
Carabiniere accusato di favoreggiamento aggravato: inchiesta archiviata
CRONACA Era indagato per favoreggiamento aggravato nei confronti della sorella e del cognato di Vincenzo Zonno, figlio del presunto capo dell’omonimo clan Il gip del

Era indagato per favoreggiamento aggravato nei confronti della sorella e del cognato di Vincenzo Zonno, figlio del presunto capo dell’omonimo clan. Il gip del Tribunale di Bari ha archiviato il procedimento penale a carico di un appuntato scelto dei carabinieri, all’epoca in servizio presso la stazione di Toritto, difeso dall’avvocato Antonio La Scala, indagato per favoreggiamento aggravato nei confronti della sorella e del cognato di Vincenzo Zonno, figlio del presunto capo dell’omonimo clan. Il militare, secondo l’accusa, avrebbe aiutato, consapevole del loro coinvolgimento in attività illecita di traffico di sostanze stupefacenti, la donna e i suoi complici ad eludere le indagini invitandola a non recarsi presso il nascondiglio dello stupefacente per la presenza di apparecchi di videosorveglianza. L’accusa si sarebbe basata sul contenuto di due conversazioni intercettate nel corso delle indagini, che tuttavia come evidenziato dalla difesa, non potevano essere utilizzate ai fini probatori. A ciò si aggiunga l’assenza di ulteriori elementi d’accusa nei confronti del carabiniere, che nel frattempo ha dovuto subire un provvedimento di trasferimento ad altra sede.
La Corte dei Conti lo ha infatti condannato a pagare 13.500 euro al ministero della Difesa, cifra che comprende l’indennità di trasferta illegittimamente percepita e il danno all’immagine arrecato . Sulla carta avrebbe dovuto essere in missione in Kuwait, e invece era rientrato in Italia per quasi un mese, compreso il periodo di Natale e Capodanno, senza segnalare l’assenza. Una mancanza che è costata cara ad un militare salentino all’epoca dei fatti colonnello dell’Aereonautica: la Corte dei Conti lo ha infatti condannato a pagare 13.500 euro al ministero della Difesa, cifra che comprende l’indennità di trasferta illegittimamente percepita e il danno all’immagine arrecato all’amministrazione di appartenenza. ll colonnello era rientrato in Italia il 15 dicembre 2016 rimanendovi fino al 14 gennaio successivo, senza però segnalare l’assenza dalla missione sugli statini di presenza. La vicenda ha dato origine anche ad un procedimento penale, avviato davanti al Tribunale Militare di Napoli: in primo grado i giudici hanno condannato l’imputato ad 8 anni di reclusione e alla pena accessoria della rimozione del grado per truffa ai danni dello Stato, ma il verdetto è stato poi annullato in appello per intervenuta prescrizione. La difesa ha sostenuto che la presenza in Italia del colonnello sarebbe stata giustificata da attività di coordinamento fra le autorità militari italiane e kuwaitiane in relazione alle attività di addestramento di alcuni piloti stranieri presso la scuola di volo militare di Galatina. Tesi non dimostrata, secondo i giudici, nonostante sia stata documentata la presenza del colonnello presso la scuola il 10 gennaio per sole due ore dalle 12 alle 14:” fascia oraria – si legge in sentenza – normalmente dedicata alla pausa pranzo”.
I fatti avvennero nel 2023 nei pressi dell’istituto professionale “De Lilla”. Si è conclusa positivamente la messa alla prova per un ragazzo barese all’epoca dei fatti 13enne, che nel 2023 picchiò un 15enne nei pressi dell’istituto professionale “De Lilla”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sembra i due avessero litigato per una ragazza. Il giovane – stando alle contestazioni – avrebbe colpito il rivale con pugni sul volto e sulle tempie ed una ginocchiata al petto. La vittima venne ricoverata al Policlinico, con diagnosi di trauma cranico facciale, amnesia retrograda ed escoriazioni diffuse. Il giovane fu poi sottoposto ad un intervento chirurgico per ricomporre la frattura delle ossa nasali. I giudici del Tribunale per i minorenni hanno dichiarato l’estinzione del reato dopo che il ragazzo, assistito dall’avvocato Antonio La Scala, ha svolto un periodo di volontariato.
Si è insediato ufficialmente come procuratore capo presso il Tribunale per i minorenni di Bari Rosario Plotino, che da circa un anno e mezzo reggeva l’ufficio in qualità di procuratore facente funzioni. La cerimonia si è svolta nell’aula Occhiogrosso alla presenza del presidente del Tribunale per i minori Valeria Montaruli, la quale ha avuto parole di estremo affetto e stima nei confronti del collega. Lo ha definito coscienzioso, onesto, appassionato del suo lavoro, che segue con attenzione e passione i processi. “Siamo una grande famiglia” ha detto Plotino nel suo discorso, visibilmente emozionato. Dopo un primo incarico a Taranto, nel 2005 il magistrato è stato trasferito alla procura dei minorenni di Bari: da quel momento non è più andato via. Intervista a Rosario Plotino, procuratore capo minorenni Bari
Con il pretesto di motivare l’allievo a impegnarsi e prestare maggiore attenzione alle lezioni, lo avrebbe colpito con schiaffi al volto, pizzichi alle braccia e in altre parti del corpo, rivolgendogli frasi ingiuriose e minacciose. Aggressioni fisiche e verbali nei confronti di un alunno di 13 anni affetto da sindrome di Down, che sarebbe stato persino colpito alle gambe con i tacchi delle scarpe, a volte anche davanti ai suoi compagni.Sono queste le contestazioni formalizzate dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa nei confronti di una 50enne barese, all’epoca dei fatti insegnante di sostegno del ragazzo.Nei giorni scorsi gli agenti della polizia locale hanno notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che vede l’insegnante indagata con l’accusa di maltrattamenti aggravati dal fatto di aver agito ai danni di un minore affetto da disabilità.Gli episodi risalgono al 2023. L’insegnante, con il pretesto di motivare l’allievo a impegnarsi e prestare maggiore attenzione alle lezioni, lo avrebbe colpito con schiaffi al volto, pizzichi alle braccia e in altre parti del corpo, rivolgendogli frasi ingiuriose e minacciose. “Sveglia “, gli avrebbe detto più volte, facendogli in un’occasione cadere gli occhiali da vista dopo uno schiaffo sul volto. Fin qui le accuse, che prima di essere ritenute fondate dovranno essere vagliate da un giudice.L’inchiesta della procura è stata avviata dopo la segnalazione dell’istituto scolastico.Adesso l’insegnante avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti presentando memorie difensive o chiedendo di essere interrogata.
Un incontro per illustrare i rischi che derivano dall’eccessivo uso di Internet e degli strumenti tecnologici da parte dei minori. Un incontro per analizzare e conoscere le problematiche legate all’uso di internet e degli strumenti tecnologici da parte dei minori. L’iniziativa è stata promossa dalla sezione di Bari della Lilt e nasce dalla consapevolezza che l’abuso di internet non rappresenta più soltanto un comportamento ritenuto eccessivo, ma un fenomeno con ricadute significative sulla salute psicofisica. Sono tanti i campanelli d’allarme che ci fanno capire quando un bambino passa troppo tempo con in mano il telefono cellulare: disturbo dell’attenzione, alterazione del sonno, isolamento e aumento dell’irritabilità, tanto per elencarne alcuni. Intervista a Giovanni Capaldi, medico pediatra e Prof. Francesco Schittulli, pres. Nazionale Lilt
Da dieci giorni il pozzo 4 non eroga più l’acqua per irrigare i campi. Gli imprenditori lamentano già perdite per migliaia di euro e chiedono l’intervento delle istituzioni. Da dieci giorni, infatti, il pozzo di Arif numero 4, da cui oltre 30 aziende attingevano l’acqua necessaria per irrigare i campi, è a secco. Il motivo? Forse, si dice, un guasto elettrico. Ma i giorni passano e i danni per gli imprenditori del settore aumentano. Qualcuno lamenta già oltre 30mila euro di perdite. Le coltivazioni, viste le temperature di questi giorni, non possono stare senz’acqua per così tanto tempo. L’altro pozzo destinato all’irrigazione, quello numero 7, è fermo da gennaio. Colpa di un furto di cavi, dicono. “In queste condizioni non si può andare avanti” spiegano, chiedendo un intervento immediato da parte delle istituzioni preposte. Intervista a Biagio Campanale, imprenditore e Alessia Di Terlizzi, segretario cittadino Lega
All’incontro erano presenti anche i rappresentanti delle istituzioni e delle autorità locali. A Noci la presentazione del libro “La famiglia Palloncini”: un volume illustrato per affrontare il delicato tema della perdita di una persona cara. Interviste a Maria Mansueto, autrice; Ubaldo Pagano, consigliere regionale; Francesco Intini, sindaco di Noci
Sui campi dell’Angiulli si è svolta la cerimonia di chiusura dell’Accademia Tennis Bari. Renzo Furlan torna a Bari per il terzo e ultimo stage della stagione con i giovani allievi dell’Accademia Tennis Bari. Una delle realtà sportive locali più importanti, diretta dal presidente Roberto Capozzi, con oltre 250 iscritti di cui 50 agonisti. L’ex coach di Jasmine Paolini ha anche partecipato alla cerimonia conclusiva delle lezioni, sui campi dell’Angiulli. Oltre ai saggi di abilità degli allievi, è stata letta la lettera della mamma di una giocatrice, che ha ribadito l’importanza del tennis non solo come disciplina sportiva ma come una vera e propria palestra di vita. Coppe e medaglie che sono state consegnate per le varie categorie ai tennisti in erba, un folto gruppo di bambini e ragazzi dai 6 anni in su, sotto la guida di un team guidato dai maestri nazionali Vito Calabrese e Adriano Cassano. Intervista a Renzo Furlan
Una sfida ai videogame per conoscere ed imparare ad evitare possibili incidenti domestici e sul lavoro. Cerimonia di chiusura al teatro Kismet di Bari del progetto Scacciarischi, promosso dall Inail. Un’iniziativa rivolta agli uomini e alle donne del domani, per far capire loro quanto sia importante conoscere le regole e prevenire gli infortuni. Si è concluso al teatro Kismet di Bari il progetto Scacciarischi, le olimpiadi della prevenzione, promosso dall’Inail Assessorato alla Promozione della Salute della Regione Puglia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. 30mila gli studenti iscritti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della regione che, attraverso un videogame – sviluppato in collaborazione con AgeOfGames srl – e l’utilizzo dei social – hanno avuto modo di conoscere ed imparare ad evitare i rischi presenti a casa, a scuola e nei luoghi di lavoro. Intervista a Daniele Leone, dir. Regionale INAIL Puglia, prof.ssa Maria Elena Barbuzzi, docente ist. Grimaldi Lombardi
Presentato nella sede del rettorato a Bari il cartellone estivo degli eventi organizzati dalla Camerata Musicale Barese. Far rivivere il palazzo dell’Ateneo come uno spazio pubblico non solo a servizio degli studenti ma anche dell’intera cittadinanza. È con questo intento che prende il via la stagione estiva organizzata dalla Camerata Musicale Barese in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari. Due rassegne pronte ad allietare le serate di turisti ma non solo: Notti di Stelle e I Giovedì della Camerata, format giunto ormai alla sua quarta edizione. In totale 8 appuntamenti dal 2 luglio al 27 agosto. Un cartellone particolare ricco e vario: dalla musica jazz alla letteratura, al cinema. Intervista a Roberto Bellotti, rettore Uniba, Gianna Fratta, pres. Camerata Musicale Barese
Hanno eseguito un concerto con 8 strumenti musicali nel carcere minorile di Bari. Un’iniziativa all’insegna del divertimento e dell’inclusione. Le note di First Snow hanno risuonato nella sala teatro del carcere minorile Fornelli di Bari, dove si sono esibiti gli studenti della terza E e terza M della scuola media Francesco Netti di Santeramo in Colle. Ragazzi di appena 14 anni ma già esperti musicisti capaci di emozionare e arrivare al cuore di altri giovani ragazzi, che nell’istituto penitenziario stanno portando avanti un delicato percorso di recupero. Clarinetto, violino, chitarra, pianoforte percussioni e sax. Gli studenti, che recentemente hanno vinto un concorso internazionale a Lecce, hanno presentato un repertorio di musica leggera italiana e straniera. Intervista alla prof.ssa Daniela Caponio, dirigente ist. D’Assisi – Netti, Prof. Francesco Cassano, coord. Dipartimento musicale Netti
L’indagato, nel corso dell’interrogatorio per la convalida del fermo, si è formalmente avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto precisare alcune circostanze sulla sua posizione. “Ero solo andato in discoteca con gli amici, non sapevo nulla di quanto stava per accadere”. Sono le dichiarazioni spontanee rese davanti al gip del Tribunale di Bari da Francesco Di Vittorio, 22enne di Modugno fermato ieri con l’accusa di aver preso parte all’omicidio del 42enne Filippo Scavo, morto la notte fra il 19 e il 20 aprile scorso nella discoteca Divine Club di Bisceglie. L’indagato, nel corso dell’interrogatorio per la convalida del fermo, si è formalmente avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto precisare alcune circostanze sulla sua posizione. Ha ammesso di aver aperto la porta del varco D della discoteca ai tre soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio e già in carcere, spiegando “di aver sentito solo bussare“. L’avvocato Nicola Quaranta ha chiesto la revoca della misura cautelare, il gip si pronuncerà nelle prossime ore.
Resterà aperta fino al prossimo 7 giugno l’esposizione delle uniformi storiche dell’Arma dei Carabinieri allestita all’interno degli spazi dell’ex Mercato del Pesce in piazza del Ferrarese. Un percorso culturale che ripercorre l’evoluzione dell’abbigliamento e dei simboli della Benemerita. Le divise in mostra raccontano la storia di una forza armata che, dalle origini nel 1814 fino ai giorni nostri, ha sempre rappresentato l’unità, lo spirito di sacrificio e il coraggio al servizio della giustizia e della sicurezza del Paese. Ogni uniforme esposta è una testimonianza visibile dei cambiamenti storici e sociali che hanno contraddistinto la nostra società, non solo dal punto di vista militare, ma anche culturale e sociale. Intervista a Magg. Giacomo Conte, comandante compagnia Bari Centro
Presentato presso il comando provinciale di Bari il cane robot Saetta, in dotazione all’Arma dei Carabinieri. Si tratta di un sofisticato apparecchio utilizzato in situazioni di estremo pericolo, vediamo come funziona. Si chiama Saetta il nuovo cane robot in dotazione all’Arma dei Carabinieri del comando provinciale di Bari, con tanto di livrea blu e rossa. Si tratta di uno dei pochi dispositivi presenti sul territorio nazionale. prodotto dalla statunitense “Boston Dynamics”, società specializzata nella progettazione e realizzazione di droidi a livello mondiale. Saetta sarà impiegato come supporto al Nucleo Artificieri in presenza di una situazione di grave pericolo tanto per l’incolumità pubblica quanto per chi opera. Intervista al CAP. Giuseppe Castaldi
. Il gip del Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di archiviazione e disposto nuovi accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sulla morta di Gessica Disertore, la 27enne di Triggiano trovata morta nella cabina di una nave da crociera su cui stava lavorando come cuoca il 27 settembre 2023. Le nuove indagini riguarderanno innanzitutto la ricostruzione completa delle ultime ore di vita della giovane, con particolare attenzione ai movimenti effettuati a bordo della nave e ai contatti avuti poco prima del decesso.Gli investigatori dovranno inoltre approfondire il contenuto delle comunicazioni intercorse nelle ore precedenti alla morte, comprese chiamate, messaggi e interazioni digitali con membri dell’equipaggio, per comprendere il reale stato emotivo della ragazza e il contesto relazionale in cui si trovava. Secondo la procura, la ragazza si è tolta la vita dopo aver visto un ufficiale della nave, con il quale aveva trascorso la serata, entrare in cabina con un’altra ragazza. Secondo gli inquirenti, in seguito all’esame dei filmati delle telecamere della nave e ai dati ricavati della serratura automatica, nessuno oltre a Gessica sarebbe entrato o uscito dalla sua cabina. Ulteriori verifiche saranno rivolte alla piena compatibilità tra gli accertamenti medico-legali, la scena del ritrovamento e la dinamica ipotizzata dagli investigatori, con l’obiettivo di escludere definitivamente ogni possibile scenario alternativo.
. Ai microfoni del TgNorba parla Crescenza Liantonio, madre di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle morto in ospedale la notte tra il 13 e 14 aprile dopo un intervento chirurgico. Un dolore lacerante il suo, che grida giustizia: “Gianvito è uscito dalla sala operatoria facendo il segno di vittoria” racconta in lacrime, “torniamo nella stanza, apriamo la porta e Gianvito era lì sul letto ormai esanime” Qui l’intervista alla madre di Gianvito, morto a 17 anni Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella che al 17enne sia stato somministrato un farmaco sbagliato, cloruro di potassio non destinato a lui. “Gianvito è il figlio di tutti, era il fratello di tutti” dice ancora la madre, “Su quel letto poteva esserci chiunque, chiediamo venga solo che venga fatta chiarezza”
La Dia di Bari e la Squadra Mobile della Bat hanno eseguito complessivamente 15 misure cautelari, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda anche un gruppo dedito al riciclaggio di denaro fra Italia e Albania. Un affronto pagato con il sangue per aver messo in discussione l’autorevolezza del proprio interlocutore. Ad un anno di distanza la Dda di Bari arresta i presunti responsabili dell’omicidio del barbiere barlettano di 26 anni Francesco Diviesti, ucciso da 5 colpi esplosi da due pistole il 25 aprile dello scorso anno, il cui cadavere è stato poi rinvenuto carbonizzato quattro giorni più tardi in una cava di tufo isolata delle campagne di Canosa. In tre rispondono di omicidio volontario premeditato e aggravato dalle modalità mafiose; Igli Kamberi, 40enne albanese irreperibile dopo l’omicidio e poi rintracciato in Ungheria, già in carcere per la detenzione di 24 chili di cocaina. Altre due persone – una in carcere e l’altra ai domiciliari – rispondono invece di favoreggiamento.Tutto nasce da un presunto tentativo di estorsione ai danni della vittima: Diviesti aveva infatti contratto un debito di 500 euro con Kamberi, poi parzialmente compensato con il noleggio di un’autovettura. Nasce un diverbio legato al chilometraggio della macchina. Kamberi – spiegano gli investigatori – il 30 marzo 2025 si reca sulla spiaggia di Barletta dove si trovava Diviesti e gli mette la testa sott’acqua. “Io lo dovevo uccidere oggi”, si sentirà in un’intercettazione. Poi l’omicidio, commesso un mese più tardi, dopo una lite fuori da un bar. Le indagini condotte dalla Dia di Bari, con la collaborazione dell Squadra Mobile della Bat, riguardano in realtà una vicenda più vasta, che vede la collaborazione della Spak, la Procura Speciale Criminalità Organizzata di Tirana. Sono dieci le misure cautelari emesse dall’autorita albanese dei confronti dei presunti componenti di un gruppo dedito al riciclaggio di denaro fra Italia e Albania. “Le organizzazioni criminali albanesi sono oggi le organizzazioni criminali straniere più ramificate e diffuse nell’intera Unione Europea”. Lo ha detto il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Gatti, nel corso della conferenza stampa sull’operazione congiunta tra Italia e Albania relativa all’omicidio di Francesco Diviesti e a un presunto sistema di riciclaggio internazionale. Secondo Gatti, “si tratta di un fenomeno estremamente allarmante e per lungo tempo sottovalutato. Questi gruppi criminali – ha spiegato – sono stati considerati per anni semplice manovalanza, organizzazioni dedite alla prostituzione o al favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Oggi invece ci troviamo davanti a strutture criminali organizzate, capaci di assumere un ruolo centrale nel narcotraffico internazionale e di interagire con le più importanti mafie nazionali e internazionali”.
Ma per il pienone è ancora presto. Inizia ufficialmente la stagione per i gestori dei lidi, siamo andati a vedere com’era ieri la situazione a Capitolo. Per il pienone è ancora presto, ma gli amanti del mare non si sono lasciati intimidire dal Maestrale. E c’è persino chi azzarda un bagno. Intervista ad Anissa Lavoratti, responsabile Duna Beach Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo
A Bari un incontro per parlare degli scenari internazionali organizzato dall’associazione Orizzonti. Guerre, crisi dell’ordine internazionale, declino dell’Occidente, ruolo dell’Europa e trasformazioni degli equilibri geopolitici globali. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro pubblico “Tempi di guerra: nuovi ordini mondiali?”, promosso dall’associazione di cultura e politica Orizzonti e che si è svolto nello spazio Murat a Bari. Ospiti del dibattito il politologo Carlo Galli e lo storico e filologo Luciano Canfora, protagonisti di un dialogo dedicato ai nuovi assetti internazionali e ai conflitti che attraversano il nostro tempo. L’incontro é stato introdotto da Lorenzo Leccese e moderato da Giulia Gigante, fondatori dell’associazione Orizzonti. Intervista al prof. Luciano Canfora, filologo e saggista e al prof. Carlo Galli, filosofo e politologo

CRONACA Era indagato per favoreggiamento aggravato nei confronti della sorella e del cognato di Vincenzo Zonno, figlio del presunto capo dell’omonimo clan Il gip del

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