatto emergere valori di concentrazione oltre i limiti in 12 strutture su 15. Questo ha consentito di attivare i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica territorialmente competenti per i provvedimenti previsti per legge: bonifica delle reti interessate e successivi ricampionamenti e controlli finalizzati ad eliminare il rischio. Il progetto, fortemente voluto dal Direttore generale Luigi Fruscio, in accordo con il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Nicolò De Pasquale, è stato organizzato dal Coordinatore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) Francesco Nardulli e dal responsabile della U.O.S.V.D. Igiene Industriale arch. Massimiliano Giuliano.

Si tratta di una 60ina di grammi di cocaina e 150 dosi di hashish. Ai domiciliari un 21enne di Ginosa. Una 60ina di grammi di cocaina e 150 dosi di hashish sono stati recuperati dai carabinieri a casa di un 21enne di Ginosa, arrestato per detenzione e spaccio, posto ai domiciliari. La droga era nascosta in una giacca all’interno di un armadio e tra le lenzuola del letto nel quale il giovane stava ancora dormendo al momento del controllo. La scoperta è avvenuta grazie al fiuto infallibile del cane antidroga One del Nucleo Cinofili di Modugno. 

Si tratta di un 42enne. Analoga operazione a Fasano. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Brindisi hanno arrestato un 42enne per detenzione illegale di materiale esplodente. Nel garage della sua abitazione sono stati trovati 180 chili di artifici pirotecnici e 84 ordigni artigianali vietati, ritenuti altamente pericolosi. L’uomo è stato posto ai domiciliari. Il materiale è stato sequestrato e successivamente fatto brillare dagli artificieri. Un’operazione analoga è stata condotta anche a Fasano, dove un 40enne è stato denunciato per la detenzione abusiva di circa 50 chili di materiale pirotecnico, tra cui ordigni artigianali. Anche in questo caso gli artificieri hanno provveduto alla messa in sicurezza e alla distruzione del materiale.

I malviventi sono riusciti a portar via diversi gioielli. Furto ai danni di una gioielleria nel centro di Ostuni. Il colpo è stato messo a segno la notte tra sabato e domenica scorsi, quando ignoti si sarebbero introdotti all’interno di un esercizio commerciale situato sulla centralissima viale Pola. Avrebbero forzato l’accesso alla gioielleria, riuscendo a sottrarre diversa refurtiva. Il valore del bottino è attualmente in fase di quantificazione da parte del titolare dell’attività commerciale. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Ostuni che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del furto e individuare i responsabili, anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona.

Il 12enne è in Rianimazione all’ospedale Perrino. Un 12enne è stato investito ieri sera, intorno alle 23, a Brindisi ed è ora ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Perrino”. A travolgerlo il conducendo di una Fiat 500L: si tratta di un 28enne che è prima fuggito per poi costituirsi nella notte. È stato denunciato per omissione di soccorso. Sull’episodio indaga la polizia stradale che ha sequestrato il veicolo e ha ritirato la patente all’automobilista. Il ragazzino ha subito un politrauma, ma per fortuna non è in pericolo di vita. A quanto si apprende, il 12enne era in compagnia di altri amici quando stava attraversando un tratto di complanare a pochi metri dalla strada statale che collega Brindisi a Lecce quando è stato investito dall’auto.

È successo questa mattina. Il Comune è pronto a fornire assistenza . Paura questa mattina a Mola di Bari per un incendio divampato in un appartamento al primo piano di una palazzina in via Enrico Toti, nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Le fiamme si sarebbero sviluppate da una caldaia, per cause in corso di accertamento. In quel momento, all’interno dell’abitazione, c’erano quattro persone. Tra loro anche un’anziana in sedia a rotelle. Sono rimaste intrappolate per alcuni minuti a causa del fumo, che li impediva di raggiungere la porta di ingresso per fuggire. È stato il tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Bari e Monopoli, che li hanno condotti fuori da quell’inferno, a scongiurare il peggio. Sul posto, per accertare le loro condizioni di salute, due ambulanze del 118. Per nessuno degli inquilini si sono registrate conseguenze. Oltre a carabinieri e polizia locale, sono intervenuti anche due funzionari dell’ufficio tecnico, per un sopralluogo. L’appartamento divorato dalle fiamme e quello al piano superioresono inagibili. E il Comune è pronto a fornire assistenza alle famiglie evacuate.

Si spera di avviare nel più breve tempo possibile le operazioni di ripristino dell’area logistica . Saranno le indagini dei vigili del fuoco, sulla base del fascicolo aperto dalla procura di Bari, a stabilire l’origine del grave incendio divampato nel megacapannone di Rutigliano. Si propende per la matrice dolosa ma è presto per arrivare a conclusioni. Le fiamme sono state spente anche se, a distanza di 30 ore, il fumo continua ad uscire dai capannoni della General Trade. I vigili del fuoco sono stanno effettuando le attività di cosiddetto “smassamento”, stanno cioè rimuovendo le macerie alla ricerca di eventuali focolai che covano ancora sotto. L’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, continuerà con i rilievi per valutare il livello di inquinamento dell’aria, al momento non sono stati superati limiti allarmanti. Intanto presidente del consiglio di amministrazione della General Trade, Giovanni Cassano, in una nota, ha espresso profonda gratitudine verso tutti gli operatori intervenuti sul campo: vigili del fuoco, volontari della protezione civile e forze dell’ordine. Circa il futuro dell’azienda ha specificato che la società ha attivato le procedure di emergenza per garantire la continuità del lavoro. Si spera di avviare nel più breve tempo possibile le operazioni di ripristino dell’area logistica e si ribadisce ribadendo l’impegno a tutelare i dipendenti e a mantenere il proprio ruolo di primo piano nel tessuto economico del territorio.

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