
Corteo per Dino: Foggia si mobilita e chiede giustizia. Giovedì i funerali del personal trainer
Più di mille persone hanno preso parte all’iniziativa. È ancora caccia al killer Dino Carta era molto conosciuto a Foggia e in tanti gli volevano

Più di mille persone hanno preso parte all’iniziativa. È ancora caccia al killer. Dino Carta era molto conosciuto a Foggia e in tanti gli volevano bene: più di mille persone hanno partecipato al corteo per ricordarlo, a una settimana dal suo omicidio. In prima fila, sua moglie Sara.C’era anche il cane Maya, che Dino stava portando a passeggio, quando è stato assassinato da un killer ancora senza nome.Un gruppo di amici ha, invece, portato in spalla una croce di legno. Partenza dal luogo in cui è stato ucciso con quattro colpi di pistola alle spalle – come ha confermato l’autopsia – e arrivo davanti alla chiesa di San Francesco Saverio, dove il personal trainer di 42 anni era impegnato come ministrante con il parroco Don Giulio Dal Maso.I funerali saranno celebrati giovedì mattina dal vescovo Giorgio Ferretti, nella chiesa del Santissimo Salvatore.Il corteo è stato organizzato dai suoi colleghi.
É accaduto a Taviano, è stato il custode ad accorgersi dell’accaduto e a dare l’allarme. Una parente della defunta ha confermato la presenza di preziosi. Hanno agito a colpo sicuro, in cerca di monili e gioielli i malviventi che, qualche notte fa, sono entrati nel cimitero comunale di Taviano e hanno profanato la tomba di un’anziana benestante morta nel 2014 a 87 anni. Una volta disseppellita la bara, l’hanno aperta rovistando all’interno per impossessarsi dei preziosi custoditi. Chi ha agito probabilmente sapeva che la tomba custodiva un ricco corredo funebre. A dare l’allarme è stato il custode del cimitero. É stata una parente della defunta a confermare ai carabinieri la presenza di gioielli e ori nella bara.
Nelle prossime ore saranno eseguiti anche gli esami balistici sul caricatore abbandonato dall’omicida sul luogo dell’agguato. L’assassino lo ha colpito alle spalle: ha esploso quattro colpi di pistola a distanza ravvicinata per freddare Dino Carta, il personal trainer ucciso a foggia la sera del 13 aprile scorso. La vittima non ha avuto nemmeno il tempo di reagire, dall’autopsia eseguita oggi (lunedì 20 aprile) non sono emersi segni di colluttazione. L’esame è stato eseguito nell’istituto di medicina legale del policlinico di Foggia dal professor Luigi Cipolloni affiancato dalla sua equipe. Nelle prossime ore saranno eseguiti anche gli esami balistici sul caricatore abbandonato dall’omicida sul luogo dell’agguato. Le indagini si concentrano sui filmati di videosorveglianza che hanno immortalato un uomo col cappuccio fuggire in bicicletta. Chi era e perché si trovava lì proprio quella sera. Tra le ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori, c’è quella di una vendetta privata collegata alla morte di un 39enne avvenuta due anni fa. L’uomo morì dopo essere caduto dall’impalcatura dall’edificio di via Caracciolo 7, lo stesso dell’abitazione di Dino Carta. l sospetto è che potrebbe esserci un possibile risentimento della famiglia dell’uomo verso il personal trainer e la sua famiglia. Intanto Foggia si prepara per il corteo organizzato da amici, colleghi e conoscenti di Dino Carta che partirà dal luogo dell’agguato per terminare davanti alla chiesa di San Francesco Saverio, la parrocchia in cui svolgeva attività di ministrante e volontario.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile sulla scorta delle testimonianze rese, si sarebbe trattato di un gioco finito male sebbene non venga esclusa alcuna pista. Finisce in tragedia quello che potrebbe essere stato un drammatico gioco con la pistola tra tre amici. Uno di loro, un ragazzo di 17 anni di nazionalità bulgara è morto colpito da un colpo esploso dall’arma che stava maneggiando. È quanto accaduto ieri sera in un appartamento di via Quinto Mario Corrado, nel rione Casermette, a Lecce, dove il 17enne abitava insieme al fratello di 28 anni ospitati dall’ex compagno della madre defunta. Ieri sera insieme ai due fratelli c’era anche un loro amico, un connazionale. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile sulla scorta delle testimonianze rese, si sarebbe trattato di un gioco finito male sebbene non venga esclusa alcuna pista. I tre dopo aver scoperto la presenza in una scatola della pistola, regolarmente detenuta e col caricatore scarico, avrebbero iniziato a maneggiarla, ignorando probabilmente la presenza di un colpo in canna. Il 17enne si sarebbe quindi puntato la pistola alla testa premendo il grilletto. Soccorso immediatamente, è stato portato in ospedale dove poco dopo è morto. Il pm Alfredo Manca ha disposto il sequestro della casa e dell’arma ordinando l’autopsia.
Un segnale di quanto possa essere salita la tensione tra i gruppi della criminalità organizzata barese. “Appena sapremo chi è stato ce li mangeremo tutti quanti senza pietà”. È il messaggio affidato ai social dal figlio più giovane di Filippo Scavo, l’uomo di 42 anni ucciso da un colpo di pistola la notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie. Un messaggio che fa discutere, soprattutto perché scritto da un bambino ma commentato dai “grandi”. Un segnale di quanto possa essere salita la tensione tra i gruppi della criminalità organizzata barese. Massima l’attenzione da parte della direzione antimafia. Tutto fa pensare ad un regolamento di conti legato allo spaccio di droga. Sono già una decina le persone identificate dai carabinieri. Secondo la ricostruzione, due gruppi si sarebbero affrontati all’interno del locale: uno degli aggressori sarebbe uscito per recuperare le armi e poi sarebbe rientrato nella discoteca aprendo il fuoco con un complice. Scavo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, è stato colpito al collo da un proiettile ed è morto poco dopo. Una parte della discoteca è stata sequestrata, i gestori del locale in una lettera si dicono colpiti e addolorati per quanto accaduto. Rivolgono un appello al territorio, alle famiglie e soprattutto ai giovani: i luoghi di aggregazione devono restare spazi di condivisione, di musica e di socialità, lontani da ogni forma di violenza.
Il sacerdote ha sporto denuncia ma non ha saputo riferire né il modello dell’auto né dettagli utili a indentificare l’aggressore. “Oggi sto meglio, ma sono stato davvero male non solo fisicamente perché poteva andarmi peggio, ma anche moralmente: non comprendo il perché di quanto mi è successo”. A dirlo è don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino a Terlizzi. Il sacerdote, in sella alla sua bici a pedalata assistita è stato affiancato da un’auto da cui si è sporto un uomo che gli ha sferrato un pugno. “Stavo percorrendo la strada che collega Ruvo di Puglia a Terlizzi, e quando il tempo è bello e le temperature lo consentono, uso la bici, erano le nove di sera, stavo tornando a casa quando un’auto si è avvicinata. Ha iniziato a stringermi e ho cominciato a perdere l’equilibrio. Poi, in un attimo ho visto questa persona sporgersi dal finestrino dal lato passeggeri, accanto al posto di guida, e ho avvertito un dolore sordo nel fianco sinistro. Subito dopo avermi colpito, ha riso e l’auto è fuggita“. Il sacerdote ha sporto denuncia ma non ha saputo riferire né il modello dell’auto né dettagli utili a indentificare l’aggressore. “Non sono andato al Pronto soccorso: con tutto quello che ho da fare in parrocchia, non potevo perdere tempo in ospedale”, dice. Le indagini sono in corso.
La vittima avrebbe riferito di conoscere l’identità dell’aggressore, un coetaneo di origini egiziane. Un ragazzo di 20 anni, di origini tunisine, è stato trasportato d’urgenza in ospedale nella notte con una ferita da taglio alla gola dopo essere stato aggredito a Trepuzzi, in provincia di Lecce. Secondo una prima ricostruzione, l’episodio sarebbe collegato a un acceso litigio avvenuto sabato sera nella piazzetta Santa Chiara a Lecce, luogo abitualmente frequentato da giovanissimi. Il diverbio, apparentemente circoscritto, avrebbe invece avuto strascichi violenti, fino a far ipotizzare una spedizione punitiva. Ilgiovane non sarebbe in pericolo di vita. La vittima avrebbe riferito di conoscere l’identità dell’aggressore, un coetaneo di origini egiziane. Sulla vicenda indaga la Polizia di Stato.
Per alcuni militari è stato necessario ricorrere alle cure mediche. Due uomini di 33 e 52 anni sono stati arrestati, la scorsa notte, al termine di un inseguimento a Martina Franca. Dopo la segnalazione di un cittadino, i carabinieri sono intervenuti in una strada del centro e hanno trovato i due mentre stavano per cercare di sottrarre materiale da alcuni furgoni in sosta. Hanno tentato la fuga ma sono stati bloccati. Per alcuni militari è stato necessario ricorrere alle cure mediche. La refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari.
In casa sono state scoperte dieci piante di cannabis e tutto il materiale necessario per la coltivazione. Continuano i controlli per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti. La guardia di finanza di Brindisi in un appartamento del centro cittadino ha sequestrato due serre clandestine. In casa sono state scoperte dieci piante di cannabis e tutto il materiale necessario per la coltivazione tra cui due serre portatili e sette ventilatori. Per questo un giovane è stato denunciato.
Gli indagati hanno tra i 29 e i 50 anni e sono originari del Foggiano. Smontavano e smistavano pezzi di veicoli rubati alimentando un traffico illecito ben organizzato: quattro persone sono finite agli arresti domiciliari al termine di un’operazione dei carabinieri di Modugno. Gli indagati, tra i 29 e i 50 anni e originari del Foggiano, facevano parte di un gruppo specializzato nel riciclaggio di componenti d’auto. L’inchiesta prende avvio dal blitz del 13 novembre scorso, quando in un box furono scoperti 24 motori, 20 treni di pneumatici completi di cerchi, 15 avantreni e numerose parti di carrozzeria e gruppi ottici. In quell’occasione tre persone furono arrestate, mentre altri complici riuscirono a fuggire caricando il materiale su un tir diretto all’estero. Le indagini, supportate dalle telecamere, hanno permesso di ricostruire un sistema organizzato con operazioni settimanali e basi logistiche dedicate. Il gruppo agiva con modalità pianificate per eludere i controlli e garantire continuità al traffico illecito.
Nel mirino l’uso di sistemi illegali di streaming per trasmettere eventi protetti da diritti d’autore. Serate di calcio sotto osservazione: la guardia di finanza intensifica i controlli contro la pirateria audiovisiva nei bar e nei locali pubblici. Il nucleo speciale beni e servizi ha avviato un’action day in concomitanza con le partite di Uefa Champions League. Nel mirino l’uso di sistemi illegali di streaming per trasmettere eventi protetti da diritti d’autore. Le verifiche, estese su tutto il territorio nazionale, riguardano anche aspetti amministrativi e fiscali. Il fenomeno, sottolineano le fiamme gialle, crea concorrenza sleale e danneggia le imprese oneste. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane in occasione di altri eventi sportivi a pagamento.
Il giovane non sarebbe in pericolo di vita. Un 21enne è rimasto ferito nella tarda serata di ieri, 19 aprile, a Bari, raggiunto da colpi d’arma da fuoco in pieno centro storico, a pochi passi dall’area portuale, in largo Ospedale Civile, nella zona di San Pietro. Il giovane, che ha precedenti penali per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sarebbe vicina al clan Capriati, è stata soccorsa dal personale 118 ed è ricoverata nel Policlinico di Bari: nonsarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, con le Volanti e la Scientifica, che hanno eseguito i rilievi e repertato almeno tre bossoli. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica e individuare i responsabili. Chi ha premuto il grilletto lo avrebbe fatto a distanza ravvicinata: si tratta di una persona che era a piedi che ha sparato quattro colpi di pistola, uno solo dei quali ha raggiunto il 21enne. A riferire il dettaglio è stato proprio il giovane che però non ha fornito indizi utili per identificare chi ha sparato. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione: la scorsa notte, a Bisceglie, il 43enneFilippo Scavo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco all’interno di una discoteca. Registrati anche altri episodi analoghi nel capoluogo pugliese: nei giorni scorsi un 19enne era stato ferito davanti a una sala giochi in viale della Repubblica, mentre un altro giovane, poco più che ventenne, si era presentato in ospedale con una ferita d’arma da fuoco al polpaccio.
Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra gli avventori ma non ci sono stati altri feriti. Sono stati già identificati una decina dei partecipanti alla lite scoppiata la notte tra sabato e domenica nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Trani e della tenenza di Bisceglie, coordinati dalla Dda di Bari che indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa, nel locale si sarebbero fronteggiati due gruppi, pare tutti baresi. Uno degli aggressori, per eludere i controlli con il metal, sarebbe uscito da un ingresso secondario, avrebbe recuperato le armi, sarebbe rientrato dallo stesso ingresso e avrebbe fatto fuoco insieme ad un complice. La vittima si chiamava Filippo Scavo, 42 anni, ritenuto elemento di spicco del clan Strisciuglio. L’uomo è stato ucciso da un proiettile calibro 7,65 che lo ha colpito alla base del collo. Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra gli avventori ma non ci sono stati altri feriti. Sono stati ascoltati il gestore del locale e gli addetti alla sicurezza. Parte della discoteca è stata sottoposta a sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico dei carabinieri, che hanno acquisito anche i video delle telecamere di sorveglianza. Scavo è arrivato già morto al Pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie. In tasca aveva molti soldi in contanti, potrebbe trattarsi di provento di spaccio. Anche perché Tra le ipotesi all’origine dell’agguato mortale potrebbe esserci un regolamento di conti legato alla droga. Scavo era stato condannato definitivamente per fatti risalenti al 2019 ed era tornato libero da circa un anno. Il suo nome figurerebbe anche in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. “È un fatto gravissimo, che colpisce e che preoccupa tutta la comunità. Tocca a tutti noi, con pazienza, provare a rimettere insieme i pezzi” scrive sui social il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, commentando l’omicidio. “Bisceglie è una città ferita da giorni difficili”, aggiunge il primo cittadino. il riferimento è alla morte della 12enne Alicia Amoruso, travolta e schiacciata da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile, e al femminicidio di Patrizia Lamanuzzi a cui è seguito il suicidio del marito, Luigi Gentile, che mercoledì scorso avrebbe prima tentato di strangolarla per poi buttarla dal balcone. “Bisceglie è fatta di persone perbene che affrontano le difficoltà senza cercare scorciatoie. Dobbiamo rimetterci in piedi – conclude Angarano – Non servono grandi parole, ma responsabilità e presenza”
È stato il parroco, Don Giovanni De Marco, a dare l’allarme recandosi in sagrestia per prepararsi alla celebrazione della messa serale. Ladri in azione a Taurisano, nella chiesa parrocchiale della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Dopo aver scardinato la porta della sagrestia hanno messo a soqquadro i locali per poi impossessarsi di pochi spiccioli ma soprattutto del prezioso calice d’ argento che la comunità aveva acquistato con lo scorso anno, in occasione della festa del patrono, Santo Stefano. È stato il parroco, Don Giovanni De Marco, a dare l’allarme recandosi in sagrestia per prepararsi alla celebrazione della messa serale. Il furto è stato postato con foto a corredo sul sito social della parrocchia dove i malfattori sono stati polemicamente “ringraziati” per il danno arrecato. Sull’accaduto indagano i carabinieri.
Le fiamme si sono sviluppate al primo piano, coinvolgendo tutti gli ambienti dell’abitazione. Paura all’alba a Melendugno: un violento incendio ha devastato un’abitazione in via G. D’Annunzio, ma fortunatamente non si registrano feriti. L’allarme è scattato intorno alle 05:10. Tre squadre dei Vigili del Fuoco sono intervenute tempestivamente, trovando il primo piano dell’edificio completamente avvolto dalle fiamme. Gli operatori hanno lavorato freneticamente per domare il rogo, mettendo in sicurezza lo scenario con la rimozione di bombole di GPL e la disattivazione delle utenze. Sul posto sono giunti anche Carabinieri, 118 e tecnici comunali che, visto lo stato dell’immobile, ne hanno disposto l’inagibilità. Sono in corso accertamenti per chiarire l’origine del sinistro.
Eros Rossi era andato a casa dell’amico per festeggiare la libertà dai domiciliari con la cocaina, poi qualcosa è andata male. “Vaneggiava, alterato dalla cocaina. Aveva chiuso a chiave la casa, spostando persino il frigorifero davanti la porta dicendomi Da qui oggi non esci. Allora l’ho colpito più volte con un cacciavite piccolo mentre tentava di uccidermi con un pezzo di vetro”. É uno dei passaggi del lungo racconto fatto da Teodoro Cavaliere, il 40enne brindisino reo confesso dell’omicidio di Eros Rossi, il 41enne anche lui brindisino, ucciso nella villetta di Torre Canne dove stava scontando l’ultimo giorno di arresti domiciliari . Cavaliere al termine dell’interrogatorio fiume durato fino a mezzanotte davanti al pm Sofia Putignani e al proprio legale Chiara Capodieci, è stato arrestato e condotto in carcere, in quello stesso carcere da dove era uscito lo scorso 8 aprile dopo aver scontato una condanna per rapina. Una libertà che aveva celebrato con un post sui social. Eros suo amico d’infanzia, lo aveva letto e contattato per festeggiare insieme la ritrovata libertà di entrambi. E così avviene, in regalo Eros riceve dall’amico della cocaina. Appare visibilmente alterato dall’alcol ma nonostante ciò la assume in macchina, portando poi l’amico nella villetta di Torre Canne per quello che doveva essere l’ultimo saluto alla detenzione domiciliare da festeggiare sempre con la cocaina. Fatale sarebbe stato l’ultimo tiro che secondo quanto dichiarato da Cavaliere, avrebbe ingenerato nella vittima un crescente stato di alterazione degenerata poi nella colluttazione finale
. La vittima è Filippo Scavo, 43 anni, con precedenti penali, del rione barese di Carbonara, ritenuto elemento di spicco del clan Strisciuglio. Almeno due le persone armate che avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima, sorpreso alle spalle, uno dei quali lo avrebbe attinto al collo. L’uomo, soccorso dal 118, è deceduto all’arrivo nell’ospedale di Bisceglie. Gli spari hanno scatenato il panico tra gli avventori, per fortuna senza creare feriti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Trani e della tenenza di Bisceglie, coordinati dalla Dda di Bari che indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa, all’interno del locale si sarebbero fronteggiati due gruppi, pare tutti baresi. Sarebbe scoppiata una lite. Uno degli aggressori, per eludere i controlli con il metal detector, sarebbe uscito da un ingresso secondario, avrebbe recuperato le armi, sarebbe rientrato dallo stesso ingresso e avrebbe fatto fuoco insieme ad un complice. Sul posto sono tornati in mattinata i carabinieri, con il comandante di Trani, il capitano Giovanni Capone, la scientifica e la pm di turno della Procura di Bari, Bruna Manganelli. Sono stati ascoltati il gestore del locale e gli addetti alla sicurezza. Ulteriori particolari potranno emergere dalle immagini delle videocamere. Un’area della discoteca è stata sottoposta a sequestro. Tra le ipotesi all’origine dell’agguato mortale non si esclude un regolamento di conti forse legato allo spaccio di droga. Scavo aveva avuto una condanna definitiva nell’ambito di un’indagine del 2019 che portò ad una serie di arresti nel clan Strisciuglio per, tra i reati contestati, associazione mafiosa. Il suo nome figurerebbe anche in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. Nel 2021 nello stesso locale era stato accoltellato un ragazzo di 25 anni. Motivo per cui all’ingresso principale della discoteca c’è il metaldetector insieme al sistema di videosorveglianza.
La procura ipotizza il reato di cooperazione in omicidio colposo e colpa medica.i La paziente è morta giovedì sera per un malore durante l’immunoterapia. Indagati cinque medici per la morte di Tiziana Maniscalco, 51enne di Lizzano, affetta da leucemia, deceduta al Moscati di Taranto. La procura ipotizza il reato di cooperazione in omicidio colposo e colpa medica. La paziente è morta giovedì sera per un malore durante l’immunoterapia. Stava facendo un’infusione di linfociti autologhi. Titolare dell’inchiesta il pm Marco Colascilla Narducci che ha disposto anche accertamenti sul corpo, assegnando l’incarico ai medici legali Biagio Solarino e Mario D’Elia. La 51enne era sposata con due figli. La famiglia della donna è assistita dall’avvocato Dario Iaia.
Il ragazzo di Palo del Colle era ricoverato dal 6 aprile in seguito ad un incidente in moto a causa del quale aveva subito la frattura di tibia e perone. Ci sono otto indagati per la morte di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle deceduto la notte tra il 13 e 14 aprile dopo un intervento chirurgico eseguito nell’ospedale San Paolo. La procura di Bari indaga per omicidio colposo. Il ragazzo era ricoverato dal 6 aprile in seguito ad un incidente in moto a causa del quale aveva subito la frattura di tibia e perone. Lunedì era stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Sembrava fosse andato tutto bene fino alle 23 circa quando Gianvito Pascullo ha iniziato ad avvertire un forte dolore. Dopo la somministrazione di un antidolorifico le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso.
Su alcuni profili social di persone vicine all’uomo precipitato dal palazzo dove abitava la vittima, postate frasi di gioia per l’omicidio, subito dopo l’agguato.. Chi ha ucciso Dino Carta potrebbe aver studiato i suoi movimenti, pedinandolo mentre portava a passeggio il cane ed entrando in azione di sera, quando c’erano poche persone in strada: è uno degli aspetti dell’inchiesta sull’omicidio del personal trainer incensurato di 42 anni, assassinato con quattro colpi di pistola alla schiena, lunedì scorso, a Foggia, nei pressi della sua abitazione, vicino allo stadio. Non un delitto di mafia, ma, comunque, un agguato con le modalità degli scontri fra clan: i carabinieri stanno cercando la persona a volto coperto, ripresa dalle telecamere di un’abitazione, che arriva in sella a una bici elettrica sul luogo della sparatoria; sarà, inoltre, eseguita dai Ris una perizia sull’audio captato dal sistema di videosorveglianza di un altro appartamento, per accertare l’identità delle tre, forse quattro persone presenti al momento degli spari. Sarebbero state analizzate le telecamere in un tratto di un paio di chilometri, fino alla zona tra l’ospedale e parco San Felice, dove si perderebbero le tracce della persona in bici. Lunedì sarà effettuata l’autopsia, mentre sono stati disposti rilievi dattiloscopici sul caricatore perso dal killer in fuga, per isolare le impronte digitali. Si fa sempre più probabile l’ipotesi di una vendetta per la morte di un 39enne, con precedenti per droga, avvenuta due anni e mezzo fa, precipitato da un balcone del palazzo in cui risiedevano Dino Carta e la sua famiglia. Qualcuno potrebbe aver addebitato responsabilità al personal trainer e ai suoi cari, pianificando una ritorsione. Su alcuni profili social di persone vicine all’uomo precipitato dal palazzo sarebbero state, addirittura, postate frasi di gioia per l’omicidio, subito dopo l’agguato. Perquisizioni, inoltre, sarebbero in corso nelle abitazioni di familiari del 39enne caduto dall’edificio in via Caracciolo, che era nato il 12 aprile, ossia il giorno prima dell’omicidio di Dino Carta. Intanto Sara Traisci, moglie di Dino Carta, lancia un appello: “Chiedo a Foggia e ai suoi cittadini,che sono persone oneste e generose, di dimostrare anche tutto il loro coraggio e di testimoniare”. La donna si appella alla cittadinanza “affinchè chi ha visto fornisca elementi utili a rintracciare l’assassino del marito e padre di sua figlia di pochi mesi. Dino Carta aveva avuto anche un’altra figlia di 12 anni da un’altra relazione.

Più di mille persone hanno preso parte all’iniziativa. È ancora caccia al killer Dino Carta era molto conosciuto a Foggia e in tanti gli volevano

É accaduto a Taviano, è stato il custode ad accorgersi dell’accaduto e a dare l’allarme. Una parente della defunta ha confermato la presenza di preziosi

Nelle prossime ore saranno eseguiti anche gli esami balistici sul caricatore abbandonato dall’omicida sul luogo dell’agguato L’assassino lo ha colpito alle spalle: ha esploso quattro

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile sulla scorta delle testimonianze rese, si sarebbe trattato di un gioco finito male sebbene non venga

Un segnale di quanto possa essere salita la tensione tra i gruppi della criminalità organizzata barese “Appena sapremo chi è stato ce li mangeremo tutti

Il sacerdote ha sporto denuncia ma non ha saputo riferire né il modello dell’auto né dettagli utili a indentificare l’aggressore “Oggi sto meglio, ma sono

La vittima avrebbe riferito di conoscere l’identità dell’aggressore, un coetaneo di origini egiziane Un ragazzo di 20 anni, di origini tunisine, è stato trasportato d’urgenza

CRONACA Per alcuni militari è stato necessario ricorrere alle cure mediche Due uomini di 33 e 52 anni sono stati arrestati, la scorsa notte, al

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Il giovane non sarebbe in pericolo di vita Un 21enne è rimasto ferito nella tarda serata di ieri, 19 aprile, a Bari, raggiunto da colpi

Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra

È stato il parroco, Don Giovanni De Marco, a dare l’allarme recandosi in sagrestia per prepararsi alla celebrazione della messa serale Ladri in azione a

Le fiamme si sono sviluppate al primo piano, coinvolgendo tutti gli ambienti dell’abitazione Paura all’alba a Melendugno: un violento incendio ha devastato un’abitazione in via

Eros Rossi era andato a casa dell’amico per festeggiare la libertà dai domiciliari con la cocaina, poi qualcosa è andata male “Vaneggiava, alterato dalla cocaina.

Almeno due le persone armate che avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima, sorpreso alle spalle, uno dei quali lo avrebbe colpito al

La procura ipotizza il reato di cooperazione in omicidio colposo e colpa medica.i La paziente è morta giovedì sera per un malore durante l’immunoterapia Indagati

Il ragazzo di Palo del Colle era ricoverato dal 6 aprile in seguito ad un incidente in moto a causa del quale aveva subito la

Su alcuni profili social di persone vicine all’uomo precipitato dal palazzo dove abitava la vittima, postate frasi di gioia per l’omicidio, subito dopo l’agguato. Chi