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Il Questore di Lecce firma i provvedimenti dopo la guerriglia tra ultras fuori dallo stadio: accuse di rissa, lesioni gravissime e uso di spranghe. Il Questore di Lecce, Giampietro Lionetti, ha emesso 14 provvedimenti di Daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive) a seguito dei violenti scontri avvenuti durante l’incontro di calcio Squinzano Calcio 1913 – Leverano Football, disputato il 3 maggio 2026 presso lo stadio comunale di Squinzano. Le indagini, condotte in sinergia dai Carabinieri e dalla Divisione anticrimine, hanno permesso di identificare i tifosi violenti di entrambe le fazioni. Le accuse formulate, a vario titolo, sono pesanti: Lancio di materiale pericoloso e possesso di artifizi pirotecnici; Rissa e danneggiamento aggravato; Lesioni personali, alcune delle quali classificate come gravi e gravissime. La durata dei Daspo applicati varia da uno a otto anni, e per i soggetti ritenuti più pericolosi è stato disposto anche l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia. La ricostruzione dei fatti: l’agguato ultras fuori dallo stadio Secondo quanto emerso dalle indagini delle forze dell’ordine, i disordini sono scoppiati poco prima del fischio d’inizio, all’esterno dell’impianto sportivo di Squinzano. Un gruppo di ultras locali, con il volto travisato da cappucci e armati di spranghe, ha teso un vero e proprio agguato ai sostenitori del Leverano che stavano arrivando a bordo delle proprie auto nei pressi del settore ospiti. L’episodio di guerriglia urbana ha causato il ferimento di diversi tifosi, colpiti non solo dall’esplosione di grossi petardi, ma anche dall’uso di oggetti contundenti, tra i quali è spuntato persino un cacciavite.

I giudici amministrativi bloccano l’ordinanza del sindaco di Taranto, ma obbligano l’azienda a presentare un piano per tagliare i fumi inquinanti di arsenico e nichel. Il Tar di Lecce ha accolto con prescrizioni il ricorso presentato da Acciaierie d’Italia Energia (società del gruppo AdI), confermando la sospensione dell’ordinanza del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che imponeva lo stop all’impianto. I giudici amministrativi hanno però fissato un termine perentorio all’azienda per adempiere alle richieste del Comune: presentare un piano di riduzione delle emissioni inquinanti. I motivi dello stop alla centrale termoelettrica del siderurgico L’ordinanza sindacale mirava a bloccare la centrale termoelettrica che alimenta il siderurgico di Taranto attraverso il recupero e la gestione dei gas del ciclo dell’acciaio. Il provvedimento del primo cittadino era scattato a causa dell’inadempimento della società nella presentazione del piano di contenimento del rischio non cancerogeno. In particolare, erano stati contestati il superamento e il mancato controllo dei parametri emissivi di arsenico, cobalto e nichel. Cronistoria del provvedimento: dal blocco alla decisione del Tar 13 aprile: Il sindaco ordina ad Acciaierie d’Italia Energia di sospendere l’esercizio della centrale entro 30 giorni. 28 aprile: Il Tar di Lecce dispone una prima sospensiva cautelare dell’ordinanza per congelare lo stato di fatto e rimandare la discussione. 19 maggio: Si tiene l’udienza collegiale per l’approfondimento del caso. Oggi: Il Tar si pronuncia definitivamente confermando la sospensione del blocco, ma vincolando l’azienda al rispetto dei nuovi limiti ambientali. Attualmente, i vertici di Acciaierie d’Italia si sono riservati il tempo necessario per valutare nel dettaglio le prescrizioni contenute nelle decisioni del Tar di Lecce.

L’arteria è stata chiusa, mentre due famiglie hanno lasciato la propria abitazione a scopo precauzionale. Sono continuati anche oggi i sopralluoghi dei tecnici comunali e della Provincia di Potenza sulla frana che ieri pomeriggio ha interessato parte della strada provinciale 7 nel Comune di San Chirico Raparo. Si tratta di un tratto di via Vittorio Emanuele, già attenzionato dall’amministrazione comunale a causa di alcune crepe che si erano formate sulla carreggiata. Ieri, però, è crollato un muro di sostegno che ha fatto cedere parte della careggiata. L’arteria è stata chiusa, mentre due famiglie che vivono in una casa nei pressi dello smottamento hanno lasciato la propria abitazione a scopo precauzionale. Nel frattempo l’amministrazione comunale ha attivato un servizio di taxi emergenziale, con la Croce Rossa, a supporto alle persone anziane e agli ammaliati per tutte le esigenze.

La giornalista 29enne freelance è tornata in Italia.  “Sono saliti sulle barche, ci hanno perquisiti, ci hanno legati e portati sulla nave prigione, con violenza ci hanno spogliati di qualsiasi avere, vestiti, non avevamo vestiti sufficienti per tenerci al caldo durante lanotte”. Parla Simona Losito, la giornalista 29enne freelance barese che era a bordo della Global Sumud Flotilla e che è tornata in Italia dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana e alcuni giorni di detenzione. “In carcere non ci hanno dato né acqua né cibo, continuavano a tenerci la testa bassa, non volevano che riuscissimo a guardare le persone intorno a noi, ci hanno legati mani e piedi, trattati come fossimo criminali, hanno sparato, lanciato granate sonore, ci buttavano acqua a terra per non farci stare caldi, alcuni di noi sono stati picchiati, usavano il taser sui corpi bagnati, ci sono state violenze sessuali“. “Sapevamo quello a chi andavamo incontro, – racconta – sapevamo che saremmo usciti dalle carceri e che in qualche modo saremmo tornati a casa, anche se non ci aspettavamo tale escalation di violenza. La stessa cosa non si può dire dei palestinesi che sono nelle carceri. Quello che è successo a noi è sempre solo una piccola parte di quello di cui il governo israeliano è capace di fare”.

L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato ricoverato. Un uomo di 50 anni è rimasto ferito nella tarda serata di ieri a San Giovanni Rotondo, raggiunto da un colpo di pistola all’addome mentre si trovava all’esterno di un’abitazione. L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato ricoverato: le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche possibili contrasti maturati nell’ambito di rapporti personali

Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. È pugliese uno dei due italiani tra i dieci attivisti della carovana umanitaria della Flotilla fermati in Libia e con cui si sono persi i contatti. Si tratta di Domenico Centrone, di 33 anni, originario di Molfetta. Il gruppo intende raggiungere Gaza attraverso l’Egitto ma, al momento di attraversare il confine per procedere verso l’Egitto, a Sirte, nell’est della Libia, il gruppo della Flotilla è stato fermato al checkpoint dai miliziani del generale Haftar. Al momento non si sa cosa stia succedendo ma si sono già attivati Consolato e Ministeri e si sta facendo tutto il possibile per il loro rilascio. Questo è quanto è stato raccontato da un’altra pugliese che si trova lì, Sara Suriano di 33 anni di Andria.

L’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece si vede il passaggio dei soccorritori già alle 5.26. Sostano pochi istanti e poi vanno via. Omicidio Bakari Sako, spunta un nuovo filmato del circuito di videosorveglianza di piazza Fontana che rivela un dettaglio fondamentale. Un’ambulanza era presente in piazza già 13 minuti prima del decesso del giovane maliano. Dagli atti, l’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece si vede il passaggio dei soccorritori già alle 5.26. Sostano pochi istanti e poi vanno via. Il filmato è al vaglio della Procura. Potrebbe portare a chiarire due aspetti. Il primo è se Bakari avrebbe potuto salvarsi; il secondo, è se davvero qualcuno dei ragazzi, indagati per omicidio, aveva provato a chiedere aiuto quando il mezzo è passato. Si continua a indagare. Al momento 6 giovani restano in carcere: il 19enne Fabio Sale e il 22enne Cosimo Colucci, e 4 minorenni nei cpa di Bari e di Lecce. Indagato, per favoreggiamento, anche il titolare del bar Fontana.

Ultime ore per votare: i seggi chiudono alle 15. Segui la diretta al canale 10 e in streaming sul nostro sito dalle 18.30. In Puglia la prima giornata di voto per le elezioni comunali ha visto una affluenza complessiva nei seggi dei 54 comuni interessati che ha raggiunto quasi il 49 per cento, per la precisione il 48,98%, leggermente inferiore alla percentuale di votanti raggiunta alla stessa ora nelle precedenti elezioni amministrative. Il dato più alto in provincia di Taranto con i comuni di Laterza, Montemesola e Roccaforzata che hanno superato il 60 per cento. L’affluenza più bassa nel Brindisino con il 44,85 per cento. In Basilicata, invece, l’affluenza complessiva è stata del 46,31%. Si vota anche oggi, le urne si sono aperte stamattina alle 7 e si chiuderanno alle 15. Subito dopo inizierà lo spoglio. Dalle 18.30 segui Votofinish su Telenorba.

I giallorossi battono il Genoa e restano in A . Una festa travolgente travolge il Via del Mare e tutto il Salento. Il Lecce batte il Genoa e conquista una storica quarta salvezza consecutiva in Serie A. Un traguardo straordinario conquistato al culmine di una stagione complicata e combattuta fino all’ultimo minuto.  Qui la grande festa giallorossa La partita inizia con qualche minuto di ritardo a causa della fitta nebbia creata dai fumogeni della curva, ma l’attesa rende l’atmosfera ancora più elettrizzante. Il Lecce parte forte e al 7′ fa esplodere lo stadio: Ramadani lancia Cheddira, la cui conclusione viene respinta da Leali; sulla ribattuta si avventa Lamek Banda, che con freddezza firma il gol del vantaggio. I giallorossi insistono e sfiorano il raddoppio prima con lo stesso Banda, murato da Leali, e poi subiscono il brivido del pareggio del Genoa firmato da Frendrup al 39′, fortunatamente annullato per una netta posizione di fuorigioco.Nella ripresa iniziano ad abbassarsi, ma il Lecce dimostra di avere fame. Al 51′ Cheddira supera Leali in uscita ma la sua conclusione, da posizione defilata, si stampa sul palo. Poco dopo è il Genoa a spaventare i padroni di casa con Frendrup, ma un monumentale Falcone esce a valanga e dice di no. La dea bendata volta ancora le spalle ai salentini al 67′, quando Pierotti incorna alla perfezione un cross di Gallo, centrando in pieno la base del palo.I minuti finali sono di pura gioia e festa sugli spalti e in campo. Il Lecce si è salvato e anche nella stagione 2026/27 sarà protagonista in Serie A.

. Paura nel pomeriggio di domenica a San Chirico Raparo, nel potentino, per via di una frana che ha interessato un tratto di via Vittorio Emanuele, in pieno centro abitato. Il sindaco Vincenzo Cirigliano ha subito disposto la chiusura dell’arteria, per evitare rischi legati ad ulteriori cedimenti. Immediati i sopralluoghi dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali che stanno monitorando l’evolversi dello smottamento. Fortunatamente non si registra alcun ferito, anche se tre famiglie che vivono a monte della frana sono state evacuate a scopo precauzionale.

. Domenica al voto in 54 comuni in Puglia e 16 in Basilicata. Alle 12 in Puglia aveva votato il 13,47% degli aventi diritto, registrando un lieve decremento rispetto alla precedente tornata elettorale omologa, quando alla stessa ora si era recato ai seggi il 14,31%. Dato leggermente in controtendenza in Basilicata dove alle 12 aveva votato il 12.51% degli elettori contro il 12.02 dell’ultima analoga tornata elettorale.  In provincia di Bari c’è la partecipazione più alta in termini percentuali con un affluenza del 14,07%, comunque in calo rispetto alle ultime comunali. In aumento invece in provincia di Foggia dove il dato si attesta al 13.43%, in crescita rispetto al 12.39% del passato.  Nella Barletta-Andria-Trani (dove si vota sia ad Andria che a Trani), l’affluenza si attesta all’11,36%.  In Basilicata l’affluenza al voto alle 12 in provincia di Matera è stata del 13.53%, in provincia di Potenza invece del 12.57%

. Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario in Puglia. È accaduto sabato sera, al Policlinico di Bari. Un medico in servizio è stato aggredito fisicamente all’interno del reparto di neurologia. Sarebbe stato colpito con un pugno da un uomo che pretendeva un ricovero immediato per una familiare, senza dover passare dal pronto soccorso. Il medico ha riportato un trauma all’occhio sinistro con lesioni alla cornea e alla retina. L’aggressore è stato messo ai domiciliari nel corso della notte su disposizione del pm di turno. Si tratta di un incensurato, dovrà comparire domani mattina lunedì 25 davanti al gip per la convalida del fermo. Anche un medico donna presente in reparto è stata minacciata. L’episodio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate a riportare la calma dopo l’arrivo di numerosi familiari e conoscenti all’interno dell’area ospedaliera. Il reparto è stato presidiato dalle forze dell’ordine fino al mattino.  Ferma condanna per l’episodio da parte della direzione dell’azienda ospedaliera. L’ennesimo caso riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. In Puglia, dopo una fase di relativa diminuzione degli episodi violenti, si registra infatti una nuova escalation di aggressioni verbali e fisiche nei confronti di medici, infermieri e personale ospedaliero.

. Un altro weekend da incubo nell’ Umbertino, cuore della movida barese, denunciato dai residenti con tanto di video sui social, girati in particolare in Largo Adua. Anche questo fine settimana, da giovedì sera, scrivono, abbiamo dovuto vivere il solito copione, con aggregazioni massive di giovani, consumo di alcolici sul suolo pubblico oltre mezzanotte, inquinamento acustico notturno con rumore ben oltre i limiti di legge, motorini che sfrecciano sul giardino Colonna mettendo a rischio gli avventori delle attività che usufruiscono di regolari concessioni, occupazioni abusive di suolo pubblico che rendono intransitabili i marciapiedi. Tutto questo nell’assenza della polizia locale.“Il Far West nuoce a tutti, anche a quelle attività del food,che operano nel rispetto delle regole e sono una risorsa per il territorio” si legge nel post.La situazione che si ripete ormai da tempo sarà oggetto di un incontro a breve con l’amministrazione comunale

. Nel pomeriggio di sabato (23 maggio) è atterrato all’aeroporto di Fiumicino a Roma, ed è già in viaggio per la Basilicata, Dario Depalma, il 27enne di Bernalda, nel materano, l’unico lucano che ha preso parte alla seconda missione internazionale della Global Sumud Flotilla. Ad attenderlo la madre Adriana e il fratello Mirko. il giovane sta bene, ma ha denunciato la violenza subita senza nessuna ragione, ma solo per il puro piacere di esserlo. É una piccola parte – ha sottolineato – di quello che 11 mila prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane vivono ogni giorno”.

. La famiglia di Nicola Scarascia, il 52enne di Scanzano Jonico trovato morto il 12 maggio scorso, invita “chiunque abbia visto, udito o appreso elementi utili alla ricostruzione dei fatti” a collaborare con le Forze dell’Ordine. Sul decesso dell’uomo vige angora il più assoluto riserbo, si sospetta che possa essere stato ucciso. Le indagini della procura di Matera e dei carabinieri della compagnia di Policoro proseguono, nessuna pista viene esclusa.  Intanto venerdì la salma è ripartita alla volta della Germania, nella città in cui si era trasferito da qualche anno e dove si svolgeranno i funerali. I parenti di Scarascia hanno annunciato di voler “condividere con l’intera comunità di Scanzano, un momento di raccoglimento e la celebrazione di una Messa in suo ricordo. Giorno, orario e luogo della funzione – hanno fatto sapere – saranno comunicati nei prossimi giorni”.

Dura la reazione dei partiti e le civiche del centrodestra presenti in Consiglio comunale che, in una nota, chiedono al sindaco Vito Leccese di sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e avviare la revoca in autotutela del bando. Dopo la retrocessione del Bari in serie C i vertici fanno scena muta. Nessuna dichiarazione prevista per queste e per le prossime ore. I giocatori e l’allenatore Moreno Longo presto lasceranno la città. In mattinata sono rientrati in città con un volo charter da Bolzano. Nell’aeroporto i pochi tifosi che c’erano hanno lanciato insulti contro la squadra.La prossima settimana la dirigenza farà il punto  sulla stagione conclusa e sulla ripartenza. Longo si è scusato con la piazza sportiva: “Personalmente ho messo tutto e ho sperato fino alla fine di regalare questo sogno alla città” ha dichiarato, concludendo con un laconico :“Mi prendo le mie responsabilità”. Intanto il sindaco di Bari, vito Leccese, ha scritto a Luigi De Laurentiis, presidente della società, chiedendo un incontro e sollecitando un progetto “serio e chiaro, orientato alla vendita della società e che sia all’altezza di restituire dignità ad un popolo e ad una città frustrati dalla mancanza di prospettive”. “Qualche giorno fa – ricorda Leccese – De Laurentiis mi ha scritto per avere conferma della disponibilità dello stadio San Nicola, funzionale alla iscrizione al campionato di calcio entro il termine fissato dalla Lega al prossimo 9 giugno. Prima di firmare questa nota a mio pugno non posso far finta che ieri non sia successo nulla”. Dura la reazione dei partiti e le civiche del centrodestra presenti in Consiglio comunale che, in una nota, chiedono al sindaco Vito Leccese “di assumere con urgenza un’iniziativa politico-amministrativa chiara: sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e avviare la revoca in autotutela del bando, – cui ha partecipato solo la società dei De Laurentiis – alla luce delle mutate condizioni sportive ed economiche determinate dalla retrocessione del Bari in Serie C. Lo stadio San Nicola è un patrimonio pubblico della città di Bari – scrive l’opposizione – Affidarne la gestione per i prossimi anni senza una nuova istruttoria, dopo un cambiamento così rilevante del contesto sportivo, economico e societario, sarebbe una scelta inopportuna e potenzialmente rischiosa”.

Si vota in 54 comuni pugliesi, in Basilicata 16 centri al voto. Domani (domenica 24 maggio) e lunedì (25 maggio) si vota in 54 comuni pugliesi per l’elezione dei nuovi sindaci ed il rinnovo dei consigli comunali. Le sfide principali ad Andria e Trani, capoluoghi di provincia, ma ci sono anche centri importanti come Modugno, Molfetta, Lucera, Maglie e Gallipoli. Nei comuni sopra i 15mila abitanti si andrà al ballottaggio tra due settimane se nessun candidato avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei consensi. In Basilicata 16 centri al voto: tutti comuni sotto i 15mila abitanti, quindi vincerà direttamente il candidato più suffragato. Si vota dalle 7 alle 23 domani, dalle 17 alle 15 lunedì.

L’episodio nella notte. Una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 è stata localizzata nel corso della notte dalla sala sismica dell’istituto di vulcanologia lungo la costa Garganica ad una profondità di 8 chilometri. Quattro i comuni più vicini all’epicentro: San Nicandro Garganico, ad 11 chilometri, Lesina a 16, Apricena e Poggio Imperiale a 18 chilometri. La scossa è stata avvertita da parte della popolazione, ma non sono stati registrati danni a cose o persone.

Il procedimento ora tornerà ora davanti alla Corte d’Appello di Bari per un nuovo giudizio. La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione nei confronti di Daniela Casulli, la maestra conosciuta sui social con il nome di “Zia Martina”, originaria della provincia di Bari, sospesa dal servizio scolastico perché accusata di pornografia minorile e corruzione di minorenni. Il procedimento ora tornerà ora davanti alla Corte d’Appello di Bari per un nuovo giudizio. Ad annunciarlo è stata la stessa insegnante 48enne in un video postato sui suoi profili social. La donna avrebbe adescato adolescenti su internet e avrebbe avuto rapporti sessuali con alcuni di loro all’interno di una struttura ricettiva nel centro di Bari, con la presunta realizzazione di video. In primo grado, il Tribunale di Bari aveva condannato la donna a 7 anni e 3 mesi di reclusione.

Brutto episodio che macchia ulteriormente una serata già storta per la formazione pugliese, sconfitta pesantemente con il punteggio di 100 a 84. Botte da orbi, ieri sera, nella partita di basket di Serie A2 maschile tra Roseto e Ruvo di Puglia. In Abruzzo si giocava gara-3 della serie di spareggi playout validi per la salvezza. Nel secondo quarto di tempo il folle episodio nella lunetta di campo dei padroni di casa: dopo un rimbalzo ed una palla contesa, un giocatore del Ruvo, Jacopo Borra, ha perso la testa e colpito ripetutamente al volto un atleta del roseto, Jacopo Landi. Un brutto episodio che macchia ulteriormente una serata già storta per la formazione pugliese, sconfitta pesantemente con il punteggio di 100 a 84. Ruvo fallisce così il primo dei tre match point per salvarsi. Si tornerà in campo per gara-4 domani sera, sempre a Roseto.

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