Il laboratorio del Sud e le sfide in arrivo
Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con
. Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con il 66% dei voti, secondo gli instant poll di Telenorba, ma la vittoria non è un trionfo senza problemi. Perché dietro il numero si nasconde una coalizione ampia e variegata: unisce il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche come “Decaro Presidente” e “Per la Puglia”. Gestire questa pluralità di interessi sarà la vera sfida del nuovo presidente. Bari, cuore politico e amministrativo della regione, diventa il centro simbolico di questa sfida: la città e le aree urbane più popolose richiedono attenzione alle infrastrutture, servizi pubblici e progetti concreti che possano consolidare il consenso e mantenere coesa la coalizione. La Bat con i suoi Comuni di dimensioni differenti impone un equilibrio tra investimenti nei centri urbani e nelle aree più piccole, per evitare che qualcuno si senta lasciato indietro. Lecce, con una partecipazione leggermente più alta, offre un sostegno più stabile ma va rafforzato con azioni tangibili sul fronte sociale ed economico. Stesso copione per Brindisi alle prese con una imponente fase di transizione post industriale: dalla chimica alla robotica passando per l’aerospazio. Taranto, divorata da problemi ambientali e occupazionali, richiede interventi immediati e visibili su lavoro, bonifiche e infrastrutture: in caso contrario le difficoltà locali rischiano di diventare terreno di scontro politico interno alla coalizione. Foggia, con affluenza molto bassa, rappresenta la provincia simbolo del rischio politico: qui Decaro dovrà dimostrare attenzione concreta ai territori marginalizzati. Dovrà trasformare il consenso relativo, cioè legato al voto, in sostegno reale attraverso programmi di sviluppo agricolo, servizi pubblici e politiche sociali mirate. Allo stesso tempo, in Campania, Roberto Fico ottiene una vittoria significativa: conferma che il centrosinistra al Sud può costruire alleanze vincenti. Ma anche qui il quadro è complesso: la coalizione eterogenea dovrà affrontare problemi simili di mediazione tra partiti tradizionali, liste civiche e componenti progressiste: vincere un’elezione non garantisce automaticamente una governance efficace e stabile. La scarsa affluenza alle urne, intorno al 41- 42% in Puglia e con punte leggermente più alte in alcune province come Lecce, rappresenta un elemento di riflessione non trascurabile: il consenso raccolto dai vincitori, per quanto numericamente ampio, deriva da una minoranza della popolazione. E questo riduce la forza politica percepita e la legittimità “attiva” della coalizione. La bassa partecipazione può essere letta come un segnale di disillusione o di distanza tra cittadini e istituzioni. E pone una sfida ulteriore: convincere chi non è andato a votare che il nuovo governo regionale può rappresentare realmente i loro interessi. Inoltre, territori con affluenza molto bassa, come Foggia e alcune aree interne, rischiano di sentirsi marginalizzati. Così di fatto aumenta la pressione sul governatore per bilanciare equità nella distribuzione delle risorse. La scarsa partecipazione accentua anche le differenze territoriali: le province più urbane e popolose determinano gran parte del risultato, mentre le zone rurali o periferiche rischiano di subire un peso minore nelle decisioni politiche. Il rischio? Possibili fratture interne alla coalizione. In entrambe le regioni la sfida sarà trasformare il consenso elettorale in risultati concreti. Come? Affrontando temi cruciali come sanità, infrastrutture, sviluppo economico, gestione dei fondi europei e politiche sociali. E bisognerà dimostrare che la leadership personale di Decaro e Fico non si limita a raccogliere voti, ma sa tradurre numeri e coalizioni in azioni politiche concrete. Il Sud diventa così un laboratorio politico in cui il centrosinistra ha riconquistato terreno. Tuttavia non è finita: questo Sud deve misurarsi con la complessità delle province, la fragilità del consenso e la varietà degli interessi interni. Il vero banco di prova sarà la capacità dei due presidenti di bilanciare ambizione e concretezza, mediazione e visibilità, attenzione alle aree urbane e cura dei territori marginali. Solo così potranno trasformare una vittoria elettorale netta in governi operativi, coesi e credibili agli occhi dei cittadini. Perché vincere le elezioni è solo il primo passo. C’è una sfida più grande: la gestione reale delle province, dei servizi, delle risorse. In parole povere le attese del Sud.
La presidente del seggio se n’è accorta sentendo il “click” dello scatto fotografico e ha chiesto l’intervento della Guardia di Finanza. Entra in cabina e fotografa il voto. È quanto accaduto a Ostuni, nel seggio 13 della scuola elementare Pessina. Un’elettrice, parente di una consigliera comunale, avrebbe scattato una foto alla scheda violando la legge a tutela della segretezza del voto. La presidente del seggio se n’è accorta sentendo il suono dello scatto fotografico e ha chiesto l’intervento della Guardia di Finanza. La scheda in questione è stata sequestrata e l’elettrice dovrà chiarire quanto accaduto.
Secondo questi dati, la vittoria appare non solo probabile, ma schiacciante. È significativamente simbolico che Decaro arrivi al traguardo proprio mentre l’affluenza risulta fra le più basse mai viste per una tornata regionale in Puglia. Antonio Decaro trionfa fin dai primi dati, confermando tutte le previsioni: stando all’instant poll del TgNorba nel corso della diretta Votofinish sulle elezioni regionali pugliesi, sembra ormai cosa fatta: il candidato del centrosinistra si imporrebbe con un margine netto, il 66,4 per cento. Luigi Lobuono sarebbe staccato al 30,1 per cento. Ada Donno (Puglia pacifista e popolare) al 2,4 per cento e Sabino Mangano (Alleanza civica per la Puglia) l’1,4 per cento. Gli instant poll sono sondaggi realizzati il giorno stesso del voto. Per il TgNorba sono stati realizzati da Winpoll, una delle società leader in sondaggi d’opinione e ricerche elettorali. Si tratta di mille interviste completate, con un margine di errore del 2,3 per cento. La metodologia è cati-cami. Le interviste sono state seguite il 23 e 24 novembre sulla popopolazione pugliese segmentata per sesso ed età. Primo partito sarebbe il Pd con il 24,3 per cento, seguito da Decaro presidente col 14,9, dal Movimento 5 Stelle col 14,3 e poi Avs col 4,9, Per la Puglia 3,3 e Avanti e Popolari con Decaro con 1,4. Nel centrodestra Fratelli d’Italia al 20,5 per cento, Forza Italia al 7,2, la Lega al 4,6 e poi la Puglia con noi allo 0,4 e Noi Moderati civici per Lobuono allo 0,3. Puglia pacifista e popolare con Ada Donno raccoglierebbe il 2,4 per cento, mentre Alleanza civica per la Puglia con Sabino Mangano l’1,4 per cento. Decaro, ingegnere di formazione, ex sindaco di Bari per due mandati di grande successo, e presidente nazionale dell’ANCI, aveva in molti sondaggi raccolto un consenso larghissimo: ad esempio, l’ultimo rilevamento Ipsos lo dava al 63,8 % contro il 33,1 % del suo avversario di centrodestra Luigi Lobuono. Secondo questi dati, la vittoria appare non solo probabile, ma schiacciante. È significativamente simbolico che Decaro arrivi al traguardo proprio mentre l’affluenza risulta fra le più basse mai viste per una tornata regionale in Puglia: alle 23 della prima giornata di voto, infatti, solo il 29,4 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne, un dato che certo non riduce l’ampiezza del suo successo, ma che solleva più di un interrogativo sulla partecipazione democratica. La corsa di Decaro era partita non senza tensioni: quando ha deciso di candidarsi, ha dovuto affrontare attriti con l’uscente Michele Emiliano e con Nichi Vendola. Emiliano – che ha guidato la Regione per due mandati – ha dichiarato di sentirsi “un po’ arrabbiato”, lamentando che Decaro avesse messo sul tavolo il veto sulla sua candidatura al Consiglio regionale, detto con una franchezza che ha messo in luce la fragilità del patto interno al centrosinistra. Vendola, da parte sua, ha rivendicato l’autonomia della sua forza politica, criticando anche la richiesta di Decaro di una sorta di passo indietro sul suo ruolo. Non si è trattato di semplice diplomazia: Decaro ha dovuto costruire un equilibrio fra le varie anime della coalizione, facendo leva sulla sua credibilità di amministratore esperto e sul suo progetto di rinnovamento. La biografia di Decaro gioca a suo favore: la sua formazione da ingegnere al Politecnico di Bari, le sue competenze tecniche, l’esperienza nella gestione della capitale pugliese – con politiche concrete su mobilità, sostenibilità, trasporti – e il suo ruolo da presidente dell’ANCI gli hanno conferito un profilo forte e competente, capace di unire lo spirito civico a una solida capacità di governance. In campagna elettorale ha puntato su tematiche molto concrete: sanità, sviluppo infrastrutturale, lotta alle disuguaglianze, efficienza amministrativa. La sua promessa non è mai stata quella di “miracoli”, ma di un governo ragionato, costruito “strada per strada”, casa per casa, sfruttando la sua conoscenza del territorio e il suo radicamento locale. Il suo messaggio – secondo molti analisti – ha colpito nel segno: i pugliesi sembrano premiare non solo la sua esperienza ma anche la sua sobrietà e la visione di un centrosinistra più largo e inclusivo, capace di dialogare con diverse sensibilità politiche. La coalizione che lo sostiene è nutrita e variegata: Pd, M5S, Alleanza Verdi‑Sinistra e diverse liste civiche, tutte unite per puntare su un cambiamento costruito con competenza e gradualità. Il vantaggio netto rispetto a Lobuono e la mobilitazione (seppure con affluenza bassa) sembrerebbero consegnare a Decaro un mandato forte: una vittoria così netta potrebbe permettergli di impostare un governo con basi stabili, senza dover rincorrere solo il consenso elettorale ma investendo su un progetto di lungo termine per la Puglia. Già dalle prime proiezioni, la sua elezione appare come l’inizio di una nuova era per la regione: un governatore “di sostanza”, capace di mettere in piedi una squadra efficace, di usare la sua esperienza per attrarre risorse e di tracciare un percorso di sviluppo concreto. Se i dati verranno confermati con lo spoglio definitivo, sarà un risultato storico: non semplicemente un cambio di guardia, ma l’affermazione di un progetto politico che unisce tecnicità e visione, idealismo civico e concretezza amministrativa. Decaro sembra aver conquistato la Regione con quella stessa determinazione con cui ha guidato Bari, e ora ha l’occasione di trasformare una promessa elettorale in un governo efficace per tutti i pugliesi.
Vincenza Cito, di Martina Franca, ricorda bene quando il voto non era un diritto/dovere per tutti. Nonna Vincenza compirà 102 anni il 19 gennaio prossimo. Domenica mattina ha preso la tessera elettorale, ha chiamato i suoi familiari e si è fatta accompagnare al seggio di Martina Franca – dove risiede – per andare a votare. Un appuntamento al quale non sarebbe mancata per nulla al mondo. Vincenza Cito è madre di due figli, Teresa e Antonio e nonna di numerosi nipoti e pronipoti. Ha dedicato la sua vita alla famiglia e al lavoro nei campi. É sempre stata una cittadina attenta e partecipe. Tante volte ha chiamato in Comune per segnalare problemi e chiedere soluzioni. Il sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, le ha dedicato un post. “Nonna Vincenza ricorda bene – ha scritto – quando il voto non era un diritto/dovere per tutti”. Per cui ha fatto la cosa giusta: andare a votare.
Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne e scatterà lo spoglio. I pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Ma è emergenza astensionismo. Crolla l’affluenza in Puglia, record negativo in Italia: alle 23 di domenica aveva votato solo il 29,45% degli aventi diritto, rispetto al 39,88% della precedente tornata elettorale del 2020. Su 3.527.187 cittadini chiamati alle urne, saranno eletti 50 consiglieri che definiranno i futuri equilibri della Regione. L’astensionismo si conferma il vero “avversario” di tutti i candidati. Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne alle 15 e scatterà lo spoglio. Dopo ore di trepidante attesa, i pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Le 4.032 sezioni distribuite nelle sei circoscrizioni sono pronte a consegnare un verdetto che potrebbe consolidare o cambiare un lungo dominio politico. La sfida vede quattro candidati in campo: Antonio Decaro, sostenuto dal fronte progressista con sei liste; Luigi Lobuono, leader del centrodestra con cinque liste; Sabino Mangano, civico con Alleanza civica per la Puglia; e Ada Donno, anch’essa civica, con Puglia Pacifista Popolare. Ma il vero test è la capacità di convincere gli elettori a recarsi alle urne. Nel 2020, in pieno post-Covid, votò il 56,43%, mentre nel 2015 fu il 51%. Nel 2020 il centrosinistra vinse con Michele Emiliano, che conquistò il secondo mandato con il 46,78%, superando il centrodestra di Raffaele Fitto (38,93%) e il Movimento 5 Stelle (11,12%). Con due mandati di Nichi Vendola e due di Emiliano, il centrosinistra guida la Puglia da vent’anni, ma ora il primato è nuovamente in gioco. A complicare il quadro elettorale, la legge pugliese prevede un premio di maggioranza fino a 29 seggi alla coalizione vincente, senza mai lasciare la minoranza sotto i 21, ma impone soglie di sbarramento rigide: 4% per le liste in coalizione e 8% per quelle singole. Per i candidati civici, il percorso sarà difficile e ogni voto conterà più che mai. Stasera, con l’avvio dello spoglio, si saprà chi guiderà la Regione, chi avrà conquistato il consenso dei pugliesi e come saranno distribuiti i 50 seggi. Una tornata elettorale segnata da bassa partecipazione, ma destinata a decidere il futuro della Puglia.
. Pochi elettori ai seggi nelle prime ore di voto in Puglia. Alle ore 12 di domenica 23 novembre, l’affluenza alle urne per le elezioni regionali si attesta all’8,53%, in calo rispetto alla tornata del 2020. Il dato è riferito alle 4.032 sezioni distribuite sull’intero territorio regionale. Tra le province, la percentuale più alta si registra a Lecce, con il 9,40% su 825 sezioni. Seguono Bari con il 9,00% (1.224 sezioni), Brindisi con l’8,62% (378 sezioni), la BAT con l’8,39% (410 sezioni), Taranto con il 7,69% (543 sezioni) e infine Foggia con il 7,18% su 652 sezioni. Cinque anni fa, nel 2020, l’affluenza fu decisamente più alta, con il 56,43% degli elettori al voto. In quell’occasione, Michele Emiliano, candidato del centrosinistra, ottenne il 46,78% dei consensi, superando Raffaele Fitto del centrodestra, fermo al 38,93%. Il dato del 2020 era in netta risalita rispetto al 2015, quando votò solo il 51,16% degli aventi diritto.
Domani dalle 7 alle 15, poi diretta Votofinish su Telenorba. Aperti i seggi per le elezioni regionali pugliesi. Poco meno di quattro milioni di persone chiamate al voto per eleggere il successore di Michele Emiliano, ma pesa l’incognita astensionismo, già sperimentato nelle consultazioni di altre regioni. Sono 4 i candidati presidente, complessivamente 13 le liste. Si può esprimere il voto disgiunto, se si esprimono due preferenze i candidati devono essere necessariamente dei due sessi. Oggi si vota fino alle 23, domani dalle 7 alle 15, alla chiusura partirà subito lo spoglio delle schede. L’esito del voto lo potrete seguire in diretta su Telenorba, con Votofinish, domani dalle 14.40.
. Oggi accendiamo una luce nuova: si chiama Telenorba.it. Non un riflettore abbagliante, non l’ennesimo megafono nel rumore di fondo: una luce nitida, diretta, necessaria. Perché il mondo corre e scorre, la realtà cambia, e il modo di raccontarla deve cambiare con lei. Non si tratta più di seguire le notizie. Si tratta di capirle. E questo, oggi, è diventato un lusso. Viviamo nell’epoca in cui tutto è urgente. Le notizie scattano prima ancora di formarsi, si diffondono prima di essere verificate, si consumano prima di essere comprese: viaggiano alla velocità della luce, ma capirle richiede ancora un buon lampione. Noi vogliamo essere quel lampione.Telenorba.it non è un progetto nato per aggiungere un titolo in più, un feed in più, un canale in più. È nato per restituire senso. Il famoso sociologo Marshall McLuhan, con una lucidità che oggi appare quasi profetica, ricordava che “il medium è il messaggio”. E aveva ragione: il modo in cui ti raggiunge una notizia determina il modo in cui la percepisci. Per questo abbiamo costruito un luogo che rispetta chi legge: lineare, pulito, diretto. Un ambiente che non ti distrae, non ti stanca, non ti inganna. E, soprattutto, abbiamo scelto di percorrere la strada tracciata da Telenorba e dal suo fondatore, Luca Montrone, che quasi 50 anni fa ha visto ciò che altri non vedevano: l’informazione non sarebbe rimasta statica, ma si sarebbe mossa con velocità.E’ questa la nostra carta d’identità ed è questa la nostra linea, oltre alla vocazione a raccontare il Sud: rigore senza rigidità, chiarezza senza semplificazioni, profondità senza pesantezza. Giornalismo, non confusione. Troverete notizie, sì. Ma anche contesto, prospettiva, domande necessarie. E poi analisi che non si accontentano della superficie, interviste che entrano nel cuore dei temi, rubriche che interpretano il presente con intelligenza e responsabilità. L’obiettivo è uno: aiutare a vedere più chiaro. E se qualcosa non è chiaro, lo diremo. Anche questo è un dovere.Telenorba.it è un sito libero senza contenuti a pagamento. Abbiamo tante novità che scoprirete seguendoci. A chi ci leggerà, facciamo una promessa: l’informazione sarà trattata con la stessa serietà con cui la viviamo. Niente compromessi. Niente scorciatoie. Solo ciò che serve per capire il mondo che ci circonda, per non perdersi dentro.Il resto lo scriviamo da oggi.
. Dopo Foggia e Bat, ieri sera il candidato presidente del centrosinistra a Bari Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Roberto Cofano Interviste ad Antonio Decaro, candidato presidente regione Puglia centrosinistra; Elly Schlein, segretaria Pd; Stefano Bonaccini, presidente Pd
Confermata solo la vicesindaca, Maria Grazia Sodero. Il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, ha azzerato la giunta revocando le deleghe assessorili agli ormai ex componenti del suo esecutivo, confermando solo la vicesindaca, Maria Grazia Sodero. “Si tratta di un passaggio fisiologico, finalizzato – spiegano in una nota dal Comune salentino – a ricalibrare l’assetto amministrativo in vista dell’ultimo tratto di legislatura, così da affrontare con rinnovata efficacia le sfide dei prossimi diciotto mesi e conseguire ulteriori, importanti, risultati”. Mellone, in passato vicino al governatore pugliese Michele Emiliano, alcuni mesi fa era stato anche in procinto di dimettersi dalla carica di sindaco per candidarsi al Consiglio regionale con il centrodestra. Senza intesa con le rappresentanze territoriali leccesi e regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha scelto di continuare la sua esperienza da sindaco. Sul fronte politico, però, è stato nominato dalla Lega Puglia, coordinatore della campagna elettorale per le province di Lecce, Brindisi e Taranto relativa alle elezioni regionali che si terranno in Puglia il 23 ed il 24 novembre prossimi.
Si tratta del consigliere regionale Massimiliano Di Cuia, di Taranto, che si ricandida per la prossima legislatura e dell’on. Vito De Palma, ginosino. Servizio di Annamaria Rosato
Vari i reati contestati: associazione a delinquere di stampo mafioso, droga, estorsioni altri reati aggravati dal metodo mafioso. Operazione antimafia della Dda di Lecce all’alba di oggi. I carabinieri, coordinati, stanno eseguendo 22 ordinanze di custodia cautelare nel nord Salento, in particolare nella zona di Campi Salentina dove il gruppo criminale aveva negli anni consolidato la sua egemonia. Vari i reati contestati: associazione a delinquere di stampo mafioso, droga, estorsioni altri reati aggravati dal metodo mafioso. Nel dettaglio 18 persone sono state trasferite in carcere e 4 agli arresti domiciliari, su un totale di 55 indagati, nonché al sequestro, preventivo di beni per oltre 800.000 euro. All’operazione hanno preso parte oltre 100 militari, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, dal Nucleo Cinofili di Bari, dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari-Palese e da personale specializzato API e SOS dell’11° Reggimento “Puglia”. L’approfondita attività d’indagine ha permesso di individuare anche ruoli operativi femminili stabilmente inseriti nei circuiti dello spaccio di droga. Le indagini condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Lecce sono state avviate con la cattura del latitante Sergio Notaro, già condannato nel primo maxi-processo alla Sacra Corona Unita per appartenenza alla frangia mafiosa guidata da Giovanni De Tommasi, attiva a Squinzano. Le successive attività hanno permesso di ricostruire la rete di appoggio che aveva favorito la latitanza del capo clan e di delineare struttura, ruoli, collegamenti e fonti di finanziamento di due frange operative riconducibili alla Sacra Corona Unita, attive nei territori di Campi Salentina e Squinzano: la prima guidata dal latitante arrestato, la seconda da un altro esponente vicino al clan De Tommasi. È stata inoltre accertata la presenza di un’ulteriore organizzazione, con struttura verticistica, dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree di Campi Salentina, Novoli e Trepuzzi, nonché di un’altra associazione attiva nel traffico di droga nella zona di Casarano. Durante la latitanza di Notaro, la gestione operativa del gruppo era stata assunta dal figlio, incaricato di riscuotere i proventi e coordinare le attività criminali, tra cui usura, estorsioni, traffico di stupefacenti e rapine. Le indagini hanno documentato l’applicazione di tassi usurari del 10% mensile (pari al 120% annuo) ai danni di imprenditori locali in difficoltà economiche, nonché l’uso sistematico di minacce e violenze per il recupero dei crediti legati alla droga. Sono state inoltre individuate diverse basi logistiche per la custodia e il confezionamento degli stupefacenti, denominate dagli affiliati “cd” o “stecche”. Tra queste, una sala giochi di Novoli, considerata dagli investigatori base operativa dello spaccio, era gestita da un 49enne tratto in arresto insieme alla compagna, coinvolta stabilmente nella gestione delle forniture di cocaina. Un’ulteriore donna, 42enne di Racale, ha ricevuto la misura in carcere, dove si trovava già detenuta dopo un arresto avvenuto a luglio con il sequestro di quasi 80 kg di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’indagine sono stati effettuati numerosi arresti e sequestri per un totale di circa 70 kg di droga (cocaina, marijuana e hashish). Le investigazioni hanno anche evidenziato la disponibilità di armi da parte del gruppo, utilizzate per esercitare controllo e intimidazione sul territorio. In particolare, nella stessa sala giochi di Novoli, due affiliati avevano esploso colpi di arma da fuoco contro un sodale, in un episodio intimidatorio legato alla gestione dello spaccio. Le attività investigative hanno inoltre consentito di individuare uno degli autori della rapina commessa l’8 settembre 2019 ai danni di un noto avvocato penalista di Trepuzzi. L’indagato, raggiunto dalla misura cautelare in carcere, è accusato, tra l’altro, di associazione mafiosa.
. La madre, che pure le ha prontamente tolto i vestiti, l’ha portata di corsa al pronto soccorso del “Giannuzzi”, dove i medici le hanno somministrato ossigeno e terapie respiratorie Tragedia sfiorata a Manduria. Una bimba di un anno e mezzo è rimasta intossicata dopo aver inalato i vapori dell’ammoniaca. La piccola avrebbe afferrato una confezione di detersivo, versandosi addosso il prodotto e respirandone i vapori. La madre, che pure le ha prontamente tolto i vestiti, l’ha portata di corsa al pronto soccorso del “Giannuzzi”, dove i medici le hanno somministrato ossigeno e terapie respiratorie. Le sue condizioni sono ora stabili, e la bambina è stata trasferita all’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto per accertamenti. Il grave incidente si è verificato incredibilmente nello stesso giorno in cui, a Torricella, sempre nel Tarantino, un bimbo di otto mesi si è rovesciato addosso acqua bollente. Il neonato resta ricoverato in prognosi riservata al Policlinico di Bari, in terapia intensiva e sotto osservazione costante.
. Il Tribunale di Trani ha adottato una ordinanza di misure cautelari per 4 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di furto pluriaggravato di autovetture e ricettazione in concorso. Si tratta di un uomo di Cerignola e tre di Andria, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Tutti sono stati trasferiti in carcere. Tra dicembre 2023 e marzo 2024 è stata scoperta quella che è stata definita una “batteria criminale” con base ad Andria, dedita alla commissione di numerosi furti di veicoli, prevalentemente nel comune di Barletta e talvolta a Margherita di Savoia. Le parti meccaniche e di carrozzeria venivano poi re-imesse sul mercato pezzi di ricambio. La banda utilizzata utenze telefoniche fittiziamente intestate per la fase organizzativa e un linguaggio criptico per comunicare. Le auto asportate venivano successivamente portate nelle campagne di Cerignola per le successive operazioni di disassemblaggio. Nel corso dei servizi, i militari hanno intercettato un’Audi A3 che trainava una Peugeot 208 rubata. Alla vista del posto di controllo, l’autista dell’Audi ha tentato la fuga con manovre pericolose: dopo essere stato riconosciuto da un Carabiniere, accelerava la marcia ponendo deliberatamente in pericolo il militare e, proseguendo ad altissima velocità, non esitava a speronare un’autovettura militare che tentava di sbarrargli la strada, sottraendosi temporaneamente alla cattura. L’uomo è stato rintracciato e arrestato, subito dopo aver abbandonato e incendiato l’Audi priva di targhe in un’area rurale di Andria. Nonostante gli arresti in flagranza, il sodalizio si è riorganizzato, munendosi di nuove schede SIM fittizie e di un’altra auto. Un successivo servizio di osservazione, pedinamento e controllo ha consentito di localizzare il deposito a Corato, portando all’arresto in flagranza di altri due indagati. All’interno del covo veniva rinvenuta una Volkswagen Golf risultata rubata, oltre a un disturbatore di frequenze e ad altri attrezzi meccanici ed elettronici per la commissione dei furti.
. Il colpo alla Banca Popolare Pugliese Ennesimo colpo ad un bancomat. È accaduto alle 3.20 della notte scorsa a Taviano, nella Marina di Mancaversa. Ignoti hanno fatto esplodere lo sportello automatico della Banca Popolare Pugliese. Sul posto i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile e della Stazione di Taviano. Intervenuti anche gli artificieri. Bottino di 150 euro circa.
. Nel mirino della Finanza nove indagati, tra cui il figlio dell’ex dg Minchillo e due ex funzionari dell’ente
. La tragedia si è consumata tra Calimera e Torre Dell’Orso. A dare l’allarme il padre del bambino che aveva denunciato la scomparsa di entrambi ai carabinieri Un bambino di 8 anni Elia Perrone è stato trovato morto in casa a Calimera, in provincia di Lecce. Si tratterebbe del figlio di Najoua Minniti, la donna il cui cadavere era stato scoperto in mare nel pomeriggio a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera. La 35enne viveva insieme al figlio nell’appartamento in via Montinari. Ed è in quella casa che è stato trovato il corpo del bambino, era in camera da letto. Sembra che il decesso sia riconducibile a un’azione violenta. È stato il padre, ex marito della donna, a presentare denuncia ai carabinieri dopo che la donna non aveva accompagnato il figlio scuola. Sul posto si è recato anche il sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi, che poco fa ha scritto un messaggio su fb: “Care concittadine e cari concittadini, le ultime ore hanno profondamente sconvolto la nostra comunità. La tragedia che ci ha colpiti — il ritrovamento in mare del corpo di una nostra concittadina e, poco dopo, quello del figlio nella loro abitazione — rappresenta un dolore immenso e difficile da comprendere. In questo momento così duro, desidero esprimere, a nome mio e dell’intera Amministrazione, la più sincera vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che conoscevano e volevano bene queste due vite spezzate. Un pensiero particolare va ai bambini e ai ragazzi del nostro paese, che più di tutti rischiano di essere colpiti dalla paura e dalla confusione. La scuola è già attiva per offrire ascolto, sostegno e un ambiente sereno in cui elaborare quanto accaduto con delicatezza e professionalità”. Le indagini dei carabinieri si concentrano sulle dinamiche familiari. I genitori di Elia si erano separati un anno fa. Ultimamente la madre non stava bene e sembra avesse palesato l’intenzione di compiere un gesto estremo. Il tribunale aveva concesso l’affido condiviso, il padre poteva vederlo senza problemi, sia in settimana che nei week end.
L’incidente è avvenuto sulla statale 172 tra Putignano e Alberobello (foto da “Vivilastrada”) Incidente mortale domenica sera sulla statale 172 tra Putignano e Alberobello. Nel violento impatto tra due auto ha perso la vita un uomo di 59 anni, di Putignano. Altre quattro persone sono state ricoverate in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ambulanze del 118 e polizia stradale. La strada è stata chiusa temporaneamente al traffico.
È stata allontanata dalla madre la bambina di 9 anni che ha raccontato di essere costantemente picchiata e maltrattata dalla donna. Il caso era stato sollevato dal padre. L’uomo, infatti, dopo aver accolto le confidenze della bambina, si è rivolto ad un centro antiviolenza. Sono stati aperti due procedimenti: uno civile per valutare la potestà genitoriale e uno penale, per maltrattamenti. La bambina avrebbe raccontato che la madre la picchiava e per non sentirla piangere le metteva un asciugamano in bocca, rischiando di soffocarla. La donna avrebbe solo parzialmente ammesso alcuni comportamenti aggressivi.
L’incidente stradale si è verificato ieri sera sulla strada statale 613, nei pressi dello svincolo per Torchiarolo, nel Brindisino. Sia la donna sia il marito sono rimasti gravemente feriti. L’auto della coppia si è scontrata con una seconda vettura ed un camion. La donna è stata estratta dalle lamiere dai vigili del fuoco e condotta in codice rosso in ospedale dove è stata sottoposta ad un taglio cesareo d’urgenza, ma il bimbo è nato morto per i politraumi della mamma. quanto si apprende la coppia tornava a Brindisi, dove viveva, dopo una visita di controllo ginecologica. Le indaginiper ricostruire l’accaduto sono condotte dalla polizia stradale che ha sequestrato il cellulare dell’autista del camion e lo stesso mezzo pesante.
Le elezioni regionali al Sud hanno dipinto un quadro sorprendentemente chiaro e al tempo stesso pieno di sfumature complesse: in Puglia, Antonio Decaro trionfa con

VOTO SEGRETO La presidente del seggio se n’è accorta sentendo il “click” dello scatto fotografico e ha chiesto l’intervento della Guardia di Finanza Entra in

Secondo questi dati, la vittoria appare non solo probabile, ma schiacciante. È significativamente simbolico che Decaro arrivi al traguardo proprio mentre l’affluenza risulta fra le

Vincenza Cito, di Martina Franca, ricorda bene quando il voto non era un diritto/dovere per tutti Nonna Vincenza compirà 102 anni il 19 gennaio prossimo.

Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne e scatterà lo spoglio. I pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Ma è

Pochi elettori ai seggi nelle prime ore di voto in Puglia. Alle ore 12 di domenica 23 novembre, l’affluenza alle urne per le elezioni regionali

Domani dalle 7 alle 15, poi diretta Votofinish su Telenorba Aperti i seggi per le elezioni regionali pugliesi. Poco meno di quattro milioni di persone

Oggi accendiamo una luce nuova: si chiama Telenorba.it. Non un riflettore abbagliante, non l’ennesimo megafono nel rumore di fondo: una luce nitida, diretta, necessaria. Perché

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