
Trovato morto in auto a Sava, decesso causato da problemi al cuore
Avrebbe avuto un arresto cardiaco Tiziano Soloperto, il 55 enne di Sava, trovato senza vita all’interno della sua auto, una Fiat Panda, dopo essersi allontanato

Avrebbe avuto un arresto cardiaco Tiziano Soloperto, il 55 enne di Sava, trovato senza vita all’interno della sua auto, una Fiat Panda, dopo essersi allontanato volontariamente dal pronto soccorso del Giannuzzi di Manduria. Avrebbe avuto un arresto cardiaco Tiziano Soloperto, il 55 enne di Sava, trovato senza vita all’interno della sua auto, una Fiat Panda, dopo essersi allontanato volontariamente dal pronto soccorso del Giannuzzi di Manduria. E’ emerso dall’autopsia eseguita in tarda mattinata dal medico legale Federica Mele dell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, su incarico del pm Salvatore Colella della Procura di Taranto. L’uomo, la notte tra sabato e domenica, aveva accusato forti dolori al petto e venne trasportato in ospedale. Dopo i primi accertamenti, si era allontanato dalla struttura volontariamente dalla struttura firmando le dimissioni, contro il parere dei medici. Qualche ora dopo fu trovato morto in auto in via Gradisca. L’allarme fu lanciato da alcuni passanti
Il carico è stato individuato vicino Trepuzzi, in un’area di servizio. La polizia di stato ha arrestato un 21enne incensurato di Lecce che trasportava 256 chili di sigarette di provenienza illecita senza sigillo del monopolio di Stato. Le sigarette di contrabbando sono state individuate nel corso di un controllo effettuato sulla strada statale 613, all’altezza di Trepuzzi, in un’area di servizio. La perquisizione personale e veicolare ha consentito di rinvenire numerosi cartoni e sacchi contenenti stecche di sigarette, oltre a radio ricetrasmittenti. Il veicolo utilizzato per il trasporto della merce è stato sequestrato insieme all’intero carico di sigarette
Una decisione maturata anche in seguito all’inchiesta della Dda di Bari in cui è indagato, insieme all’ex assessore comunale Antonio Lopez, per scambio elettorale politico-mafioso. Il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, ha annunciato che non si ricandiderà alla prossime elezioni amministrative. Lo ha comunicato ieri intervenendo in Consiglio comunale. Una decisione maturata anche in seguito all’inchiesta della Dda di Bari in cui è indagato, insieme all’ex assessore comunale Antonio Lopez, per scambio elettorale politico-mafioso. “Il mio passo indietro” ha dichiarato Bonasia, “è un atto di amore verso Modugno. Continuerò ad esserci come cittadino e sarò sempre dalla sua parte”. Il sindaco ha confermato che proseguirà l’attività amministrativa fino a scadenza mandato, nella prossima primavera, ribadendo l’estraneità a qualunque forma di illegalità.
“L’occupazione abusiva delle case popolari è un fenomeno vergognoso – ha dichiarato il presidente di Arca Puglia Pietro De Nicolo – significa sottrarla a chi ne ha davvero bisogno “. Oltre 300 uomini sono stati impegnati – tra dipendenti Arca, polizia locale, carabinieri e agenti della questura – per lo sgombero di quattro case popolari occupate abusivamente. La Procura di Bari ne ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza. Tra gli appartamenti sgomberati c’è quello al civico 18 di via Cascia, a Ceglie del Campo. Risulta essere la residenza di Luca Marinelli, 46 anni, già noto alle forze dell’ordine. Il video degli sgomberi L’alloggio era stato legittimamente assegnato al padre, morto nell’aprile 2023. Nonostante non avesse diritto al subentro, Marinelli non ha mai lasciato l’immobile, restando in quella casa con la propria famiglia. Ora è indagato per invasione di edifici insieme con la madre. Momenti di tensione, in via Cascia, nel momento in cui il personale di Retegas è entrato in casa per disabilitare le utenze. “L’occupazione abusiva delle case popolari è un fenomeno vergognoso – ha dichiarato il presidente di Arca Puglia Pietro De Nicolo – significa sottrarla a chi ne ha davvero bisogno “.
Sono stati recuperati dagli ispettori ambientali in località Scalo dei Saraceni. Quattro cuccioli di cane abbandonati sono stati recuperati questa mattina, 27 gennaio, dagli ispettori ambientali in località Scalo dei Saraceni, frazione di Manfredonia lungo la strada provinciale 141. Stando aquanto riferito dal comandante Giuseppe Marasco, i cuccioli, che sembrano in buone condizioni di salute, erano in un cartone all’interno di un cassonetto dei rifiuti. A ritrovarli alcuni cittadini che, nell’aprire il cassonetto per gettare i rifiuti, avrebbero visto i cuccioli, lasciati lì con ogni probabilità nella serata di domenica. I residenti si sono presi cura degli animali fino all’arrivo degli ispettori ambientali e dell’Enpa (ente nazionale protezione animali) di Manfredonia.
Il giovane ha ringraziato gli uomini della Questura per averlo salvato. Aveva il busto ormai oltre la balaustra del ponte e i piedi staccati dal suolo, ma due agenti della questura di Foggia sono riusciti ad afferrarlo in tempo prima che cadesse nel vuoto. È successo sabato scorso, 24 gennaio. I poliziotti intervenuti, dopo una segnalazione del pronto intervento sociale, sono Giacomo e Domenico, rispettivamente viceispettore e agente in forza all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Foggia. Dopo la segnalazione, gli agenti sono subito partiti verso il luogo indicato. Il 25enne, dopo essere stato messo in sicurezza, ha ringraziato i poliziotti per averlo salvato.
In corso anche perquisizioni. Maxi blitz da parte delle forze dell’ordine insieme con il personale dell’Arca Puglia per lo sgombero delle case popolari occupate abusivamente. Il Procuratore capo Roberto Rossi ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza di quattro appartamenti a Bari. Oltre 300 gli uomini impegnati, fra dipendenti Arca, carabinieri e polizia. In corso anche perquisizioni. Fra gli appartenenti sgomberati, uno al civico 18 di via Cascia, a Ceglie del Campo.
Un quantitativo che avrebbe fatto fruttare oltre 70 mila euro. Nascondeva 5 chili di droga nell’auto, arrestato 34enne della provincia di Taranto. È l’epilogo di una più ampia operazione antidroga dei carabinieri di Massafra. Durante un controllo hanno fermato il 34enne mentre viaggiava sulla sua auto e hanno trovato 5 chili di hashish, suddivisi in panetti, nascosti nel cofano, in un cartone ben sigillato, pronti allo spaccio. Un quantitativo che avrebbe fatto fruttare oltre 70 mila euro. La sostanza stupefacente è stata sequestrata e inviata al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dell’Arma.
Il militare, 59 anni, originario di Ostuni, fu colpito a morte durante un inseguimento mentre era in servizio e a pochi giorni dall’inizio di un periodo di licenza che avrebbe preceduto il pensionamento. Si apre oggi davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Brindisi il processo a carico di Camillo Giannattasio, 57 anni, di Carosino, imputato per concorso nell’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie, ucciso il 12 giugno scorso nelle campagne di Francavilla Fontana. La prima udienza è stata fissata dopo l’accoglimento, lo scorso dicembre, della richiesta avanzata dalla pm Livia Orlando. Il militare, 59 anni, originario di Ostuni, fu colpito a morte durante un inseguimento mentre era in servizio e a pochi giorni dall’inizio di un periodo di licenza che avrebbe preceduto il pensionamento. A sparare fu Michele Mastropietro, poi rimasto ucciso alcune ore dopo in un secondo conflitto a fuoco con le forze dell’ordine nelle campagne di Grottaglie. Secondo l’accusa, Giannattasio – che non ha materialmente esploso i colpi – ha comunque avuto un ruolo determinante nella dinamica dei fatti. La procura gli contesta di aver istigato Mastropietro a perseverare nella condotta violenta, incitandolo anche ad aprire il fuoco contro i carabinieri. I due, prima delle due sparatorie, erano in fuga a bordo di una Lancia Ypsilon rubata un mese prima nel Barese, inseguiti da una pattuglia dell’Arma a bordo dell’Alfa Romeo di servizio. Oltre al concorso in omicidio, Giannattasio deve rispondere anche dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, porto e detenzione di armi clandestine e munizioni, ricettazione, nonché della detenzionedi un arsenale rinvenuto nel suo negozio di ferramenta a San Giorgio Ionico, dove gli investigatori hanno sequestrato anche un decodificatore per immobilizer di autovetture. Sarà ora la Corte d’Assise di Brindisi a stabilire le eventuali responsabilità dell’imputato nella morte del brigadiere capo Legrottaglie.
I sigilli hanno riguardato un’azienda nel settore ittico e 3 unità immobiliari, di cui 2 in provincia di Varese. Colpo della Dia e dei Ros a un clan di Manfredonia. La Direzione Investigativa Antimafia e il reparto specializzato dei carabinieri hanno dato esecuzione a due distinti sequestri di beni. Sigilli al patrimonioimmobiliare di uno dei principali protagonisti delle dinamiche mafiose garganiche degli ultimi anni e da sempre organico ai clan di quell’area e di suo figlio, per gli inquirenti partecipe alle attività mafiose in particolare nella città di Manfredonia. Grazie al loro peso mafioso, dicono gli inquirenti, padre e figlio controllavano anche una buona parte del locale mercato ittico. Attraverso complessi accertamenti personali e patrimoniali, gli inquirenti hanno documentato come i due abbiano accumulato illecitamente ricchezze, controllato una parte del tessuto economico locale e realizzato investimenti, con una sproporzione tra le loro capacità reddituali dichiarate e la reale consistenza dei patrimoni a loro ascrivibili. I sequestri, per un valore complessivo stimato di circa 1.000.000 di euro, hanno riguardato un’azienda nel settore ittico e 3 unità immobiliari, di cui 2 in provincia di Varese.
Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco. Ancora sconosciute le cause. Paura nel centro storico di Rutigliano a causa di un incendio che ha interessato l’ultimo piano di una palazzina, in largo San Vincenzo. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco. Ancora sconosciute le cause. Sembra che in casa non ci fosse nessuno e al momento non risultano feriti
I familiari hanno dato l’assenso all’espianto degli organi . C’è una terza vittima nel drammatico incidente stradale avvenuto il 19 gennaio ad Acquaviva delle Fonti. Non ce l’ha fatta Jonathan Mastrovito, il 19enne rimasto ferito insieme a Gianvito Novielli, 18 anni e Denise Buffoni, 15 anni. Era ricoverato nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. I familiari hanno dato l’assenso all’espianto degli organi
La soluzione che la quasi totalità delle aziende ha proposto, è l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend. Tutte le Asl Pugliesi hanno trasmesso i piani aziendali sperimentali per l’abbattimento dei tempi di attesa. La soluzione che la quasi totalità delle aziende ha proposto, è l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend. Ogni azienda, esaminando i dati specifici, ha inoltre previsto percorsi di tutela, in particolare per i pazienti oncologici e fragili, riportando anche le attività che saranno potenziate per la verifica dell’appropriatezza prescrittiva e per il monitoraggio delle attività descritte nei piani sperimentali. I documenti saranno valutati dall’assessorato dal dipartimento alla Salute e dall’Aress: terminata la fase di validazione, entro venerdì i piani saranno approvati con un provvedimento di Giunta, in modo che le attività di recupero possano partire, come stabilito, dal prossimo primo febbraio.
Il comitato di Salvaguardia della zona ha pubblicato un nuovo post: “Senza presidi e controllo del territorio siamo costretti a convivere con il Far West. Una assuefazione all’illegalità”. Ennesimo grido d’allarme dai residenti dell’Umbertino a Bari. Il problema della mala movida non trova soluzione e il comitato di Salvaguardia della zona ha pubblicato un nuovo post nella sua pagina Facebook. Risale al weekend appena trascorso e si vede, in un video, il solito mare di gente a chiacchierare, bere e far rumore oltre mezzanotte. Le cattive abitudini, però, aumentano perché nello stesso video viene ripreso un gruppo di giovani che a bordo dei loro scooter sostano in piazza e poi si allontanano in fila, percorrendo indisturbati un lungo tratto di marciapiede per raggiungere la strada. Le immagini qui “Immagini eloquenti di quanto avviene, ormai consuetudinariamente, nell’Umbertino” scrive il portavoce del Comitato, Mauro Gargano. “Senza presidi e controllo del territorio – conclude – siamo costretti a convivere con il Far West. Una assuefazione all’illegalità”.
Era ricoverato a Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni rotondo dopo l’incidente è avvenuto sette giorni fa. Dopo una settimana di agonia è morto Luigi Martorelli, 30 anni, di Mattinata. Il ragazzo era ricoverato a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo a seguito di un incidente stradale avvenuto sulla strada tra Mattinata e Manfredonia. A darne notizia il sindaco di Mattinata. Michele Bisceglia: “Stamane un’altra triste notizia – scrive – ha colpito la nostra già ferita comunità. Un altro giovane nostro concittadino ci ha lasciati. Interpretando il sentimento di smarrimento e cordoglio di ogni mattinatese esprimo la mia vicinanza più sincera e affranta alla famiglia Martorelli in questo momento così doloroso. Luigi era davvero un ragazzo perbene, solare, come la sua famiglia. È davvero un grande dolore”.
Secondo l’accusa si sarebbe trattato di un delitto maturato in ambito mafioso. Il pm della Dda Bruna Manganelli ha invocato la condanna all’ergastolo, con dieci mesi di isolamento diurno, per Davide Lepore, a processo perché ritenuto dagli inquirenti esecutore materiale dell’omicidio di Ivan Lopez. Il 31enne fu ucciso a settembre del 2021 mentre era a bordo di un monopattino sul lungomare di San Girolamo di Bari. Chiesti 20 anni, invece, il coimputato Giovanni Didonna, con l’esclusione dell’aggravante mafiosa. Quest’ultimo è accusato di aver rubato due auto necessarie per commettere l’omicidio.Secondo l’accusa si sarebbe trattato di un delitto maturato in ambito mafioso: Lopez sarebbe stato ucciso per ritorsione perché, insieme con suo fratello Francesco (ora collaboratore di giustizia e in passato vicino al clan Strisciuglio ), avrebbe compiuto alcune estorsioni nei confronti di Lepore, titolare di alcune autorimesse di Bari e vicino al clan Capriati della città vecchia. Il prossimo 27 febbraio prenderà la parola la difesa.
Gli scarichi avvengono di notte e non in una zona isolata ma sotto il ponte della trafficata Statale 16. Una montagna di stracci nel torrente Carapelle, alle porte dell’omonimo Comune in provincia di Foggia. Le sponde del corso d’acqua sono state trasformate in una maxi discarica abusiva. Ci sono rifiuti di ogni genere, soprattutto vestiti e scarpe.Gli scarichi avvengono di notte e non in una zona isolata ma sotto il ponte della trafficata Statale 16. Il signor Antonio Di Tuccio, residente a Carapelle, denuncia: “Questo è l’ennesimo danno creato al nostro territorio. La nostra preoccupazione è che noi abbiamo le case qui a150 – 200 metri, un rogo potrebbe causare gravi problemi di salute. Siamo violati giornalmente da questi personaggi che vengono a scaricare, il territorio è sotto assedio“.
I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi. Un gruppo di sindacalisti e lavoratori di Vestas Italia è salito sul tetto del capannone del sito di Taranto fissando uno striscione con la frase “Trasferimento forzato=licenziamento mascherato” e appendendo un manichino con la corda al collo. I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi. “L’uomo impiccato – sottolinea in una nota la Uilm, che ha organizzato la mobilitazione con la Fiom Cgil – è il simbolo brutale di un futuro che viene tolto, di una dignità calpestata e di un territorio che rischia di essere svuotato per sempre”. Per l’organizzazione sindacale “spostare il lavoro a 200 km di distanza non è una riorganizzazione, è una condanna per tante famiglie che non possono e non vogliono accettare un addio silenzioso alla loro terra”. foto di Uilm Taranto
Sottotitolo: Il Tribunale scagiona un 52enne. “Non chiedo vendetta, ma verità”, racconta dopo un lungo calvario giudiziario.. Il Tribunale di Foggia ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti di un 52enne residente a Foggia, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, a distanza di nove anni dai fatti contestati e quattro anni dall’inizio del processo penale. La vicenda giudiziaria, particolarmente complessa e articolata, riguardava un arco temporale compreso tra il 2004 e il febbraio 2017. L’uomo era stato denunciato dall’ex moglie, successivamente separata e costituitasi parte civile, la quale aveva riferito di presunte ingiurie, vessazioni psicologiche e aggressioni fisiche che si sarebbero protratte fin dai primi anni di matrimonio, anche alla presenza della figlia minorenne. Tra le accuse contestate figuravano episodi di violenza descritti come morsi, calci e gomitate, oltre a presunti comportamenti di controllo e limitazione della libertà personale, come l’impedimento a frequentare familiari e amiche. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, tuttavia, le dichiarazioni della donna sono state giudicate contraddittorie e prive di riscontri oggettivi, tanto da portare il collegio giudicante a ritenere insussistenti le accuse. Un elemento centrale della vicenda è stato anche il coinvolgimento della figlia minore, che per circa cinque mesi era stata allontanata dal nucleo familiare e collocata in una comunità, per poi essere affidata al padre, su richiesta della stessa minore. Il rinvio a giudizio dell’imputato era avvenuto nell’ottobre del 2021. Dopo un lungo iter processuale, caratterizzato da udienze, prove testimoniali e documentali, la stessa Procura della Repubblica di Foggia, al termine della requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione dell’uomo, ritenendo non provata la responsabilità penale. Soddisfazione è stata espressa dalla difesa, affidata agli avvocati Ettore Censano e Giulio Treggiari. «Qualunque padre si sarebbe arreso – ha dichiarato l’avvocato Censano –. Il mio assistito, invece, ha trovato la forza di andare avanti, soprattutto per amore della figlia. Questa vicenda dimostra come, troppo spesso, si parta dal pregiudizio che l’uomo sia sempre l’autore dei maltrattamenti, senza un’adeguata verifica dei fatti». Parallelamente alla conclusione del processo, è stata resa pubblica una lettera aperta, firmata simbolicamente “un padre”, nella quale il 52enne racconta il suo lungo “inferno giudiziario”. Nel testo, l’uomo ripercorre gli anni segnati dalle accuse, definendo la propria come «la storia di un padre che non chiede vendetta, ma verità». «Ero sposato con una donna fragile e inquieta, che amavo e cercavo di proteggere – si legge nella lettera –. A un certo punto si rivolse a un centro antiviolenza e iniziò ad accusarmi di fatti mai avvenuti, costruendo un racconto che ha travolto la mia vita e quella di nostra figlia». Da quel momento, racconta, sarebbe iniziata una spirale fatta di processi, sospetti e isolamento, che lo ha marchiato come un colpevole prima ancora di una sentenza. «Le false accuse fanno male quanto un reato di istigazione al suicidio – prosegue –. Ti portano sull’orlo del baratro, ti tolgono dignità, lavoro, affetti e futuro». Nonostante l’assoluzione, l’uomo sottolinea come il peso di quanto accaduto resti ancora presente: «A me e a mia figlia sono stati tolti anni di serenità, crescita e normalità». La lettera si chiude con un messaggio di resilienza e speranza: «Continuo ad andare avanti per lei. Ogni sera, quando la guardo dormire, so che il mio compito è restare in piedi anche quando tutto ti ha schiacciato. E mi piace pensare che la verità, come una luce piccola ma ostinata, prima o poi trovi sempre una fessura per entrare».
L’incidente è avvenuto tra San Vito dei Normanni e Specchiolla mentre la zona era interessata da un violento nubifragio. Tragico incidente stradale sulla provinciale 35 tra San Vito dei Normanni e Specchiolla. Nello scontro tra una BMW e un pick-up è deceduto Nicola Ippolito, 38 anni, di San Vito dei Normanni. Era alla guida della Bmw. Ferito l’uomo a bordo dell’altra vettura. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Brindisi. Ferito l’uomo a bordo dell’altra vettura. L’impatto si è verificato mentre la zona era interessata da un violento nubifragio

Avrebbe avuto un arresto cardiaco Tiziano Soloperto, il 55 enne di Sava, trovato senza vita all’interno della sua auto, una Fiat Panda, dopo essersi allontanato

Il carico è stato individuato vicino Trepuzzi, in un’area di servizio La polizia di stato ha arrestato un 21enne incensurato di Lecce che trasportava 256

Una decisione maturata anche in seguito all’inchiesta della Dda di Bari in cui è indagato, insieme all’ex assessore comunale Antonio Lopez, per scambio elettorale politico-mafioso

“L’occupazione abusiva delle case popolari è un fenomeno vergognoso – ha dichiarato il presidente di Arca Puglia Pietro De Nicolo – significa sottrarla a chi

Sono stati recuperati dagli ispettori ambientali in località Scalo dei Saraceni Quattro cuccioli di cane abbandonati sono stati recuperati questa mattina, 27 gennaio, dagli ispettori

Il giovane ha ringraziato gli uomini della Questura per averlo salvato Aveva il busto ormai oltre la balaustra del ponte e i piedi staccati dal

In corso anche perquisizioni Maxi blitz da parte delle forze dell’ordine insieme con il personale dell’Arca Puglia per lo sgombero delle case popolari occupate abusivamente.

Un quantitativo che avrebbe fatto fruttare oltre 70 mila euro Nascondeva 5 chili di droga nell’auto, arrestato 34enne della provincia di Taranto. È l’epilogo di

Il militare, 59 anni, originario di Ostuni, fu colpito a morte durante un inseguimento mentre era in servizio e a pochi giorni dall’inizio di un

I sigilli hanno riguardato un’azienda nel settore ittico e 3 unità immobiliari, di cui 2 in provincia di Varese Colpo della Dia e dei Ros

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco. Ancora sconosciute le cause Paura nel centro storico di Rutigliano a causa di un incendio

I familiari hanno dato l’assenso all’espianto degli organi C’è una terza vittima nel drammatico incidente stradale avvenuto il 19 gennaio ad Acquaviva delle Fonti. Non

La soluzione che la quasi totalità delle aziende ha proposto, è l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend Tutte

Il comitato di Salvaguardia della zona ha pubblicato un nuovo post: “Senza presidi e controllo del territorio siamo costretti a convivere con il Far West.

Era ricoverato a Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni rotondo dopo l’incidente è avvenuto sette giorni fa Dopo una settimana di agonia è morto

Secondo l’accusa si sarebbe trattato di un delitto maturato in ambito mafioso Il pm della Dda Bruna Manganelli ha invocato la condanna all’ergastolo, con dieci

Gli scarichi avvengono di notte e non in una zona isolata ma sotto il ponte della trafficata Statale 16 Una montagna di stracci nel torrente

I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a

Sottotitolo: Il Tribunale scagiona un 52enne. “Non chiedo vendetta, ma verità”, racconta dopo un lungo calvario giudiziario. Il Tribunale di Foggia ha pronunciato una sentenza

L’incidente è avvenuto tra San Vito dei Normanni e Specchiolla mentre la zona era interessata da un violento nubifragio Tragico incidente stradale sulla provinciale 35